A-350

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A-350
ABM-1 Galosh
SH-1
Un ABM-1B Galosh nel 1982
Un ABM-1B Galosh nel 1982
Descrizione
Tipo Missile anti-balistico
Impiego terrestre
Sistema di guida radar
Costruttore Vympel NPO e NIIP
Impostazione 8 aprile 1958
Primo lancio 1º gennaio 1962
In servizio 1972[1]
Ritiro dal servizio 1990[1]
Utilizzatore principale Forze armate sovietiche
Peso e dimensioni
Peso 33.000 kg
Lunghezza 19,8 m
Diametro 2,57 m
Prestazioni
Gittata 322[2]-350 km
Tangenza 30.000 m
Motore 3 stadi a propellente solido[2]
Testata 1 x 2/3 megatoni[2]
Esplosivo Nucleare

[3]

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A-350 è il nome russo del missile anti-balistico a medio raggio sovietico conosciuto in Occidente con il nome in codice NATO di ABM-1 Galosh. Entrato in servizio all'inizio degli anni settanta come parte del Sistema ABM A-35, fu schierato in 64 rampe nella periferia di Mosca, in modo da difendere la città dai missili balistici intercontinentali. Venne ritirato dal servizio nei primi anni novanta, a causa dell'avvento del nuovo Sistema ABM A-135 ed in pratica sostituito dall'ABM-4 Gorgon.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo di un sistema antimissile che fosse in grado di difendere la capitale Mosca dagli attacchi missilistici venne ordinato per decreto l'8 aprile 1958[3]. Tale sistema, chiamato A-35, avrebbe dovuto utilizzare, oltre che nuove strutture radar, anche un nuovo intercettore che fosse in grado di operare anche fuori dall'atmosfera terrestre (cosa che il precedente V-1000 non era in grado di fare)[1].

I lavori intorno al nuovo missile intercettore iniziarono nel 1960: si trattava dell'A-350, che nelle intenzioni dei progettisti avrebbe dovuto essere in grado di intercettare missili in avvicinamento a distanze superiori a 90 km, anche fuori dall'atmosfera[1].

Inizialmente, i tecnici decisero di installare sull'arma una testata con esplosivo convenzionale a frammentazione, ma successivamente si optò per una singola testata nucleare di grande potenza, in modo da compensare l'imprecisione dei radar del sistema di allerta[1].

La previsione era che il sistema entrasse in servizio il 7 novembre 1967, ma i tempi non furono rispettati: alla fine, il Sistema A-35 entrò in servizio nel 1972, cinque anni dopo la data prevista[1].

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il sistema A-35 entrò in servizio nel 1972. Il missile A-350 ricevette la codifica NATO temporanea di SH-1 (dal nome del poligono di Sary Shagan), con il nome di Galosh. Successivamente, identificato erroneamente come un missile antiaereo, venne chiamato in Occidente SA-7[4]. Tuttavia, una volta che l'intelligence si rese conto della natura antimissile del sistema d'arma, la codifica venne cambiata in ABM-1[2]. Complessivamente, ne furono schierati 64 esemplari alla periferia di Mosca, presso le località di Bereya, Solnechnogorsk, Klin e Zagorsk[1].

Il missile fu mostrato al pubblico per la prima volta nel 1964, in occasione di una parata sulla Piazza Rossa. Tuttavia, questo sistema d'arma non fu mai effettivamente visto "in pubblico", poiché era sempre contenuto all'interno del cilindro di lancio[2].

Per precauzione, i sovietici realizzarono dei simulacri in scala reale degli A-350, da lasciare sulle rampe di lancio: lo scopo era quello di ingannare i satelliti spia statunitensi. Infatti, era stato deciso che i veri ABM-1 restassero stoccati in magazzino, e venissero schierati all'aperto solo nei periodi di tensioni internazionali. Anche ad oggi, comunque, il numero reale dei Galosh realmente installati rimane sconosciuto[1].

Nella metà del decennio, fu immessa in servizio una versione perfezionata, nota come ABM-1B (designazione NATO temporanea SH-4), che presentava modifiche al terzo stadio[2].

Alla fine degli anni settanta, i sovietici decisero di implementare un nuovo sistema antimissile, stavolta basato su due distinti missili ed in grado di intercettare anche testate multiple. Nel 1979, iniziò la costruzione del nuovo Sistema A-135, e contemporaneamente venne intrapreso lo smantellamento dell'A-35. Gli ultimi Galosh furono definitivamente radiati nel 1990[1].

Nel nuovo sistema antimissile russo, nel compito di intercettare i missili fuori dall'atmosfera fu sostituito dall'ABM-4 Gorgon[2].

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Un Galosh fotografato all'interno del suo cilindro di lancio in occasione di una parata, nel gennaio 1977

L'ABM-1 Galosh era un missile anti-balistico a medio raggio, progettato per intercettare i missili balistici nemici in avvicinamento nell'area di Mosca. Piuttosto simile come prestazioni allo statunitense LIM-49 Nike Zeus, ne vennero costruite due versioni[2].

  • A-350Zh (ABM-1A, o ABM-1 Mod. 1): si trattava della versione base, lanciato per la prima volta il 1º gennaio 1962. Missile a tre stadi, con una singola testata della potenza di 2-3 megatoni, era spinto da motori a propellente solido[3].
  • A-350R: si tratta della versione modificata, rinforzata contro le radiazioni. Lanciato per la prima volta il 1º gennaio 1971, entrò in servizio nella metà del decennio. Piuttosto simile al missile precedente, si differiva principalmente per il terzo stadio: questo era infatti a propellente liquido, e poteva essere riacceso in modo da migliorare la precisione post-lancio[2].

In tutti i casi, il sistema di guida era con comando radio. Occorre comunque precisare che il sistema antimissile era inefficace nei confronti dei dispositivi con testate multiple[1].

Dati tecnici ABM-1A[3] ABM-1B[3]
Nome russo A-350Zh A-350R
Sistema ABM A-35 A-35M
Nome in codice NATO temporaneo SH-1 SH-4[2]
Primo lancio 1º gennaio 1962 1º gennaio 1971
Ingresso in servizio 1972 Metà anni settanta
Lunghezza (m) 19,8 20,1
Diametro (m) 2,57 2,57
Massa (kg) 33.000 32.600
N. stadi 3 2+1
Peso testata (kg) ? 450
Potenza testata (Mt) 2/3 1-2/3[2]
Gittata (km) 350 320
Tangenza (m) 30.000 30.000

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j missilethreat.com
  2. ^ a b c d e f g h i j k warfare.ru
  3. ^ a b c d e astronautix.com
  4. ^ La designazione di SA-7 è stata successivamente riutilizzata per il missile SA-7 Grail.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]