Caterina Amalia di Orange-Nassau

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Caterina Amalia
Wassenaar, najaar 2014, de Prinses van Oranje.jpg
Principessa d'Orange
Stemma
In carica 30 aprile 2013 –
in carica
Predecessore Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi
Nome completo Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria van Orange-Nassau
Altri titoli Principessa dei Paesi Bassi
Principessa di Orange-Nassau
Nascita L'Aia, 7 dicembre 2003 (14 anni)
Dinastia Casa d'Orange-Nassau
Padre Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi
Madre Máxima Zorreguieta
Religione Chiesa protestante nei Paesi Bassi

Caterina Amalia, principessa d'Orange (nome di battesimo: Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria; L'Aia, 7 dicembre 2003) è la legittima erede al trono del Regno dei Paesi Bassi, costituito dai paesi dei Paesi Bassi, Curaçao, Aruba, e Sint Maarten.

È la maggiore delle tre figlie del re Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi e di sua moglie, la regina Máxima Zorreguieta, e la seconda tra i nipoti di Beatrice dei Paesi Bassi e di suo marito Claus van Amsberg. Ha due sorelle minori: Alexia (nata il 26 giugno 2005) ed Ariane (nata il 10 aprile 2007).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e battesimo[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria è nata alle 17:01 del 7 dicembre 2003 al Bronovo Hospital a L'Aia[1][2], primogenita dell'allora principe Guglielmo Alessandro e la seconda fra i nipoti dell'allora regina Beatrice dei Paesi Bassi e del principe Claus van Amsberg. Dopo che la sua nascita è stata resa pubblica, 101 colpi di cannone a salve sono stati sparati nei quattro angoli del Regno dei Paesi Bassi: Den Helder e L'Aia nei Paesi Bassi, Willemstad nelle Antille Olandesi, e Oranjestad ad Aruba.[3]

Il 12 giugno 2004 è stata battezzata dal reverendo Carel ter Linden nella Grote of Sint-Jacobskerk a L'Aia.[2] I suoi padrini e madrine sono stati suo zio, il principe Constantijn di Orange-Nassau, la principessa ereditaria Vittoria di Svezia, l'allora vicepresidente del Consiglio di Stato dei Paesi Bassi Herman Tjeenk Willink, l'amica di sua madre Samantha Deane, suo zio Martín Zorreguieta e l'amico di suo padre Marc ter Haar.[2]

I nonni materni, Jorge Zorreguieta e María del Carmen Cerruti Carricart, cui era stato proibito di partecipare alle nozze dei suoi genitori nel 2002 a causa del coinvolgimento di Zorreguieta nel regime del generale Jorge Rafael Videla, erano presenti al suo battesimo, trattandosi di un evento privato piuttosto che di un affare di stato.[4]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 la principessa ha frequentato la scuola primaria pubblica Bloemcampschool a Wassenaar.[5] Attualmente studia presso la Christelijk Gymnasium Sorghvliet a L'Aia, frequentata in precedenza anche da sua zia Laurentien dei Paesi Bassi.[6][7]

Parla fluentemente olandese, inglese e sta studiando lo spagnolo.[8] Suona il pianoforte ed ha interesse per l'equitazione.[2]

Primi impegni ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 giugno 2010, ha fatto da damigella al matrimonio della sua madrina, la Principessa Ereditaria di Svezia con Daniel Westling.[9]

Incoronazione come Principessa D'Orange[modifica | modifica wikitesto]

La regina Beatrice ha abdicato al trono olandese il 30 aprile 2013. Quando suo padre è salito al trono, la principessa Caterina Amalia è diventata la principessa d'Orange come legittimo erede.[10]

Fa parte della nuova generazione in cambiamento: Vittoria di Svezia, Ingrid Alexandra di Norvegia ed Elisabetta del Belgio. Con Leonor di Spagna (se i suoi genitori non partoriranno un altro discendente di sesso maschile, di fatto la costituzione spagnola non è cambiata), sono le cinque principesse che saranno chiamate a regnare in Europa.[11]

Caterina Amalia assumerà un seggio tra i consiglieri del Consiglio di Stato dei Paesi Bassi dopo aver raggiunto la maggiore età.[12]

Titoli, trattamento e stemma[modifica | modifica wikitesto]

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 dicembre 2003 – 30 aprile 2013: Sua Altezza Reale Principessa Catharina-Amalia dei Paesi Bassi, Principessa di Orange-Nassau
  • 30 aprile 2013 - attuale: Sua Altezza Reale la Principessa d'Orange, Principessa dei Paesi Bassi, Principessa di Orange-Nassau
    • in olandese: Hare Koninklijke Hoogheid De Prinses van Oranje

Con il Decreto Reale del 25 gennaio 2002, n. 41, viene deciso che tutti i figli del principe Guglielmo Alessandro portino il titolo di principe (o principessa) dei Paesi Bassi e principe (o principessa) di Orange-Nassau.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Re dei Paesi Bassi
Casa di Orange-Nassau
Royal coat of arms of the Netherlands.svg
Blasone
d'azzurro seminato di plinti d'oro, caricato di un leone dorato, armato e lampassato di rosso, impugnante una spada di destra e sette frecce nella sinistra. Lo scudo è sormontato dalla corona regale olandese ed è sostenuto da due leoni come tenenti

Guglielmo I (1815 - 1840)
Guglielmo II (1840-1849)
Figli
Guglielmo III (1849-1890)
Figli
Guglielmina (1890-1948)
Figli
Giuliana (1948-1980)
Beatrice (1980-2013)
Guglielmo Alessandro
Caterina dei Paesi Bassi Padre:
Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi
Nonno paterno:
Jonkeer Claus dei Paesi Bassi
Bisnonno paterno:
Jonkeer Claus Felix von Amsberg
Trisnonno paterno:
Wilhelm von Amsberg
Trisnonna paterna:
Elise von Vieregge
Bisnonna paterna:
Baronessa Gösta von dem Bussche-Haddenhausen
Trisnonno paterno:
Barone George von dem Bussche-Haddenhausen
Trisnonna paterna:
Baronessa Gabriele von dem Bussche-Ippenburg
Nonna paterna:
Beatrice dei Paesi Bassi
Bisnonno paterno:
Bernardo di Lippe-Biesterfeld
Trisnonno paterno:
Bernardo di Lippe-Biesterfeld
Trisnonna paterna:
Armgard di Sierstorpff-Cramm
Bisnonna paterna:
Giuliana dei Paesi Bassi
Trisnonno paterno:
Enrico di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Guglielmina dei Paesi Bassi
Madre:
Máxima dei Paesi Bassi
Nonno materno:
Jorge Horacio Zorreguieta Stefanini
Bisnonno materno:
Juan Antonio Zorreguieta Bonorino
Trisnonno materno:
Amadeo Zorreguieta Hernández
Trisnonna materna:
Máxima Blanca Bonorino González
Bisnonna materna:
Cesira Maria Stefanini Borella
Trisnonno materno:
Oreste Stefanini
Trisnonna materna:
Tullia Carolina Borella
Nonna materna:
María del Carmen Cerruti Carricart
Bisnonno materno:
Jorge Horacio Cerruti de Sautu
Trisnonno materno:
Santiago Anastasio Cerruti Ponce de León
Trisnonna materna:
María de las Mercedes de Sautu Martínez
Bisnonna materna:
María del Carmen Carricart Cieza
Trisnonno materno:
Domingo Carricart Etchart
Trisnonna materna:
María del Carmen Cieza Rodríguez

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Newly-born Princess Catharina-Amalia second in line for Dutch throne, su godutch.com. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  2. ^ a b c d (EN) The Princess of Orange, su Royal House of the Netherlands. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  3. ^ A new government and Dutch troops go to Iraq Archiviato il 4 dicembre 2013 in Internet Archive., Museum of National History. Retrieved on 2013-05-06.
  4. ^ (EN) Joyful christening of Catharina-Amalia, su Hello Online, 14 giugno 2004. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  5. ^ (EN) Princess Amalia to attend state school, in DutchNews.nl, 18 settembre 2007. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  6. ^ (NL) Amalia gaat naar Sorghvliet-gymnasium, su RTL Nieuws, 20 marzo 2015. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  7. ^ (NL) Prinses Amalia naar de middelbare school, in NOS.nl, 24 agosto 2015. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  8. ^ (EN) The children of King Willem-Alexander and Queen Máxima, in Holland.com, 06 giugno 2012. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  9. ^ (EN) Ten young bridesmaids and page boys at the wedding at Stockholm Cathedral - Sveriges Kungahus, su Swedish Royal Court, 16 giugno 2010. URL consultato il 30 settembre 2017.
  10. ^ Abdication information, Dutch Royal House. (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2013).
  11. ^ Antonella Rossi, Le regine di domani, in VanityFair.it, 25 agosto 2014. URL consultato il 17 febbraio 2018.
  12. ^ (NL) Voorzitterschap Raad van State - Het Koninklijk Huis, su web.archive.org, 24 agosto 2013. URL consultato il 17 febbraio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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