9K720 Iskander

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9K720 Iskander
SS-26 Stone
Missile Iskander nascosto nel suo lanciatore MZKT-7930.
Missile Iskander nascosto nel suo lanciatore MZKT-7930.
Descrizione
Tipo Missile balistico tattico
Impiego terrestre, da rampa mobile stradale
Sistema di guida Inerziale, GLONASS/GPS, optoelettronica terminale
Costruttore Kolomna KBN
Impostazione metà anni novanta
In servizio 1998
Utilizzatore principale Forze armate della Federazione Russa
Costo $4,750,000
Peso e dimensioni
Peso 4.615 kg (versione M)
Lunghezza 7,28 m
Altezza 1,5 m
Diametro 0,914 m
Prestazioni
Vettori MZKT-7930
Gittata 415 km (versione M)
Velocità massima oltre 7000 km/h
Motore razzo a propellente solido
Testata 1, da 800 kg
Esplosivo HE, frammentazione, chimica, nucleare
lanciato contro la Georgia, a Gori, nel 2008 [1]

[senza fonte]

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Il sistema d'arma 9M72 Iskander (nome in codice NATO SS-26 Stone) è un nuovo missile balistico tattico (SRBM) prodotto in Russia, a corta gittata quasi-balistica, con la dichiarata intenzione di sostituire lo SS-1 Scud, dopo che l'SS-23 Spider è stato radiato a causa delle restrizioni poste dagli accordi del disarmo.

Indice

[modifica] Caratteristiche

È dotato di combustibile solido e lo si reputa efficace sia come capacità di eludere le difese anti-missile, che come gittata e carico, ma le versioni export hanno una portata di 270 km, mentre per le F.A. russe vi è il modello aggiunto di "tender", un booster che lo porta a 415 km di gittata. Missile molto preciso (10 m di CEP per la versione M, 30 m di CEP per la Export), grazie alla guida GPS e quella terminale optoelettronica, ha buone capacità di eludere i missili SAM (come il missile Patriot), come già accadeva con il SS-21 e l'SS-23.

In volo, il missile segue una traiettoria non puramente balistica, che include caratteristiche come violente manovre nella fase terminale di volo, ed il rilascio di inganni. Il missile Iskander non lascia mai l'atmosfera dal momento che segue una traiettoria relativamente piatta.

[modifica] Storia del suo utilizzo

La Russia ha annunciato nel 2008 che contempla la possibilità di posizionare reggimenti di questi missili nella vicina Bielorussia e/o in Siria, come risposta ai piani di dislocazione di missili difensivi THAAD nell'Europa orientale.[2]

Sembra che nell'agosto 2008 la Russia abbia lanciato i missili Iskander contro oleodotti, contro Tiblisi, la capitale della Georgia, e contro il porto di Poti, in seguito al conflitto insorto per le province dell'Abcasia e dell'Ossezia.[3]

[modifica] Versatilità d'impiego

Il sistema viene inteso per l'uso con testata da guerra convenzionale, per la distruzione di obiettivi "paganti", difficili da colpire con l'aviazione o con i carri armati, ma di piccola area, come:

  • Sistemi di artiglieria a lungo raggio, sia antiaerei che contro-suolo (sistemi missilistici, lanciatori di missili MLRS, pezzi di artiglieria a lunga gittata);
  • Sistemi di difesa antiaerea e antimissile, specialmente quelli localizzati in postazioni relativamente fisse;
  • Basi aeree sia dell' ala-fissa che quella rotante (elicotteri);
  • Postazioni radar e antiaeree (come alternativa meno costosa ai missili anti-radiazione, tipo AGM-88 HARM e altri)
  • Postazioni di comando e nodi di comunicazione;
  • Installazioni civili di importanza critica (Ponti ferroviari, cavalcavia tra due autostrade; generatori elettrici, elettrodotti, oleodotti e gasdotti)
  • Qualsiasi altro bersaglio di importanza vitale e piccola area.

[modifica] Vantaggi

Il sistema missilistico Iskander assicura:

  • Alta probabilità di compiere la missione di artiglieria, in ambienti ostili, dotati di buone contromisure elettroniche (come disturbatori del segnale GPS, radar e missili antiaerei);
  • Alta probabilità funzionamento del missile, senza disfunzioni durante la preparazione al lancio e il volo;
  • Calcolo automatico della traiettoria di volo (angoli di lancio, tempi di accensione del razzo, correzioni in risposta ai venti, manovre terminali evasive) e inserimento automatico della missione di volo nel computer del razzo da parte dei dispositivi del lanciatore;
  • Alta manovrabilità tattica e mobilità strategica (trasportabile da aerei intercontinentali) grazie alla leggerezza che lo rende trasportabile da molti tipi di vettore;
  • Lungo periodo di operatività tra le soste di manutenzione e facilità di operazione.

[modifica] Versioni

  • Iskander-M – versione destinata alle forze armate russe. Gittata: ~400 Km con potenziale per la futura estensione della gittata.
  • Iskander-E – versione per l'export, a propellente solido a singolo stadio, con testata tele-guidata 9M723K1 non separabile, specialmente progettata per rispettare le restrizioni MTCR. Gittata: ~280 km.

[modifica] Operatori

bandiera Russia

[modifica] Specifiche della versione export

  • Costruttore: Kolomna KBM
  • Raggio di lancio:
    • massimo: 280 km (versione per l'export)
    • minimo: 50 km
  • Precisione: 20 m CEP (export version)
  • Velocità d'ignizione: ~2100 m/s
  • Peso:
    • missile al lancio: 3.800 kg
    • carico utile: 480 kg (export version)
    • lanciatore: 40.000 kg (peso del lanciatore terrestre)
  • Testata: convenzionale (cluster, HE frammentazione, penetrante)
  • Sistema di guida: innerziale, GPS\GLONASS, guida terminale optoelettronica
  • Chassis del vettore: a ruote, capacità fuoristrada
  • Numero di missili:
    • sul lanciatore 9P78E: 1 (export version)
    • sul veicolo da trasbordo 9T250E: 2
  • Equipaggio del veicolo di lancio: 3

[modifica] Note

  1. ^ http://www.georgiaupdate.gov.ge/en/doc/10006919/Iskander%2017.11.pdf
  2. ^ Russia Ready to Station Iskander Missile Systems, Bombers in Belarus - Kommersant Moscow
  3. ^ Jeffrey Lewis • Did Russia Fire SS-26s at Georgia?

[modifica] Sistemi d'arma paragonabili

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • Russia's Arms Catalog 2004
  • Landgestützte sowjetische/russische ballistische Lenkwaffen DTIG - Defense Threat Informations Group, luglio 2005
  • Bolt From the Blue - Russian land-based precision-strike missiles di Michal Fiszer e Jerzy Gruszczynski, marzo 2003
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