Lo chiamavano Jeeg Robot

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Lo chiamavano Jeeg Robot
Lo chiamavano Jeeg Robot.png
Claudio Santamaria in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2015
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, fantascienza, drammatico
Regia Gabriele Mainetti
Soggetto Nicola Guaglianone
Sceneggiatura Nicola Guaglianone, Menotti
Produttore Gabriele Mainetti
Produttore esecutivo Jacopo Saraceni
Casa di produzione Goon Films, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con Sorgente SGR Spa, Sky Cinema e Banca Popolare di Bari
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Fotografia Michele D'Attanasio
Montaggio Andrea Maguolo
Effetti speciali Maurizio Corridori
Musiche Gabriele Mainetti, Michele Braga
Scenografia Massimiliano Sturiale
Costumi Mary Montalto
Trucco Giulio Pezza
Interpreti e personaggi

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film del 2015 diretto e prodotto da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone e Menotti.

Il film è un omaggio alla serie manga e anime Jeeg robot d'acciaio di Gō Nagai, della quale riprende alcune tematiche[1]: il titolo, infatti, è un inside joke basato sul fatto che uno dei personaggi principali crede che Hiroshi Shiba, l'eroe della serie, esista nel mondo reale e lo identifica con Enzo, il protagonista[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In una Roma colpita da una serie di attentati, attribuiti dai mass media a dei movimenti estremisti, Enzo Ceccotti, un ladruncolo di Tor Bella Monaca, viene inseguito da due agenti in borghese per aver rubato un orologio; la fuga prosegue fino alle rive del Tevere sotto Ponte Sant'Angelo, dove gettandosi nelle acque, entra a contatto con delle sostanze radioattive contenute in alcuni bidoni nascosti sotto il livello del fiume. Dopo una notte in preda a febbre, conati di vomito e brividi di freddo, si risveglia al mattino come guarito, malgrado persista della tosse.

Uscito di casa va a parlare con Sergio, uno dei membri della banda criminale guidata da Fabio Cannizzaro, detto Zingaro, per ricettare l'orologio, ma questi decide di proporgli un altro lavoro, portandolo a recuperare della cocaina portata a Roma da due fratelli extracomunitari che l'avevano ingerita. Passando per casa di Sergio, Enzo ha modo di incontrare la figlia Alessia, una ragazza con evidenti problemi psichici, appassionata oltre misura dell'anime Jeeg robot d'acciaio, confondendo il mondo fantastico con quello reale. Giunti con i corrieri all'ultimo piano di un palazzo in costruzione, uno di essi muore per overdose, dovuta alla rottura di un ovulo contenente la cocaina nel suo stomaco, mentre l'altro in un impeto di rabbia aggredisce Sergio uccidendolo. Nello scontro, Enzo viene raggiunto da un proiettile sparato dal corriere e cade giù nel vuoto. Nell'impatto egli rimane incredibilmente illeso e poco dopo riesce a rialzarsi senza difficoltà, abbandonando il luogo.

Tornato a casa, scopre di aver acquisito una forza sovrumana e nel frattempo viene avvicinato da Alessia che gli chiede notizie del padre. Enzo però non riesce a dirle la verità e si chiude in casa. La sera stessa, Enzo strappa letteralmente dal muro di una banca uno sportello bancomat e il video di sorveglianza che lo riprende si diffonde rapidamente creando la figura del super criminale dalla forza sovrumana. Nel frattempo lo Zingaro, ossessionato da manie di grandezza (tanto da aver partecipato da ragazzo a Buona Domenica come cantante) e deciso ad allargare il proprio giro per diventare uno dei più potenti boss della malavita di tutta Roma e dell'Italia intera, scopre che Sergio non è ancora tornato con la cocaina che la banda ha acquistato da un clan di camorristi napoletani, guidato dalla boss Nunzia Lo Cosimo, vero autore degli attentati nella capitale, e quindi si mette sulle sue tracce. Va da Alessia per chiederle dove si trova suo padre Sergio; persa la pazienza, la minaccia e con i suoi tirapiedi cerca la droga in casa della ragazza. Enzo, sentendo le sue urla e dopo essersi coperto il volto, interviene e salva la ragazza che lo riconosce e lo soprannomina Hiroshi Shiba, come il protagonista di Jeeg Robot.

Enzo, che ha un carattere burbero e chiuso e vuole vivere la propria vita in solitudine, dopo aver salvato Alessia dall'aggressione dello Zingaro e i suoi uomini, la porta alla casa famiglia dove era ospitata quando il padre finiva in carcere; successivamente, grazie alle informazioni scritte su un foglietto nascosto nel portaocchiali di Sergio, rapina lo stesso camion portavalori che lo Zingaro e i suoi stanno per assaltare per poter ripagare il clan partenopeo, accrescendo ancora di più la propria fama di super-criminale. Poco dopo, Alessia viene riportata a casa di Enzo da due agenti delle forze dell'ordine che l'avevano trovata mentre vagava in autostrada, e decide perciò di ospitarla non potendo lasciarla in casa sua da sola.

La banda dello Zingaro comincia a sfaldarsi poiché il suo migliore amico, che non condivide i suoi sogni megalomani di gloria, si rivolge a uno strozzino per avere i soldi con cui pagare i camorristi, ma lo Zingaro, infuriato perché la sua autorità viene messa in discussione, lo fa sbranare vivo dai suoi rottweiler; una volta recatosi lui stesso a parlare con l'usuraia, una transessuale brasiliana chiamata "Marcellone", viene assaltato da Nunzia e dai suoi uomini, che rimangono uccisi nello scontro a fuoco che ne segue e dal quale si salvano solo lo stesso Zingaro e Nunzia.

Alessia, intanto, rivela ad Enzo gli abusi subiti fin da bambina sia da parte del padre, sia degli assistenti che l'hanno avuta in cura dopo la morte della madre. I due si avvicinano sempre più, finché, dopo essere andati a comprare un vestito in un centro commerciale, i due hanno un rapporto sessuale nel camerino, cosa che fa rivivere alla ragazza i traumi del passato e che la spinge a scappare da Enzo, il quale le rivela anche la morte del padre: Enzo, tuttavia, ormai si è innamorato di lei; quindi la segue e ferma a mani nude il tram sul quale era salita, chiedendole scusa e portandola via con sé. L'impresa viene ripresa e condivisa in rete dagli altri passeggeri.

Lo Zingaro, confrontando i video dopo che il resto della sua banda viene uccisa dal clan, capisce che Enzo è il supercriminale e riesce a rapire lui e Alessia per farsi rivelare come ha ottenuto i suoi poteri; Enzo è quindi costretto a portarlo sulla banchina del Tevere, ma in quel momento arriva Nunzia con la sua banda e, nello scontro a fuoco che ne segue, la sopraggiunta Alessia, colpita da un proiettile, muore dopo aver chiesto a Enzo di proteggere il mondo. Zingaro, invece, dopo essere stato arso vivo si getta in acqua, abbandonato lì da Nunzia e dai suoi uomini che lo credono morto. Riemerge il giorno dopo sfigurato ma con gli stessi poteri di Enzo. Si reca così a Napoli nella villa di Nunzia dove, forte delle sue abilità, compie una strage uccidendo lei e tutti i suoi uomini e riprendendosi con il cellulare per poi diffondere il video in rete.

Dopo la morte di Alessia, mentre vaga da solo, Enzo assiste a un incidente stradale in cui sono coinvolte una donna e sua figlia, che rischiano di venir divorate dalle fiamme ma l'uomo riesce a trarle in salvo, destando l'ammirazione delle forze dell'ordine lì presenti. Enzo ha modo di vedere da un televisore il delirante messaggio dello Zingaro, intenzionato di collocare un ordigno a tempo nello Stadio Olimpico durante il derby Roma-Lazio; Enzo lo raggiunge sul posto innescando una lotta furibonda. Impossibilitato a disattivare la bomba, egli se ne impadronisce gettandosi con essa dal Ponte della Musica-Armando Trovajoli nel Tevere, con lo stesso Zingaro, il quale a sua volta resta ucciso dall'esplosione.

Nell'ultima scena Enzo, ormai ritenuto morto ed esaltato come un eroe, osserva Roma dalla cima del Colosseo e, deciso a proteggerla, indossa la maschera di Jeeg che Alessia gli aveva realizzato a maglia.

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Ceccotti, interpretato da Claudio Santamaria. Protagonista del film, è un ladruncolo di periferia mai riuscito a entrare nel giro della criminalità che conta[3] che acquisisce forza e resistenza sovrumane dopo essere entrato in contatto con delle scorie nucleari abbandonate nel Tevere[4]. Mainetti ha descritto il personaggio come "un ragazzone che non è mai cresciuto […] chiuso in se stesso", annoverando tra le fonti di ispirazione per la sua creazione il film Léon, con protagonista Jean Reno[5]. Per interpretare Enzo, l'attore ha dovuto allenarsi aumentando di ben 20 chili, fino ad arrivare a pesarne 100[6].
  • Fabio Cannizzaro detto "lo Zingaro", interpretato da Luca Marinelli.[7] Cattivo del film, lo Zingaro è il capo di una piccola "batteria" di criminali romani ossessionato dall'ambizione di diventare qualcuno di importante all'interno della malavita capitolina[5]. Per lui i problemi iniziano quando decide "di fare il passo più lungo della gamba" e di allargare il suo giro[7]. È un cultore della musica italiana degli anni '80, in particolare della cantautrice Anna Oxa[5][7]. Per interpretare la parte, Marinelli si è ispirato alle performance di Ted Levine in film come Il silenzio degli innocenti[5].
  • Alessia, interpretata da Ilenia Pastorelli. Una ragazza dolce e problematica (vittima di violenze domestiche), reduce dal profondo lutto dovuto alla morte della madre, che scambia Enzo per il protagonista dell'anime da cui è ossessionata, Jeeg robot d'acciaio[4].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato prevalentemente a Roma, con un budget di circa 1 700 000 euro[8] e prodotto da Goon Films in collaborazione con Rai Cinema. Il film è stato riconosciuto come di interesse culturale nazionale dal MiBACT. Il film è realizzato anche in associazione con Banca Popolare di Bari ai sensi delle norme sul Tax Credit.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione del film è a cura della Lucky Red. L'opera è stata presentata in anteprima alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma il 17 ottobre 2015 e in seguito al Lucca Comics & Games 2015 il 30 ottobre 2015[9][10]. Il film è stato distribuito nelle sale italiane dal 25 febbraio 2016. Il film è stato distribuito nuovamente nelle sale dal 21 aprile 2016 a livello nazionale.[11]

A maggio 2016 il film è stato acquistato dal distributore Americano Uncork'd per distribuire il film negli Stati Uniti[12]. Sempre nello stesso mese il distributore Francese Nour Films ha acquistato i diritti del film per distribuirlo sul territorio Francese[13].

Il film è stato distribuito in DVD e Bluray il 1º settembre 2016.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo giorno di programmazione, Lo chiamavano Jeeg Robot ha esordito incassando 83 000 euro e classificandosi al 5º posto tra gli incassi giornaliero, dietro a Perfetti sconosciuti, Deadpool, Zootropolis e The Danish Girl,[14] mentre è sceso di una posizione il giorno seguente, superato da Tiramisù, guadagnando altri 120 000 euro.[15] Al termine del primo fine settimana di programmazione incassa altri 796 000 euro.[16]

Nel corso della settimana seguente, raggiunge i 1,4 milioni di euro,[17] senza quasi riscontrare un calo di affluenza, risultando il film con la migliore tenuta della settimana.[18] Al termine del secondo weekend di programmazione, il film incassa altri 616 000 euro, raggiungendo la cifra complessiva di 1,7 milioni di euro, pari al suo costo di produzione.[19] Durante la terza settimana nelle sale, il film raggiunge i due milioni d'incasso,[20] terminando il weekend in nona posizione con 2 319 103 € complessivi e la quarta migliore media della settimana.[21] Nelle settimane successive supera l'importante traguardo dei 5 milioni di euro al box office, arrivando a un incasso complessivo di 5 042 586 euro[22], risultando il 31° miglior incasso della stagione cinematografica 2015-2016.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Lo chiamavano Jeeg Robot ha ottenuto principalmente recensioni positive: sono state lodate le interpretazioni degli attori, la sceneggiatura, il comparto tecnico e l'ambientazione "di borgata", mentre è stata oggetto di alcune critiche l'eccessiva lunghezza degli eventi nella seconda parte del film.[23][24][25]

MyMovies gli assegna un punteggio di tre stelle e mezzo su cinque scrivendo: «quello di Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di puro cinema, di scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena e ostinazione produttiva, un lungometraggio come non se ne fanno in Italia, realizzato senza essere troppo innamorati dei film stranieri ma sapendo importare con efficacia i loro tratti migliori» lodandone regia, montaggio e sceneggiatura, giudicandole ottime a discapito di un budget «inadeguato al tipo di storia».[26]

Best Movie dà un giudizio positivo alla pellicola, assegnandogli un punteggio di 4 su 5 e lodando l'interpretazione di Luca Marinelli come cattivo e il sapore pulp dato dal regista alla vicenda, dichiarando tuttavia di aver avvertito alcuni segni di stanchezza da parte della sceneggiatura nella seconda metà del film.[24] È stato anche apprezzato il connubio tra diversi generi (supereroistico e gangster) presente nel film, senza tuttavia che questo perda una sua originalità.[25]

Movieplayer promuove il film con 4 stelle su 5 e scrive: «Gabriele Mainetti intuisce che, non potendo competere con i comic movie sul piano della forza produttiva, occorre adattare il genere alle caratteristiche italiche. Ecco la scelta di creare una sorprendente commistione tra noir, gangster all'italiana, fantasy, anime, action e commedia. Il regista dimostra di saper dirigere con mano sicura momenti drammatici e scene d'azione iperviolente che non sfigurerebbero in un film di Quentin Tarantino, ma non è l'ottima confezione il vero punto di forza del film. A catturare l'attenzione dello spettatore è la capacità di Mainetti di stupire in ogni sequenza con svolte narrative che imboccano direzioni impreviste».[27]

Massimo Bertarelli lo definisce «un piccolo capolavoro […] pieno di divertimento» e loda le interpretazioni del trio Santamaria-Marinelli-Pastorelli.[28]

All'estero, la rivista Variety è positiva verso il film, che definisce "sorprendentemente grintoso ed estremamente godibile". Ne apprezza in particolare gli attori (Pastorelli "si fa voler bene da Enzo e dal pubblico"; Santamaria "è eccellente nel ruolo del non-eroe confuso"; Marinelli "azzecca il personaggio dell'iper-delinquente Fabio"), la fotografia, il montaggio, la regia di Mainetti, la scelta delle location e i riferimenti della sceneggiatura a temi attuali.[29]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 gennaio 2016 Lucky Red e La Gazzetta dello Sport hanno annunciato l'uscita di un albo a fumetti basato sul film[56].

L'albo è stato scritto e curato da Roberto Recchioni, per i disegni di Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone, e narra una breve storia autoconclusiva collocata cronologicamente dopo i fatti avvenuti nel film[56]. Il fumetto è uscito il 20 febbraio[56]. Le quattro diverse copertine variant sono state realizzate da Zerocalcare, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua e dallo stesso Recchioni[56][57][58][59].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jeeg Robot: il mito degli Anime che ha ispirato il primo supereroe italiano, blog.lochiamavanojeegrobot.it. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  2. ^ Sinossi sul sito ufficiale del film, su lochiamavanojeegrobot.it. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  3. ^ Claudio Santamaria: "Io come 'Jeeg Robot', un supereroe coatto", su fanpage.it, 27 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  4. ^ a b Andrea Bedeschi, Lo Chiamavano Jeeg Robot: Claudio Santamaria e il supereroe “nato dal Tevere”, su badtaste.it, 20 febbraio 2015. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  5. ^ a b c d Sandra Martone, LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT: GABRIELE MAINETTI “VI PRESENTO IL MIO SUPEREROE ISPIRATO A LEON”, su movieplayer.it, 7 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  6. ^ CLAUDIO SANTAMARIA: “NEL FILM ‘ LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT’ PESO 100 CHILI!", su Lo Zoo di 105, 19 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  7. ^ a b c Filmato audio LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - Lo Zingaro - Backstage #2, su YouTube, Lucky Red, 17 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  8. ^ Gabriele Mainetti • Regista, su Cineuropa - il meglio del cinema europeo. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  9. ^ Scheda del film dal sito ufficiale della Festa del Cinema di Roma, filmguide.romacinemafest.org. URL consultato il 1º novembre 2015.
  10. ^ Dal sito ufficiale del Lucca Comics and Games, il programma delle proiezioni, luccacomicsandgames.com. URL consultato il 1º novembre 2015.
  11. ^ Tina G. Neri, Intervista a Gabriele Mainetti, regista di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, tra fumetti e film, in Fumettologica, 25 febbraio 2016. URL consultato il 3 marzo 2016.
  12. ^ Patrick Frater, Uncork’d Makes Switch From Genre to Foreign-Language Distribution, su variety.com. URL consultato il 17 maggio 2016.
  13. ^ Cannes 2016 : Nour Films acquiert un film multi-primé aux César italiens, su lefilmfrancais.com. URL consultato il 17 maggio 2016.
  14. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: le nuove uscite non intaccano il podio giovedì, in testa Perfetti Sconosciuti, badtaste.it, 26 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  15. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Perfetti Sconosciuti domina anche venerdì, badtaste.it, 27 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  16. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis vince il weekend, Perfetti sconosciuti sopra gli 11 milioni, badtaste.it, 29 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  17. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis conquista nuovamente la cima della classifica sabato, badtaste.it, 6 marzo 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  18. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Perfetti Sconosciuti batte Attacco al Potere 2 giovedì, badtaste.it, 4 marzo 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  19. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis batte tutti e vince il weekend!, badtaste.it, 7 marzo 2016. URL consultato il 7 marzo 2016.
  20. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Allegiant primo venerdì, traguardi per Jeeg Robot e Perfetti Sconosciuti, badtaste.it, 12 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  21. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Allegiant vince il weekend con il migliore incasso della saga, badtaste.it, 14 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  22. ^ Scheda, mymovies.it.
  23. ^ 5 buoni motivi per andare a vedere al cinema "Lo chiamavano Jeeg Robot", wired.it. URL consultato il 6 marzo 2016.
  24. ^ a b Lo chiamavano Jeeg Robot la recensione di Giorgio Viaro, Best Movie, 25 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  25. ^ a b Gabriele Niola, Roma 2015 – Lo Chiamavano Jeeg Robot, la recensione, badtaste.it, 17 ottobre 2015. URL consultato il 6 marzo 2016.
  26. ^ Lo chiamavano Jeeg Robot, in MYmovies.it, Mo-Net Srl. URL consultato il 6 marzo 2016
  27. ^ Valentina D'Amico, Lo chiamavano Jeeg Robot: un supereroe a Tor Bella Monaca, movieplayer.it, 18 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2016.
  28. ^ Massimo Bertarelli, I film in uscita visti da Bertarelli: "Lo chiamavano Jeeg Robot? Piccolo capolavoro, da vedere a tutti i costi" (VIDEO), ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 6 marzo 2016.
  29. ^ (EN) Jay Weissberg, Film Review: ‘They Call Me Jeeg’, Variety, 5 novembre 2015. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  30. ^ Andrea Bedeschi, David di Donatello 2016, ecco tutti i film in gara!, badtaste.it, 22 marzo 2016. URL consultato il 22 marzo 2016.
  31. ^ DAVID DI DONATELLO: VINCONO I PERFETTI SCONOSCIUTI, Paramount Channel, 19 aprile 2016. URL consultato il 19 aprile 2016.
  32. ^ Cinquine dei Nastri d'Argento: La pazza gioia di Virzì e Lo chiamavano Jeeg Robot fanno il pieno, su ilgazzettino.it. URL consultato il 31 maggio 2016.
  33. ^ Cinema, Globi d'oro 2016 a "Perfetti sconosciuti" e Jeeg Robot, su rainews. URL consultato il 9 giugno 2016.
  34. ^ Ciak d'Oro, continua il successo di Perfetti sconosciuti e Jeeg Robot, su Spettacoli - La Repubblica, 8 giugno 2016. URL consultato il 9 giugno 2016.
  35. ^ Simone Pinchiorri, Lo chiamavano Jeeg Robot" trionfa alla nona edizione dell'8 e 1/2 Festa Do Cinema Italiano, cinemaitaliano.info, 9 aprile 2016. URL consultato il 24 aprile 2016.
  36. ^ Opere prime e seconde - Il premio Ettore Scola a Gabriele Mainetti, bifest.it, 8 aprile 2016. URL consultato il 24 aprile 2016.
  37. ^ Luca Cecchotti, Lo chiamavano Jeeg Robot vince il Silver Scream Awards all’Imagine Film Festival in Olanda!, bestmovie.it, 25 aprile 2016. URL consultato il 25 aprile 2016.
  38. ^ La Pellicola D'oro VI edizione - I vincitori, su artnove.org. URL consultato il 14 maggio 2016.
  39. ^ Simone Pinchiorri, "Lo Chiamavano Jeeg Robot" vince la prima edizione di Cinevasioni, su cinemaitaliano.info, 14 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2016.
  40. ^ Festival delle Cerase, da Giallini a Santamaria: parata di vip, su spettacoliecultura.ilmessaggero.it. URL consultato il 9 giugno 2016.
  41. ^ A "Lo chiamavano Jeeg Robot" il premio "Sesterzio d'Argento" - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 18 giugno 2016.
  42. ^ I vincitori della della XXI edizione di Roseto Opera Prima - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 30 luglio 2016.
  43. ^ ICFF TORONTO - Premiati Cardilnale, Bova e Iervolino - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 22 giugno 2016.
  44. ^ Claudio Santamaria al Giffoni 2016, successo in “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Un sequel?
  45. ^ ISOLA DEL CINEMA - Premio Groupama Opera Prima e Seconda - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 30 luglio 2016.
  46. ^ 'Un posto sicuro' vince il Magna Graecia Film Festival, chiavi della città a Modine, catanzaroinforma.it. URL consultato il 1º agosto 2016.
  47. ^ Etrange 2016 - Lo chiamavano Jeeg Robot ed Headshot vincono il Grand Nouveax Genre Award - ScreenWEEK.it Blog, in ScreenWEEK.it Blog, 19 settembre 2016. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  48. ^ Premi FICE, tutti i vincitori | RB Casting, su www.rbcasting.com. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  49. ^ Sitges Film Festival » The unclassifiable 'Swiss Army Man' wins Sitges 2016, su sitgesfilmfestival.com. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  50. ^ RdC AWARDS 2016 - I vincitori - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  51. ^ “Le ultime cose” trionfa al Festival del Cinema Italiano di Villerupt, tutti i vincitori 2016 | RB Casting, su www.rbcasting.com. URL consultato il 12 novembre 2016.
  52. ^ N.I.C.E. USA 26 - Vince "Lo chiamavano Jeeg Robot" - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 21 novembre 2016.
  53. ^ A "Jeeg Robot" premio "Primavera Cinema" - Calabria, in ANSA.it, 18 dicembre 2016. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  54. ^ "Lo Chiamavano Jeeg Robot" vince il 24° Festival International du Film Fantastique de Gérardmer - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  55. ^ FESTIVAL DI LECCE XVIII - Sabato con Stephen Frears e il Premio Verdone - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 09 aprile 2017.
  56. ^ a b c d Marita Toniolo, Lo chiamavano Jeeg Robot: ora è anche fumetto!, su Best Movie, 26 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  57. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: ecco la copertina del fumetto disegnata da Leo Ortolani, su Best Movie, 29 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  58. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: ecco la terza variant cover del fumetto disegnata da Giacomo Bevilacqua, su Best Movie, 3 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  59. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: l’ultima cover del fumetto disegnata da Roberto Recchioni, su Best Movie, 8 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.

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