Vitalij Klyčko

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Vitalij Klyčko
Vitali Klitschko September 2014.jpg

Sindaco di Kiev
In carica
Inizio mandato 25 maggio 2014
Predecessore Alexandre Popov
Vladimir Bondarenko (ad interim)

Dati generali
Firma Firma di Vitalij Klyčko
Vitalij Klyčko
Vitali Klitschko 2009 01 27.jpg
Nome Vitalij Volodymyrovyč Klyčko
Nazionalità Ucraina Ucraina
Altezza 205 cm
Peso 125 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Ritirato 13 dicembre 2013
Carriera
Incontri disputati
Totali 47
Vinti (KO) 45 (41)
Persi (KO) 2 (2)
Pareggiati 0
Palmarès
19981999 Titolo europeo EBU massimi
19992000 Titolo mondiale WBO massimi
20042005 Titolo mondiale WBC massimi
20082013 Titolo mondiale WBC massimi
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Argento Berlino 1995 supermassimi
 

Vitalij Volodymyrovyč Klyčko (in ucraino: Віталій Володимирович Кличко?; trasl. angl. Vitali Klitschko; Belovodskoe, 19 luglio 1971) è un ex pugile e politico ucraino.

Considerato tra i migliori e più sottovalutati pesi massimi della storia del pugilato,[1][2] ha detenuto i titoli WBC, WBO e The Ring della divisone ed è stato nominato "campione emerito" dalla WBC. Sino al suo ritiro avvenuto nel 2013, ha abbinato la carriera da pugile alla sua attività politica nel paese.[3][4][5] È stato il primo campione del mondo a possedere un dottorato di ricerca, il che, unito ai suoi pesanti colpi, gli è valso il soprannome di "Dr. Ironfist".[6]

Klitschko era noto per la potenza dei suoi pugni e per la sua mascella granitica.[7][2] Nel corso della sua carriera professionale non ha mai subito alcun atterramento e le sue uniche due sconfitte subite sono arrivate entrambe per interruzioni da parte dell'arbitro, a causa di un infortunio alla spalla (la prima) e di una profonda ferita al viso (la seconda).[8] La sua percentuale di KO dell'87,23% è la terza più alta nella storia dei massimi dietro quelle di Rocky Marciano (87,86%) e Deontay Wilder (97,14%),[2][8] mentre il suo regno da campione del mondo (5 anni, 2 mesi e 4 giorni) è l'ottavo più lungo nella storia della divisone.[9]

Ha iniziato la sua carriera politica nel 2006, quando si è candidato senza successo a sindaco nelle elezioni comunali di Kiev. Nel 2010 ha fondato l'Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma (UDAR) e nel 2012 è stato eletto nel parlamento. Tra il 2013 ed il 2014 è stato una figura di riferimento dell'Euromaidan e successivamente ha annunciato una possibile candidatura alle presidenziali, scegliendo infine di sostenere quella di Petro Porošenko.[10]

Il 25 maggio 2014 è stato eletto per la prima volta sindaco della città di Kiev,[11] ma più tardi ha dovuto cedere il posto in parlamento per mantenere tale carica.[12][13][14] Nell'agosto 2015 il suo partito si è fuso con il Blocco Petro Porošenko.[15] Fratello maggiore di Volodymyr Klyčko, anch'egli campione di pugilato, il 28 agosto 2015 ha assunto la carica di presidente del Blocco Petro Poroshenko "Solidarietà".[15][16][16][3][17][18][19][20] Dopo le vittoriose elezioni del 16 novembre 2015 è stato rieletto per la seconda volta sindaco della città di Kiev.[21][22]

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

Ha cominciato la propria carriera come atleta di kickboxing, per poi passare al pugilato. Dopo una buona carriera come pugile dilettante, dove ha vinto per tre volte il titolo ucraino, il campionato del mondo militare (1995) e una medaglia d'argento ai Mondiali, è passato al professionismo, con uno score di 210 incontri disputati, di cui 195 vinti (80 prima del limite).

Carriera da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Professionista dal 1996, detiene il titolo WBO tra il giugno 1999 e il gennaio 2000 conquistando in seguito il titolo europeo (novembre 2000).

Nel 2003 tenta l'assalto al titolo WBC contro Lennox Lewis. Alla sesta ripresa perde per TKO, perché l'arbitro aveva deciso che Vitalij non poteva continuare l'incontro a causa di una ferita allo zigomo sinistro. I punti vedevano lo sfidante vincere per 58-56[23]. Dato il finale controverso, in molti chiesero un rematch. Dapprima Lewis accettò[24], l'incontro si sarebbe dovuto disputare il 6 dicembre, ma poi il campione decise di rimandare l'incontro[24], e infine decise di ritirarsi rendendo il titolo vacante[25].

Nel 2005 Klyčko diventa campione, avendo ragione di Corrie Sanders, ma problemi fisici lo costringono ad un temporaneo ritiro. Torna a combattere nel 2008, riconquistando il titolo contro Samuel Peter; nel 2010 difende lo stesso titolo contro Shannon Briggs.

Dopo una facile difesa contro Odlanier Solís (marzo 2011), nel febbraio 2012 sconfigge ai punti Dereck Chisora il quale, durante le operazioni di peso, lo aveva colpito con uno schiaffo al volto[26]. Sostiene il suo ultimo incontro nel settembre 2013, battendo Manuel Charr: annuncia il suo ritiro nel dicembre successivo.[27]

Il 15 dicembre 2013 Klyčko annunciò ufficialmente il proprio ritiro dopo una carriera professionale durata 17 anni. Più tardi fu nominato "campione emerito" dalla WBC: ciò significava che qualora avesse avuto ripensamenti, avrebbe potuto sfidare immediatamente il campione in carica.[3] L'ucraino affermò tuttavia che un ritorno era qualcosa che "non si sarebbe potuto immaginare" in quel momento.[3] Il suo titolo, divenuto vacante, fu conteso in un match fra Chris Arreola e Bermane Stiverne.[28]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Durante le elezioni presidenziali in Ucraina del 2004 e dopo la rivoluzione arancione, i fratelli Klyčko sostennero la candidatura di Viktor Juščenko.[4] Nel 2005, Vitali fu nominato consigliere di Juščenko, eletto Presidente.[4]

Nel 2006, durante un periodo di pausa a causa di problemi fisici, Vitalij Klyčko è stato candidato a sindaco nelle elezioni comunali di Kiev. Sconfitto da Leonid Černovec'kij, con la sua campagna elettorale contro la corruzione[29] è arrivato secondo con il 26% dei voti ed è stato eletto all'interno del consiglio comunale con una coalizione liberale. Si è ripresentato nuovamente candidato a sindaco durante le elezioni anticipate del 2008, indette in seguito alle accuse di corruzione mosse contro Leonid Černovec'kij. Dopo una campagna elettorale svolta con il sostegno di Rudy Giuliani,[29] Klyčko stavolta è arrivato terzo con il 18% delle preferenze ma ha comunque mantenuto il suo seggio all'interno del consiglio comunale. Lo stesso anno è stato anche nominato nella delegazione ucraina al Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa.

Nell'aprile 2010 Vitalij Klyčko diventa il leader del neonato UDAR,[30] partito di ispirazione liberale con il quale è stato eletto nel parlamento ucraino durante le elezioni nazionali del 2012.[31]

Il 24 ottobre 2013 Klyčko ha annunciato la sua intenzione di partecipare alle elezioni presidenziali in Ucraina del 2014;[32][33] gli esperti in diritto però hanno espresso i loro dubbi su questa possibilità, dato che la legge ucraina prescrive che il candidato presidente debba avere avuto la residenza in Ucraina per dieci anni prima del giorno dell'elezione, mentre Klyčko per molti anni ha vissuto anche in Germania.[32][33] Il 29 marzo 2014 l'ex pugile ha annunciato il ritiro della sua candidatura per le presidenziali, dando il suo sostegno al futuro presidente Petro Porošenko, per concorrere nuovamente alle elezioni del sindaco di Kiev.[34] Klitschko è stato eletto sindaco ottenendo il 57% dei voti, distanziando nettamente gli altri due candidati Lesya Orobets (10,3%) e il sindaco uscente Vladimir Bondarenko (8,2%).[35] Il 21 novembre ha reso vacante il suo posto in Parlamento.[13] Il Blocco Petro Porošenko riscuote successo alle elezioni, ottenendo 132 seggi.[36][14]

Guidò la lista elettorale del Blocco Petro Porošenko alle elezioni parlamentari dell'ottobre 2014, dichiarando però che non si sarebbe dimesso come sindaco di Kiev.[12]

Il 28 agosto 2015, dopo l'ufficializzazione della fusione dell'UDAR con il partito Solidarnist' di Porošenko, Klyčko è diventato presidente del nuovo Blocco Petro Porošenko.[37] Tre mesi più tardi è stato rieletto sindaco di Kiev, superando al ballottaggio Boryslav Bereza con il 66,5% dei voti.[38] Il 26 maggio 2016, a causa dell'entrata in vigore di una legge che proibisce di essere contemporaneamente a capo di una amministrazione e presidente o membro di un partito politico, ha dovuto rassegnare le sue dimissioni dal ruolo di presidente di partito.[39]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Vitalij Klyčko è figlio di Vladimir Rodijonovyč Klyčko (1947–2011), maggior generale dell'aeronautica militare sovietica, e di Nadežda Uljanovna.[40] Il padre è stato comandante in carica per le operazioni di pulizia dopo il disastro di Černobyl' del 1986 e in seguito gli è stato diagnosticato un tumore.[41]

Nel 1996 Klyčko si è laureato presso l'Istituto Pedagogico Perejaslav-Chmel'nyc'kyj, e il 29 febbraio 2000 ha conseguito il PhD in scienze sportive a Kiev presentando la tesi su "talento e sponsorizzazione nello sport".[42]

Vitalij Klyčko è sposato dal 26 aprile 1999 con Natalija Egorova,[43] un'ex atleta e modella dalla quale ha avuto tre figli. Ha chiamato uno dei suoi figli Max, dal nome del pugile campione dei pesi massimi Max Schmeling.[43]

Sia Vitalij che suo fratello Volodymyr sono degli appassionati giocatori di scacchi.[44] Vitalij è amico dell'ex campione mondiale di scacchi Vladimir Kramnik, contro il quale ha anche giocato perdendo sempre. Paragonando il pugilato agli scacchi ha affermato: «Gli scacchi sono simili al pugilato. Hai bisogno di sviluppare una strategia, e hai bisogno di pensare due o tre passi avanti riguardo a ciò che il tuo avversario sta facendo. Devi essere astuto. Ma qual è la differenza tra gli scacchi e il pugilato? Negli scacchi, nessuno è un esperto, ma tutti giocano. Nel pugilato tutti sono esperti, ma nessuno combatte».[45]

I fratelli Klyčko sono impegnati in attività di beneficenza a sostegno di scuole, chiese e bambini. Dal 2002 i Klyčko collaborano con l'UNESCO.[46]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze ucraine[modifica | modifica wikitesto]

Ordine al Merito di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al Merito di III Classe
— ottobre 1999
Ordine per il Coraggio di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine per il Coraggio di I Classe
— aprile 2004
Eroe dell'Ucraina - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Ucraina
«Per lo straordinario contributo personale al governo ucraino per lo sviluppo dello sport, per eccezionale risultato atletico, aumentando il prestigio internazionale del pugilato nazionale»
— 31 dicembre 2004
Ordine al Merito di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al Merito di I Classe
«Per gli straordinari risultati nello sport, ottenendo il titolo mondiale nella categoria di pugilato professionistico, per il coraggio, la dedizione e la volontà di vincere e per l'aumento di prestigio dell'Ucraina nel mondo»
— 16 ottobre 2008

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania
«Per il volontariato con i giovani»
— 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Kevin Iole, Vitali Klitschko will be remembered as one of history’s best, and most underrated, heavyweight champions, Yahoo!, 17 dicembre 2013. URL consultato il 28 gennaio 2016.
  2. ^ a b c (EN) How Vitali Klitschko Became a Great Boxing Heavyweight Without Anyone Noticing, Bleacher Report, 29 dicembre 2014. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  3. ^ a b c d Vitali Klitschko: Heavyweight champion swaps boxing for politics, BBC Sport (67 December 2013)
  4. ^ a b c Short bio, LIGA
  5. ^ Furman, Luke (25 December 2013) Vitali Klitschko Won't Rule Out Another Ring Return – Boxing News. Boxingscene.com. Retrieved 10 July 2014.
  6. ^ (EN) Jonathan Green, Knockout blow: In Kiev with the Klitschko brothers, the boxing world's toughest heavyweights, Daily Mail, 19 maggio 2012. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  7. ^ (EN) Brian Armen Graham, Klitschko reign continues with Vitali's win, Sports Illustrated, 11 settembre 2011. URL consultato il 28 gennaio 2016.
  8. ^ a b (EN) Mark Havey, Vitali and Wladimir Klitschko: What place will they hold in history?, FightSaga, 20 gennaio 2013. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  9. ^ (EN) Top 10 Longest-Reigning Heavyweight Champions in Boxing History, The Richest. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  10. ^ Lukas Alpert, Petro Poroshenko to Be Inaugurated as Ukraine President June 7, in The Wall Street Journal, 29 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  11. ^ (EN) Klitschko officially announced as winner of Kyiv mayor election, Interfax-Ukraine, 4 giugno 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  12. ^ a b (EN) Pilots, combat, and journalists. Who goes to the new Verkhovna Rada, su korrespondent.net, 15 settembre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
    (EN) Klitschko: I lead my team to Parliament, su klichko.org, 14 settembre 2014.
    (EN) Deadline for nomination of candidates running in early election to Rada expires], ITAR-TASS, 15 settembre 2014.
    Список депутатов, проходящих в Раду по спискам и мажоритарке, – предварительные данные, 112.ua.
  13. ^ a b (EN) Klitschko gives up seat in parliament, Interfax-Ukraine, 21 novembre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  14. ^ a b (EN) Poroshenko Bloc to have greatest number of seats in parliament, in Ukrinform, 8 novembre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
    (EN) People's Front 0.33% ahead of Poroshenko Bloc with all ballots counted in Ukraine elections – CEC, Interfax-Ukraine, 8 novembre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
    (EN) Poroshenko Bloc to get 132 seats in parliament – CEC, Interfax-Ukraine, 8 novembre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  15. ^ a b (EN) Klitschko becomes leader of Petro Poroshenko Bloc 'Solidarity' party, Interfax-Ukraine, 28 agosto 2015.
  16. ^ a b (EN) Klitschko becomes Kyiv Mayor officially, Ukrinform, 5 giugno 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
    (EN) Klitschko was deprived of parliamentary mandate, in NovostiMira, 5 giugno 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  17. ^ (EN) You Scratch My Back, and I'll Scratch Yours, su ukrainianweek.com, 26 settembre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  18. ^ (EN) Q&A:Ukrainian parliamentary election, in BBC News, 23 ottobre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  19. ^ (EN) Ukraine election:President Yanukovych party claims win, in BBC News, 29 ottobre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  20. ^ (EN) Parties spend over Hr 600 million on elections, according to report"], in Kyiv Post, 16 novembre 2012. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  21. ^ (EN) Vitali Klitschko sworn in as Kyiv mayor, Interfax-Ukraine, 5 giugno 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  22. ^ (EN) Kyiv Mayor Klitschko reelected with 66.5% of vote, 100% of ballot protocols processed – preliminary data, Interfax-Ukraine, 16 novembre 2015. URL consultato il 29 novembre 2015.
  23. ^ Lennox Lewis vs. Vitali Klitschko - BoxRec, su boxrec.com. URL consultato il 28 aprile 2015.
  24. ^ a b Lewis-Klitschko rematch likely, upi.com. URL consultato il 28 aprile 2015.
  25. ^ Michael Katz, BOXING; Lewis Decides to Retire While Still Reigning Champ, in The New York Times, 7 febbraio 2004. URL consultato il 28 aprile 2015.
  26. ^ (EN) Ready to rumble! Klitschko vows to avenge Chisora's big fight weigh-in slap, in Daily Mail, 17 febbraio 2012. URL consultato il 10 settembre 2012.
  27. ^ (EN) Klitschko Vacates Boxing Title, The New York Times, 16 dicembre 2013. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  28. ^ Boxing News | Vitali Klitschko becomes WBC champion emeritus, WBC heavyweight title now vacant. Fightnews.com (16 December 2013). Retrieved 10 July 2014.
  29. ^ a b (EN) Sewell Chan, Giuliani Weighs In on Race for Mayor (in Ukraine), The New York Times, 7 maggio 2008. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  30. ^ (EN) WBC World Champion Vitaly Klitschko leads new party, Kyiv Post, 24 aprile 2010. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  31. ^ (EN) UDAR elects faction's leadership in parliament, Kyiv Post, 12 dicembre 2012. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  32. ^ a b (EN) Vitali Klitschko says intends to run for president in Ukraine, Interfax-Ukraine, 24 ottobre 2013. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  33. ^ a b (EN) Parliament passes law that could prevent Klitschko from running for president, Interfax-Ukraine, 24 ottobre 2013. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  34. ^ Ucraina, Vitali Klitschko non si candida alle presidenziali, Lettera 43, 29 marzo 2014. URL consultato il 27 maggio 2014.
  35. ^ Ucraina, Klitschko sindaco di Kiev, TGcom24, 25 maggio 2014. URL consultato il 27 maggio 2014.
  36. ^ (EN) Poroshenko and Yatsenyuk's parties maneuver for lead role in coalition, in Kyiv Post, 29 ottobre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
    (EN) New Verkhovna Rada, in Kyiv Post, 30 ottobre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  37. ^ (EN) Klitschko becomes leader of Petro Poroshenko Bloc 'Solidarity' party, Interfax-Ukraine, 28 agosto 2015. URL consultato il 17 novembre 2015.
  38. ^ (EN) Kyiv Mayor Klitschko reelected with 66.5% of vote, 100% of ballot protocols processed - preliminary data, Interfax-Ukraine, 16 novembre 2015. URL consultato il 17 novembre 2015.
  39. ^ (EN) Klitschko resigns as BPP Solidarnist chairman, su unian.info, 26 maggio 2016. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  40. ^ (RU) У братьев Кличко умер отец, Komsomolskaya Pravda, 13 luglio 2011. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  41. ^ (EN) Dan Rafael, Vladimir Rodionovich Klitschko dies, ESPN Boxing, 14 luglio 2011. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  42. ^ (EN) Fabian Weber, Calling Dr. Klitschko, The CyberBoxingZone, 29 febbraio 2000. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  43. ^ a b (RU) Кличко улетел от жены, как 14 лет назад, Segondnya, 26 aprile 2010. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  44. ^ (EN) Jonathan Green, Knockout blow: In Kiev with the Klitschko brothers, the boxing world's toughest heavyweights, Daily Mail, 19 maggio 2012. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  45. ^ (EN) Vitali Klitschko, Boxing Insider. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  46. ^ (EN) Vitaliy & Wladimir Klitschko, UNESCO. URL consultato il 1º dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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