Ordinariato militare per l'Italia

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Ordinariato militare per l'Italia
Chiesa latina
Monti - Chiesa di S. Caterina a Magnanapoli e Torre delle Milizie b.jpg
Stemma della diocesi
Arcivescovo Santo Marcianò
Vicario generale Angelo Frigerio
Sacerdoti 177 di cui 153 secolari e 24 regolari
Religiosi 24 uomini, 11 donne
Erezione 6 marzo 1925
Rito romano
Cattedrale Chiesa principale di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli
Indirizzo Salita del Grillo 37, 00184 Roma
Sito web www.ordinariatomilitare.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'Ordinariato militare per l'Italia (OMI) è una Circoscrizione personale della Chiesa cattolica, assimilata ad una diocesi ed equiparata ad un ufficio dello Stato; ha giurisdizione su tutti i militari delle forze armate italiane (Esercito, Marina militare, Aeronautica, Carabinieri, insieme alla Guardia di Finanza, in quanto corpo di polizia ad ordinamento militare), sui loro familiari conviventi e sul personale civile in servizio presso le forze armate. È attualmente retto dall'arcivescovo Santo Marcianò.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della nascita del Regno d'Italia, negli Stati preunitari in Italia la cura spirituale dei militari era affidata a cappellani militari facenti parte dell'organizzazione castrense. Nel Regno Lombardo-Veneto, prima delle guerre del Risorgimento, era in vigore l'Ordinamento austriaco; nel 1803 la Repubblica Italiana napoleonica ripristinò i cappellani militari nell'Esercito. Nel Ducato di Parma e Piacenza dal 1816 il Reggimento di linea aveva un Cappellano Tenente; nel 1839 nel Granducato di Toscana vi erano tre cappellani; nello Stato della Chiesa l'ufficio di Cappellano Maggiore fu istituito da Papa Pio IX nel 1850; nel Regno delle Due Sicilie, fino al 1861, era il Re a nominare i cappellani e il Cappellano Maggiore aveva giurisdizione quasi episcopale.

Con l'Unità d'Italia, il ruolo dei cappellani militari fu regolarmente introdotto nelle neonate forze armate unitarie, e nel 1865 l'organico del clero castrense del Regno d'Italia era di 189 cappellani. Dopo la Presa di Roma le leggi italiane portarono ad una progressiva, e nel 1878 definitiva, eliminazione dei cappellani.

Fu la circolare del 12 aprile 1915 firmata dal generale Luigi Cadorna, nell'imminenza dell'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale, a reintrodurre i cappellani militari. In seguito a ciò, la Congregazione per i vescovi, con decreto del 1º giugno 1915 nominò il primo Vescovo di Campo, ponendolo al vertice di tutti i cappellani militari d'Italia, Angelo Bartolomasi. Il governo italiano assegnò al Vescovo castrense il grado di maggiore generale ed ai cappellani quello di tenente.[1] Nel 1918 i cappellani militari erano 2.738: 1350 operanti al fronte, 742 dislocati negli ospedali territoriali, 18 nella riserva, 591 “aiuto-cappellani” negli ospedali territoriali, 37 in Marina. Ben 435 cappellani militari furono insigniti di una Medaglia al valor militare; 110 sacerdoti seguirono i propri reparti nei campi di prigionia, ne morirono 93.[2]
Al termine del conflitto, mons. Bartolomasi chiese ad ogni cappellano una relazione finale sulla propria attività. Di queste se ne conservano ancora 180[3], raccolte recentemente in un volume sul ruolo dei cappellani militari nel primo conflitto mondiale[4]. Giovanni Minozzi, cappellano militare anche durante la guerra italo-turca, diede vita nel 1918 all'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia, insieme al barnabita padre Giovanni Semeria, per ospitare i bambini orfani di guerra.

Nel 1922 il ruolo del cappellano militare fu nuovamente soppresso, ad eccezione del servizio svolto per la raccolta delle salme dei caduti e la sistemazione dei cimiteri di guerra.

In seguito a trattative tra la Santa Sede e il governo italiano, il 6 marzo 1925 nacque l'Ordinariato militare per l'Italia, con Decreto della Congregazione per i vescovi e approvato dalla legge italiana n. 417 dell'11 marzo 1926, assegnando ad esso il compito dell'Assistenza Spirituale nelle forze armate. I Patti lateranensi nel 1929 e la successiva legge n. 77 del 16 gennaio 1936 ribadirono il riconoscimento. Durante la Seconda guerra mondiale, furono numerosi i cappellani militari morti nell'esercizio del loro ministero sacerdotale e vari coloro che furono insigniti di onorificenze, e alcuni di essi furono coinvolti anche nella Resistenza, come Ettore Accorsi e Giuseppe Morosini. Oltre ad essi, cappellani come Giulio Facibeni e Carlo Gnocchi (proclamato Beato dalla Chiesa cattolica) si impegnarono in opere assistenziali per coloro i quali avevano subito i gravi segni della guerra.

Con la nascita della Repubblica Italiana, l'Ordinariato fu assimilato dalla legislazione repubblicana inizialmente con la legge n. 1118 del 9 novembre 1955, recante modifiche alla legge 77/1936[5], poi con la legge n. 512 del 1º giugno 1961, con le sue successive modifiche, fino all'incorporamento nel vigente Codice dell'ordinamento militare del 2010, modificato ulteriormente nel 2012.[6]

Nel 1986 Papa Giovanni Paolo II, con la Costituzione Apostolica Spirituali militum curae, ha elevato le organizzazioni castrensi a peculiari circoscrizioni ecclesiastiche con statuti propri, assimilate a diocesi, con la possibilità di erigere un proprio seminario. In seguito a ciò, il 6 agosto 1987 la Santa Sede ha approvato gli statuti dell'Ordinariato militare italiano.[7]

Dal 1996 al 1999 si è tenuto il Primo Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare.[8] Nel 1998 è stato fondato il seminario castrense, con sede a Roma.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il clero dell'Ordinariato militare italiano è arruolato nelle forze armate, e i sacerdoti sono equiparati agli ufficiali. Per meglio prestare il proprio servizio, l'Ordinariato italiano è suddiviso oggi in sedici zone pastorali geografiche. La giurisdizione ecclesiastica dell'Ordinariato riguarda territorio e persone; da egli dipende una struttura gerarchica che ricomprende anche il personale degli ospedali militari.

L'Ordinario militare[modifica | modifica wikitesto]

L'Ordinario militare in carica, Santo Marcianò.

L'Ordinariato è guidato da un Arcivescovo Ordinario militare, designato dal papa e nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri della Difesa e dell'Interno.

Il conferimento dell'ufficio di assistenza spirituale alle forze armate comporta che la provvista (ovvero l'atto di conferimento dell'ufficio) spettante, di solito, all'autorità ecclesiastica sia sostituita da un paritario diritto dello Stato poiché l'ufficio in questione non può essere considerato sic et simpliciter come ecclesiastico, ma piuttosto ufficio dello Stato, cui la pubblica autorità concede l'annessa potestà giurisdizionale ecclesiastica[9].

La designazione dell'Ordinario avviene mediante una consultazione confidenziale tra Santa Sede (che propone nominativi) e il Governo italiano (che deve procedere alla nomina). In caso di disaccordo sul nome proposto, si procede a nuova designazione confidenziale finché non si raggiunge un accordo.

L'attuale Ordinario militare è Santo Marcianò, in carica dal 10 ottobre 2013.

I Cappellani[modifica | modifica wikitesto]

L'Ordinario militare (che assume il grado militare di generale di corpo d'armata[10]) è assistito nella sua attività da un Vicario generale (che sostituisce l'Ordinario nelle sue funzioni in via rappresentativa, lo coadiuva nell'azione, fa le sue veci in caso di impedimento o assenza; assume il grado di generale di divisione[10]) e dagli Ispettori (con il grado di generale di brigata). A livello territoriale, le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai primi cappellani capi (con il grado di maggiore), dai cappellani capi (con il grado di capitano) e dai cappellani addetti (con il grado di tenente). I cappellani hanno giurisdizione di tipo parrocchiale.

Gradi militari[modifica | modifica wikitesto]

I gradi militari previsti sono:

Scuola Allievi Cappellani Militari[modifica | modifica wikitesto]

L'8 dicembre 1998 è stato istituito il Seminario Maggiore dell'Ordinariato Militare per l'Italia, denominato “Scuola Allievi Cappellani Militari”, dall'allora Ordinario militare Mons. Giuseppe Mani, che è il seminario della diocesi castrense in cui dei giovani possono prepararsi a essere sacerdoti a servizio pieno dell'Ordinariato, incardinati in esso. Esistono così due categorie di cappellani militari: quelli che sono parte integrante dell'Ordinariato, essendo incardinati in esso, e quelli che prestano servizio nell'Ordinariato, restando però legati alle proprie diocesi di provenienza o agli istituti religiosi di cui fanno parte.

Il Seminario, collocato all'interno della città militare della Cecchignola, in Roma, e la cui struttura è stata ricavata da alloggi ceduti dalla vicina Scuola del Genio, conobbe un notevole impulso grazie all'opera instancabile dell'Ordinario fondatore, che le diede l'assetto definitivo, tuttora perdurante.[13]

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

Il Decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010[14], Codice dell'ordinamento militare, modificato dal D.Lgs n. 20 del 24 febbraio 2012[15], disciplina anche lo stato giuridico, l'avanzamento di carriera e il trattamento economico dell'Ordinario, del Vicario generale, degli ispettori e dei cappellani militari. Esso ha recepito, e dunque abrogato, le precedenti leggi:

  • legge 11 marzo 1926 n. 417;
  • legge 16 gennaio 1936 n. 44, modificata dalla legge 9 novembre 1955 n. 1118;
  • legge 1º giugno 1961 n. 512, modificata dalla legge 22 novembre 1973 n. 873, dall'art. 69 del D.Lgs. 30 dicembre 1997 n. 490, a norma dell’art. 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e dall'art. 29 del D.Lgs. 28 giugno 2000 n. 216, a norma dell’art. 9, comma 2, della legge 31 marzo 2000, n. 78.

Chiese dell'Ordinariato[modifica | modifica wikitesto]

Alle suddette chiese si aggiunge la Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon) della quale l'Ordinario militare è preposto.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi castrensi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi ordinari[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Cerrati † (2 marzo 1923 - 21 febbraio 1925 deceduto)
  • Camillo Panizzardi, C.S.I. † (6 marzo 1925 - 22 aprile 1929)

Arcivescovi ordinari[modifica | modifica wikitesto]

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Le stellette delle divise delle forze armate italiane.

Le uniformi per i cappellani militari sono:

  • Abiti talare e religioso;
  • Clergyman;
  • Uniformi ordinaria e di servizio;
  • Uniforme da "campagna";
  • Uniforme da cerimonia.

Composizione e uso degli abiti talare e religioso[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Bagnasco, ex ordinario militare, con le stellette apposte sull'abito talare.

Composizione: per i sacerdoti diocesani l'abito talare "romano"; per i sacerdoti religiosi l'abito talare previsto dall'Ordine religioso di appartenenza. Vengono indossati con l'aggiunta, sul colletto, di due stellette a cinque punte: dorate, per l'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, per il vicario generale militare e per gli ispettori; argentate: per i cappellani militari. Quando si indossa questo abito, è possibile portare il copricapo militare di colore nero (basco) con applicato il fregio dei cappellani militari. È possibile indossare, sopra gli abiti Talare o Religioso, il soprabito, il cappotto o il mantello ecclesiastici, su quest'ultimo vengono apposte stellette come per gli abiti talare o religioso.

Uso: vanno indossati sempre in alternativa al clergyman, salvo quanto previsto negli artt. 44-45. Possono essere inoltre indossati in qualsiasi situazione, per motivi liturgici.

Composizione e uso del clergyman[modifica | modifica wikitesto]

Composizione: completo di colore, preferibilmente, nero oppure grigio-scuro (abito: giacca, pantaloni e camicia ecclesiastica dello stesso colore, calze e scarpe nere. Viene indossato con l'aggiunta del distintivo metallico (croce latina in argento, con sfondo interno smaltato di colore bleu e crocetta interna in argento), applicato sulla parte alta del bavero sinistro della giacca.

Uso: va indossato sempre in alternativa agli abiti talare o religioso, salvo quanto previsto negli artt. 44-45.

Composizione e uso delle uniformi ordinaria e di servizio per i cappellani militari[modifica | modifica wikitesto]

Composizione: si identificano con gli stessi capi di vestiario previsti per gli ufficiali delle FF.AA. comprese mostrine, alamari o fiamme proprie della Forza armata, dell'Arma, del Corpo o del Reparto che amministra il cappellano militare. Vengono indossate con l'aggiunta del distintivo metallico (croce latina in argento, con sfondo interno smaltato di colore bleu e crocetta interna in argento), applicato sulla parte alta del bavero sinistro della giacca.

Uso: è possibile indossarle durante l'orario di servizio, nei luoghi specificatamente militari e per motivi strettamente connessi con il servizio di cappellano militare. Rimane preminente quanto previsto negli artt. 42-43.

Composizione e uso dell'uniforme da campagna[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo da petto in stoffa

Composizione: si identifica con lo stesso capo di vestiario prescritto per il personale militare del Corpo, Arma, Reparto che amministra il cappellano militare. Viene indossata con l'aggiunta del distintivo in stoffa a stretch (Croce latina ricamata argento con sfondo interno ricamato di colore bleu, su campo esterno di colore verde, per le uniformi verdi o mimetiche, e di colore bleu per le uniformi bleu, con bordo perimetrale ricamato argento) applicato nella parte centrale sopra il petto sinistro.

Uso: va indossata quando si partecipa direttamente a esercitazioni, operazioni e missioni, in patria e all'estero, salvo quanto previsto negli artt. 42-43.

Composizione e uso dell'uniforme da cerimonia[modifica | modifica wikitesto]

Fa testo quanto stabilito negli artt. 42-43 circa l'utilizzo delle uniformi in abito talare e/o religioso e clergyman.

Fregi[modifica | modifica wikitesto]

Due rami di olivo con la croce latina al centro caricati della corona turrita, costituiscono il fregio dei cappellani militari. Tale insegna si porta soltanto sul basco. Sugli altri copricapo i Cappellani portano, sul fregio dell'unità presso cui prestano servizio, un tondino con impressa la croce.

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Corpi dello Stato italiano Esercito Italiano Marina Militare Aeronautica Militare Arma dei Carabinieri Guardia di Finanza
Stemma araldico
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg
Coat of arms of Marina Militare.svg Coat of arms of the Italian Air Force.svg Coat of arms of the Carabinieri.svg CoA Guardia di Finanza.svg
ordinamento militare militare militare militare militare
Dipendente da Ministero della difesa Ministero della difesa Ministero della difesa Ministero della difesa Ministero dell'Economia e delle Finanze
Codici NATO Ufficiali generali[16]
OF-8
Rank insignia of generale di corpo d'armata of the Army of Italy (1973).svg
ordinario militare per l'Italia
(generale di corpo d'armata)
Rank insignia of ammiraglio di squadra of the Italian Navy.svg
ordinario militare per l'Italia
(ammiraglio di squadra)
IT-Airforce-OF-9.png
ordinario militare per l'Italia
(generale di squadra aerea)
Carabinieri-OF-8.svg
ordinario militare per l'Italia
(generale di corpo d'armata)
Rank insignia of generale di corpo d'armata of the Guardia di Finanza.svg
ordinario militare per l'Italia
(generale di corpo d'armata)
OF-7
Rank insignia of generale di divisione of the Army of Italy (1973).svg
vicario generale militare
(generale di divisione)
Rank insignia of ammiraglio di divisione of the Italian Navy.svg
vicario generale militare
(ammiraglio di divisione)
IT-Airforce-OF-8.png
vicario generale militare
(generale di divisione aerea)
Carabinieri-OF-7.svg
vicario generale militare
(generale di divisione)
Rank insignia of generale di divisione of the Guardia di Finanza.svg
vicario generale militare
(generale di divisione)
OF-6
Rank insignia of generale di brigata of the Army of Italy (1973).svg
ispettore
(generale di brigata)
Rank insignia of contrammiraglio of the Italian Navy.svg
ispettore
(contrammiraglio)
IT-Airforce-OF-7.png
ispettore
(generale di brigata aerea)
Carabinieri-OF-6.svg
ispettore
(generale di brigata)
Rank insignia of generale di brigata of the Guardia di Finanza.svg
ispettore
(generale di brigata)[17]
Ufficiali superiori[18]
OF-5
Rank insignia of colonnello of the Army of Italy (1973).svg
3º cappellano militare capo
(colonnello)
IT-Navy-OF-5-s.png
3º cappellano militare capo
(capitano di vascello)
IT-Airforce-OF-5.png
3º cappellano militare capo
(colonnello)
Carabinieri-OF-5.svg
3º cappellano militare capo
(colonnello)
Rank insignia of colonnello of the Guardia di Finanza.svg
3º cappellano militare capo
(colonnello)
OF-4
Rank insignia of tenente colonnello of the Army of Italy (1973).svg
2º cappellano militare capo
(tenente colonnello)
IT-Navy-OF-4-s.png
2º cappellano militare capo
(capitano di fregata)
IT-Airforce-OF-4.png
2º cappellano militare capo
(tenente colonnello)
Carabinieri-OF-4.svg
2º cappellano militare capo
(tenente colonnello)
Rank insignia of tenente colonnello of the Guardia di Finanza.svg
2º cappellano militare capo
(tenente colonnello)
OF-3
Rank insignia of maggiore of the Army of Italy (1973).svg
1º cappellano militare capo
(maggiore)
IT-Navy-OF-3-s.png
1º cappellano militare capo
(capitano di corvetta)
IT-Airforce-OF-3.png
1º cappellano militare capo
(maggiore)
Carabinieri-OF-3.svg
1º cappellano militare capo
(maggiore)
Rank insignia of maggiore of the Guardia di Finanza.svg
1º cappellano militare capo
(maggiore)
Ufficiali inferiori[19]
Ufficiali inferiori[20]
OF-2
Rank insignia of capitano of the Army of Italy (1973).svg
cappellano militare capo
(capitano)
IT-Navy-OF2a.png
cappellano militare capo
(tenente di vascello)
IT-Airforce-OF3.png
cappellano militare capo
(capitano)
Carabinieri-OF-2.svg
cappellano militare capo
(capitano)
Rank insignia of capitano of the Guardia di Finanza.svg
cappellano militare capo
(capitano)
Ufficiali inferiori subalterni[21]
OF-1
Rank insignia of tenete of the Army of Italy (1973).svg
cappellano militare addetto
(tenente)
IT-Navy-OF1a.png
cappellano militare addetto
(sottotenente di vascello)
IT-Airforce-OF2.png
cappellano militare addetto
(tenente)
Carabinieri-OF-1a.svg
cappellano militare addetto
(tenente)
Rank insignia of tenente of the Guardia di Finanza.svg
cappellano militare addetto
(tenente)
Sottufficiali[22][23]
Sottufficiali - Ruolo marescialli[24][25]
OR-9
Rank insignia of maresciallo of the Army of Italy (1973).svg
suora
(maresciallo)
IT-Navy-WO1s.png
suora
(capo di terza classe)
IT-Airforce-WO1.gif
suora
(maresciallo di terza classe)
Carabinieri-OW-1.svg
suora
(maresciallo)
Rank insignia of maresciallo of the Guardia di Finanza.svg
suora
(maresciallo)
Codici NATO Esercito Italiano Marina militare Aeronautica militare Arma dei Carabinieri Guardia di Finanza


Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

anno sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
totale secolari regolari uomini donne
1999 245 187 58 58 50
2000 235 170 65 65 80
2001 215 167 48 48 75
2002 209 162 47 47 61
2003 200 161 39 39 55
2004 194 159 35 35 58
2013 177 153 24 24 11

Cappellani militari famosi[modifica | modifica wikitesto]

Decorati al valore[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I cappellani militari. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  2. ^ Cristina Siccardi, I «soldati di Dio» in Radici cristiane, marzo 2014.
  3. ^ Gli ecclesiastici eugubini nella Grande Guerra. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  4. ^ Nelle lettere e nelle relazioni dei cappellani militari italiani durante la prima guerra mondiale - Dir messa in trincea. URL consultato il 3 marzo 2015.
  5. ^ Legge del 9 novembre 1955 n. 1118. URL consultato il 3 marzo 2015.
  6. ^ D.Lgs. 15 marzo 2010 n. 66, Codice dell'ordinamento militare e successive modifiche. URL consultato il 3 marzo 2015.
  7. ^ Statuti dell'Ordinariato militare per l'Italia. URL consultato il 4 marzo 2015.
  8. ^ Presentazione. Primo Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare. URL consultato il 3 marzo 2015.
  9. ^ F. Del Giudice, F. Mariani Diritto ecclesiastico p. 127, VIII edizione Simone editore 2005
  10. ^ a b Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, articolo 1533, in materia di "Codice dell'ordinamento militare"
  11. ^ Codice dell'ordinamento militare. Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, articolo 1533 e seguenti
  12. ^ Salvatore Berlingò; Giuseppe Casuscelli, Codice del diritto ecclesiastico, Giuffrè Editore, 2009, p. 222, ISBN 978-88-14-15126-2.
  13. ^ La Curia. Seminario. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  14. ^ D.Lgs. 15 marzo 2010 n. 66, Codice dell'ordinamento militare. URL consultato il 3 marzo 2015.
  15. ^ D.Lgs. 24 febbraio 2012 n. 20, Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare, a norma dell'articolo 14, comma 18, della legge 28 novembre 2005, n. 246.. URL consultato il 3 marzo 2015.
  16. ^ Articolo n. 1533 - Comma n. 2 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  17. ^ Articolo n. 1533 - Comma n. 2 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  18. ^ Articolo n. 1546 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  19. ^ Articolo n. 1546 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  20. ^ Articolo n. 1546 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  21. ^ Articolo n. 1546 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  22. ^ Articolo n. 1533 - Comma n. 4 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  23. ^ Articolo n. 1624 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  24. ^ Articolo n. 1533 - Comma n. 4 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010
  25. ^ Articolo n. 1624 - Comma n. 1 del Decreto Legislativo n. 66 del 15 marzo 2010

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]