Cynthia Powell

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Cynthia Powell, più conosciuta come Cynthia Lennon, (Blackpool, 10 settembre 1939), è una scrittrice e saggista britannica.

Cynthia Lennon

Fu la prima moglie di John Lennon (celebre cantante e compositore nonché ex-membro dei Beatles); inoltre è la madre del cantante Julian Lennon (primo figlio di John).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ultima dei tre figli di Charles e Lillian Powell, frequentò il Liverpool College of Art, in cui conobbe John Lennon, che sposò dopo esser rimasta incinta.

Il rapporto con Lennon[modifica | modifica wikitesto]

L'atteggiamento aggressivo, scostante e sprezzante del giovane John plasmò sin dall'inizio quello che sarebbe stato il rapporto con la futura moglie Cynthia: quando John la invitò al pub e lei rifiutò imbarazzata dicendo di essere già impegnata, lui le rispose stizzosamente «I didn't ask you to bloody marry me, did I? - non ti ho mica chiesto di sposarmi, cazzo!».

Inoltre John ebbe reazioni di violenza nei confronti della moglie Cynthia in almeno una circostanza: secondo quanto riportato dalla stessa nella biografia da lei scritta, Lennon, il giorno dopo averla vista ballare con Stuart Sutcliffe – il suo migliore amico dei tempi ante-Beatles – l'avrebbe aspettata fuori dal bagno delle donne del college che Cynthia frequentava e colpita violentemente in pieno volto, per poi andarsene senza dire una parola[1].

Il matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

I due si sposarono il 23 agosto 1962, con matrimonio civile, nello stesso municipio dove si sposarono i genitori di John. Il manager dei Beatles però, riteneva che un Beatle sposato potesse "non essere gradito" dalle fan e così decise di tenere il matrimonio segreto.

Il figlio Julian[modifica | modifica wikitesto]

Fra John e il suo primo figlio non ci fu mai un grande rapporto. Julian dice di aver più foto di lui che giocava con Paul McCartney che con suo padre.

Il divorzio[modifica | modifica wikitesto]

Cynthia Lennon era consapevole dei numerosi tradimenti compiuti da John in questo periodo, ma fu, secondo la sua opinione, il crescente consumo di droga (in particolare l'LSD[1]) a dividerli, non solo il nascer di un nuovo amore per un'altra donna, Yoko Ono.

Dopo essere tornato dall'India Lennon chiese il divorzio, accusandola, in maniera alquanto ipocrita, di infedeltà, accusa che cadde nel vuoto quando si scoprì che Yoko era incinta. Lennon si rifiutò di darle più di 75.000 sterline come alimenti, dicendole: "What have you done to deserve it? Christ, it's like winning the bloody pools" (Cosa hai fatto per meritarli? Cristo, è come aver vinto alla fottuta lotteria). Alla fine Cynthia Powell ricevette 100.000 sterline, 2.400 sterline all'anno[1], la custodia di Julian e la casa di Lennon a Kenwood. Julian non rivedrà suo padre sino al 1969.

Come la stessa Cynthia ha raccontato più volte[1], l'unico Beatle che le restò vicino fu Paul McCartney: «Venne da me con una rosa e mi disse: "È spaventoso, non so come sia potuto succedere". Poi, per tirarmi su: "Hey Cyn, perché non ci sposiamo noi due? Questo sì che farebbe notizia". Ma so che più di ogni altra cosa si preoccupava per Julian. Fu quello il periodo in cui scrisse per mio figlio Hey Jude, che inizialmente si chiamava Hey Jules»[2].

Dopo il divorzio da Lennon[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 luglio del 1970 Cynthia Powell sposò a Londra il proprietario alberghiero Roberto Bassanini[3], da cui divorziò nel 1973.

Nel 1976, sposò John Twist, ingegnere proveniente dal Lancashire, per poi divorziare nel 1983. Nel 1978 pubblicò la prima autobiografia che trattava dei suoi anni trascorsi accanto al celebre artista, intitolato A Twist of Lennon, non edito in Italia al momento della pubblicazione sul mercato. Dopo la fine del suo matrimonio con Twist, riadottò il cognome dell'ex e defunto marito e incontrò Jim Christie, suo partner per ben 17 anni e in seguito, nel 2002, sposò Noel Charles, proprietario di un night club. Nel settembre 2005, pubblicò un'autobiografia di natura più intima e dettagliata, intitolata John. Nel 2006, Cynthia e suo figlio parteciparono alla première di Las Vegas del "Cirque du Soleil production of Love", che è stata anche la sua prima apparizione pubblica con Yoko Ono. Attualmente vive a Maiorca, in Spagna.

Spesso viene chiamata in conferenze o manifestazioni dedicate ai Beatles per raccontare la sua testimonianza su alcune canzoni: ad esempio, in merito a Strawberry Fields Forever, nata durante una vacanza ad Almeria con Lennon[4] o Hey Jude, dedicata da Paul McCartney a Julian e scritta nel periodo dell'abbandono della sua famiglia da parte di Lennon[5].

I libri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 ha pubblicato un primo libro di memorie, A Twist of Lennon, basato sul racconto del matrimonio con Lennon, e corredato di disegni e poesie realizzato dalla stessa Cynthia; il volume non risulta essere stato tradotto e pubblicato in Italia.

Nel settembre del 2005 pubblica John, che l'anno successivo viene tradotto e pubblicato in Italia dalla Coniglio Editore, in cui Cynthia racconta alcuni particolari della vita insieme a Lennon ed anche del periodo successivo, evidenziando soprattutto le mancanze dell'ex-Beatle come padre, al punto che le ultime righe del volume si concludono con questa frase: «Anche se non potrei mai rimpiangere di avere avuto il mio meraviglioso Julian, la verità è che se da ragazzina avessi saputo quanto mi sarebbe costato innamorarmi di John Lennon, mi sarei girata dall'altra parte e me ne sarei andata»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cynthia Lennon, John, Coniglio Editore, Roma, 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Giuseppe Videtti, Mio marito John Lennon, pubblicato su La Repubblica del 9 ottobre 2005, pag. 1
  2. ^ Intervista riportata in Mio marito John Lennon di Giuseppe Videtti, pubblicato su La Repubblica del 9 ottobre 2005, pag. 1
  3. ^ Cynthia Lennon, John, Hodder & Stoughton, London, 2005, pag. 320.
  4. ^ Rosaria Amato, Almeria celebra con Cynthia Lennon i 40 anni di Strawberry Fields Forever, pubblicato su La Repubblica del 23 luglio 2006
  5. ^ Stefano Mannucci, Il fantasma scomodo di Lennon, pubblicato su Il Tempo di martedì 5 dicembre 2006

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