Ettore Accorsi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ettore Accorsi
DonEttoreAccorsi.jpg
NascitaSant'Agostino, 1909
MorteModena, 1985
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Anni di servizio1942-1945
GradoCappellano militare
GuerreSeconda guerra mondiale
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
voci di militari presenti su Wikipedia

Ettore Accorsi (San Carlo di Sant'Agostino, 1909Modena, 1985) è stato un militare, partigiano e presbitero italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928 entra nell'ordine dei domenicani, viene ordinato sacerdote nel 1934, chiede di entrare nell'esercito come cappellano militare e viene prima inviato sul fronte orientale e successivamente in Francia nella "Sanità". Dopo l'armistizio collabora con la Resistenza francese viene arrestato e rinchiuso in campo di concentramento, successivamente nell'aprile del 1944 viene trasferito a Częstochowa. Rifiuta la liberazione che gli era stata proposta dopo l'interessamento dell'Ordine domenicano.

Ritorna in Italia nel settembre del 1945, ove rimarrà sino alla sua morte, avvenuta quarant'anni dopo a Modena.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«All’atto dell’armistizio, benché minorato fisicamente e pur essendo nelle migliori condizioni per sottrarsi a tragici eventi, con animo virile, tenendo fede alle insormontabili leggi dell’onore e sorretto dalla sua alta missione umana e cristiana, assumeva volontariamente compiti a linee spiccatamente militari organizzando formazioni partigiane operanti, per sua audace iniziativa, contro il tedesco aggressore al quale si imponeva con intelligenti ardite azioni clandestine ed eroici atti palesi affrontando personalmente, con ammirevole serenità, gravi misure repressive. Allorché tutto rovinava e vana riusciva ogni reazione ed iniziavano le deportazioni in massa, alla possibile e consigliata fuga preferiva il sacrificio dell’internamento e, senza esitazione, si univa ai deportati per sostenerli spiritualmente ed essere strenuo difensore nel tormento. Durante la tragica odissea dei campi di concentramento di Polonia e Germania, dava diuturna prova di eccezionale statura morale ergendosi — sprezzante delle reazioni cui si esponeva e sopportando con stoica fermezza dure vessazioni poste in atto — a difesa degli internati soggetti alla inesorabile legge marziale del detentore. Contagiato da tbc., per avere con spirito di sacrificio data sovrumana assistenza ai colpiti dal terribile morbo, rifiutava ogni cura e ricusava reiterate proposte di rimpatrio condizionate a disonorevole adesione. Sfinito, persisteva nella nobilissima missione rimpatriando poi, quale grande invalido, con l’ultimo scaglione. Sacerdote e soldato, nella sintesi più felice, praticò veramente l’eroismo esponendosi con serena consapevolezza a rischi mortali attraverso episodi, atti, contegni, che, oltre ad avere pieno carattere militare perché compiuti in guerra e contro nemico spietato, ebbero una gigantesca forza di esempio. Apostolo di sublimi ideali, la sua nobile figura resterà nel tempo simbolo di assoluta dedizione al dovere.[1]»
— Francia - Polonia - Germania, settembre 1943 - settembre 1945.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quirinale - scheda - visto 28 dicembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]