Classe Leander (incrociatore)

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Classe Leander
L'HMS Leander
L'HMS Leander
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg Naval Ensign of New Zealand.svg
Tipo Incrociatore leggero
Numero unità 8
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Australian Navy
Naval Ensign of New Zealand.svg Royal New Zealand Navy
Ordinata 1929: Leander
1930: Achilles, Neptune, Orion
1931: Ajax
Caratteristiche generali
Dislocamento Leander 9.740 t
Amphion 9.000 t
Lunghezza 169[1] m
Larghezza 17[1] m
Pescaggio 4,9[1] m
Propulsione vapore
Leander 6 caldaie a tubi d'acqua Admiralty a tre cilindri
Amphion 4 caldaie a tubi d'acqua
4 turbine Parsons
4 assi
Potenza: 72.000 hp[1]
Velocità 32,5[1] nodi
Autonomia 10.300 miglia a 12 nodi[1]
Equipaggio 570[1]
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:[1]

siluri:

Corazzatura Depositi munizioni 76mm
Ponte di coperta 25mm
Torrette 25mm
Mezzi aerei 1 Fairey Seafox
(in origine)

Successivamente:

[senza fonte]

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Gli incrociatori classe Leander furono i primi incrociatori leggeri della Royal Navy dopo la Prima guerra mondiale ed entrarono in servizio tra il 1933 e il 1936. Armati con cannoni binati da 152mm erano dotate di un aereo da ricognizione lanciabile da catapulta che in origine era un Fairey Seafox e successivamente venne sostituito prima da un Fairey Swordfish e poi da un Supermarine Walrus.

Queste unità vennero estensivamente usate durante la Seconda guerra mondiale e tra queste l'Ajax fu la "bestia nera" della Regia Marina.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Il progetto per le unità classe Leander venne influenzato dalle precedenti unità tipo York, a loro volta evoluzione della classe County e venne pensato principalmente per risolvere il problema di fornire protezione al commercio a lungo raggio. Le navi ebbero un dislocamento tra le 7.000 e le 7.200 Long ton, venendo armate con otto cannoni da 152 mm in torrette binate, due a prua e due a poppa. Le nuove torrette, ispirate a quelle utilizzate per l'armamento secondario delle navi da battalglia classe Nelson, avevano un'elevazione massima di 60°[1]. L'armamento secondario consisteva di quattro cannoni da 102 mm, poi rimpiazzati negli anni 30 con installazioni binate, portando così a otto il numero di cannoni[1]. L'armamento antiaereo era formato da 12 mitragliatrici Vickers da 12,7 mm in installazioni quadruple. Erano anche dotati di otto tubi lanciasiluri in due installazioni quadruple e nel progetto era prevista la presenza di due Fairey Seafox imbarcati.

La velocità massima era di 32 nodi (59 km/h) e la corazzatura leggera, calcolata per avere un peso di circa 845 long ton. Le prime cinque navi della classe ebbero tutte le caldaie concentrate in una sola sala macchine mentre gli scarichi venivano concentrati in un solo fumaiolo[1], caratteristica unica tra gli incrociatori britannici. Questo significava però che un colpo a mezzanave avrebbe potuto distruggere tutta la potenza motrice della nave.

Una delle maggiori differenze tra le prime due navi e le ultime tre, conosciute come "Leander modificate", Amphion o Perth, fu proprio la separazione delle caldaie in due locali diversi a prua e a poppa, con scarico in due fumaioli separati[2]. Questa modifica rendeva quindi possibile per la nave continuare a manovrare anche con una sala macchine inattiva. Per proteggere le due sezioni la corazzatura laterale venne estesa da 26 a 43 metri di lunghezza. Durante il progetto venne anche considerata la possibilità di modificare la torretta più a prua e quella più a poppa portandole a tre pezzi invece di due, ma il piano venne cancellato in quanto la realizzazione avrebbe aumentato troppo il peso della nave e causato problemi al controllo fuoco.

Modifiche belliche[modifica | modifica sorgente]

Durante il conflitto vennero apportate significative modifiche alle navi della classe. L'armamento antiaereo venne potenziato e le navi neozelandesi installarono una serie di cannoni antiaerei da 20 e 40 mm al posto di una torretta principale. Gli aerei imbarcati variarono, venendo usati durante la guerra sia i Fairey Swordfish che i Supermarine Walrus.

Unità[modifica | modifica sorgente]

Le unità della classe vennero costruiti in 8 esemplari in 2 serie. La prima serie era costituita da 5 unità. La 3 unità della 2a serie denominata classe Amphion, avevano 2 fumaioli e una più razionale disposizione delle artiglierie.

Durante la guerra due unità della 1a serie servirono nella marina della Nuova Zelanda, mentre le tre unità della 2a serie vennero trasferite nella marina dell'Australia e vennero rinominate con nomi di città australiane.

Tipo Leander[modifica | modifica sorgente]

L'incrociatore Ajax, coinvolto in vittoriosi scontri con unità della Regia Marina.
L'incrociatore HMS Neptune affondato su una mina nel Mediterraneo
  • HMS Neptune, costruito nei cantieri di Portsmouth, impostato il 24 settembre 1931, varato il 1 gennaio 1933 ed entrato in servizio il 12 febbraio 1934. Operò con equipaggio neozelandese nonostante appartenesse alla Royal Navy. Venne affondato dallo scoppio di una mina italiana al largo di Tripoli il 19 dicembre 1941. Solo un marinaio sopravvisse all'affondamento.
  • HMS Orion, costruito nei cantieri di Portsmouth e Vickers Armstrong, impostato il 26 settembre 1931, varato il 24 novembre 1932 ed entrato in servizio il 18 gennaio 1934. Nel 1941 partecipò alla Battaglia di Creta e all'evacuazione delle truppe britanniche dall'isola, rimanendo gravemente danneggiata. Tornatò in servizio nel 1943 e partecipò all'Operazione Husky e allo sbarco in Normandia. Venne venduta per essere demolita il 19 luglio 1949.


Tipo Amphion / Sydney[modifica | modifica sorgente]

Il ricognitore Supermarine Walrus dell'incrociatore australiano HMAS Sydney
L'incrociatore Sydney (ex-Phaeton)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Morris, op. cit., p. 189
  2. ^ Collins, op. cit., p. 141

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Collins-Jane's, Warship of World War II, Glasgow, HarperCollins Publishers, 1996, ISBN 0-00-470872-5.
  • (EN) Douglas Morris, Cruisers of the Royal and Commonwealth navies, Liskeard, Maritime Books, 1987, ISBN 0-907771-35-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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