Divisa

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Una diffusa falsa leggenda, vuole che la divisa delle Guardie Svizzere sia stata disegnata da Michelangelo

Le divise e le uniformi sono vestiti standard generalmente indossate dai partecipanti di organizzazioni di vario genere, nei momenti di partecipazione alle attività dell'associazione stessa.
Molte civiltà del passato condividono l'utilizzo di divise da parti di gruppi religiosi e militari. Un esempio particolarmente noto è quello dei soldati dell'Impero Romano, che esportarono gli standard della loro divisa nell'intera Europa.
Oggi le divise sono principalmente indossate dagli appartenenti alle Forze Armate, a gruppi paramilitari, come Polizia, guardie di sicurezza, servizi di emergenza, dai partecipanti alle competizioni sportive (il prestigioso torneo di Wimbledon è noto anche per l'obbligo fatto ai tennisti di indossare divise bianche), e a volte sui posti di lavoro e nelle scuole. In alcuni paesi, anche i detenuti hanno l'obbligo di indossare un'uniforme.

Oggi alcune divise o uniformi di tipo militare sono usate nel softair o anche come semplice abbigliamento. È tuttavia reato portare stellette, distintivi o simboli di appartenenza a unità militari al di fuori di tale contesto.

Divisa militare[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante vi siano notevoli differenze a seconda dei paesi e dei periodi storici considerati, possiamo dividere le divise militari in tre categorie: divisa da combattimento, divisa ad uso quotidiano, divisa celebrativa a volte in versione storica. Le ultime due si distinguono principalmente per la visibilità data alle eventuali decorazioni, ed in alcuni casi rappresentano l'abito dei capi di Stato.

La divisa ha varie funzioni. Protezione dall'ambiente esterno e dai colpi nemici, supporto alle armi leggere e alla attrezzatura e mimetismo per l'uniforme da combattimento. Vestizione e riconoscimento per l'uniforme standard. La versione celebrativa è una divisa standard particolarmente elegante, spesso di ispirazione storica, con funzione di vestito di gala per particolari cerimonie ufficiali o importanti e di rafforzamento del senso di appartenenza al corpo. La divista storica o semplicemente storica e una divisa celebrativa in cui il richiamo storico è preponderante; viene usata spesso dai cadetti e dai corpi di guardia dei capi di Stato.

Le divise militari vengono specializzate in funzione del corpo di assegnazione e del ruolo, specie negli accessori. Elmi e cappelli, nelle varie tipologie (basco, fez, bustina..), spesso sono usati per distinguere unità di élite (in Italia, alpini e bersaglieri, ma anche granatieri, Corazzieri e altri corpi scelti) o funzioni speciali come le unità di polizia militare ed i medici.

In alcuni casi alle divise vengono e venivano aggiunti particolari non strettamente obbligatori ma legati a tradizioni particolari, come è il caso dei distintivi da berretto usati dall'esercito austro-ungarico.

La divisa da combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione storica della divisa di un centurione del 70 d.C.

Le divise da combattimento sono sviluppate col fine di ottimizzare le abilità delle truppe, ma anche di riconoscere con facilità i propri compagni. Tuttavia, non sempre uomini appartenenti ad un medesimo esercito hanno uniformi simili. Ad esempio i soldati mercenari mantengono spesso le proprie divise quando combattono al fianco di eserciti regolari data la funzione strumentale dell'uniforme

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La divisa da combattimento ha un grande interesse storico, anche se una ricostruzione precisa degli abiti e degli equipaggiamenti utilizzati dai soldati del passato è difficoltosa. Infatti, al fine di ottimizzare l'efficienza delle truppe, le uniformi considerate più idonee al combattimento sono state spesso copiate da numerosi eserciti, ed è oggi impossibile risalire agli ideatori di molte migliorie tecniche. Un esempio significativo a tal proposito, è quello degli Ussari ungheresi, le cui divise furono presto utilizzate -con modifiche minori- in tutti i reparti di cavalleria degli eserciti europei del XVII secolo.
Ci sono poche registrazioni riguardanti le uniformi degli eserciti dell'antichità, e si ritiene che uniformare le divise sia stato uno sforzo compiuto solo da alcune delle forze armate precedenti i Romani. Notevoli sono i casi degli Iloti e del corpo di spedizione di Annibale in Italia. È invece provato che il leggendario esercito del primo imperatore del Chin (Cina, ca 2000 a.C.) fosse formato da corpi diversi con divise non uniformate.
I Romani standardizzarono le divise dei loro soldati, effettuandone la produzione in fabbriche statali. Persistettero tuttavia differenze nei dettagli e negli ornamenti, soprattutto relativamente a legioni operanti in differenti province.
L'esercito dell'Impero Bizantino è stato il primo a creare delle differenze standardizzate nelle divise dei suoi diversi reparti. Usanza che rimarrà in voga da allora.

Il mimetismo spinto di un U.S. Air Force Tactical Air Controller (Corea del Sud, giugno 2003.)

Dal XVI secolo, gli stati europei utilizzarono delle divise militari simili ad abiti civili, sebbene si facesse ampio uso di colori sgargianti e molto visibili. Un'attenzione particolare era data ai colori della fanteria, che erano generalmente scuri (spesso blu), onde evitare che i residui della polvere da sparo fossero troppo evidenti. Le divise utilizzate dagli eserciti europei durante le guerre napoleoniche sono considerate tra le più vistose ed ornate di sempre.
Tali uniformi erano impiegate per distinguere facilmente i propri uomini anche se a discapito della dissimulazione. Da tenere presente a questo proposito il fatto che, fino all'invenzione delle polveri infumi, in assenza di condizioni meteorologiche favorevoli (vento in primis) i campi di battaglia diventavano letteralmente preda di una fitta nebbia nel giro di poche salve di artiglieria o di fuoco di fila della fanteria. Da qui l'esigenza di uniformi sgargianti, anche al fine di poter materialmente manovrare le truppe con il dovuto profitto. Tale usanza secolare costò ad esempio agli inglesi molte perdite durante la guerra boera, combattendo nella classica divisa rossa contro insorti in uniforme khaki che ben si camuffavano nell'ambiente circostante. Nonostante questo i francesi continuarono a vestire un uniforme blu e rossa anche nelle prime fasi della prima guerra mondiale e solo lo scontro con i germanici, che indossavano uniformi in feldgrau (grigio verde) spinse i vari eserciti ad adottare uniformi a bassa visibilità.

La divisa militare nello stato italiano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 l'esercito del Regno d'Italia eredita una moltitudine di fogge di uniformi derivanti dai diversi eserciti territoriali precedenti. Si trovano ad esempio a convivere le tradizioni dell'Armata Sarda di gusto napoleonico, i pennacchi rossi e blu dei Carabinieri, gli Ussari di Piacenza con le loro divise verdi e dorate. Da questo momento in poi le divise tendono però a semplificarsi e a uniformarsi, fino a che nel 1870 subiscono un processo di radicale mutamento imitando l'austerità delle divise prussiane. Le uniformi diventano uguali per tutti, con piccole differenze nei dettagli come i bottoni. In questi anni viene anche creato il corpo degli Alpini caratterizzato da un copricapo di foggia civile decorato da una penna nera.

Dal 1885, con le guerre coloniali, appaiono le prime divise in tessuto fresco di colore bianco o bronzo chiaro, funzionali sia al clima africano, sia a esigenze di mimetizzazione nel paesaggio. Quello del mimetismo diventa un bisogno sempre più sentito anche grazie agli sviluppi tecnologici degli armamenti, che richiedono indumenti non ingombranti e non troppo facilmente visibili da parte degli avversari. Il processo è però per alcuni anni osteggiato da chi sostiene la tradizione dello sfarzo nella divisa militare come elemento simbolico di ostentazione di potere e di identità.

La persona che impone una svolta decisiva all'aspetto delle uniformi italiane è un non militare, Luigi Brioschi, presidente nei primi anni del XX secolo della sezione milanese del C.A.I.. Brioschi fu influenzato dalla praticità dell'abbigliamento delle truppe degli Stati Uniti, paese nel quale aveva soggiornato. Egli, dopo aver tentato invano di convincere il Ministero della Guerra, nel luglio del 1906 decise di finanziare a proprie spese le divise di una compagnia degli alpini, scegliendo una tenuta dl color grigio terra dotata del minimo indispensabile di fregi. Da questo primo esperimento deriva la divisa grigio-verde da esercitazione dell'esercito italiano, adottata nel 1909. Questa scelta cromatica persiste durante la guerra italo-turca del 1911, fino alla prima e alla seconda guerra mondiale, mentre le fogge cambiano leggermente nel tempo.

Nel 1916 viene adottato l'elmetto metallico per l'equipaggiamento di terra su modello di quello dell'Esercito francese. Il corpo dei bersaglieri lo adotta aggiungendo la tradizionale piuma.

Nel 1923 nasce l'Armata del Cielo, corpo dell'aviazione caratterizzato da una divisa di colore grigio azzurro.

Dopo la seconda guerra mondiale, l'Esercito Repubblicano abbandona il tradizionale grigio verde a favore del color cachi anglo-americano, mantenendo però mostrine, alamari e fiamme provenienti dalla tradizione.[1]

Mimetica[modifica | modifica wikitesto]

Le prime vere e proprie uniformi mimetiche vennero sviluppate dalle Waffen SS, prima e durante il secondo conflitto mondiale, con notevoli risultati. Ma già alla fine del XIX secolo durante le guerre boere i coloni sudafricani utilizzarano uniformi cachi mentre sempre i tedeschi, utilizzando divise in feldgrau (grigio verde) durante la prima guerra mondiale, spinsero i vari eserciti ad adottare uniformi a bassa visibilità

Oggigiorno tutti gli eserciti del mondo vestono uniformi mimetiche per ben dissimularli nel loro ambiente operativo. I corpi che non richiedono abilità mimetiche, hanno invece uniformi di colori varii. Ad esempio, gli uomini delle marine di molti paesi hanno divise bianche, per poter sopportare meglio il caldo.

La divisa mimetica può essere di vario tipo, per meglio adattarsi ai colori dell'ambiente circostante. Le fantasie di colore sono solitamente chiamate camo, contrazione di "camouflage", termine inglese per "mimetizzazione":

  • In ambiente boschivo si usa il "green camo" (o "woodland camo") di colore nero, verde oliva, verde e marrone. Durante la guerra del Vietnam era in uso anche una versione avanzata di queste divise, composta da strisce irregolari invece che da chiazze (detta "tiger stripe").
  • In ambiente urbano, al contrario di quel che si pensa comunemente, viene usata una colorazione a tinta unita di colore scuro (nero o blu) e non a chiazze colorate. Le divise a tinte unite scure sono prerogativa quasi esclusiva dei corpi speciali, soprattutto se operanti in azioni di anti-terrorismo (vedi GIS, NOCS, GOI, Col Moschin.). Gli eserciti regolari sono soliti mantenere la divisa boschiva anche se operanti in città.
  • In aree desertiche è usato il "desert camo", marrone, ocra e marrone chiaro. Alcuni eserciti, tra cui quello USA, hanno usato nella Guerra del Golfo anche una divisa leggermente più chiara, a sei colori, che simula anche le rocce a terra (chiamata informalmente "chocolate chip", perché i segni scuri ricordavano le gocce di cioccolato).
  • Più rara nell'utilizzo è la "artic camo", totalmente bianca o con poche chiazze grigie, può essere trattata in modo da essere semi-lucida.
  • Il "MultiCam" è un moderno pattern mimetico inglese capace di adattarsi ai diversi ambienti, apparendo sostanzialmente verde in zone intensamente vegetate e tan in aree desertiche.

A volte alla divisa da combattimento può essere attaccata una "ghille", un tessuto strappato che migliora la mimetizzazione tra le foglie. È il caso tipico di alcune unità di franchi tiratori.

Altre divise[modifica | modifica wikitesto]

Divisa sportiva[modifica | modifica wikitesto]

In quasi tutti gli sport, i professionisti utilizzano delle apposite divise, che consentano la possibilità di effettuare opportuni movimenti, e -nel caso degli sport di squadra- di riconoscere facilmente i propri compagni. Per gli sport più popolari, le divise degli atleti e delle squadre di professionisti sono a volte oggetto di merchandising.

Divisa da lavoro[modifica | modifica wikitesto]

I lavoratori a volte indossano delle divise che li identifichino come appartenenti ad una specifica società. Ad esempio, ciò avviene spesso per gli impiegati in banche, uffici postali, compagnie aeree, impiegati di hotel e ristoranti. L'utilizzo di uniformi da parte di società private è in genere volto a dare un'immagine unitaria standard delle stesse.
Alcuni lavori impongono poi l'utilizzo di divise particolari, per fini pratici o di sicurezza.

Divisa diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

È quella particolare foggia di vestire che la prassi internazionale prevede per gli agenti diplomatici nelle più solenni manifestazioni del procedimento protocollare internazionale. Ogni Stato è libero di stabilire se i propri Agenti all'estero siano tenuti a possedere e ad indossare la divisa diplomatica e, in caso positivo a definire, altresì nei suoi particolari l'uniforme stessa. Secondo l'ordinamento italiano, l'Uniforme diplomatica è stata reinserita, con le opportune modifiche, dal DP 21/06/1948 n.1125 e gli elementi dell'uniforme sono: la marsina di panno turchino scuro, interamente chiusa, recante ricami in oro che variano secondo il grado gerarchico dell'Agente diplomatico; i calzoni della stessa stoffa con doppia banda ai lati; la feluca, con penne di struzzo bianche e la coccarda nazionale; la spada, con elsa in madreperla ed oro. L'attuale orientamento del cerimoniale tendente alla democratica semplificazione tende a far cadere in desuetudine la divisa diplomatica, pur rimanendo, peraltro, inseparabilmente legata alla storia della diplomazia moderna e idealmente caratterizzandola.

Divisa scolastica[modifica | modifica wikitesto]

Centinaia di studenti in divisa, in una scuola di Singapore.

L'utilizzo di una divisa scolastica è un'usanza inglese, un tempo diffusa anche nel resto d'Europa. Oggi, solo alcuni istituti scolastici del vecchio continente obbligano gli studenti ad indossare una divisa, mentre l'usanza è ancora ampiamente diffusa in alcune ex-colonie britanniche, in Cina, nella Corea del Nord, nella Corea del Sud e nel Giappone. In particolare, in India, in Irlanda e Australia.
Lo scopo della divisa scolastica è quello di caratterizzare gli studenti appartenenti allo stesso istituto, e contemporaneamente evitare che il vestiario individuale utilizzato possa rendere evidente l'appartenenza degli studenti stessi a classi sociali diverse.

Nella gran parte delle università occidentali, invece, e nelle istituzioni accademiche superiori, è tuttora in uso un abbigliamento ad hoc, generalmente indossato dai professori nelle cerimonie, il cui elemento caratterizzante è la toga.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbigliamento accademico.

Divisa carceraria[modifica | modifica wikitesto]

La divisa arancione dei detenuti della prigione statunitense di Guantanamo Bay.

In alcuni paesi, i detenuti indossano delle divise, generalmente con colori ben visibili. Queste, tra l'altro, hanno lo scopo di impedire alcuni movimenti (col fine di prevenire la fuga), e soprattutto di rendere gli uomini che le indossano facilmente riconoscibili in caso di evasione.
In passato, i detenuti americani indossavano divise a righe bianche e nere (oggi sostituite dall'arancione): un'immagine che è divenuta simbolo del carcerato, soprattutto grazie alla diffusione della filmografia hollywoodiana.

I detenuti inglesi indossavano in passato una divisa rappresentante una freccia, a significare proprietà della corona inglese.

Uniforme scout[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Uniforme scout.

Lo scautismo ha nell'uniforme una delle sue caratteristiche identificative, e lo stereotipo di boy scout è entrato nell'immaginario collettivo con la divisa. Fu lo stesso fondatore del movimento, Robert Baden-Powell a dichiarare nel 1938: L'uniforme cela tutte le differenze di condizione sociale in un paese e favorisce l'uguaglianza; ma, cosa ancor più importante, copre le differenze di nazionalità e razza e fede, facendo sì che tutti si sentano appartenenti ad un'unica grande fratellanza. Per questo motivo in Italia gli scout preferiscono parlare di uniforme e non di divisa (in inglese esiste solo il termine uniform).

Tipologie di divisa[modifica | modifica wikitesto]

Una lista (parziale) dei numerosi modelli ed usi di uniformi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elio Del Giudice e Vittorio del Giudice, Uniformi militari italiane dal 1861 ai giorni nostri, Milano, Bramante, 1964.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Philip Mansel, Dressed To Rule: Royal and Court Costume from Louis XIV to Elizabeth II, Yale University Press, 2005, ISBN 0-300-10697-1.
  • Nicholas V. Sekunda e Angus Mc Bride, The Ancient Greeks, Osprey Publishing, 1986, ISBN 0-85045-686-X.
  • unifórme2, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 20 marzo 2016.
  • diviṡa, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 20 marzo 2016.

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