Aggiungi un posto a tavola

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Aggiungi un posto a tavola
Lingua originale Italiano
Paese Italia
Anno 1974
Compagnia Garinei & Giovannini
Genere Commedia musicale
Regia Garinei e Giovannini
Soggetto Garinei e Giovannini
Sceneggiatura Garinei e Giovannini, Iaia Fiastri
Produzione Garinei e Giovannini
Coreografia Gino Landi
Personaggi

Johnny Dorelli, Paolo Panelli, Bice Valori, Jenny Tamburi, Renato Turi

Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Giulio Coltellacci
Costumi Giulio Coltellacci

Aggiungi un posto a tavola è una commedia musicale italiana in due atti di Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974 con Iaia Fiastri, liberamente ispirata al romanzo After me the Deluge di David Forrest. Le musiche sono di Armando Trovajoli, le scene e i costumi di Giulio Coltellacci con le coreografie di Gino Landi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia si apre in un immaginario paese di montagna in cui Don Silvestro, il parroco, organizza uno spettacolo musicale intitolato Aggiungi un posto a tavola. Una sera, dopo le prove, Don Silvestro rimane da solo in casa sua a parlare con il suo caro amico Toto. Questi però, non sapendo minimamente cosa sia il sesso, non capisce ciò che Don Silvestro cerca di spiegargli. Durante la conversazione tra i due irrompe in casa Clementina, una ragazza perdutamente innamorata di Don Silvestro, che dice di volersi confessare per l'ennesima volta. In realtà, come tutte le volte, si tratta di un pretesto per stare un po' insieme al suo amato. Dopo la confessione Clementina torna a casa e Don Silvestro, rimasto finalmente solo, riceve una sorprendente telefonata: è il Signore che gli annuncia l'intenzione di mandare sulla Terra un secondo diluvio universale. Egli incarica Don Silvestro di costruire un'arca per salvare tutti gli abitanti e gli animali del paese. Il Signore aggiunge che la notte successiva sarà destinata alla procreazione e tutti gli uomini dovranno giacere con le proprie mogli per generare figli.

Il giorno seguente il Signore, col suono delle campane, sveglia tutti i paesani, tra cui anche l'avido sindaco Crispino, padre di Clementina. Don Silvestro è costretto a spiegare la situazione, ma i suoi compaesani restano increduli. Dopo un miracolo che permette a don Silvestro di suonare le campane con un semplice gesto della mano, tutti si ricredono e cercano di convincere il sindaco a fornire il legname per poter costruire l'arca. Crispino non ha alcuna intenzione di regalare il suo prezioso legname ma, avendo tutto il paese contro, cede e si dimette e prima che possa chiamare i gendarmi, viene rinchiuso in un cascinale. Giunta sera Don Silvestro che ha dimenticato a che cosa era destinata quella notte, incita tutti a cominciare i lavori per l'arca. Con l'aiuto del Signore e di una piacevole atmosfera romantica tutto va come dovrebbe, ma a ribaltare nuovamente la situazione è l'arrivo in paese di Consolazione, una donna di facili costumi che invoglia tutti gli uomini a passare la notte con lei anziché con le loro mogli. Don Silvestro, disperato, chiede aiuto al Signore, il quale con un ennesimo miracolo restituisce a Toto la sua virilità per far sì che tenga occupata Consolazione mentre tutti gli altri uomini possono stare in pace con le loro donne. Ora, Toto vuole però rimettersi in pari e quindi, sotto consiglio di Don Silvestro, chiede a Consolazione di sposarlo. La donna accetta, ma, avendo alle spalle un passato burrascoso non è bene accolta dagli altri abitanti. Don Silvestro cercherà invano di convincerli ad accettarla ricordando loro il significato di Aggiungi un posto a tavola e, cioè di saper perdonare. I paesani non cedono e vorrebbero abbandonare l'idea dell'arca. Sarà Clementina a far ripartire i lavori e a convincere tutti a sostenersi a vicenda, come fanno le piccole formiche.

Conclusa l'arca, arriva una spiacevole notizia: Crispino è fuggito dal cascinale e nessuno sa dove si possa trovare. Mentre il sindaco si nasconde dietro la statua di San Crispino, santo e protettore del paese, tutti lo cercano disperatamente, soprattutto Ortensia, sua moglie. Don Silvestro, per evitare che i paesani si agitino, li tranquillizza incoraggiandoli a continuare con i preparativi.

Nel frattempo Crispino riesce a contattare le forze dell'ordine e per evitare di essere scoperto da Consolazione a causa della sua allergia alle candele, si spaccia per la voce del santo e le annuncia che il diluvio non ci sarà e le chiede di avvertire tutti quanti. Don Silvestro però, che ha assistito alla scena e riconosciuto la voce del sindaco, fa intendere a Consolazione che se lei rivelasse le parole di Crispino, molto probabilmente Toto non la sposerebbe più. La donna quindi decide di tenere la bocca chiusa. Tutto fila liscio come dovrebbe e in quella seconda sera, Don Silvestro comincia a far salire tutti gli animali sull'arca. Subito dopo arriva Clementina che gli rivela finalmente il suo amore, ma lui le ricorda che non può stare insieme a lei per via del celibato ecclesiastico. Don Silvestro tuttavia si lascia un po' andare e bacia Clementina. Costretto ad affrontare nuovamente il Signore, scopre che anche Lui è contrario al celibato dato che avendo inventato un modo nuovo per procreare, non vede perché dovrebbe vietarlo proprio ai suoi "collaboratori diretti". Dopo il diluvio le cose però cambieranno e Don Silvestro potrà stare con Clementina.

Al matrimonio di Toto e Consolazione il sindaco Crispino viene infine smascherato e sorvegliato in canonica dove, parlando al telefono con il Signore, viene fulminato e, spaventato, prega Don Silvestro di farlo salire sull'arca. Tutti si affrettano a partire e salutano la terra, ma proprio al momento di salire sull'arca, arriva inaspettatamente il cardinale, inviato da Roma per invogliare tutti, tranne Clementina, a non credere più a Don Silvestro, accusato di follia.

Nel frattempo scoppia il diluvio e tutti cercano invano di salire sull'arca. Grazie all'intervento di Don Silvestro per salvare i suoi amici il Signore decide di far cessare la pioggia. La commedia si conclude quando tutti siedono a tavola a brindare. È per Lui che è stato aggiunto un posto a tavola.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Don Silvestro: parroco sempre molto paziente e disponibile: Dio gli assegnerà il compito di costruire un'arca su cui far salire tutti i suoi parrocchiani per salvarli da un imminente diluvio universale.
  • Clementina: figlia del sindaco, innamoratissima di Don Silvestro: tenterà sino alla fine di conquistarlo, ricorrendo anche ai consigli di Consolazione.
  • Crispino: sindaco del paese, sempre in conflitto con Don Silvestro e molto attaccato ai soldi: vorrebbe far parte del coro della parrocchia ma è stonato.
  • Consolazione: personaggio femminile su cui ruota tutto il significato morale della storia, ovvero l'accettazione e il perdono per coloro che hanno commesso degli errori ( Aggiungi un posto a Tavola ). Consolazione è una donna di "facili costumi" che arriva nel paese a "distrarre" i mariti dal compito assegnato loro da Dio, suscitando naturalmente le ire delle mogli e facendo preoccupare molto il povero Don Silvestro.
  • Toto: un ragazzo semplice e ingenuo che non ha mai conosciuto l'amore ma che, grazie a un miracolo, si innamorerà e farà innamorare di sé Consolazione, redimendola dal peccato e portandola con sé sull'arca.
  • Ortensia: moglie del sindaco, un po' petulante ma di buon cuore.
  • Cardinale: l'Eminenza inviata dal Vaticano per mettere a tacere Don Silvestro, accusato di follia visionaria.
  • Dio: voce fuori campo, grave, potente e imperiosa. Dovrà essere colui che incaricherà Don Silvestro a costruire l'arca.

Canzoni[modifica | modifica sorgente]

Atto Primo[modifica | modifica sorgente]

  • Aggiungi un posto a tavola
  • Peccato che sia peccato
  • Sono calmo
  • Concerto per prete e campane
  • Buttalo via
  • Notte da non dormire
  • Consolazione
  • Notte da non dormire (ripresa)
  • L'amore secondo me
  • Una formica è solo una formica

Atto Secondo[modifica | modifica sorgente]

  • La ballata di San Crispino
  • Peccato che sia peccato (ripresa)
  • Clementina
  • Ti voglio
  • Quando l'arca si fermerà
  • L’amore secondo me (ripresa)
  • Aggiungi un posto a tavola (finale)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tra l'anno 1973 e il 1974, Pietro Garinei e Sandro Giovannini scrissero con Iaia Fiastri un soggetto ispirato al romanzo After me the Deluge ovvero "dopo di me il diluvio" di Forrest, affidando la composizione delle musiche ad Armando Trovajoli, il grande jazzista romano che, dagli anni '50 in poi, si era specializzato in colonne sonore. Il costo complessivo della messa in scena dello spettacolo era molto alto, circa 250 milioni di lire, impiegati soprattutto per la realizzazione delle magnifiche scenografie in legno, montate sul palcoscenico girevole del "Sistina". Di particolare effetto furono le scene della costruzione dell'arca e del diluvio. Lo spettacolo ebbe il suo titolo a pochi giorni dal debutto, in seguito a una votazione della compagnia che preferì Aggiungi un posto a tavola a La bis bisarca e a Concerto per prete e campane.

Prima edizione[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione di Aggiungi un posto a tavola [musica: Armando Trovajoli; arrangiamenti: maestro Renato Serio; scene e costumi: Giulio Coltellacci; oreografie: Gino Landi] debuttò al teatro Sistina di Roma l'8 dicembre 1974, dopo settanta giorni di prove. Lo spettacolo fu premiato dal pubblico e rimase in scena al Sistina per ben sei mesi, tutta una stagione, cosa che non era mai avvenuta prima.

Il cast della prima edizione era formato da:

con direttore d'orchestra Angel 'Pocho' Gatti.

Seconda edizione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977 la seconda edizione.

Il cast della seconda edizione era formato da:

con il cast quasi immutato: unica variazione Jenny Tamburi al posto di Daniela Goggi nel ruolo di Clementina. Un'altra stagione in Italia, quindi, negli anni seguenti, a Londra, Vienna, Lubecca, Madrid, Barcellona, Valencia, Buenos Aires, Santiago del Cile, Città del Messico, Caracas e San Paolo. A Londra il musical (il titolo liberamente tradotto era Beyond the Rainbow) non ebbe lo stesso successo, perché lì era poco sentito il tema centrale del celibato dei preti, che dava luogo a diversi siparietti durante lo spettacolo; inoltre Johnny Dorelli dovette essere sostituito, perché investito da un taxi durante le repliche.

Terza edizione[modifica | modifica sorgente]

La terza edizione, con le canzoni rimaneggiate e meno 'acustica' nel sound, debuttò il 9 marzo 1990, sempre al Sistina, con il seguente cast:

Quarta edizione[modifica | modifica sorgente]

La quarta edizione andò in scena a partire dal 17 dicembre 2002 al Teatro Nazionale con questo cast:

Quinta edizione[modifica | modifica sorgente]

La quinta edizione dello spettacolo è andata in scena il 2 dicembre 2009, con repliche fino al 10 gennaio 2010, al teatro Sistina di Roma (in occasione del sessantennale del teatro) per poi proseguire le repliche nel resto d'Italia fino al 20 marzo 2010 e, visto il grande successo, anche nella stagione successiva da novembre 2010 a aprile 2011. La regia è quella originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini ma con la ripresa teatrale di Gino Landi e la supervisione di Johnny Dorelli.

Il cast è il seguente:

Sesta edizione[modifica | modifica sorgente]

La sesta edizione dello spettacolo è andata in scena dal 18 aprile 2013, al "Teatro Fenaroli" di Lanciano in Anteprima Nazionale, per poi proseguire le repliche nel resto d'Italia fino al 2014. Regia e coreografie riprodotte da FABRIZIO ANGELINI rispettando fedelmente quella originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini. Scenografie di Gabriele Moreschi e Costumi di Maria Sabato. Opera messa in scena dalla "Compagnia dell'Alba" di Ortona (CH)

Il cast è il seguente: