R-36M

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R-36M
SS-18 Satan
Un razzo Dnepr, versione da impiego spaziale dell'SS-18
Un razzo Dnepr, versione da impiego spaziale dell'SS-18
Descrizione
Tipo missile balistico intercontinentale
Impiego terrestre da silo
Sistema di guida Inerziale Autonomo,le testate MIRV sono controllate da un computer
Progettista V. F. Utkin
Impostazione 1969
In servizio 1975
Ritiro dal servizio operativo
Sviluppato dal SS-9 Scarp
Peso e dimensioni
Peso circa 210.000 kg (dipende dalla versione)
Lunghezza 33,6-34,6 m
Diametro 3,2 m
Prestazioni
Gittata 11.200-16.000 km (dipende dalla versione)
Velocità fino a 7 km/s
Motore Primo stadio RD-263 x 4, Secondo stadio RD-0228
Testata fino a 10 MIRV
Esplosivo nucleare

[senza fonte]

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L'SS-18 'Satan' conosciuto come R-36M , è un missile bistadio, a propulsione liquida, lanciabile da silos, sin dalla sua entrata in servizio rappresentò il principale strumento della politica di deterrenza del Cremlino. Secondo stime dell'epoca l'impiego degli SS-18 in un attacco preventivo sarebbe stato capace di decimare gran parte dell'arsenale USA.

Questo missile capace di trasportare molte testate (si calcola che nel 1985 Mosca disponesse di oltre 25.000 ogive nucleari contro le circa 20.000 in mano agli USA), ha delle dimensioni superiori a quelle del MX Peacekeeper, l'ICBM americano che avrebbe dovuto contrastarlo e che in realtà entrò in servizio con oltre un decennio di ritardo in soli 100 esemplari. Il sistema di propulsione del primo stadio usando la combinazione del tetraossido di diazoto con l'idrazina, sviluppa 460 tonnellate di spinta verticale mentre il propulsore del secondo stadio ne produce 70, consentendo all'SS-18 una gittata che va dagli 11000 ai 16000 Km. Il sistema di guida è inerziale autonomo, controllato da un computer di bordo.

Il missile che venne alloggiato nei silos dei vecchi R-36 appositamente modificati profondi 39 metri con un diametro di 5,9 metri, sfrutta un curioso sistema di lancio, che espelle il missile dal silo prima che il motore principale si inneschi, utilizzando un generatore a propellente solido, situata in fondo alla struttura.

Il vettore poteva essere equipaggiato con otto ogive nucleari a dispersione e puntamento indipendente (MIRV - acronimo di "Multiple Independent Re-entry Vehicle), ciascuna capace di una potenza variabile fra i 550 e i 750 Kt o da una sola potente e grande testata da 24 Mt (si consideri che la più potente bomba atomica mai fatta esplodere sulla terra aveva una potenza di circa 50-60 megatoni).

L'R-36M venne commissionato come sostituto dell'R-36 SS-9 Scarp nel 1969, fu testato nel 1972, armato ed integrato nell'arsenale missilistico sovietico nel 1975. Prodotto ed assemblato in Ucraina, ha un costo molto elevato, tanto che la sola parte di progettazione e test si aggira sugli 8-10 miliardi di rubli.

Questo missile fu prodotto in 6 varianti, di cui solo due (R-36M UTTh modello 4 ed R-36M2 Voivode' modello 5 e 6) attive, queste si distinguono sostanzialmente per l'accuratezza del sistema di rientro e per le consistenti migliorie tecniche strutturali presenti fra la versione 4 e quella 5 e 6. Nonostante tali modifiche entrambe le versioni sono ritenute egualmente letali per i sistemi missilistici e per la difesa aerea dei paesi occidentali.

Le capacità anti-bunker e anti-rifugio di questo ICBM di quarta generazione, dotato di testate MIRV, furono particolarmente temute dagli strateghi occidentali, a giusta ragione considerando che questo missile, schierato in 308 silo, sarebbe stato capace di distruggere l'80 % dell'arsenale missilistico americano (stima calcolata sulla base di nessuna reazione NATO dopo un eventuale attacco) utilizzando solamente due testate per silo, il che avrebbe reso disponibile per i sovietici almeno altre 1000 testate utilizzabili per ulteriori attacchi.

I Presidenti americani Ronald Reagan ed George H. W. Bush consapevoli della minaccia rappresentata da questo sistema d'arma concentrarono i propri sforzi allo scopo di porre dei limiti allo strapotere dell'SS-18, a tale proposito la stipulazione del trattato START II bandì i sistemi MIRV, ed istituì l'apertura di una procedura di demolizione sistematica di questo missile e della riconversione delle strutture di lancio. Lo sviluppo dei sistemi antimissile LIM-49A Spartan e Sprint, particolarmente vincenti anche sui collaudi effettuati dal poligono di Kwajalein, fu un ulteriore contrapposizione al temibilissimo ICBM russo[1].

Nonostante i programmi concernenti ai protocolli START abbiano stabilito un ritiro degli SS-18 Satan entro il 2007, e la loro sostituzione con gli SS-25 e SS-27, gli odierni tentativi del governo Americano di riprendere la costruzione del sistema di difesa missilistica spaziale in aperta violazione del trattato anti missili balistici, hanno portato le autorità della Federazione Russa, a rallentare questa procedura, e dunque ancora oggi 154 fra le più temibili armi di distruzioni di massa mai prodotte sono ancora operative.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Deterrente missilistico strategico - Libro - Gianvanni Paolo - Gianvanni Pietro

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