Classe Battle (cacciatorpediniere)

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Classe Battle
HMAS Anzac (AWM P00271-001).jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg Naval Ensign of Australia.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Classe Battle, Type 1943
Numero unità 26
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Naval Ensign of Australia.svg Royal Australian Navy
Completata 1943
Entrata in servizio 1943
Caratteristiche generali
Dislocamento 2380
Stazza lorda 3290 tsl
Lunghezza 115,52 m
Larghezza 12,26 m
Pescaggio 3,28 m
Propulsione 2 turbine a ingranaggi su 2 assi,50.000hp.
Velocità 35,5 nodi
Autonomia 8.000 miglia a 20 nodi
Equipaggio 232
Equipaggiamento
Sensori di bordo Radar:
  • Radar di scoperta Type 275
  • Centraline di tiro Mk37
Sonar
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:

siluri:

[senza fonte]

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I grandi cacciatorpediniere classe Battle vennero pensati dalla Royal Navy per avere un'elevata efficacia nella lotta contraerei, cosa che richiedeva cannoni da 114mm doppio ruolo, cannoni da 40mm e impianti di direzione del tiro contraerei, oltre che sofisticate apparecchiature di controllo del tiro e uno scafo grande e stabile.

Linee generali[modifica | modifica sorgente]

Il progetto era nato nel 1941, quando gli inglesi si allarmarono per la mancanza di difesa aerea delle navi cacciatorpediniere, in quanto le artiglierie principali erano limitate a 40 o 55 gradi di elevazione, insufficienti per la difesa aerea, soprattutto contro bombardieri in picchiata.
Dato che non esistevano modi di aumentare la potenza di fuoco contraerea se non rendendo più flessibile la batteria principale, vennero stabiliti come criterio di base dei cannoni con 85 gradi di elevazione[1], e con il calibro sceso a 114mm, praticamente lo stesso tipo di armamento delle portaerei e di alcuni tipi di incrociatori inglesi. Tutti i cannoni, non senza perplessità, vennero previsti a prua, in 2 torri sovrapposte. Un cannone a poppa venne installato a sua volta, ma era solo da 102mm, idoneo praticamente solo per il tiro illuminante.

Il progetto, per prevedere autonomia e stabilità per il tiro contraereo si evolse in una grande nave, molto più grande e larga dei precedenti, quasi troppo poco armata per il suo dislocamento, ma possedeva anche impanti binati da 40mm a poppa, in tandem, sulle sovrastrutture. 8 siluri vennero previsti per riuscire a mantenere una buona capacità contronave.

La sottoclasse 1942[modifica | modifica sorgente]

Di questa sottoclasse vennero costruite 16 unità; di queste Barfleur, Armada, Trafalgar, Camperdown, Hogue e Lagos, vennero armate con un cannone posteriore da 4 pollici, mentre le successive montarono al suo posto due complessi singoli Bofors da 40/60 mm Mk VII, ognuno con otto canne. Successivamente, questi complessi vennero montati anche sulle prime unità della classe.

La sottoclasse 1943[modifica | modifica sorgente]

Otto unità vennero costruite: Barfleur, Armada, Trafalgar, Hogue, Lagos, Camperdown, Solebay e Finisterre. Centraline di tiro Mk 37 americane vennero installate più tardi nel servizio operativo, che vide i Type 1943 migliorati rispetto al primo modello, il Type 1942. Queste nuove navi avevano anche un cannone da 114 mm anziché quello poppiero da 102 dei modelli iniziali. Alla fine della guerra erano stati realizzati 24 caccia rispetto ai 40 ordinati di queste due flottiglie, tutti per la Royal Navy. Gli altri scafi, eccetto due esemplari a scafo allungato che vennero completati come parte della classe Daring, vennero rottamati.

La sottoclasse 1944 o Australian Battle[modifica | modifica sorgente]

Nessuno scafo della terza flottiglia venne realizzato per la Royal Navy. Due scafi vennero ultimati per la Royal Australian Navy, la HMAS Anzac in Inghilterra e la HMAS Tobruk ai Cockatoo Yard, Sydney. Queste navi si distinguevano dalle altre similari per un diverso terminale del fumaiolo, e furono completate rispettivamente nel 1950 e 1951.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jackson, op. cit., p. 47

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Robert Jackson, Destroyers, frigates and corvettes, Rochester, Grange Books, 2000, ISBN 1-84013-317-1.

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