Classe A (cacciatorpediniere 1929)

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Classe A
L'HMS Achates
L'HMS Achates
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg Canadian Blue Ensign 1957-1965.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Numero unità 11
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Naval Ensign of Canada.svg Royal Canadian Navy
Completata 1930
Entrata in servizio 1930
Caratteristiche generali
Dislocamento 1330
Stazza lorda 1770 tsl
Lunghezza 98,5 m
Larghezza 9,83 m
Pescaggio 2,16 m
Propulsione 2 turbine a ingranaggi su 2 assi, 34000hp.
Velocità 37 nodi
Autonomia 8851 n.mi. a 15 nodi ( km a km/h)
Equipaggio 138
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:4 cannoni da 120/50mm, 2 impianti di mitragliere siluri:8 da 533mm in 2 lanciasiluri sull'asse

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La classe A fu una classe di cacciatorpediniere britannici entrati in servizio alla fine degli anni venti.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Gli inglesi, nella necessità di realizzare un consistente aggiornamento della loro flotta dopo la pausa del periodo successivo al primo conflitto mondiale, misero mano ad un nuovo progetto, relativamente semplice e dal dislocamento modesto, ma ragionevolmente efficiente per produrlo in quantità necessarie per coprire le esigenze di una flotta disseminata sull'intero globo.
I due prototipi, Amazon e Ambuscade, erano molto simili alle navi delle classi V e W 'modificata'.

Lo scafo era di disegno caratterizzato da un alto bordo libero, con un ponte di castello e una struttura ben concepita per tenere dure condizioni di mare.

Grazie alla disponibilità di nuove macchine motrici, basate su di un nuovo modello con 3 collettori e vapore surriscaldato, con due locali macchine e altrettanti fumaioli, queste navi erano in grado di raggiungere i 37 nodi di velocità massima, valore molto notevole, anche se le loro missioni -prevalentemente di scorta piuttosto che di attacco veloce- impediranno in pratica di farne uso.

L'armamento, basato su un numero di cannoni per nulla eccezionale, ma soprattutto su un robusto armamento di siluri e bombe di profondità, era dato da 4 cannoni sovrapposti, in impianti singoli, a prua e a poppa, e lanciasiluri quadrupli a centro nave, in posizione assiale. La plancia comando, come sempre nelle navi inglesi della categoria era a cielo aperto, con il solo locale timoneria sottostante chiuso.

I cacciatorpediniere che derivarono per la produzione di serie, i classe A e successivi, erano flottiglie di navi simili tra loro, via via migliorati, fino alla classe 'I' del 1935, l'ultima, con 2 lanciasiluri quintupli anziché quadrupli. A partire dal 1929, essi vennero realizzati al ritmo di una flottiglia di 9 unità (una come caccia capoflottiglia, con aumento delle apparecchiature radio e lieve incermento del dislocamento) all'anno e parteciparono attivamente alla seconda guerra mondiale, che combatterono nonostante fossero navi assai superate.

Navi[modifica | modifica sorgente]

Pennant
number
Nome Costruttori Impostazione Varo Entrata in servizio Fine
Royal Navy Naval Ensign of the United Kingdom.svg
D65 Codrington Swan Hunter & Wigham Richardson, Wallsend 20 giugno 1928 7 agosto 1929 4 giugno 11930 Affondata in un attacco aereo al largo di Dover il 27 luglio 1940
H09 Acasta John Brown & Company, Clydebank 13 agosto 1928 8 agosto 1929 11 febbraio 1930 Affondata dagli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau a largo di Narvik l'8 giugno 1940
H12 Achates John Brown 11 settembre 1928 4 ottobre 1929 11 febbraio 1930 Affondata dall'incrociatore tedesco Hipper nella battaglia del mare di Barents il 31 dicembre 1942
H14 Active Hawthorn Leslie & Company, Hebburn 10 luglio 1928 9 luglio 1929 9 febbraio 1930 Venduta per essere demolita il 7 luglio 1947
H36 Antelope Hawthorn Leslie 11 luglio 1928 27 luglio 1929 20 febbraio 1930 Venduta per essere demolita il 28 gennaio 1946
H40 Anthony Scotts Shipbuilding & Engineering Company, Greenock 30 luglio 1928 24 aprile 1929 14 febbraio 1930 Venduta per essere demolita il 21 febbraio 1948
H41 Ardent Scotts 30 luglio 1928 26 giugno 1929 14 aprile 1930 Affondata dagli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau a largo di Narvik l'8 giugno 1940
H42 Arrow Vickers Armstrongs, Barrow-in-Furness 20 agosto 1928 22 agosto 1929 14 aprile 1930 Danneggiata dall'esplosione della SS Fort Lamontee ad Algeri il 4 agosto 1943 e dichiarata non riparabile
H48 Acheron John I. Thornycroft & Company, Woolston 20 agosto 1928 22 agosto 1929 14 aprile 1930 Affondata su una mina al largo dell'Isola di Wight il 7 dicembre 1940
Royal Canadian Navy Canadian Blue Ensign 1957-1965.svg
D79 Saguenay Thornycroft 27 settembre 1929 11 luglio 1930 22 maggio 1931 Danneggiata in una collisione il 15 novembre 1942 e declassata a nave d'addestramento. Venduta per essere demolita nel 1945
D59 Skeena Thornycroft 14 ottobre 1929 10 ottobre 1930 10 giugno 1931 Arenata nel Hvalfjord, in Islanda, il 25 ottobre 1944

Servizio[modifica | modifica sorgente]

Gloworm: l'ultimo speronamento[modifica | modifica sorgente]

Il Gloworm andò perduto il 4 aprile 1940, durante la Campagna di Norvegia. Era tornato indietro, distaccato dalla sua formazione, alla ricerca di un uomo caduto in mare, quando si incontrò con l'incrociatore Admiral Hipper, che immediatamente aprì il fuoco con le sue artiglierie. Apparentemente, era una battaglia perduta in partenza, ma la nave inglese era dotata di 8 siluri, capaci teoricamente di minacciare mortalmente la grande nave tedesca. Tra le onde altissime del mare in tempesta le 2 unità navali si sfidarono in maniera estremamente aggressiva, tanto che l'Hipper cercò di speronare il Gloworn, ma lo mancò e mal gliene incolse, perché venne a sua volta speronato dalla nave inglese. Questa, in fiamme, non resistette molto, e affondò poco dopo. L'Hipper subì danni per una quarantina di metri della fiancata, e recuperò 40 naufraghi. La mancanza dell'Hipper si fece sentire durante le seguenti battaglie a Narvik, anche se non è detto che questa sia stata una sfortuna per i tedeschi.

L'ultima scorta: Ardent e Acasta[modifica | modifica sorgente]

L'Ardent nel 1930

I due cacciatorpediniere che scortarono la portaerei Glorious nel suo ultimo viaggio erano anch'essi navi di questa classe, si trattava dell'Ardent e dell'Acasta, entrambe classe 'A'. Il 7 giugno 1940, al largo delle coste norvegesi la portaerei stava rientrando in patria con 2 squadriglie di caccia della RAF raccolti dal territorio norvegese. Gli aviatori inglesi riuscirono ad appontare sulla nave con gli aerei, senza nessuna esperienza precedente. Mentre la nave navigava a solo 17 nodi, senza aerei in aria, apparvero gli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau che l'avevano localizzata da grande distanza.
I due caccia combatterono con grande determinazione, entrando e uscendo dalle cortine nebbiogene che stendevano per proteggere la Glorious, ingaggiata da oltre 20km, e ben presto centrata ripetutamente.
Le navi di scorta inglesi non poterono impedire la fine della portaerei, che non poteva distaccare le navi tedesche una volta raggiunta, avendo la stessa velocità. Esse potevano se non altro scappare, ma invece rimasero e protessero la loro nave fino a quando non affondò, per poi seguirla a causa del micidiale tiro tedesco, molto preciso e rapido. L'Ardent venne distrutto dopo essersi avvicinato per tentare di silurare le navi, mancandole, ma l'Acasta, prima di affondare, riuscì a piazzare un siluro Mk VIII sull'ammiraglia tedesca. Quasi nessuno sopravvisse, e la tragedia concluse nel peggior modo la campagna di Norvegia per la Royal Navy.

Il sacrificio dell'Achates[modifica | modifica sorgente]

Sempre tra le navi classe 'A', l'Achates scortò assieme ad altre 4 navi gemelle un convoglio che il 31 dicembre 1942 a venne attaccato da una forza di superficie tedesca nella battaglia del mare di Barents.
Essa coprì le navi del convoglio con le cortine fumogene (allora molto importanti), fino a quando venne affondato dalle cannonate di un incrociatore pesante, ma salvando il convoglio dalla distruzione.
Questa fallimentare azione portò ad una crisi della flotta tedesca, accusata da Hitler di non riuscire ad adempiere ai suoi compiti.

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