Dakota (palazzo)

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Coordinate: 40°46′35.74″N 73°58′35.44″W / 40.776594°N 73.976511°W40.776594; -73.976511

Il "Dakota Building"
Dettaglio

Il Dakota (The Dakota) è un edificio residenziale costruito a New York City tra il 25 ottobre 1880 e il 27 ottobre 1884,[1], situato nell'Upper West Side, all'angolo nord-ovest tra la 72ª street e Central Park West.

Edward Clark, capo della Singer Sewing Machine Company, affidò la progettazione dell'edificio allo studio dell'architetto Henry Janeway Hardenbergh, già progettista dell'Hotel Plaza.[2]

L'alto timpano, i tetti inclinati, gli abbaini, le nicchie e altri dettagli conferiscono al palazzo un aspetto riferibile all'architettura rinascimentale nord-europea, con echi anseatici, anche se il suo progetto si inserisce in quello che era il trend newyorkese tipico nell'edilizia residenziale a partire dagli anni settanta dell'Ottocento.

Secondo le leggende popolari, il nome "Dakota" viene dal fatto che al tempo in cui venne costruito, l'Upper West Side di Manhattan era scarsamente abitato e considerato remoto quanto il Territorio del Dakota. Tuttavia, la più vecchia apparizione riguardo a questa informazione è presente in un quotidiano del 1933. È più probabile che l'edificio sia stato chiamato "The Dakota" per via della passione di Clark per i nomi degli Stati e dei territori dell'ovest degli Stati Uniti.[3] In alto sopra l'entrata che dà sulla 72ª Strada, la statua di un indiano Dakota sorveglia il passaggio. Il Dakota è stato inserito nella lista degli edifici storici di New York nel 1972, ed è stato dichiarato monumento nazionale nel 1976.[4][5]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il Dakota nel 1880 circa
Ingresso.

Il Dakota è costruito in un grande spiazzo attorno a un cortile centrale, accessibile attraverso il passaggio ad arco dell'ingresso principale, un portone grosso abbastanza da far passare le carrozze trainate da cavalli, facendo scendere i passeggeri al riparo dalle intemperie. Le storiche scuderie del Dakota erano persino attrezzate con ascensori per trasportare le carrozze ai piani superiori. Le scuderie del Dakota sono state ancora in funzione, trasformate in un garage, fino al febbraio 2007, ma è ora previsto che debbano essere trasformate in appartamenti con un progetto di svariati milioni di dollari.

Il design generale degli appartamenti è nello stile francese dell'epoca, con tutte le stanze maggiori non solo comunicanti le une con le altre (en filade), nella maniera tradizionale, ma anche accessibili da un corridoio principale, una disposizione che favorisce il comodo spostamento degli ospiti da una stanza all'altra, specialmente durante feste e ricevimenti; inoltre, sono presenti dei discreti passaggi alternativi destinati al personale di servizio che si occupa delle varie stanze. Le stanze principali come il salotto o la camera da letto padronale si affacciano sulla strada, mentre la sala da pranzo, la cucina, e le altre varie stanze ausiliarie affacciano sul cortile interno.

Gli appartamenti sono areati da entrambi i lati, la qual cosa era abbastanza una novità per la New York di quegli anni. (Nel palazzo Stuyvesant, costruito nel 1869, appena dieci anni prima, e che è considerato il primo esempio newyorkese di condominio in stile francese, molti appartamenti avevano finestre solo da un lato). Alcuni dei salotti erano lunghi 49 piedi (circa 15 m), e molti dei soffitti alti 4,3 metri; i pavimenti sono intarsiati normalmente in mogano, rovere, e ciliegio (anche se è risaputo che nell'appartamento di Clark, il fondatore dell'edificio, alcuni pavimenti erano notoriamente intarsiati con l'argento).

Facciata (lato sud)

Originariamente, il Dakota aveva 65 appartamenti composti da quattro fino a venti stanze, tutti diversi. Gli appartamenti hanno accesso tramite scale e ascensori posti ai quattro angoli della corte interna. Scale e ascensori di servizio sono collocati al centro dei blocchi. Costruzione all'avanguardia, il Dakota disponeva di numerosi servizi e di una moderna infrastruttura eccezionale per i tempi. L'edificio aveva una grande sala da pranzo; i pasti potevano anche essere recapitati fino agli appartamenti grazie a un montacarichi. L'elettricità era generata da un impianto elettrico autonomo, e l'edificio disponeva di riscaldamento centralizzato. Oltre gli alloggi dei domestici, vi erano una sala giochi e una palestra nella mansarda sotto il tetto anche se, negli ultimi anni, questi spazi al decimo piano sono stati convertiti in appartamenti per ragioni economiche. Lo spazio del Dakota comprendeva anche un giardino, un campo da croquet privato e un campo da tennis dietro l'edificio, tra la 72ª e 73ª strada.

Il Dakota ebbe un grosso successo di pubblico fin dall'inizio, basti pensare che tutti gli appartamenti furono affittati prima che l'edificio finisse di essere costruito; esso tuttavia prosciugò le finanze di Clark, il quale morì prima del completamento del palazzo, e dei suoi eredi. Per l'alta società di New York, abitare in un palazzo come questo, o almeno affittarne un appartamento come seconda residenza in città, divenne una sorta di "status sociale", e il successo del Dakota diede il via alla costruzione di molti altri edifici di lusso nella città.

Morte di John Lennon e Memorial[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso dove spararono a John Lennon

Il palazzo è anche noto per essere stato, a partire dal 1973, l'ultima residenza del Beatle John Lennon e di sua moglie, Yoko Ono, e per essere stato il luogo dove Lennon fu assassinato nel 1980. Ancora oggi, Yoko Ono possiede un appartamento all'interno dell'edificio. Lo Strawberry Fields Memorial fu creato in memoria di Lennon a Central Park. Ogni anno, Yoko Ono celebra l'anniversario della morte di Lennon con un pellegrinaggio pubblico di un'ora al Memorial.[6]

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Il regista Roman Polanski filmò gli esterni per il film Rosemary's Baby al Dakota; tuttavia, gli interni furono ricreati in studio a Hollywood. Non furono girate scene all'interno dell'edificio.
  • L'edificio gioca anche un ruolo cruciale nel racconto di Jack Finney Indietro nel tempo (Time and Again).
  • L'agente speciale Aloysius X. L. Pendergast, un personaggio di finzione protagonista di molti racconti di Douglas Preston e Lincoln Child, ha un appartamento al Dakota.
  • David Aames, il personaggio protagonista del film di Cameron Crowe del 2001, Vanilla Sky, risiede al Dakota, ma solo gli esterni dell'edificio sono stati filmati, tutti gli interni sono stati riprodotti in studio.
  • Tim Curry cita il Dakota nella sua canzone I Do the Rock.
  • Nas menziona il Dakota nella sua canzone Thief's Theme mentre parla di John Lennon
  • Il Dakota viene citato nella canzone delle Hole, 20 Years In The Dakota.
  • Gene Simmons dei Kiss fece richiesta di un appartamento nel Dakota alla fine degli anni settanta, ma la sua richiesta fu respinta dall'amministrazione del palazzo.
  • Billy Joel fece richiesta di un appartamento nel Dakota, ma la sua richiesta fu respinta dal consiglio di amministrazione del palazzo il 25 settembre 1977.
  • Christine Lavin scrisse ed eseguì una canzone dal titolo The Dakota. In essa racconta i suoi sentimenti verso l'omicidio di Lennon, e come non possa fare a meno di pensare all'incidente quando passa davanti all'edificio.
  • I Brand New menzionano il Dakota nella loro canzone Play Crack the Sky dell'album Deja Entendu.
  • Il personaggio di fantasia Windsor Horne Lockwood III, protagonista dei racconti di Harlan Coben, abita nel Dakota.
  • La band Of a Revolution ha scritto una canzone intitolata Dakota circa l'omicidio di John Lennon, nel 2005.
  • La canzone L'ultimo autografo (John Lennon, 08/12/1980) di Giacomo Mariani (Testo e Musica di Giacomo Mariani e Mauro Labellarte) trae ispirazione dalla foto di Paul Goresh che ritrae Lennon all'uscita del Dakota mentre firma la copertina del suo disco Double Fantasy a Mark David Chapman, colui che poche ore dopo diventerà il suo assassino[7].

Residenti famosi[modifica | modifica sorgente]

Dakota Building (Central Park West), 1884 circa
L'entrata sud

I più noti inquilini del Dakota sono stati:

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Historic American Buildings Survey, The Dakota (Apartments), 1 West 72nd Street, Central Park West, New York, New York County, NY, page 2. URL last accessed 2006-10-24.
  2. ^ Il sovrintendente alla costruzione del Dakota Building fu George Henry Griebel, nato e formatosi a Berlino, Prussia, e Karl Jacobson, che furono gli architetti assunti per il progetto. "Dopo la costruzione del Dakota, Griebel disegnò e supervisionò anche altri edifici per la compagnia edilizia di Clark per un periodo di diciotto anni, inclusi il palazzo degli uffici della Singer Manufacturing Company sulla terza strada e sulla sedicesima, quattordici case sulla West Eighty-fifth St, un gruppo di case sulla West Seventy-fourth Street; vicino Columbus Ave, i magazzini Barnett, e molte altre ancora."
  3. ^ Christopher Gray, New York Streetscapes, Harry N. Abrams, Inc., pp. 326-328. ISBN 0810944413.
  4. ^ Dakota Apartments in National Historic Landmark summary listing, National Park Service, 11 settembre 2007.
  5. ^ Carolyn Pitts, http://pdfhost.focus.nps.gov/docs/NHLS/Text/72000869.pdf National Register of Historic Places Inventory: Dakota Apartments, National Park Service, 10 agosto 1976. and Accompanying photos, exterior, undated
  6. ^ The Dakota www.travelgoat.com, accessed July 18, 2007.
  7. ^ A 31 anni dalla scomparsa di John Lennon, il cantautore Giacomo Mariani rende omaggio all’ex-Beatle Beatlesnews.it, 13 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Birmingham, S.: Life at the Dakota, Syracuse University Press. Reprint edition, 1996. ISBN 0-8156-0338-X. Originally published by Random House, 1979, ISBN 0-394-41079-3.
  • Schoenauer, N.: 6000 Years of Housing, 3rd ed., pp. 335 – 336, W.W. Norton & Co., 2001. ISBN 0-393-73120-0.
  • Alpern, A.: "New York's fabulous luxury apartments: with original floor plans from the Dakota, River House, Olympic Tower, and other great buildings." New York: Dover Publications, 1987, c1975.
  • Van Pelt, D:Leslie's History of the Greater New York, Volume III" New York: Arkell Publishing Company 110 Fifth Avenue, c1898, The L A Williams Publishing and Engraving Company. Volume III Encyclopedia of Biography and Genealogy, pp. 656.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]