P-70 Ametist

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P-70 Ametist
SS-N-7 Starbright
P-70 Ametist.svg
Descrizione
Tipo Missile antinave
Impiego Da sottomarino
Sistema di guida Inerziale
Progettista OKB-52 di Vladimir Nikolaevič Čelomej
In servizio 1968
Ritiro dal servizio anni novanta
Utilizzatore principale Marina militare sovietica
Esemplari Oltre 200
Peso e dimensioni
Peso 3.375 kg
Lunghezza 6,7 m
Prestazioni
Vettori Classe Charlie I
Gittata Da 50 a 65 km
Motore A razzo
Testata Convenzionale: 1 x 500 kg
Nucleare: 1 x 200 kt

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Il P-70 Ametist (nome in codice NATO: SS-N-7 Starbright) è un missile sovietico antinave sviluppato negli anni sessanta. Costruito in circa 200 esemplari, oggi non è più in produzione ed è stato ritirato dal servizio.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La necessità di un nuovo missile antinave iniziò a manifestarsi presso i vertici della marina sovietica negli anni sessanta. Infatti, dal 1960, la VMF doveva essere in grado di affrontare i gruppi di portaerei americani, che avrebbero potuto lanciare un attacco atomico sul suolo sovietico.

Il problema era che i sottomarini preposti a tale tipo di contrasto erano equipaggiati, oltre che con siluri, con missili antinave SS-N-3 Shaddock, che avevano l’enorme limitazione di poter essere lanciati solo in emersione. Questo rendeva le operazioni di lancio estremamente pericolose per il sottomarino vettore.

Per questa ragione, fu necessario sviluppare un missile capace di essere lanciato in immersione. L'OKB-52 di Vladimir Nikolaevič Čelomej iniziò a lavorare al nuovo missile che avrebbe dovuto essere imbarcato sui nuovi sottomarini classe Charlie I, allora in fase di sviluppo (entrarono in servizio a partire dal 1967).

Il nuovo missile, che entrò in servizio nel 1968, ricevette il nome di P-70 Ametiste ed il codice GRAU di 4K-66. In Occidente fu conosciuto con il nome in codice NATO di SS-N-7 Starbright.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il missile era spinto da un motore a razzo a propellente solido, che gli garantiva un’autonomia compresa tra i 50 ed i 65 km a Mach 0.9. La grande innovazione era costituita dal fatto che l’ordigno poteva essere lanciato da un sottomarino in immersione, riducendo quindi notevolmente la vulnerabilità del battello-vettore. La velocità era praticamente identica a quella dell’SS-N-3, ma la sua minore gittata ne riduceva le probabilità di intercettazione da parte di aerei in volo.

La lunghezza era di circa 6,7 metri, ed il peso al lancio raggiungeva i 3.375 kg. La testata poteva essere di due tipi:

  • convenzionale, con 500 kg di esplosivo ad alto potenziale;
  • nucleare, con una testata da 200 kt.

Il servizio[modifica | modifica sorgente]

Il P-70 entrò in servizio con la marina sovietica nel 1968, e fu prodotto in oltre 200 esemplari. Oggi questo missile è stato sostituito da modelli più moderni e con prestazioni migliori e non è più operativo, così come i sottomarini classe Charlie I che lo imbarcavano.

Tuttavia, ebbe un ruolo fondamentale della difesa antinave sovietica. Infatti, questa fu a lungo basata essenzialmente sull’SS-N-7 e sull’SS-N-9 Siren.

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