Watching the Wheels

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Watching the Wheels

Artista John Lennon
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1981
Durata 3:30
Album di provenienza Double Fantasy
Dischi 1
Tracce 2
Genere Rock
Etichetta Geffen Records
Produttore John Lennon, Yoko Ono, Jack Douglas
Registrazione 1980
Formati 7", audiocassetta
John Lennon - cronologia
Singolo precedente
(1980)
Singolo successivo
(1982)

Watching the Wheels è un singolo postumo di John Lennon, pubblicato nel 1981 ed estratto dall'album Double Fantasy un anno dopo la morte di Lennon.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

La prima stesura del brano risale al 1978 e si intitolava I'm Crazy[1], aveva la melodia definitiva di quella che diventerà poi Watching the Wheels ma un testo leggermente differente. A sua volta il brano derivava da una primissima stesura di una canzone intitolata Emotional Wreck[2] abbozzata da Lennon nel 1977. Nella sua versione finale, la canzone sembrerebbe trattare, secondo una delle interpretazioni possibili, del "congedo" di Lennon da coloro che erano sconcertati dai suoi anni di ritiro mediatico (1975-1980) seguiti al suo abbandono della scena musicale.[3] Durante questo periodo, rimase lontano dal settore della musica occupandosi in prevalenza di crescere il figlio Sean.[4] Il testo della canzone, è una sorta di inno alla pigrizia, che rimanda inevitabilmente ad altre composizioni di Lennon con i Beatles come I'm Only Sleeping, dove Lennon rivendica il diritto di passare le sue giornate semplicemente "watching shadows on the wall" (osservando le ombre sulla parete), lasciando fuori dalla sua vita gli affanni e lo stress del music business.[4][5] La seconda strofa della canzone sembra contenere un'allusione al Mito della caverna di Platone.[senza fonte]

Il brano fu il terzo e ultimo singolo estratto da Double Fantasy, e raggiunse la decima posizione in classifica negli Stati Uniti e la 30ª in Gran Bretagna.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Watching the Wheels - 3:30
  2. Yes, I'm Your Angel (Yoko Ono) - 3:08

Cover[modifica | modifica sorgente]

Della canzone vennero fatte delle reinterpretazioni da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Russino, Riccardo. Le canzoni di John Lennon, Editori Riuniti, 2000, pag. 203, ISBN 88-359-4911-4
  2. ^ Robertson, John. L'arte e la musica di John Lennon, Tarab Edizioni, 1995, pag. 181, ISBN 88-86675-05-4
  3. ^ Russino, Riccardo. Le canzoni di John Lennon, Editori Riuniti, 2000, pag. 203-204, ISBN 88-359-4911-4
  4. ^ a b Russino, Riccardo. Le canzoni di John Lennon, Editori Riuniti, 2000, pag. 204, ISBN 88-359-4911-4
  5. ^ Du Noyer, Paul. La storia dietro ogni canzone di John Lennon 1970-1980, Tarab Edizioni, Firenze, 1997, pag. 108, ISBN 88-86675-36-4