Guglielmina di Prussia (1774-1837)

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Guglielmina di Prussia
Wilhelmina van Pruisen, koningin der Nederlanden.jpg
Regina consorte dei Paesi Bassi
Granduchessa consorte di Lussemburgo
Duchessa consorte di Limburgo
In carica 16 marzo 1815 –
12 ottobre 1837
Predecessore Ortensia di Beauharnais
come regina consorte d'Olanda
Successore Anna Pavlovna di Russia
Nome completo Friederike Luise Wilhelmine von Preußen
Nascita Potsdam, 18 novembre 1774
Morte L'Aia, 12 ottobre 1837
Sepoltura Nieuwe Kerk, Delft
Casa reale Hohenzollern
Padre Federico Guglielmo II di Prussia
Madre Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Consorte Guglielmo I dei Paesi Bassi
Figli Guglielmo
Federico
Paolina
Marianna
Religione Protestantesimo

Principessa Guglielmina di Prussia, nome completo in tedesco Friederike Luise Wilhelmine Prinzessin von Preußen (Potsdam, 18 novembre 1774L'Aia, 12 ottobre 1837), fu la prima moglie di Guglielmo I dei Paesi Bassi e quindi la prima regina dei Paesi Bassi. Era anche soprannominata Mimi.

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Potsdam, Guglielmina era la quarta degli otto figli di Federico Guglielmo II di Prussia e di Federica Luisa d'Assia-Darmstadt. La sua educazione venne fortemente influenzata dall'austero stile di vita del suo prozio, Federico II, e dalle idee di Voltaire, all'epoca dominanti nella corte prussiana. Imparò anche diverse lingue. Dotata di temperamento artistico, Guglielmina amava la musica e sapeva dipingere bene, preferendo le scene bibliche ed i ritratti di famiglia. Inoltre recitò in opere allestite dalla corte; tutte attività cui si sarebbe più tardi dedicata nella corte olandese.

Principessa olandese[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º ottobre 1791, appena diciassettenne, i genitori la destinarono a sposare il principe Guglielmo d'Orange-Nassau. Gli sposi erano cugini in quanto il padre di Guglielmina e la madre di Guglielmo erano fratello e sorella. Il matrimonio era stato combinato nel quadro di un legame di alleanza tra le casate di Orange e di Hohenzollern ma, nella realtà, si trasformò in una storia d'amore che rese felice l'unione. Le nozze vennero celebrate il 1º ottobre 1791 nel Palazzo reale di Berlino e ad esse seguirono festeggiamenti durati diciassette giorni.

La giovane coppia stabilì la propria residenza nel palazzo Noordeinde, all'Aia. Qui nacque il loro primogenito Guglielmo. Nel frattempo la posizione degli Orange si faceva sempre più incerta, a causa della minaccia francese. La salute di Mimi subì un serio tracollo a causa degli eventi, al punto che nell'estate del 1794 si trasferì nel palazzo Soestdijk per consentire di rimettersi in forze. Quando, nel gennaio del 1795, l'Olanda venne invasa dalla truppe francesi, la famiglia reale andò in esilio. A causa dell'enorme stress subito in questi frangenti, a metà del 1794 la principessa subì un aborto spontaneo. Guglielmina ed il marito si trasferirono prima in Inghilterra e poi, dal 1796, a Berlino, dove si riunirono agli altri Orange. Qui nacquero Federico e Paolina. Tra il 1795 ed il 1813 Guglielmo alternò rapporti di ostilità e collaborazione con Napoleone e fu spesso lontano da casa, cosa che nocque alla salute della moglie. Guglielmina godeva infatti della compagnia del marito e dei rari periodi in cui stava a casa. Dato che nel frattempo Napoleone aveva assegnato al marito il principato di Fulda, la coppia vi si stabilì, ridotta al rango di principi tedeschi, alternanovi soggiorni invernali a Berlino, dove ebbero accesso al cosiddetto Niederländisches Palais. Tuttavia, quando Guglielmo rifiutò di aderire alla Confederazione del Reno, divenne evidente che il principato di Fulda era perduto. Guglielmina, che il 30 agosto 1806 aveva dato alla luce un bambino nato morto, venne costretta poco dopo alla fuga da Berlino per sfuggire all'avanzata delle truppe francesi. Nel corso di questo viaggio, funestato dal cattivo tempo, Paolina cadde gravemente ammalata e morì nel mese di dicembre tra le braccia della madre. Guglielmina si rifiutò di separarsi dal corpo della figlia, al punto da far temere per la sua salute mentale. I francesi avevano già occupato la Prussia, e controllavano quindi gli spostamenti tra la principessa e la sua famiglia d'origine. Guglielmina dovette quindi stabilirsi in Polonia, in difficili condizioni economiche. Infine dopo una petizione a Napoleone, la principessa ottenne il permesso di risiedere a Berlino, sotto stretta sorveglianza francese, ed impossibilitata a corrispondere con il marito. Quando Guglielmo ottenne infine il permesso di visitare la moglie, decise di portare il primogenito in Inghilterra, cosa non gradita da Guglielmina. Ella avrebbe infatti preferito tenere con sé tutti i suoi figli in Prussia, essendosi dimostrata una madre premurosa, che spesso visitava le lezioni dei suoi bambini e s'occupava di seguire la loro educazione, cosa non molto diffusa all'epoca tra le donne della sua classe. Nel maggio del 1810 ella partorì a Berlino la sua ultima figlia Marianna. Nel marzo del 1813 Napoleone dovette ritirarsi da Berlino, ma vi tornò poco dopo. In questi frangenti Guglielmina cercò rifugio nella residenza da lei acquistata l'anno prima in Slesia, dove visse in condizioni piuttosto primitive. Poco dopo Napoleone venne sconfitto e nel 1813 si prospettò infine la possibilità per Guglielmina di rientrare nei Paesi Bassi, di cui il marito stava per essere proclamato sovrano. Tuttavia ella ritornò a L'Aia solo all'inizio del 1814.

Regina dei Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmina si dimostrò madre esemplare anche negli eventi successivi alla sconfitta subita da Napoleone a Waterloo. Avendo infatti saputo che il primogenito aveva riportato una ferita alla spalla, si recò personalmente ad assisterlo nel suo campo. Nel 1815 il marito venne incoronato sovrano del Regno Unito dei Paesi Bassi che, a quell'epoca, includevano anche gli attuali Belgio e Lussemburgo. Conseguentemente, Guglielmina divenne la prima regina consorte dei Paesi Bassi. A differenza di sua zia, Guglielmina era una donna di carattere semplice, e come regina rimase sullo sfondo, senza giocare mai alcun ruolo politico dominante, non essendo mai consultata in tal senso dal marito. Si mantenne modesta ed amichevole, e si dedicò intensamente alle opere di carità. Non fu però una regina popolare, e venne molto criticata per l'isolamento da lei imposto alla famiglia reale, cui consentiva d'essere avvicinata solo dai cortigiani. Nelle province belghe, venne inoltre criticata per il suo abbigliamento, improntato ad uno stile tipicamente tedesco. Ella era solita alternare in estate i propri soggiorni di corte tra Bruxelles e l'Aja, mentre d'inverno risiedette nel Palazzo di Het Loo ed il castello di Laken. Inoltre Guglielmina compì quasi annualmente visite a Berlino, dove svolse compiti di rappresentanza per conto del fratello Federico Guglielmo, sovrano di Prussia. Il suo grande interesse per la pittura continuò a manifestarsi anche in questi anni. Fu così che il famoso pittore Friedrich Bury venne invitato nei Paesi Bassi per darle lezioni. La regina partecipò anche con regolarità ad alcune mostre e fu una mecenate di diversi musei ed artisti. Lei stessa fu giudicata una dilettante di talento, venendo infine nominata membro onorario dell'Accademia reale di belle arti. A partire dal 1820, la sua salute peggiorò, e dopo il 1829, in cui numerosi osservatori furono allarmati dalla sua magrezza e dal suo pallore, fu raramente vista in pubblico. Al declino fisico della regina contribuirono certamente gli eventi della rivoluzione belga ed i rapporti tesi tra il primogenito ed il marito. Nel corso degli anni trenta Guglielmina ridusse al minimo le sue apparizioni pubbliche, che non aveva del resto mai amato. Nell'aprile del 1837, durante uno spettacolo teatrale ad Amsterdam cui prese parte col consorte, il suo decadimento fisico nell'aspetto e nella postura apparve evidente ai presenti. Tra il maggio ed il giugno dello stesso anno, ella compì il suo ultimo viaggio a Berlino, dove volle a tutti i costi presenziare al battesimo del nipote Alberto. Il viaggio la sfinì e, tornata in Olanda, trascorse l'estate nel pPalazzo di Het Loo. Il 4 ottobre, molto indebolita, Guglielmina si recò con il marito all'Aja. Giunta nella città le sue condizioni s'aggravarono e dopo pochi giorni, ella si spense alla soglia dei 63 anni d'età nel Noordeinde Palace, avendo accanto a sé il marito, i due figli maschi ed il nipote Guglielmo. Guglielmina venne sepolta il 26 ottobre nella Nieuwe Kerk di Delft.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Nome Nascita Morte Note
il re Guglielmo II dei Paesi Bassi 6 dicembre 1792 17 marzo 1849 sposò nel 1816, la granduchessa Anna Pavlovna Romanova; con figli
figlio nato morto 18 agosto 1795 18 agosto 1795  
il principe Federico 28 febbraio 1797 8 settembre 1881 sposò nel 1825, la pricnipessa Luisa di Prussia; con figli
la principessa Paolina 1º marzo 1800 22 dicembre 1806  
figlio nato morto 30 agosto 1806 30 agosto 1806  
la principessa Marianna 9 maggio 1810 29 maggio 1883 sposò nel 1830 il principe Alberto di Prussia; con figli

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Federico Guglielmo I di Prussia Federico I di Prussia  
 
Sofia Carlotta di Hannover  
Augusto Guglielmo di Prussia  
Sofia Dorotea di Hannover Giorgio I d'Inghilterra  
 
Sofia Dorotea di Celle  
Federico Guglielmo II di Prussia  
Ferdinando Alberto II di Brunswick-Lüneburg Ferdinando Alberto I di Brunswick-Lüneburg  
 
Cristina d'Assia-Eschewege  
Luisa Amalia di Brunswick-Lüneburg  
Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg  
 
Cristina Luisa di Oettingen-Oettingen  
Guglielmina di Prussia  
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt Ernesto Luigi d'Assia-Darmstadt  
 
Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach  
Luigi IX d'Assia-Darmstadt  
Carlotta di Hanau-Lichtenberg Giovanni Reinardo III di Hanau-Lichtenberg  
 
Dorotea Federica di Brandeburgo-Ansbach  
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt  
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
 
Caterina Agata di Rappoltstein  
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Carolina di Nassau-Saarbrücken Luigi Crato di Nassau-Saarbrücken  
 
Filippa Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg  
 

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.J. Bouman, Op en om oranjes troon, 1964;

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN80983587 · ISNI (EN0000 0000 5727 3641 · GND (DE136679366 · CERL cnp01156995 · WorldCat Identities (ENviaf-80983587