Victoria Nuland

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Victoria Nuland
Victoria Nuland - CEO, Center for a New American Security.jpg

Sottosegretario di Stato per gli affari politici
In carica
Inizio mandato 3 maggio 2021
Predecessore David Hale

Portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 31 maggio 2011 - 11 febbraio 2013
Predecessore Philip J. Crowley
Successore Jen Psaki

18° Rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO
Durata mandato 20 giugno 2005 - 2 maggio 2008
Predecessore R. Nicholas Burns
Successore Kurt Volker

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Università Brown University

Victoria Jane Nuland (New York, 1º luglio 1961) è una diplomatica statunitense che ricopre la posizione di Sottosegretario di Stato per gli affari politici dell'amministrazione Biden..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Sherwin B. Nuland, medico ebreo ed esperto di bioetica della Yale School of Medicine, Victoria Nuland si è diplomata presso la Choate Rosemary Hall nel 1979. Ha poi ottenuto un Bachelor of Arts dalla Brown University. È sposata con lo storico e politologo Robert Kagan, figlio di Donald Kagan, lo storico della Grecia antica di Yale celebre per una sua monumentale opera sulla Guerra del Peloponneso. Madre di due figli, parla russo, francese e un po' di lingua cinese.

Victoria Nuland vanta una lunga carriera presso il Foreign Service, dove ha prestato servizio sotto amministrazioni sia democratiche sia repubblicane. Nella seconda metà degli anni Ottana ha prestato servizio a Guangzhou in Cina (1985-1986), negli uffici del Dipartimento di Stato per gli affari dell’Asia orientale e del Pacifico (1987), a Ulaanbaatar, in Mongolia, contribuisce ad aprire la prima ambasciata americane (1988) per poi prestare servizio presso il Soviet Desk (1988-90). Dal 1991 al 1993 si occupa di politica interna russa all'ambasciata americana di Mosca concentrandosi sui rapporti con il Presidente Boris Eltsin e il suo governo. Durante l'amministrazione di Bill Clinton, dal 1993 al 1996, Nuland è stata capo dello staff del Vicesegretario di Stato Strobe Talbott - lavorando tra le altre cose al disarmo nucleare di Ucraina, Kazakistan e Bielorussia, alla politica in Bosnia e Kosovo e all’intervento degli USA ad Haiti - prima di servire, dal 1997 al 1999, come direttore deputato ai rapporti con i paesi ex sovietici venendo insignita della medaglia distinto servizio civile del Segretario della Difesa per il suo lavoro con i russi durante la campagna aerea del Kosovo. Dal luglio del 2000 al luglio del 2003 è stata vice rappresentante permanente degli USA presso la NATO a Bruxelles; tra le altre cose ha lavorato alla creazione del Consiglio NATO-Russia ricevendo il premio Superior Honor del Dipartimento di Stato per questo lavoro e la Croce al merito dal governo della Lituania. Durante l'amministrazione di George W. Bush, è stata il principale consigliere in materia di politica estera del vicepresidente Dick Cheney dal luglio del 2003 al maggio del 2005 e quindi ambasciatore con la funzione di rappresentante permanente presso la NATO (United States Permanent Representative to NATO) dal 2005 fino al 2008. Durante l'amministrazione di Barack Obama, dal 2010 al 2011, è stata inviato speciale per Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa, prima di assumere, nell'estate del 2011, l'incarico di portavoce del Dipartimento di Stato guidato da Hilary Clinton, da lei tenuto fino a febbraio 2013.[1] Dopo quest'ultimo incarico, nel maggio 2013 è stata scelta per la posizione di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs sotto il Segretario John Kerry prestando giuramento nel mese di settembre.[2]. Nel novembre dello stesso anno viene fotografata durante le proteste di Piazza Maidan insieme al futuro primo ministro dell'Ucraina Arsenij Jacenjuk, al senatore John McCain, all’ex pugile Vitali Klitschko e a Oleh Tjahnybok molto attivi nella svolta politica del paese[3].

Victoria Nuland e John Kerry con i leader dell'opposizione ucraina Petro Poroshenko, Arseniy Yatsenyuk e Vitali Klitschko il 1° febbraio 2014

Nel 2014 ha ricevuto un incarico diplomatico in Ucraina, nel tentativo di realizzare un piano per dirimere la crisi politica e civile che ha colpito la nazione nel 2013[4]. Il piano di uscita dalla crisi, secondo gli auspici del governo americano, d'intesa con l'ONU, dovrebbe raccogliere il consenso delle istituzioni politiche ucraine e dei protestanti scesi in piazza, e quello della Russia di Vladimir Putin nella cui orbita si è avvicinata la politica nazionale del presidente Viktor Janukovyč[5].

Nuland ha lasciato il Dipartimento di Stato nel gennaio 2017, come molti alti funzionari di carriera che se ne sono andati nei primi giorni dell'amministrazione di Donald Trump. Dall'aprile 2019 presta servizio come borsista non residente nel programma di politica estera presso la Brookings Institution e consigliere senior presso l'Albright Stonebridge Group.

Dal 3 maggio 2021 è Sottosegretario di Stato per gli affari politici dell'amministrazione Biden. La Nuland ha servito 5 presidenti e 11 segretari di stato nei suoi 32 anni di attività diplomatica.[6]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 febbraio 2014 è stata pubblicata su YouTube la registrazione di una telefonata tra Victoria Nuland e l'ambasciatore statunitense in Ucraina, Geoffrey Pyatt, avvenuta il 28 gennaio 2014.[7][8][9][10][11] Nel corso della loro conversazione telefonica, la Nuland ha comunicato a Pyatt che, dopo aver esaminato i tre candidati dell'opposizione alla carica di Primo Ministro dell'Ucraina, il Dipartimento di Stato USA aveva selezionato Arseniy Yatsenyuk. Ha dichiarato: "Penso che Yats sia l'uomo che ha l'esperienza economica e di governo. Ha bisogno di Klitschko e Tyahnybok all'esterno. Deve parlare con loro quattro volte alla settimana". Pyatt ha chiesto: "Vuole che organizziamo una telefonata con lui come prossimo passo?". Nuland ha detto a Pyatt che il prossimo passo dovrebbe essere quello di organizzare una conversazione telefonica tra lei e i tre candidati ucraini, a cui potrebbe partecipare anche Pyatt. Pyatt si è detto d'accordo: "Penso che rivolgersi direttamente a lui aiuti a gestire la personalità dei tre e dia anche la possibilità di muoversi rapidamente su queste cose e di metterci dietro di lui".[8][9] Generò imbarazzo diplomatico l'esclamazione della Nuland "fuck EU" per manifestare l'intenzione americana di tenere ai margini l'Unione europea nella ricerca di una soluzione alla crisi ucraina poiché l’ambasciatore le fece presente che con la caduta di Janukovic la UE avrebbe insistito per un ruolo di primo ministro all’ex pugile Vitali Klitschko, sostenuto in primis dalla Germania.[12] Secondo John Mearsheimer, con questa telefonata la "Nuland aveva sostenuto un cambio di regime e voleva che il politico ucraino Arseniy Yatsenyuk diventasse primo ministro nel nuovo governo, cosa che poi è avvenuta".[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Victoria Nuland to be State Department spokesman, in Foreign Policy, 16 maggio 2011.
  2. ^ Obama nominates Nuland for assistant secretary of state [collegamento interrotto], in Politico, 23 maggio 2013. L'udienza di conferma si è avuta in data 11 luglio 2013 Archiviato il 15 luglio 2013 in Internet Archive..
  3. ^ I neo-Nazi imperversano in Ucraina, ma il Nazismo non è più il "male assoluto"(per l'Occidente)., su La Stampa, 30 novembre 2014. URL consultato il 2 aprile 2022.
  4. ^ Ucraina, gaffe della diplomatica statunitense Victoria Nuland: «L'Unione Europea si fotta», Corriere della Sera, 6 febbraio 2014
  5. ^ Luca Lampugnani, "Fuck the Eu": l'intercettazione di Victoria Nuland che imbarazza Washington (e fa ridere Mosca) Archiviato il 4 marzo 2014 in Internet Archive., International Business Times, 7 febbraio 2014.
  6. ^ Chi è Victoria Nuland
  7. ^ Re Post, Марионетки Майдана [Puppets in the Public Square (marionetke maidana)], in YouTube, 4 febbraio 2014. URL consultato il 19 giugno 2014.
  8. ^ a b Ukraine crisis: Transcript of leaked Nuland-Pyatt call, in BBC News, 7 febbraio 2014. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  9. ^ a b Doina Chiacu e Arshad Mohammed, Leaked audio reveals embarrassing U.S. exchange on Ukraine, EU, in Reuters, Feb 6, 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  10. ^ BBC News - Victoria Nuland: Leaked phone call 'impressive tradecraft', in BBC Online, 7 febbraio 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  11. ^ Ed Pilkington, Luke Harding and agencies, Angela Merkel: Victoria Nuland's remarks on EU are unacceptable, 7 febbraio 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  12. ^ Amodeo, 2004: Chi USA la piazza per i propri obiettivi?, p. 124.
  13. ^ Why the Ukraine Crisis Is the West's Fault: The Liberal Delusions That Provoked Putin, su jstor.org.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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