Eurosia di Jaca

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Sant'Eurosia
Particolare di una raffigurazione di Sant'Eurosia, qui ben visibile con le mani mozzate, XVII secolo, Colle Umberto.
Particolare di una raffigurazione di Sant'Eurosia, qui ben visibile con le mani mozzate, XVII secolo, Colle Umberto.

Vergine e martire

Nascita 864
Morte 880 circa
Venerata da Chiesa cattolica
Canonizzazione Culto approvato nel 1902 da Leone XIII
Ricorrenza 25 giugno
Attributi Palma
Patrona di Jaca; posseduti dal demonio; invocata contro le tempeste, la grandine e i fulmini; invocata per la protezione e fertilità dei raccolti

Eurosia, nata Dobroslava, il cui equivalente greco è Eurosia (Bayonne, 864Jaca, 880), figlia di Moyslav, duca di Boemia, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovane, rimasta in tenera età orfana di entrambi i genitori, venne accolta dal nuovo duca Boriboy e dalla sua giovane moglie Ludmilla, questi la trattarono come vera figlia e si prodigarono per il diffondersi della religione cristiana in tutta quella regione, così anche Dobroslava venne battezzata ed assunse il nome greco di Eurosia. Furono quelli anni di pace e di fede e la giovane Eurosia si distinse per bontà ed altruismo, ma un gruppo di cechi-boeri pagani presero il potere e costrinsero la famiglia ducale all'esilio.

Fu solo grazie all'opera del grande san Metodio che il duca e la sua famiglia poterono tornare trionfalmente in Boemia. Nell'anno 880, san Metodio si recò a Roma da papa Giovanni VIII, il quale era impegnato in un difficile caso: trovare una degna sposa per il figlio del conte spagnolo d'Aragona, Fortun Jimenez, erede al trono di Aragona e Navarra impegnato nella lotta contro gli invasori arabi saraceni; Il papa chiese aiuto a san Metodio, il quale senza dubbio alcuno indicò la giovane principessa Eurosia, quindi ritornò in Boemia con una ambasciata aragonese e raccolse l’accettazione del duca e di santa Eurosia, la quale lasciò il proposito di dedicarsi totalmente a Cristo, vedendo nell'intervento del papa un supremo disegno della volontà di Dio. Iniziò così il viaggio verso la Spagna, era l’anno 880, arrivati però ai Pirenei, era necessario valicarli per incontrare il suo sposo nella cittadina di Jaca, tuttavia tutta questa zona subì improvvisamente una feroce invasione di saraceni capitanati dal rinnegato Aben Lupo, questi ucciso l'ambasciatore che doveva annunziare l'arrivo di Eurosia, e saputo del matrimonio col principe aragonese, si mise in animo di catturarla e trattenerla con sé.

La comitiva con Eurosia, avvertita dell’accaduto, fu costretta a nascondersi sui monti, ma il feroce bandito saraceno riuscì a trovarli, cercò con buoni modi di ottenere i favori della giovane Eurosia, pretendendo ch'essa rinnegasse Gesù Cristo e rinunciasse al principe aragonese per divenire sua sposa; Eurosia però si oppose decisamente a tali progetti, provocando in tal modo l'ira del bandito che diede l'ordine di uccidere tutti. Grazie all'eroismo di alcuni ambasciatori spagnoli appartenenti alla comitiva, Eurosia riuscì a fuggire ma fu inseguita e raggiunta. Subì un tragico martirio: le vennero amputate le mani e recisi i piedi, tuttavia Santa Eurosia in ginocchio, con il volto fisso al cielo, pregava con fierezza e nel contempo nebbie e nuvole minacciose salivano dalle valli e un lampo improvviso scese vicino ad Eurosia, senza provocarle danni, tutti i saraceni ebbero gran paura ma il capo bandito, preso da rabbia mista a terrore diede l'ordine di decapitarla. Eurosia alzando i sanguinanti moncherini al cielo chinò il capo pregando e così venne uccisa, aveva solo sedici anni. Contemporaneamente si scatenò un grandinare furibondo, uno scrosciare spaventoso di acque, folgori e tuoni assordanti, venti fortissimi, i saraceni fuggirono terrorizzati mentre dal cielo una voce più potente della tempesta diceva: «Sia dato a Lei il dono di sedare le tempeste, ovunque sia invocato il suo nome!».

Vennero miracolosamente le sue spoglie trovate due anni dopo da un pastorello chiamato Guilleu. Eurosia fu canonizzata a Jaca il 25 giugno, la sua festa ricorre ancora oggi il 25 giugno, è invocata contro le tempeste, i fulmini, le grandinate e anche per i frutti della terra. Molte campane in Italia recano la dedica ad Eurosia: venivano infatti suonate per allontanare temporali e grandinate.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Dal Martirologio Romano al 25 maggio: "A Jaca nella Spagna settentrionale, santa Eurosia, vergine e martire".

Il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e grazie ai soldati spagnoli anche nell'Italia settentrionale, soprattutto nelle zone collinari vinicole.

Solitamente è invocata contro le tempeste, i fulmini, le grandinate e anche per i frutti della terra.

In località Mizzole (comune di Verona), si conserva un capitello risalente al 1630, eretto per invocare la protezione di sant'Eurosia contro la peste; esso è racchiuso all'interno di una cappella insieme ad un frassino che nel frattempo era cresciuto accanto.

Patronati e feste[modifica | modifica wikitesto]

Santa Eurosia è patrona di alcune località italiane, tra le quali:

case di manzano

Nel borgo di Corazzano, frazione di San Miniato, la festa di sant'Eurosia si celebra la prima domenica di maggio. In tale occasione ha luogo una processione rogazionale con la statua della santa. Prima della processione vengono distribuiti rametti di mirto ai fedeli. Il 3 maggio 2009 la chiesa parrocchiale di Corazzano è stata co-intitolata a Sant'Eurosia.

A Cassanego, piccolo borgo medioevale del comune di Borso del Grappa, a fine giugno si svolge la "sagra di Santa Eurosia".

A Missiano, piccolo borgo nel [comune di Panicale PG, si festeggia l'ultima domenica di agosto essendo protettrice dei campi e dei raccolti, la gente la invoca e la venera con molta affezione. A Recanati il culto a Santa Eurosia risale alla prima metà del XVII secolo ad opera delle ricche e nobili famiglie Costantini e Condulmari di Recanati e nel 1760 ad opera del Vescovo Ciriaco Vecchioni e la Confraternita dei Mercanti di Recanati viene edificata la chiesa intitolata ai Santi Francesco ed Eurosia con il titolo di Patrona delle campagne recanatesi;nelle chiese rurali di Chiarino e Addolorata di Recanati l'immagine di Santa Eurosia è collocata negli altari laterali di dette chiese; ultima in ordine di tempo è la chiesa rurale di San Pietro di Recanati che nel 1906 intitola la chiesa ai Santi Pietro ed Eurosia. Infine nella chiesa cittadina di Recanati dedicata a San Vito -Patrono cittadino- è possibile ammirare una grande Pala d'altare con i Santi Sebastiano ed Eurosia (opera di pittore sconosciuto) del 1667 ca. A Casanova Lonati PV alla santa è dedicato l'Oratorio risalente alla fine del XVIII secolo, dove è presente un dipinto sull'altare che la ritrae insieme alla Madonna della Neve. Ma a Recanati la più antica memoria dedicata a Santa Eurosia la troviamo nella chiesina rurale di Ricciola di Recanati dedicata da tempo immemore alla Santa ad opera della famiglia Costantini che ne era proprietaria.

A Pralungo[2] (BI) si trova una Frazione intitolata a Sant'Eurosia, situata in posizione panoramica, in una zona ricca di castagneti e di pascoli, collegata da ottime mulattiere a Oropa, Miagliano, Sagliano Micca e Favaro. In occasione della festa della Santa ogni anno il paese organizza tradizionalmente una festa paesana con tanto di fuochi artificiali.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

la statua di Sant'Eurosia posta nell'omonimo altare laterale della chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Bellombra, frazione di Adria.

Il simbolo è la palma del martirio. Viene spesso raffigurata con una mano recisa e collocata vicina ai suoi piedi.

Nella Pala d'Altare che si può ammirare a Recanati la Santa è dipinta a mani giunte con ai suoi piedi la corona e lo scettro regali oltre naturalmente alla palma del martirio ed una scimitarra- di chiara evocazione islamica -con la guardia rivolta verso l'elsa della stessa arma. Nelle chiese rurali di Recanati viene dipinta con le mani giunte -non mozzate- insieme al Santo della Parrocchia in cui si venera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ celebrazione di S. Eurosia - Casale di Mezzani.
  2. ^ Guida al paese

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