Delta Machine

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Delta Machine
Artista Depeche Mode
Tipo album Studio
Pubblicazione 22 marzo 2013 Germania Irlanda
25 marzo 2013 Francia Regno Unito
26 marzo 2013 Italia Stati Uniti
27 marzo 2013 Giappone
29 marzo 2013 Australia
Durata 58 min : 04 s
Dischi 1
Tracce 13
Genere Alternative rock[1]
Dance rock[1]
Synth pop[1]
Etichetta Sony Music
Columbia
Mute
Produttore Ben Hillier
Registrazione A New York e a Santa Barbara, California, da marzo a ottobre 2012
Formati CD, digitale, vinile
Certificazioni
Dischi d'argento Regno Unito Regno Unito[2]
(Vendite: 60.000+)
Dischi d'oro Austria Austria[3]
(Vendite: 7.500+)
Finlandia Finlandia[4]
(Vendite: 10.000+)
Germania Germania (x3)[5]
(Vendite: 300.000+)
Spagna Spagna[6]
(Vendite: 20.000+)
Svezia Svezia[7]
(Vendite: 20.000+)
Dischi di platino Francia Francia[8]
(Vendite: 100.000+)
Italia Italia[9]
(Vendite: 60.000+)
Polonia Polonia (x2)[10]
(Vendite: 40.000+)
Svizzera Svizzera[11]
(Vendite: 30.000+)
Ungheria Ungheria (x2)[12]
(Vendite: 12.000+)
Depeche Mode - cronologia
Album precedente
(2011)
Album successivo
Singoli
  1. Heaven
    Pubblicato: 5 febbraio 2013
  2. Soothe My Soul
    Pubblicato: 10 maggio 2013
  3. Should Be Higher
    Pubblicato: 11 ottobre 2013

Delta Machine è il tredicesimo album in studio del gruppo musicale britannico Depeche Mode, uscito a partire dal 22 marzo 2013.

Il disco è uscito in due differenti versioni: standard e deluxe, quest'ultima accompagnata da un disco aggiuntivo contenente quattro bonus track e un libro fotografico realizzato da Anton Corbijn, che ha già collaborato con il gruppo negli album Violator e Songs of Faith and Devotion, di cui il fotografo olandese aveva interamente curato la parte visiva.[13]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Durante la conferenza stampa che ha accompagnato l' annuncio della pubblicazione il chitarrista Martin Lee Gore ha dichiarato[13]:

« Scrivere questo disco è stato particolarmente incoraggiante, dato che volevo un suono molto moderno. Volevo che la gente si sentisse bene ascoltandolo, che trovasse una certa pace. C’è stato qualcosa di veramente magico in questo. »

Mentre il cantante Dave Gahan ha aggiunto[13]:

« Con questa pubblicazione abbiamo completamente spostato la nostra idea di come creare un disco. Quando ci scontriamo contro il muro della consapevolezza che il suono è troppo normale, lo scompigliamo, per dargli quel vero sound Depeche Mode. “Delta Machine” non è differente, e non vedo l’ora che i nostri fan lo ascoltino. »

Il 23 ottobre 2012 è stato presentato ad una conferenza a Parigi il brano Angel, successivamente reso disponibile su VEVO.

L'album è stato anticipato dal singolo Heaven, il cui videoclip è stato pubblicato il 1º febbraio 2013 su VEVO, mentre la versione su disco è uscita pochi giorni dopo, nella quale il brano è accompagnato da alcuni remix.

Il secondo singolo estratto è Soothe My Soul, la cui première radiofonica risale al 15 marzo 2013 durante lo show del mattino di Shaun Keaveny sulla stazione BBC Radio 6[14], il videoclip è stato pubblicato il 28 marzo su VEVO e il supporto fisico a partire dal 10 maggio.

Terzo singolo estratto è invece Should Be Higher, il cui videoclip è stato caricato su VEVO il 22 agosto 2013, mentre il supporto fisico pubblicato a partire dall'11 ottobre.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[15] 5.5/10 stelle
Allmusic[1] 3.5/5 stelle
Rockol[16] 4/5 stelle
Rolling Stone[17] 3.5/5 stelle
The Guardian[18] 3/5 stelle
The Times[19] 4/5 stelle
Entertainment Weekly[20] A-

Delta Machine ha ricevuto critiche generalmente positive. Su Metacritic gli è stato assegnato un punteggio di 65/100 basato su 33 recensioni[21]. Kyle Anderson sull'Entertainment Weekly afferma che Delta Machine è "l'album più potente che la band abbia tirato fuori durante questo secolo" e considera i migliori pezzi del disco i brani My Little Universe e Soothe My Soul. Ha espresso il suo apprezzamento anche per il lavoro del collaboratore Christoffer Berg[20]. Secondo il critico del Times Will Hodgkinson l'album "trova il giusto bilanciamento fra il cinguettante elettropop del loro primo periodo e le aspre dissonanze industrial dei loro ultimi album"[19]. Benjamin Boles del settimanale Now definisce Delta Machine come "il migliore album della loro carriera" e che le canzoni "vedono la band saltare in inaspettate ed eccitanti direzioni per poi riatterrare in piedi ogni volta", e che gli elementi elettronici del disco evocano "la lunatica techno tedesca più che il rimbalzante synthpop che ci si aspetterebbe dal trio inglese"[22].

Per Laurence Green del sito musicOMH l'album "è il modello del più vigoroso ed energico materiale in 15 anni", concludendo che "in quella che è sempre stata una carriera spaventosamente coerente, Delta Machine è fra i migliori album del gruppo"[23]. Nonostante scriva che i testi di Gore "solitamente rovinano le cose", Neil McCormick del Daily Telegraph trova che egli abbia "un interessante approccio alle melodie in chiave minore, che vagano in un territorio quasi jazz fatto di stravaganti modulazioni, ma è sempre pronto con una raffica altamente carica di cori quando è richiesto"[24]. James Manning della rivista Time Out London si riferisce all'album come "una delle migliori cose che abbiano mai registrato", "un grande, oscuro, drammatico album di una band che si espande fiduciosamente su un suono stabilito". Comunque, Manning sente che Gore "non ha ancora la padronanza vocale per portare a termine alcuni suoi testi melodrammatici"[25]. David Jeffries su Allmusic descrive l'album come un "ben scritto [...] e delizioso insieme di canti di sirene", aggiungendo che "coloro che non vengono presi dall'oscuro erotismo che traina l'album rimarranno piuttosto delusi"[1].

Jon Dolan di Rolling Stone afferma che l'album "celebra la meditazione sulla fede e il conforto senza lesinare sul marchio di fabbrica dei Depeche Mode"[17]. Jesse Cataldo di Slant Magazine identifica Delta Machine come "un'altra ragionevolmente grande impresa per una band che è riuscita a diventare saggia ma non troppo vecchia"[26]. Secondo Caroline Sullivan del The Guardian "i Depeche Mode sono, come al solito, paralizzati dal loro rifiuto di ammettere qualche spiraglio di luce nel loro malinconico mondo [...] Dall'altra parte però quella musica austera che accompagna tutta questa oscurità è spesso bellissima", e loda la band per la loro abilità di "bilanciare rigogliosità e minimalismo a degli stupendi effetti"[18]. In una recensione per Pitchfork Media, Douglas Wolk critica i testi dell'album, concludendo che "non vi è un singolo momento di sorpresa o di freschezza in Delta Machine, ed è enormemente frustrante sentire così profondamente resistente al cambiamento quello che era una volta un gruppo di futuristi"[27]. Andy Gill del quotidiano The Independent definisce Delta Machine come "l'album più debole del gruppo in alcuni momenti", aggiungendo che "il momento più melodrammatico che Dave Gahan riesce a darci è 'penetrate your soul... bleed into your dreams', in più gli sfondi elettronici scolpiti sembrano tende che nascondono la debolezza dei maghi che muovono le macchine"[28]. Kitty Empire del The Observer lo ha recensito come "una sorta di blues elettronico rosso sangue alla ribalta; soffia caldo e freddo"[29]. Secondo Emily Mackay del New Musical Express "le cose migliorano con le più cariche Soft Touch/Raw Nerve e Soothe My Soul, ma Delta Machine suona come se si stesse solo riscaldando"[30].

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Testi e musiche di Martin Lee Gore eccetto dove indicato.

  1. Welcome to My World – 4:57
  2. Angel – 3:58
  3. Heaven – 4:06
  4. Secret to the End – 5:12 (Dave Gahan, Kurt Uenala)
  5. My Little Universe – 4:24
  6. Slow – 3:46
  7. Broken – 3:58 (Dave Gahan, Kurt Uenala)
  8. The Child Inside – 4:16
  9. Soft Touch/Raw Nerve – 3:27
  10. Should Be Higher – 5:05 (Dave Gahan, Kurt Uenala)
  11. Alone – 4:30
  12. Soothe My Soul – 5:22
  13. Goodbye – 5:03
Disco 2 (presente nella versione Deluxe)
  1. Long Time Lie – 4:25 (Dave Gahan, Martin Lee Gore)
  2. Happens All the Time – 4:20 (Dave Gahan, Kurt Uenala)
  3. Always – 5:08
  4. All That's Mine – 3:23 (Dave Gahan, Kurt Uenala)
Traccia bonus pre-order iTunes
  1. Heaven (Live Studio Session) – 3:52

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Depeche Mode[modifica | modifica sorgente]

Altro personale[modifica | modifica sorgente]

  • Ben Hillier - produzione, tastiere
  • Flood - missaggio
  • Christoffer Berg - tastiere, drum machine
  • Anton Corbijn - fotografia
  • Jonathan Kessler - management
  • Kurt Uenala - tastiere, drum machine, songwriting
  • Ferg Peterkin - ingegnere del suono
  • Tomas del Toro-Diaz - assistente ingegnere del suono
  • Rob Kirwan - ingegnere del missaggio
  • Will Loomis - assistente ingegnere del missaggio
  • Drew Smith - assistente ingegnere del missaggio
  • Bunt Stafford-Clark - mastering
  • Dan Tobiason - assistente ingegnere del suono

Tour promozionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Delta Machine Tour.

Per promuovere l'album, la band ha intrapreso il Delta Machine Tour, partito il 4 maggio 2013 con la perfomance al Palais Nikaia di Nizza e conclusosi a Mosca il 7 marzo 2014.

Partecipazioni delle canzoni dell'album[modifica | modifica sorgente]

Angel è stata inserita nella colonna sonora del videogioco della DC Comics, Injustice: Gods Among Us.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) Delta Machine in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Certified Awards, BPI.
  3. ^ (DE) IFPI Austria - Verband der Österreichischen Musikwirtschaft, IFPI Austria.
  4. ^ (FI) Tilastot, Musiikkituottajat.
  5. ^ (DE) Gold-/Platin-Datenbank (Depeche Mode; 'Delta Machine'), BVMI.
  6. ^ (ES) TOP 100 ALBUMES, PROMUSICAE.
  7. ^ (SE) Veckolista Album - Vecka 15, 12 april 2013, GLF.
  8. ^ (FR) Certifications Albums – Année 2013, SNEP.
  9. ^ CERTIFICAZIONE ALBUM fisici e digitali settimana 35 del 2013, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 9 settembre 2013.
  10. ^ (PL) Listy bestsellerów, wyróżnienia, ZPAV.
  11. ^ (DE) The Official Swiss Charts and Music Community: Awards (Depeche Mode; 'Delta Machine'), IFPI Switzerland.
  12. ^ (HU) Adatbázis - Arany- és platinalemezek - 2012, Mahasz. URL consultato il 19 aprile 2012.
  13. ^ a b c OndaRock: I Depeche Mode tornano con “Delta Machine”
  14. ^ (EN) Carrie Battan, New Depeche Mode: "Soothe My Soul", Pitchfork Media. URL consultato il 12 luglio 2013.
  15. ^ Recensione del disco su Ondarock
  16. ^ Recensione di Rockol
  17. ^ a b (EN) Recensione di Rolling Stone
  18. ^ a b (EN) Recensione sul The Guardian
  19. ^ a b (EN) Recensione sul Times
  20. ^ a b (EN) Kyle Anderson, Depeche Mode's 'Delta Machine' now streaming on iTunes -- read EW's review here, Entertainment Weekly.
  21. ^ (EN) Delta Machine - Depeche Mode, Metacritic. URL consultato il 12 luglio 2013.
  22. ^ (EN) Benjamin Boles, Depeche Mode - Delta Machine, Now. URL consultato il 12 luglio 2013.
  23. ^ (EN) Laurence Greene, Depeche Mode – Delta Machine, musicOMH. URL consultato il 12 luglio 2013.
  24. ^ (EN) Neil McCormick, "Depeche Mode, Delta Machine, album review" After 33 years and 13 albums, the pioneering Basildon electro trio Depeche Mode are masters of a sci-fi synth rock blend, says Neil McCormick., The Daily Telegraph. URL consultato il 12 luglio 2013.
  25. ^ (EN) James Manning, "Depeche Mode – 'Delta Machine' album review" A big, dark, dramatic record of a band confidently expanding on an established sound, Time Out London. URL consultato il 12 luglio 2013.
  26. ^ (EN) Jesse Cataldo, Depeche Mode Delta Machine, Slant Magazine. URL consultato il 12 luglio 2013.
  27. ^ (EN) Douglas Wolk, Depeche Mode Delta Machine, Pitchfork Media. URL consultato il 12 luglio 2013.
  28. ^ (EN) Andy Gill, Album review: Depeche Mode, Delta Machine (Columbia), The Independent. URL consultato il 12 luglio 2013.
  29. ^ (EN) Kitty Empire, Depeche Mode: Delta Machine – review, The Observer. URL consultato il 12 luglio 2013.
  30. ^ (EN) Emily Mackay, Depeche Mode - 'Delta Machine' The 'Mode are back. But they're not at their best..., New Musical Express. URL consultato il 12 luglio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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