Vittoria di Svezia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Vittoria di Svezia
La principessa Vittoria nel 2023
Principessa ereditaria di Svezia
Stemma
Stemma
In caricadal 1⁰ gennaio 1980
(44 anni e 62 giorni)
PredecessoreCarlo Filippo
EredeEstelle
Duchessa di Västergötland
In caricadal 9 gennaio 1980
(44 anni e 54 giorni)
PredecessoreCarlo
Nome completosvedese: Victoria Ingrid Alice Désirée
italiano: Vittoria Ingrid Alice Desiderata
TrattamentoSua Altezza Reale
Altri titoliPrincipessa di Svezia
(1977-1980)
NascitaOspedale universitario Karolinska, Solna, 14 luglio 1977 (46 anni)
PadreCarlo XVI Gustavo di Svezia
MadreSilvia Sommerlath
ConsorteDaniel Westling
FigliEstelle
Oscar
ReligioneLuteranesimo svedese
Firma

Vittoria di Svezia (nome completo in svedese Victoria Ingrid Alice Désirée; Solna, 14 luglio 1977) è la principessa ereditaria di Svezia dal 1980.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia maggiore di Carlo XVI Gustavo di Svezia e della regina consorte Silvia, oltre a essere erede al trono svedese si trova nella lista di successione al trono del Regno Unito[1].

Porta il nome dell'ava Vittoria di Baden, moglie di Gustavo V di Svezia, mentre il secondo nome, Ingrid, è in onore dell'omonima moglie di Federico IX di Danimarca e figlia di Gustavo VI Adolfo di Svezia; il terzo nome, Alice, riprende quello della nonna materna, e Desirée in omaggio a Désirée Clary, moglie di Jean-Baptiste Jules Bernadotte, capostipite della dinastia Bernadotte di cui è discendente.

È stata battezzata il 27 settembre 1977[2] nella cappella del Palazzo Reale di Stoccolma. Suoi padrini sono stati re Harald V di Norvegia, Ralf Sommerlath, suo zio materno, la regina Beatrice d'Olanda, e sua zia, la principessa Desirée, Baronessa Silfverschiöld.

Legge salica[modifica | modifica wikitesto]

Vittoria è stata nominata principessa ereditaria il 1º gennaio 1980 dall'emendamento del 1979 all'atto di successione del 1810.[3][4] Questo emendamento costituzionale ha introdotto la primogenitura assoluta, il che significa che il trono sarebbe stato ereditato dal figlio maggiore del monarca indipendentemente dal sesso. Il re Carlo XVI Gustavo di Svezia si oppose alla riforma, non perché si opponesse alle donne che entravano nella linea di successione, ma perché era contrariato dal fatto che suo figlio fosse stato privato dello status di principe ereditario che aveva ricoperto sin dalla nascita.

Con Ingrid Alexandra di Norvegia, Caterina Amalia dei Paesi Bassi, Elisabetta del Belgio e Leonor di Spagna, è una delle cinque principesse che saranno chiamate a regnare in Europa.[5]

Educazione e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Si è diplomata al ginnasio nel 1996; dopo avere studiato un anno presso l'Université Catholique de l'Ouest a Angers (Francia), ha svolto uno stage presso il Parlamento svedese. Dal 1998 al 2000 ha completato gli studi in scienze politiche e storia presso l'Università di Yale (Stati Uniti).

Da giugno a settembre 2002 è stata stagista presso la sede dell'ONU a New York e, in seguito, presso l'ambasciata svedese a Washington. Ha anche approfondito esperienze professionali presso organizzazioni internazionali come il parlamento europeo e il Ministero degli Affari Esteri.

Nel 2003 ha completato un addestramento militare base presso la SWEDINT (Swedish Armed Forces International Centre).[2]

La principessa ereditaria Vittoria durante la Festa nazionale della Svezia (2006)

Incarichi di corte[modifica | modifica wikitesto]

Il primo viaggio ufficiale è stato quello in Giappone nel novembre del 2001.[6][7] Nello stesso anno Vittoria si è recata anche sulla costa occidentale degli Stati Uniti, dove ha partecipato alle celebrazioni del centenario del Nobel.

Nel gennaio 2005 Vittoria ha effettuato una lunga visita ufficiale in Australia, promuovendo lo stile e le imprese svedesi,[8] e ad aprile ha visitato il Bangladesh e lo Sri Lanka per seguire le attività di soccorso e informarsi sul lavoro all'indomani dello tsunami. Nel giugno 2005 Vittoria si è recata in Turchia per una visita ufficiale. Ha visitato siti storici come la Moschea Blu, il Palazzo di Topkapı e la basilica di Santa Sofia. Questa è stata la prima visita reale ufficiale dalla Svezia alla Turchia dal 1934.[9]

Il 30 gennaio 2009 nella cattedrale di Messina le è stato assegnato, dalla Fondazione Bonino-Pulejo, il XV Premio Internazionale Uberto Bonino per le Lettere, le Arti e le Scienze. Il giorno successivo ha visitato Siracusa e la sua cattedrale, con la cappella e il simulacro di santa Lucia, la cui festa è molto popolare in Svezia.[10]

Impegno umanitario[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 ha fondato il Princess Victoria's Fund, che ogni anno organizza raccolte di beneficenza a favore dei bambini disabili o con malattie croniche[6].

Nel 2010 la principessa e il marito, in occasione del loro matrimonio, hanno fondato la The Crown Princess Couple’s foundation, che mira ad aiutare bambini e giovani svedesi[6].

Nel gennaio 2016 il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha nominato la principessa ereditaria membro di Sustainable Development Goals Advocates for Agenda 2030. La principessa ereditaria è uno dei 16 ambasciatori nel gruppo di difesa degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Il compito del gruppo è promuovere in vari modi gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La principessa ereditaria si occupa principalmente di questioni riguardanti l'acqua e la salute.[11][12][13]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Vittoria è madrina di tre futuri re e regine: la principessa Ingrid Alexandra di Norvegia,[14] la principessa Caterina Amalia di Orange-Nassau[15] e il principe Cristiano di Danimarca,[16] così come di due principi reali: la principessa Eleonora del Belgio e il principe Costantino-Alessio di Grecia e Danimarca (figlio di Paolo di Grecia). I suoi numerosi figliocci includono anche i suoi nipoti, la principessa Leonore, figlia della sorella Maddalena, e il principe Alexander, figlio del fratello Carlo Filippo.

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 le è stata diagnosticata l'anoressia nervosa: per curarsi lontano dagli occhi dei media e dai doveri istituzionali, nel 1997 si è trasferìta negli Stati Uniti, ufficialmente per completare gli studi. Ripresasi dalla malattia, è da allora in prima linea come testimonial contro i disordini alimentari.[17][8]

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La principessa e il marito nel giorno del loro matrimonio

Nel maggio 2002 il quotidiano svedese Expressen riferì per la prima volta che Vittoria aveva un nuovo fidanzato, il suo personal trainer Daniel Westling.[18] Il 24 febbraio 2009, dopo l'approvazione da parte del governo svedese, è stato annunciato ufficialmente il fidanzamento della principessa.[19]

Il 19 giugno 2010 la coppia si è sposata nella cattedrale di Stoccolma.[19]

La coppia ha avuto due figli:

Titoli e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 luglio 1977 – 31 dicembre 1979: Sua Altezza Reale principessa Vittoria di Svezia
  • 1 gennaio 1980 – 9 gennaio 1980: Sua Altezza Reale la principessa ereditaria di Svezia
  • 9 gennaio 1980 – oggi: Sua Altezza Reale la principessa ereditaria di Svezia, duchessa di Västergötland
    • In svedese: Hennes Kunglig Höghet Victoria, Sveriges kronprinsessa, hertiginna av Västergötland

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia reale svedese
Casato di Bernadotte

Carlo XIV (1763-1844)
Oscar I (1799-1859)
Carlo XV (1826-1872)
Figli
Oscar II (1829-1907)
Gustavo V (1858-1950)
Gustavo VI Adolfo (1882-1973)
Figli
Carlo XVI Gustavo (1946)
Nipoti
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Gustavo VI Adolfo di Svezia Gustavo V di Svezia  
 
Vittoria di Baden  
Gustavo Adolfo di Svezia  
Margherita di Connaught Arturo, duca di Connaught e Strathearn  
 
Luisa Margherita di Prussia  
Carlo XVI Gustavo di Svezia  
Carlo Edoardo di Sassonia-Coburgo-Gotha Leopoldo, duca di Albany  
 
Elena di Nassau  
Sibilla di Sassonia-Coburgo-Gotha  
Vittoria Adelaide di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg Federico Ferdinando di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg  
 
Carolina Matilde di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg  
Vittoria Ingrid di Svezia  
Louis Moritz Sommerlath Louis Carl Sommerlath  
 
Anna Lucie Tille  
Carl Walther Sommerlath  
Erna Sophie Waldau Johann Waldau  
 
Sophie Marie Schmidt  
Silvia Sommerlath  
Artur Floriano de Toledo Joaquim Floriano de Toledo  
 
Maria Júlia de Barros  
Alice Soares de Toledo  
Elisa Novais Soares Emiliano Baptista Soares  
 
Joaquina Dias Novais  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Monogramma

Onorificenze svedesi[modifica | modifica wikitesto]

Membro e Commendatore degli Ordini di S. M. (Reale Ordine dei Serafini, LoK av KMO) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama dell'Ordine famigliare reale di re Carlo XVI Gustavo - nastrino per uniforme ordinaria
I Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmt) - nastrino per uniforme ordinaria
I Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmt)
— 30 aprile 1996[27]
II Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtII) - nastrino per uniforme ordinaria
II Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtII)
— 15 settembre 2013[28]
III Medaglia commemorativa del 70° genetliaco di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtII) - nastrino per uniforme ordinaria
III Medaglia commemorativa del 70° genetliaco di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtII)
— 30 aprile 2016
IV Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtIV) - nastrino per uniforme ordinaria
IV Medaglia commemorativa del Giubileo di re Carlo XVI Gustavo (CXVIG:sJmtIV)
— 15 settembre 2023

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia della Decorazione d'Onore per servizi alla Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine dei Monti Balcani (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito del Cile (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria
Grande Medaglia Gwanghwa dell'Ordine al merito del servizio diplomatico (Corea del Sud) - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria
Membro di I Classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria
Membro di I Classe dell'Ordine della Stella Bianca (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca di Finlandia (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa Bianca di Finlandia (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine nazionale al Merito (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Croce di I Classe dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine d'Onore (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Cordone dell'Ordine supremo del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Cordone dell'Ordine supremo del Rinascimento (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Falcone islandese (Islanda) - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 2 novembre 2018[52][53]
Grand'ufficiale dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Croce di commendatore dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Commendatore dell'Ordine del Difensore del Reame (Malesia) - nastrino per uniforme ordinaria
Ufficiale dell'Ordine dei Grimaldi (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia dell'Investitura di Re Guglielmo Alessandro (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria
Grand' Ufficiale dell'Ordine della Repubblica (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Persons eligible to succeed to the British Throne as of 1 Jan 2011 la qualificava 285ª. Successivamente, però, è stata modificata la legge di successione britannica e sono anche nati nuovi aventi diritto.
  2. ^ a b (EN) HRH Crown Princess Victoria' s biography, su Sveriges Kungahus. URL consultato il 5 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2017).
  3. ^ (EN) HM King Carl XVI Gustaf / Biography, su Sveriges Kungahus. URL consultato l'11 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2021).
    «Under the Order of Succession introduced in 1980 by the Swedish Parliament, the throne passes to the eldest child.»
  4. ^ (EN) Duties of the Monarch, su Sveriges Kungahus. URL consultato l'11 luglio 2018 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2018).
    «After having had an agnatic (male) order of succession in Sweden, it was changed into an order of full cognatic succession from 1980. By this principle, which Sweden is the first country to have introduced, the throne passes to the eldest child, whether male or female.»
  5. ^ Antonella Rossi, Le regine di domani, in VanityFair.it, 25 agosto 2014. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  6. ^ a b c (EN) HRH Crown Princess Victoria's Royal Engagements, su Sveriges Kungahus. URL consultato il 5 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2014).
  7. ^ (EN) CROWN PRINCESS VICTORIA OF SWEDEN ON TOUR IN JAPAN, su HELLO!, 18 ottobre 2001. URL consultato il 14 aprile 2023.
  8. ^ a b (EN) Swedish princess offers advice to Mary, su The Sydney Morning Herald, 17 marzo 2005. URL consultato il 14 aprile 2023.
    «Victoria has been in Australia for a week, promoting cultural and business links between Sweden and Australia. [...] The Swedish princess, who battled an eating disorder five years ago, revealed how she had struggled to cope in the limelight.»
  9. ^ (EN) Crown Princess Victoria of Sweden and Turkish Prime Minister Tayyip Erdogan pose in front of a picture of Mustafa Kemal Ataturk., su Alamy Limited. URL consultato il 14 aprile 2023.
  10. ^ Siracusa: la città dà il benvenuto alla principessa Vittoria di Svezia, su www1.adnkronos.com, 31 gennaio 2009. URL consultato il 24 luglio 2016.
  11. ^ (EN) Vesna Blazhevska, SDG Advocate Crown Princess Victoria of Sweden joins global effort to save our ocean, su United Nations Sustainable Development, 9 giugno 2017. URL consultato il 14 aprile 2023.
  12. ^ (EN) Crown Princess Victoria an Advocate for UN Global Goals, su Regeringskansliet, 19 gennaio 2016. URL consultato il 14 aprile 2023.
  13. ^ La Principessa Vittoria ambasciatrice delle Nazioni Unite, su www.italiareale.it. URL consultato il 14 aprile 2023.
  14. ^ (EN) Her Royal Highness Princess Ingrid Alexandra, su The Royal House of Norway. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  15. ^ (EN) The Princess of Orange, su Royal House of the Netherlands. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  16. ^ (EN) Godfathers and godmothers to the little Prince, su TRH The Crown Prince Couple (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2007).
  17. ^ (SV) Aftonbladet nyheter: Victoria berättar om sina ätstörningar, su wwwb.aftonbladet.se, 28 maggio 1999. URL consultato il 5 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  18. ^ (EN) Vestkusten 15 June 2002, su California Digital Newspaper Collection. URL consultato il 14 aprile 2023.
  19. ^ a b (EN) Engagement between Crown Princess Victoria and Daniel Westling, su Sveriges Kungahus, 24 febbraio 2009. URL consultato il 5 settembre 2017.
  20. ^ (SV) Svante Lindqvist, Kommuniké från Riksmarskalken, su Sveriges Kungahus, 24 febbraio 2012. URL consultato il 24 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 29 febbraio 2012).
  21. ^ Kronprinsessparet väntar barn - The Crown Princess Couple is expecting a child, su kungahuset.se, Sveriges Kungahus, 17 agosto 2011. URL consultato il 5 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2011).
  22. ^ (SV) H.K.H. Prins Oscar Carl Olof, hertig av Skåne [S.A.R. il Principe Carlo Olof Oscar, duca di Scania], su kungahuset.se, Kungliga Hovstaterna [Corte reale di Svezia], 2 marzo 2016. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  23. ^ (SV) Kronprinsessan och Prins Daniel har fått en son [La Principessa Ereditaria e il Principe Daniele hanno un bambino], su kungahuset.se, Kungliga Hovstaterna [Corte reale di Svezia], 2 marzo 2016. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  24. ^ Immagine (JPG), su coolspotters.com. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  25. ^ Immagine
  26. ^ Immagine (JPG), su media1.santabanta.com. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  27. ^ Immagini
  28. ^ Giubileo di rubino di Carlo XVI Gustavo
  29. ^ (DE) Reply to a parliamentary question about the Decoration of Honour (PDF), su parlament.gv.at, p. 1133. URL consultato il November 2012.
  30. ^ Immagine, su desmond.imageshack.us. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2013).
  31. ^ Immagine
  32. ^ ANP Immagine
  33. ^ DECRETO DE 5 DE SETEMBRO DE 2007 - website JusBrasil
  34. ^ DOU 06/09/2007 - Pg. 7 - Seção 1 | Diário Oficial da União | Diários JusBrasil, su jusbrasil.com.br. URL consultato il 17 maggio 2014.
  35. ^ Immagini, su picture.belga.be. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2013).
  36. ^ Persondetaljer Hendes Kongelige Højhed Kronprinsesse Victoria af Sverige Archiviato l'11 marzo 2012 in Internet Archive. - website borger.dk (Danish)
  37. ^ Immagine, su cache1.asset-cache.net. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  38. ^ Estonian State Decorations, Kroonprintsess Victoria - website of the President of Estonia (Estonian)
  39. ^ Estonian State Decorations, Victoria - website of the President of Estonia (Estonian)
  40. ^ Immagine
  41. ^ Immagini
  42. ^ Kungahuset
  43. ^ Immagine
  44. ^ Gallery on www.theroyalforums.com, State visit of President Johannes Rau in Sweden in 2003 : Victoria's photo
  45. ^ Immagini, su royalcourt.se. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2009).
  46. ^ Immagine, su cache4.asset-cache.net. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).
  47. ^ Immagine, su cache2.asset-cache.net. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2016).
  48. ^ Immagine, su cache4.asset-cache.net. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  49. ^ Immagine, su cdn.theroyalforums.com. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2013).
  50. ^ Immagine, su cdn.theroyalforums.com. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2012).
  51. ^ Fálkaorðuhafar, su falkadb.forseti.is. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2012).
  52. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  53. ^ http://www.quirinale.it/elementi/18954#&gid=1&pid=2/
  54. ^ State visit of Latvia in Sweden (2005), Gala dinner, Victoria Archiviato il 16 giugno 2013 in Internet Archive.'s photo
  55. ^ https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/236x/72/b6/18/72b6183ffebe5f87e9eef025b72a4e76.jpg
  56. ^ Swedish Royal website Archiviato il 23 maggio 2013 in Internet Archive. (Swedish), State visit of Grand-Dukes of Luxembourg in Sweden, gala dinner 15 April 2008
  57. ^ Luxembourgish Grand-Ducal website (French), State visit of Grand-Dukes of Luxembourg in Sweden, gala dinner 15 April 2008
  58. ^ AMP Picture, State visit of Grand-Dukes of Luxembourg in Sweden, gala dinner Archiviato il 28 marzo 2014 in Internet Archive. on 15 April 2008
  59. ^ theroyalforums.com : Photo 1 Archiviato il 16 giugno 2013 in Internet Archive. Photo 2 Archiviato il 4 luglio 2015 in Internet Archive.
  60. ^ Official page of this order rank (S.M.N.), su malaysianmonarchy.org.my. URL consultato il 26 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).
  61. ^ Immagine
  62. ^ Immagine
  63. ^ Immagine
  64. ^ http://img.photobucket.com/albums/v227/MihoshiMarie/Royals/World/King%20Harald%2070th%20Birthday/group-photo2.jpg
  65. ^ Copia archiviata (JPG), su english.forseti.is. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2015).
  66. ^ Elenco degli insigniti (XLS), su canord.presidency.ro. URL consultato il 12 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2014).
  67. ^ DNF] Fotoarchief Denieuwsfoto, su ppe-agency.com. URL consultato il 17 maggio 2014.
  68. ^ PPE Agency, su ppe-agency.com, PPE Agency. URL consultato il 17 maggio 2014.
  69. ^ Bollettino ufficiale di Stato
  70. ^ Articolo, su kungahuset.se. URL consultato l'11 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2016).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Erede al trono svedese Successore
Carlo Gustavo, duca di Jämtland
Poi sovrano con il nome di Carlo XVI Gustavo
Erede apparente
dal 1980
in carica
Predecessore Linea di successione al trono di Svezia Successore
Nessuno 1ª posizione Estelle di Svezia
Controllo di autoritàVIAF (EN60019995 · ISNI (EN0000 0001 1445 5127 · LCCN (ENno2005017483 · GND (DE124564933 · WorldCat Identities (ENlccn-no2005017483