Eugenio di Svezia

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Famiglia reale svedese
Casato di Bernadotte
Bernadotte coa.svg

Carlo XIV (1763-1844)
Oscar I (1799-1859)
Carlo XV (1826-1872)
Oscar II (1829-1907)
Gustavo V (1858-1950)
Gustavo VI Adolfo (1882-1973)
Carlo XVI Gustavo (1946)
Eugenio, principe di Svezia
e duca di Närke

Eugenio di Svezia, (nome completo Eugen Napoleon Nicholas Bernadotte[1]) (Stoccolma, 1 agosto 1865Stoccolma, 17 agosto 1947), principe di Svezia e Norvegia e duca di Närke[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu il quarto e ultimo figlio del re Oscar II di Svezia e della regina Sofia di Nassau[1], al momento della sua nascita principi ereditari di Svezia e Norvegia.

Eugenio fu un rinomato pittore, un collezionista di arte e un patrocinatore di artisti. La sua passione artistica fu ostacolata dal padre, ma ugualmente egli riuscì studiare arte sia in patria che a Parigi. Numerose sue opere illustrano paesaggi tipici della sua terra natale. Egli prese parte ai lavori per la decorazione del Teatro Reale di Arte Drammatica e del Palazzo Municipale, entrambi a Stoccolma e dell'altare della chiesa di Kiruna.

Nel 1905 acquistò la villa di Waldemarsudde, presso Djurgården. In questa villa riunì un'importante collezione artistica comprendente quadri di celebri pittori svedesi come Anders Zorn, Carl Larsson e Ernst Josephson. Nel parco della casa si trova una collezione di opere di grandi scultori, come Carl Milles e Carl Eldh.
Egli, per volere testamentario, donò la gestione della villa allo Stato svedese che la trasformò in un museo.

Eugenio morì a Stoccolma nel 1947. Fu uno dei primi membri della Casa reale svedese ad essere cremato. La sua urna funeraria si trova conservata nella villa di Waldemarsudde.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Eugenio di Svezia Padre:
Oscar II di Svezia
Nonno paterno:
Oscar I di Svezia
Bisnonno paterno:
Carlo Giovanni XIV di Svezia
Trisnonno paterno:
Jean Henri Bernadotte
Trisnonna paterna:
Jeanne de Saint-Vincent
Bisnonna paterna:
Désirée Clary
Trisnonno paterno:
François Clary
Trisnonna paterna:
Françoise Rose Somis
Nonna paterna:
Giuseppina di Leuchtenberg
Bisnonno paterno:
Eugenio di Beauharnais
Trisnonno paterno:
Alessandro di Beauharnais
Trisnonna paterna:
Giuseppina de Tascher de la Pagèrie
Bisnonna paterna:
Augusta di Baviera
Trisnonno paterno:
Massimiliano I di Baviera
Trisnonna paterna:
Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Madre:
Sofia di Nassau
Nonno materno:
Guglielmo di Nassau
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo di Nassau-Weilburg
Trisnonno materno:
Carlo Cristiano di Nassau-Weilburg
Trisnonna materna:
Carolina di Orange-Nassau
Bisnonna materna:
Luisa Isabella di Kirchberg
Trisnonno materno:
Guglielmo Georg, conte di Sayn-Hachenburg
Trisnonna materna:
Isabella Augusta Reuss di Greiz
Nonna materna:
Paolina di Württemberg (1810-1856)
Bisnonno materno:
Paolo Federico di Württemberg
Trisnonno materno:
Federico I del Württemberg
Trisnonna materna:
Augusta di Braunschweig-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Carlotta di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Federico di Sassonia-Altenburg
Trisnonna materna:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz (1769-1818)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze svedesi[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Norvegia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Norvegia

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1913
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1913
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1913

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Darryl Lundy, Genealogia del principe Eugenio di Svezia, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 15 settembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]