Luisa di Svezia

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Luisa di Svezia
Drottning Lovisa av Danmark 1851-1926 av Amalia Lindegren.jpg
Regina consorte di Danimarca
Stemma
In carica 29 gennaio 1906 – 14 maggio 1912
Predecessore Luisa d'Assia-Kassel
Successore Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin
Nome completo Lovisa Josefina Eugenia
Nascita Palazzo Reale di Stoccolma, Svezia, 31 ottobre 1851
Morte Palazzo di Amalienborg, Copenaghen, Danimarca, 20 marzo 1926
Luogo di sepoltura Cattedrale di Roskilde
Casa reale Bernadotte
Padre Carlo XV di Svezia
Madre Luisa dei Paesi Bassi
Consorte di Federico VIII di Danimarca
Figli Cristiano X di Danimarca
Haakon VII di Norvegia
Luisa, Principessa Friedrich Georg di Schaumburg-Lippe
Principe Harald
Principessa Ingeborg, Duchessa di Västergötland
Principessa Thyra
Principe Gustavo
Principessa Dagmar

Luisa di Svezia (in svedese Lovisa Josefina Eugenia; in danese Louise Josephine Eugenie; Stoccolma, 31 ottobre 1851Copenaghen, 20 marzo 1926) nata principessa di Svezia[1], divenne regina di Danimarca per matrimonio.

Famiglia d'origine[modifica | modifica wikitesto]

Luisa nacque al Palazzo Reale di Stoccolma e fu l'unica figlia sopravvissuta del re Carlo XV di Svezia e della sua consorte Luisa dei Paesi Bassi[1]. I suoi nonni paterni erano il re Oscar I di Svezia e la regina Giuseppina di Leuchtenberg; quelli materni il principe Federico dei Paesi Bassi e la principessa Luisa di Prussia.

Dopo la morte di suo fratello, Luisa venne trattata dal padre come un figlio. Una volta suo padre disse di lei: "È un brutto diavolo, ma è divertente!". Questo preoccupò la madre, che voleva venisse educata secondo l'ideale femminile del tempo. Luisa viene descritta come una figlia unica, amata e viziata, i cui genitori stravedevano per lei: si dice che assomigliasse a sua madre nelle fattezze, ma che assomigliava a suo padre nel comportamento, energico e felice.

Dopo la nascita del fratello nel 1852, sua madre aveva subito un infortunio che le aveva impedito di avere altri figli. Questo implicava un problema di successione: sebbene la Svezia in passato avesse già avuto sovrani di sesso femminile, e l'approvazione della successione femminile fosse stata dichiarata già nel 1604, tale disposizione non era stata accolta dalla nuova costituzione del 1809, perciò Luisa non fu riconosciuta come erede al trono. La sua successione, quindi, avrebbe richiesto una modifica della legge, come sarebbe stato anche necessario per quanto riguardava il trono di Norvegia, che non l'approvava. Essendo l'unica figlia superstite dei suoi genitori, suo padre, il re Carlo XV, fece ripetuti tentativi di cambiare la Costituzione per far accettare Luisa come sua erede[2]. Tuttavia, quando il fratello di suo padre, ebbe il primo figlio nel 1858, seguito da molti altri negli anni successivi, suo padre non fu aiutato in nessun modo nei suoi tentativi, perché la questione era già stata risolta[3].

Della formazione accademica di Luisa si occupò la sua governante Hilda Elfving. Nel 1862, lei e sua madre divennero allieve di Nancy Edberg, il pioniere del nuoto per le donne. L'arte del nuoto non era, inizialmente, considerata del tutto adeguata per le donne, ma quando la regina e sua figlia presero le lezioni, essa venne rapidamente di moda e fu accettata anche per le donne[4].

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Luisa divenne oggetto di progetti matrimoniali molto presto. Il candidato più plausibile era il principe ereditario Federico di Danimarca. Luisa e Federico si conobbero nel 1862. Il matrimonio fu considerato auspicabile per diversi motivi. La situazione tra le case reali era molto tesa in quel momento. Dopo la morte di Federico VII di Danimarca, senza figli, nel 1863, erano stati proposti come possibili candidati Carlo o suo fratello, il principe Oscar, per il trono danese, invece di Cristiano IX. In Danimarca, c'era delusione per il fatto che la Svezia, nonostante l'attuale Scandinavismo, non avesse sostenuto la Danimarca contro la Prussia durante la guerra danese-prussiana nel 1864. Dopo il 1864, sia in Svezia-Norvegia che in Danimarca si iniziò a discutere sui piani per la creazione di una forma di pace simbolica tra le due nazioni, organizzando un matrimonio tra Luisa e il principe ereditario Federico. Carlo XV voleva che sua figlia diventasse regina di Danimarca, e in Danimarca quel matrimonio sarebbe stato preferito ad uno con una principessa tedesca, che sarebbe stata l'alternativa dopo la recente guerra con la Germania. Tuttavia, Carlo XV non voleva forzare la figlia ad un matrimonio combinato e quindi lasciò la decisione finale a lei.

Il 14 aprile 1868, fu organizzato un incontro tra Luisa e Federico a Backaskog Manor, in Scania. Poiché la questione dipendeva dalla volontà di Luisa di sposare Federico o no, non venne informato nessuno. Alla fine dell'incontro, tuttavia, entrambi erano apparentemente soddisfatti, e Luisa accettò di sposarlo. Il fidanzamento venne annunciato durante il pranzo del giorno successivo.

Durante l'inverno 1868-1869, Luisa studiò la lingua danese, la letteratura, la cultura e la storia sotto la guida di Lorentz Dietrichson.

Le nozze vennero celebrate nella cappella del Palazzo Reale di Stoccolma il 28 luglio 1869[1] con grande sfarzo e splendore, nel momento in cui la Svezia era in uno stato di carestia, e la dote della principessa consisteva in cose prodotte in Svezia, a beneficio dell'economia svedese. Luisa era la prima principessa svedese a sposarsi nella casa reale danese fin dal Medioevo.

Da queste nozze nacquero otto figli:[1]

Principessa di Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Foto di Federico di Danimarca e Luisa.

Il matrimonio non fu felice, né ebbe alcun effetto sul rapporto tra i due paesi. Durante il suo lungo periodo come principessa ereditaria di Danimarca, Luisa divenne molto popolare tra il popolo ma non aveva un buon rapporto con la famiglia del marito, soprattutto con la suocera e le cognate, e non ricevette alcun sostegno da parte di suo marito.

La famiglia visse una vita discreta a Palazzo di Amalienborg durante l'inverno e nel Castello di Charlottenlund durante l'estate. Durante i primi anni di matrimonio, Luisa visitò spesso la Svezia. Era presente alla morte della madre nel marzo 1871. All'epoca, ricevette conforto da parte di Sofia di Nassau, che divenne sua confidente e amica personale[5]. Lo stile di vita di Federico e la sua infedeltà danneggiarono la sua popolarità e la resero infelice. Ella chiese dei consigli a sua zia, che la presentò ai predicatori Lord Radstock e Gustaf Emanuel Beskow[6]. Da quel momento, Luisa trovò conforto nella religione. Studiò il greco, fece studi biblici e incontrò Lord Radstock a Copenaghen nel 1884[7]. Fece anche amicizia con la dama di compagnia Wanda Oxholm[8]. Luisa, peraltro, era interessata anche all'artigianato danese, come le opere in cuoio e pittura.

I contemporanei ci descrivono Luisa come una donna devota e austera, che ha dato ai suoi figli un'infanzia dominata dalla religione e dal dovere. Non amava frequentare la società di Copenaghen, da lei considerata frivola. Era noto che voleva vedere una delle sue figlie sposata con un membro della casa reale svedese, cosa che avvenne quando la figlia Ingeborg sposò il principe Carlo di Svezia nel 1897[9].

Nel corso della sua vita contribuì a numerose opere di beneficenza, sia in Danimarca che in Svezia. Nel suo paese natale patrocinò diverse istituzioni, la più famosa delle quali è la Fondazione Principessa Luisa, in favore dei bambini poveri.

Regina di Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Luisa divenne regina di Danimarca nel 1906. Come regina era conosciuta soprattutto per le sue opere di beneficenza, un interesse che ha condiviso con il marito. Non le importava dei doveri cerimoniali e delle manifestazioni pubbliche e ha vissuto una vita appartata, dedicandosi ai suoi figli e ai suoi interessi nel campo dell'arte, della letteratura e della carità.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1912 rimase vedova. Dal 1915 al 1917 venne costruito il Castello di Egelund, dove visse per il resto della sua vita.

Morì a Palazzo di Amalienborg a Copenaghen nel 1926 ed è sepolta accanto a suo marito nella Cattedrale di Roskilde.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Luisa di Svezia Padre:
Carlo XV di Svezia
Nonno paterno:
Oscar I di Svezia
Bisnonno paterno:
Giovanni Carlo XIV di Svezia
Trisnonno paterno:
Jean Henri Bernadotte
Trisnonna paterna:
Jeanne de Saint-Vincent
Bisnonna paterna:
Désirée Clary
Trisnonno paterno:
François Clary
Trisnonna paterna:
Françoise Rose Somis
Nonna paterna:
Giuseppina di Leuchtenberg
Bisnonno paterno:
Eugenio di Beauharnais
Trisnonno paterno:
Alexandre de Beauharnais
Trisnonna paterna:
Giuseppina de Tascher de la Pagèrie
Bisnonna paterna:
Augusta di Baviera
Trisnonno paterno:
Massimiliano I di Baviera
Trisnonna paterna:
Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Madre:
Luisa dei Paesi Bassi
Nonno materno:
Federico d'Orange-Nassau
Bisnonno materno:
Guglielmo I dei Paesi Bassi
Trisnonno materno:
Guglielmo V di Orange-Nassau
Trisnonna materna:
Guglielmina di Prussia
Bisnonna materna:
Guglielmina di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo II di Prussia
Trisnonna materna:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Nonna materna:
Luisa di Prussia
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo III di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo II di Prussia
Trisnonna materna:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Luisa di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Carlo II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonna materna:
Federica Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine dell'Elefante - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Elefante
— 1892
Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Darryl Lundy, Genealogia della principessa Luisa di Svezia, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 7 ottobre 2009.
  2. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  3. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  4. ^ Idun (1890): Nr 15 (121)
  5. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  6. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  7. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  8. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)
  9. ^ Anne-Marie Riiber (1959). Drottning Sophia. (Queen Sophia) Uppsala: J. A. Lindblads Förlag. page . ISBN (Swedish)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (NO) Bomann-Larsen, Tor (2004), Folket - Haakon & Maud II.
  • (SV) Lars Elgklou, Familjen Bernadotte. En kunglig släktkrönika.

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