Sergej Viktorovič Lavrov

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Sergej Viktorovič Lavrov
Сергей Викторович Лавров
(Sergey Lavrov) 2019 Comprehensive Test-Ban Treaty Article XIV Conference (48832045357) (cropped).jpg

Ministro degli Affari Esteri
della Federazione Russa
In carica
Inizio mandato 9 marzo 2004
Presidente Vladimir Putin
Dmitrij Anatol'evič Medvedev
Capo del governo Michail Efimovič Fradkov
Viktor Alekseevič Zubkov
Vladimir Putin
Dmitrij Anatol'evič Medvedev
Michail Vladimirovič Mišustin
Predecessore Igor' Sergeevič Ivanov

Ambasciatore Russo alle Nazioni Unite
Durata mandato 22 settembre 1994 –
12 luglio 2004
Predecessore Julij Michajlovič Voroncov
Successore Andrej Denisov

Dati generali
Partito politico Russia Unita
Università Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali
Firma Firma di Sergej Viktorovič Lavrov Сергей Викторович Лавров

Sergej Viktorovič Lavrov (in russo: Сергей Викторович Лавров?; Mosca, 21 marzo 1950) è un diplomatico e politico russo, attuale Ministro degli affari esteri della Russia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e studi[modifica | modifica wikitesto]

Lavrov è nato a Mosca da una famiglia di origini armene e russe: infatti suo padre era un armeno che visse a Tbilisi[1] il cui cognome originario era Kalantaryan, mentre sua madre era una funzionaria russa del Ministero del commercio interno dell'URSS. Ha studiato presso la scuola secondaria di Noginsk e si è laureato in relazioni internazionali presso l'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali nel 1972.

Lavrov parla anche inglese, francese e singalese, che ha appreso quando era nello Sri Lanka[2].

Carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato, Lavrov fu inviato come diplomatico sovietico nello Sri Lanka, restandovi fino al 1976. In seguito ritornò a Mosca e lavorò nella sede principale del Ministero degli affari esteri del suo paese. Dal 1981 al 1988 Lavrov fu inviato come consigliere sovietico dell'ONU; successivamente lavorò di nuovo al Ministero degli affari esteri russo come Vice capo del dipartimento delle relazioni economiche internazionali. Dal 1990 al 1992 è stato direttore del dipartimento delle organizzazioni internazionali e delle questioni globali del Ministero degli affari esteri.

Dal 1992 al 1994 è stato Vice ministro degli affari esteri della Federazione Russa sotto la presidenza di Boris El'cin. Nel 1994 fu nominato ambasciatore della Russia presso l'ONU. Fu poi eletto diverse volte come presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, precisamente nel dicembre 1995, nel gennaio 1997, nel luglio 1998, nell'ottobre 1999[3], nel dicembre 2000, nell'aprile 2002 e nel gennaio 2003[4].

Ministro degli Affari Esteri[modifica | modifica wikitesto]

Lavrov con Vladimir Putin

Il 9 marzo 2004 il presidente russo Vladimir Putin lo ha nominato Ministro degli Affari Esteri al posto di Igor' Ivanov. Nel dicembre 2006 Lavrov fu nominato Persona dell'anno da Expert magazine, un'importante rivista settimanale russa di finanza.

Ha mantenuto rapporti burrascosi con il segretario di Stato statunitense Condoleezza Rice e l'omologo britannico David Miliband, nel contesto del conflitto russo-georgiano in Ossezia del Sud nel mese di agosto 2008. Tra il 2008 e il 2012, sotto la presidenza di Dmitrij Medvedev, più liberale del suo predecessore e successore Putin, Lavrov ha adottato una linea più misurata, astenendosi dal criticare l'intervento militare franco-britannico in Libia del 2011 e contestando le leggi anti-statunitensi approvate dalla Duma.

A partire dall'agosto 2013, Lavrov si è speso particolarmente nella difesa del governo di Bashar al-Assad per quanto riguarda la guerra civile siriana, rifiutando la proposta di intervento militare occidentale e firmando con il suo omologo statunitense John Kerry a Ginevra una risoluzione che poneva sotto controllo internazionale le armi chimiche del regime siriano, impegnato a combattere contro i ribelli islamisti. La mediazione di Lavrov e l'intervento militare russo in Siria (2015) vengono considerati un autentico successo internazionale per la Russia. Non ha invece dato seguito alla politica di reset nei rapporti tra Stati Uniti e Russia proposta da Barack Obama.

Invasione dell'Ucraina (2022)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Invasione russa dell'Ucraina e Negoziati di pace tra Russia e Ucraina.

Nel gennaio 2022 gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di inviare sabotatori in Ucraina per mettere in scena "un'operazione sotto falsa bandiera" che creerebbe un pretesto per la Russia per invadere l'Ucraina. Lavrov ha respinto l'affermazione degli Stati Uniti come "disinformazione totale".[5] Il 4 febbraio 2022 Lavrov ha respinto come "sciocchezze" e "follie" le accuse degli Stati Uniti secondo cui la Russia stesse preparando un falso video delle forze ucraine che attaccavano il Donbass controllato dai separatisti come pretesto per iniziare una guerra in Ucraina.[6]

Il 10 febbraio 2022 Lavrov ha incontrato il ministro degli Esteri britannico Liz Truss. Nel contesto delle tensioni tra Russia e Occidente per un accumulo di truppe russe vicino al confine tra Russia e Ucraina, i colloqui tra i due ministri degli Esteri sono stati descritti come "difficili". Lavrov ha negato che la Russia avesse in programma di invadere l'Ucraina[7] e ha descritto le "richieste occidentali di rimuovere le truppe russe dal territorio russo" come "deplorevoli".[8] Lavrov chiese a Truss se riconoscesse la sovranità della Russia sulle regioni di Voronež e Rostov sul Don, due oblast russi (province) in cui sono schierate le truppe russe.[9] Pensando erroneamente che Lavrov si riferisse al Donbass rispose che "il Regno Unito non riconoscerà mai la sovranità russa su queste regioni".[10]

Dottrina politica[modifica | modifica wikitesto]

Lavrov ha preso a modello Aleksandr Michajlovič Gorčakov, Ministro degli esteri di Alessandro II dal 1856 al 1882 e protagonista politico dell'espansione dell'Impero russo in Asia centrale.

Viene considerato uno degli uomini chiave del governo di Vladimir Putin e un fedelissimo del presidente. La sua opposizione quasi sistematica alle iniziative occidentali - come le sue ripetute condanne nei confronti dell'espansione della NATO verso est - gli è valsa nelle cancellerie l'epiteto di Mr. Nyet (signor no), analogamente al suo storico predecessore Andrej Andreevič Gromyko. Attivo nel ripristinare l'influenza internazionale che il suo paese esercitava nel periodo sovietico.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Durante un'intervista alla trasmissione "Zona Bianca" fa affermazioni su presunte origini ebraiche di Adolf Hitler che destano sgomento e indignazione nella comunità internazionale.[11][12][13]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Ordine al merito per la Patria di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al merito per la Patria di I Classe
— 2015
Ordine al merito per la Patria di II Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al merito per la Patria di II Classe
— 2010
Ordine al merito per la Patria di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al merito per la Patria di III Classe
— 2005
Medaglia dell'Ordine d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine d'Onore
— 1996
immagine del nastrino non ancora presente Ordine del santo principe Daniele di Mosca di I Classe
— 2010

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia dell'Ordine di San Mashtots (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine di San Mashtots (Armenia)
— 2010
Medaglia dell'Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia)
— 2006
Gran Cordone dell'Ordine della libertà (Bosnia ed Erzegovina) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della libertà (Bosnia ed Erzegovina)
— 2010
Membro di I Classe dell'Ordine dell'Amicizia (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine dell'Amicizia (Kazakistan)
— 2005
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia dell'Ordine dell'Amicizia (Laos)
Gran croce dell'Ordine del sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del sole del Perù (Perù)
— 2007
Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre di Sant'Agata (San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre di Sant'Agata (San Marino)
— San Marino, 2019[14]
Membro di I Classe dell'Ordine della bandiera serba (Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della bandiera serba (Serbia)
— 2016
Medaglia dell'Ordine dell'Amicizia (Vietnam) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine dell'Amicizia (Vietnam)
— 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su armenianow.com. URL consultato il 22 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2006).
  2. ^ BBC NEWS | Programmes | From Our Own Correspondent | Russia's deep suspicion of the West
  3. ^ Presidents (1990-1999) : Security Council (SC) : United Nations (UN)
  4. ^ Presidents (2000- ) : Security Council (SC) : United Nations (UN)
  5. ^ (EN) Russia denies looking for pretext to invade Ukraine, in Associated Press, 17 gennaio 2022.
  6. ^ (EN) Russia slams US’ words about plans to justify alleged invasion of Ukraine as nonsense, in TASS, 4 febbraio 2022.
  7. ^ (EN) Russia’s Sergei Lavrov describes Liz Truss talks as ‘speaking to a deaf person’ as Ukraine tensions escalate, 10 febbraio 2022.
  8. ^ (EN) British diplomacy gets a frosty reception in Moscow, in Politico, 10 febbraio 2022.
  9. ^ (EN) Russia says facts 'bounce off' Britain's Truss in tense encounter, in Reuters, 10 febbraio 2022.
  10. ^ (EN) Britain’s Top Diplomat ‘Mocked’ Over Russia Trip Gaffes, in The Moscow Times, 11 febbraio 2022.
  11. ^ https://www.ilsole24ore.com/art/lavrov-cosa-ha-detto-veramente-hitler-e-perche-ha-indignato-mondo-AELolwVB
  12. ^ https://www.swissinfo.ch/ita/tutte-le-notizie-in-breve/lavrov--zelensky-ebreo--per-me-anche-hitler-lo-era/47560232
  13. ^ https://www.rainews.it/articoli/2022/05/il-governo-israeliano-putin-si--scusato-per-le-parole-di-lavrov-su-hitler-e-gli-ebrei--ee188ba2-a469-4691-8f1f-61c8464c991e.html
  14. ^ Eliseo Bertolasi, La visita di Lavrov a San Marino, un evento storico e tante prospettive, su Sputnik, 22 marzo 2019. URL consultato il 28 marzo 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Successore Rustest.svg
Igor' Sergeevič Ivanov dal 9 marzo 2004 in carica
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