Lo chiamavano Jeeg Robot

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Lo chiamavano Jeeg Robot
Lo chiamavano Jeeg Robot.png
Enzo Ceccotti, alias Jeeg Robot (Claudio Santamaria) in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2016
Durata118 min
Rapporto2,35:1
Genereazione, fantascienza, fantastico, commedia, drammatico
RegiaGabriele Mainetti
SoggettoNicola Guaglianone
SceneggiaturaNicola Guaglianone, Menotti
ProduttoreGabriele Mainetti
Produttore esecutivoJacopo Saraceni
Casa di produzioneGoon Films, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con Sorgente SGR Spa, Sky Cinema e Banca Popolare di Bari
Distribuzione (Italia)Lucky Red
FotografiaMichele D'Attanasio
MontaggioAndrea Maguolo
Effetti specialiMaurizio Corridori
MusicheGabriele Mainetti, Michele Braga
ScenografiaMassimiliano Sturiale
CostumiMary Montalto
TruccoGiulio Pezza
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film del 2016 diretto e prodotto da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone e Menotti.

Il titolo del film è un omaggio alla serie manga e anime Jeeg robot d'acciaio di Gō Nagai, di cui il film riprende alcune tematiche[1] e costituisce un inside joke basato sul fatto che uno dei personaggi principali crede che Hiroshi Shiba, l'eroe della serie, esista nel mondo reale e lo identifica con Enzo Ceccotti, il protagonista[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In una Roma attraversata da una serie di attentati dinamitardi, il ladruncolo Enzo Ceccotti per sfuggire alla Polizia, per il furto di un orologio, si getta nelle acque del Tevere, entrando in contatto con delle sostanze radioattive, contenute in alcuni bidoni nascosti sotto la superficie. Dopo una notte in preda a febbre, conati di vomito e brividi di freddo, si risveglia al mattino come guarito.

Per ricettare l'orologio, Enzo si incontra con Sergio, membro di una gang capeggiata da uno spietato e violento Fabio Cannizzaro, detto lo "Zingaro", ma questi decide di proporgli un altro lavoro, il recupero di un quantitativo di cocaina portata a Roma da due etiopi che l'avevano ingerita in degli ovuli. Passando per casa del compare, Enzo ha modo di incontrarne la dolce figlia Alessia, una ragazza con evidenti problemi psichici, appassionata oltre misura del cartone animato Jeeg robot d'acciaio, al punto da confondere il mondo fantastico con quello reale. Giunti con i corrieri all'ultimo piano di un palazzo in costruzione, uno di essi muore per overdose, per la rottura di un ovulo contenente la droga. L'altro in un impeto di rabbia aggredisce Sergio uccidendolo. Nello scontro, Enzo viene raggiunto da un proiettile sparato dal corriere e cade giù nel vuoto. Nell'impatto egli rimane incredibilmente illeso, riuscendo a rialzarsi ed abbandonare il luogo.

Tornato a casa, scopre di aver acquisito forza sovrumana e nel frattempo viene avvicinato da Alessia che gli chiede notizie di suo padre, con la quale si mostra reticente. La sera stessa, Enzo compie un colpo incredibile strappando da un muro uno sportello bancomat, gesto che viene ripreso da una videocamera di sorveglianza e diffuso viralmente in rete, diventando un supercriminale dalla forza sovrumana. Nel frattempo lo Zingaro, è deciso ad allargare il proprio giro e diventare uno dei più potenti boss della malavita romana, avvalendosi dell'amicizia con dei camorristi napoletani, capitanati da Nunzia. Egli non avendo notizie di Sergio né del carico di cocaina, promesso ai suoi alleati, temendo un raggiro, si reca da Alessia per estorcerle violentemente informazioni. Enzo, udendo le sue urla, irrompe a volto coperto malmenando e scacciando i malviventi. La ragazza in salvo lo ritiene la personificazione Hiroshi Shiba, il protagonista del cartone Jeeg Robot.

Enzo, di carattere schivo e solitario, porta Alessia presso la casa famiglia dove era ospitata quando suo padre finiva in carcere. Successivamente, grazie a delle informazioni scritte su un foglietto nascosto nel portaocchiali di Sergio, rapina un camion portavalori che lo Zingaro e i suoi stanno per assaltare per poter ripagare il clan partenopeo, accrescendo la propria fama di super-criminale. La sera stessa Alessia viene riaccompagnata a casa di Enzo da degli agenti di Polizia che l'avevano trovata in strada. Guardando un episodio del cartone animato Jeeg robot d'acciaio Alessia scoppia in una crisi isterica, rivelando ad Enzo degli abusi sessuali subiti in passato.

Messa alle strette, la banda dello Zingaro comincia ad aver segni di cedimento. Il più fidato dei compari vorrebbe ricorrere all'usura per avere i soldi con cui pagare i camorristi, ma lo Zingaro lo fa sbranare vivo dai suoi cani rottweiler. In un incontro di lui stesso con l'usuraio, un transessuale brasiliano, detto "Marcellone", viene assaltato da Nunzia e dai suoi uomini. Nello scontro a fuoco sopravvivono solo i rispettivi capi.

Tra Alessia ed Enzo cresce il sentimento. Egli deve rivelarle la morte di suo padre. Stretta dal dolore fugge su un tram ma Enzo, lo ferma a mani nude, sotto gli occhi esterrefatti di diversi passeggeri, che riprendono la scena con il cellulare e diffondendo in rete. Lo Zingaro riconosce Enzo e una volta raggiunto ed anestetizzato, gli estorce le informazioni sui suoi super poteri, minacciando di uccidere la ragazza in ostaggio. Raggiunta la banchina del Tevere, sede dei fusti radioattivi, vengono raggiunti da Nunzia e la sua banda scaturendo l'ennesimo scontro a fuoco. Alessia viene ferita a morte, chiedendo ad Enzo di usare i suoi poteri a fin di bene. Zingaro, nel frattempo, viene arso vivo dalla gang di Nunzia e si getta in acqua. Egli riemergerà sfigurato ma acquisendo gli stessi poteri di Enzo, potendo compiere ben presto una terribile vendetta nella residenza napoletana della capobanda, strage ripresa con il suo cellulare e diffusa in rete.

Enzo, scosso per la morte della ragazza, vagando nell'estrema periferia romana, assiste a un incidente stradale dal quale riesce a trarre in salvo una madre con la figlia rimaste incastrate tra le lamiere, guadagnandosi l'ammirazione degli astanti, polizia compresa. Egli ha modo di vedere da un televisore il delirante messaggio dello Zingaro, intenzionato a compiere un attentato nello Stadio Olimpico durante il derby Roma - Lazio; Enzo lo raggiunge sul posto innescando una lotta furibonda. Impossibilitato a disattivare la bomba, egli se ne impadronisce e si getterà con essa nel Tevere dal Ponte della Musica-Armando Trovajoli. Lo Zingaro, coinvolto nell'esplosione resta ucciso.

Enzo, ormai ritenuto morto ed esaltato come un eroe, osserva la città dalla cima del Colosseo e, deciso a proteggerla, indossa la maschera di Jeeg che Alessia gli aveva realizzato a maglia.

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Ceccotti/Jeeg Robot, interpretato da Claudio Santamaria. Il protagonista del film, è un ladruncolo di periferia emarginato dalla stessa criminalità organizzata[3] che acquisisce forza e resistenza sovrumane dopo essere entrato in contatto con delle scorie nucleari abbandonate nel Tevere[4]. Mainetti ha descritto il personaggio come "un ragazzone che non è mai cresciuto […] chiuso in se stesso", annoverando tra le fonti di ispirazione per la sua creazione il film Léon, con protagonista Jean Reno[5]. Per interpretare Enzo, l'attore ha dovuto allenarsi aumentando di ben 20 chili, fino ad arrivare a pesarne 100[6].
  • Alessia, interpretata da Ilenia Pastorelli. Una ragazza dolce e problematica, probabilmente vittima di violenze domestiche, reduce dal profondo lutto dovuto alla morte di sua madre, e che ritiene Enzo quale personificazione del protagonista dell'anime Jeeg robot d'acciaio[4].
  • Fabio Cannizzaro/Zingaro, interpretato da Luca Marinelli.[7] Principale antagonista del film, è capo di una piccola "batteria" di criminali romani, affetto da megalomania, ambisce al ruolo di leader all'interno della malavita capitolina[5], al punto di compiere il grande passo, allacciando rapporti con la criminalità organizzata napoletana[7]. È un cultore della musica italiana degli anni '80, in particolare della cantautrice Anna Oxa[5][7]. Per interpretare la parte, Marinelli si è ispirato alle performance dell'attore Ted Levine, nel ruolo dello psicopatico nel film Il silenzio degli innocenti[5].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato prevalentemente a Roma, con un budget di circa 1 700 000 euro[8] e prodotto da Goon Films in collaborazione con Rai Cinema. Il film è stato riconosciuto come di interesse culturale nazionale dal MiBACT. Il film è realizzato anche in associazione con Banca Popolare di Bari ai sensi delle norme sul Tax Credit.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione del film è a cura della Lucky Red. L'opera è stata presentata in anteprima alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma il 17 ottobre 2015 e in seguito al Lucca Comics & Games 2015 il 30 ottobre 2015[9][10]. Il film è stato distribuito nelle sale italiane dal 25 febbraio 2016. Il film è stato distribuito nuovamente nelle sale dal 21 aprile 2016 a livello nazionale.[11]

A maggio 2016 il film è stato acquistato dal distributore americano Uncork'd per distribuire il film negli Stati Uniti[12]. Sempre nello stesso mese il distributore francese Nour Films ha acquistato i diritti del film per distribuirlo in Francia[13].

Il film è stato distribuito in DVD e Blu-ray il 1º settembre 2016. È stato trasmesso per la prima volta in televisione il 18 marzo 2018 su Rai Movie.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo giorno di programmazione, Lo chiamavano Jeeg Robot ha esordito incassando 83 000 euro e classificandosi al 5º posto tra gli incassi giornalieri, dietro a Perfetti sconosciuti, Deadpool, Zootropolis e The Danish Girl,[14] mentre è sceso di una posizione il giorno seguente, superato da Tiramisù, guadagnando altri 120 000 euro.[15] Al termine del primo fine settimana di programmazione incassa altri 796 000 euro.[16]

Nel corso della settimana seguente, raggiunge i 1,4 milioni di euro,[17] senza quasi riscontrare un calo di affluenza, risultando il film con la migliore tenuta della settimana.[18] Al termine del secondo weekend di programmazione, il film incassa altri 616 000 euro, raggiungendo la cifra complessiva di 1,7 milioni di euro, pari al suo costo di produzione.[19] Durante la terza settimana nelle sale, il film raggiunge i due milioni d'incasso,[20] terminando il weekend in nona posizione con 2 319 103 € complessivi e la quarta migliore media della settimana.[21] Nelle settimane successive supera l'importante traguardo dei 5 milioni di euro al box office, arrivando a un incasso complessivo di 5 042 586 euro[22], risultando il 31° miglior incasso della stagione cinematografica 2015-2016.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Lo chiamavano Jeeg Robot ha ottenuto principalmente recensioni positive: sono state lodate le interpretazioni degli attori, la sceneggiatura, il comparto tecnico e l'ambientazione "di borgata", mentre è stata oggetto di alcune critiche l'eccessiva lunghezza degli eventi nella seconda parte del film.[23][24][25]

Su MyMovies Gabriele Niola gli assegna un punteggio di tre stelle e mezzo su cinque scrivendo: «quello di Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di puro cinema, di scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena e ostinazione produttiva, un lungometraggio come non se ne fanno in Italia, realizzato senza essere troppo innamorati dei film stranieri ma sapendo importare con efficacia i loro tratti migliori» lodandone regia, montaggio e sceneggiatura, giudicandole ottime a discapito di un budget «inadeguato al tipo di storia».[26]

Su Best Movie Giorgio Viaro dà un giudizio positivo alla pellicola, assegnandogli un punteggio di 4 su 5 e lodando l'interpretazione di Luca Marinelli come cattivo e il sapore pulp dato dal regista alla vicenda, dichiarando tuttavia di aver avvertito alcuni segni di stanchezza da parte della sceneggiatura nella seconda metà del film.[24] È stato anche apprezzato il connubio tra diversi generi (supereroistico e gangster) presente nel film, senza tuttavia che questo perda una sua originalità.[25]

Su Movieplayer Valentina D'Amico promuove il film con 4 stelle su 5 e scrive: «Gabriele Mainetti intuisce che, non potendo competere con i comic movie sul piano della forza produttiva, occorre adattare il genere alle caratteristiche italiche. Ecco la scelta di creare una sorprendente commistione tra noir, gangster all'italiana, fantasy, anime, action e commedia. Il regista dimostra di saper dirigere con mano sicura momenti drammatici e scene d'azione iperviolente che non sfigurerebbero in un film di Quentin Tarantino, ma non è l'ottima confezione il vero punto di forza del film. A catturare l'attenzione dello spettatore è la capacità di Mainetti di stupire in ogni sequenza con svolte narrative che imboccano direzioni impreviste».[27]

Massimo Bertarelli lo definisce «un piccolo capolavoro […] pieno di divertimento» e loda le interpretazioni del trio Santamaria-Marinelli-Pastorelli.[28]

All'estero, la rivista Variety è positiva verso il film, che definisce "sorprendentemente grintoso ed estremamente godibile". Ne apprezza in particolare gli attori (Pastorelli "si fa voler bene da Enzo e dal pubblico"; Santamaria "è eccellente nel ruolo del non-eroe confuso"; Marinelli "azzecca il personaggio dell'iper-delinquente Fabio"), la fotografia, il montaggio, la regia di Mainetti, la scelta delle location e i riferimenti della sceneggiatura a temi attuali.[29]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 gennaio 2016 Lucky Red e La Gazzetta dello Sport hanno annunciato l'uscita di un albo a fumetti basato sul film[56].

L'albo è stato scritto e curato da Roberto Recchioni, per i disegni di Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone, e narra una breve storia autoconclusiva collocata cronologicamente dopo i fatti avvenuti nel film[56]. Il fumetto è uscito il 20 febbraio[56]. Le quattro diverse copertine variant sono state realizzate da Zerocalcare, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua e dallo stesso Recchioni[56][57][58][59].

Possibili sequel[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Guaglianone, sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg robot, disse di non essere almeno per il momento interessato a scrivere un seguito, dichiarandosi però disponibile per il progetto magari dopo uno o due anni. Durante l'intervista affermò di avere anche una sorta di paura di rovinare ciò che è già stato fatto. "È non è solo una questione di paura. Io avrei in mente un cattivo per Jeeg Robot 2... Di idee ne avrei tante in questo momento, ma ciò che manca è un conflitto morale interno del protagonista. Non voglio ripetere gli stessi errori degli autori di Rambo, è inutile fare un film se non è presente un'evoluzione del personaggio. Nel primo era molto evidente, la scoperta dei poteri da parte di Enzo e il dover affrontare un cambiamento nella sua vita, bisognerebbe trovare un conflitto simile anche per il sequel". Lo sceneggiatore disse inoltre che era presente la possibilità di vedere uno spin-off incentrato sul personaggio di Fabio Cannizzaro. "Riguardo al seguito di Lo chiamavano Jeeg robot , invece, non faccio promesse, ma prometto che ci penserò".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jeeg Robot: il mito degli Anime che ha ispirato il primo supereroe italiano, su blog.lochiamavanojeegrobot.it. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  2. ^ Sinossi sul sito ufficiale del film, su lochiamavanojeegrobot.it. URL consultato il 21 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
  3. ^ Claudio Santamaria: "Io come 'Jeeg Robot', un supereroe coatto", su fanpage.it, 27 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  4. ^ a b Andrea Bedeschi, Lo Chiamavano Jeeg Robot: Claudio Santamaria e il supereroe “nato dal Tevere”, su badtaste.it, 20 febbraio 2015. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  5. ^ a b c d Sandra Martone, LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT: GABRIELE MAINETTI “VI PRESENTO IL MIO SUPEREROE ISPIRATO A LEON”, su movieplayer.it, 7 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  6. ^ CLAUDIO SANTAMARIA: “NEL FILM ‘ LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT’ PESO 100 CHILI!", su Lo Zoo di 105, 19 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  7. ^ a b c Filmato audio LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - Lo Zingaro - Backstage #2, su YouTube, Lucky Red, 17 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  8. ^ Gabriele Mainetti • Regista, su Cineuropa - il meglio del cinema europeo. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  9. ^ Scheda del film dal sito ufficiale della Festa del Cinema di Roma, su filmguide.romacinemafest.org. URL consultato il 1º novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  10. ^ Dal sito ufficiale del Lucca Comics and Games, il programma delle proiezioni, su luccacomicsandgames.com. URL consultato il 1º novembre 2015.
  11. ^ Tina G. Neri, Intervista a Gabriele Mainetti, regista di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, tra fumetti e film, in Fumettologica, 25 febbraio 2016. URL consultato il 3 marzo 2016.
  12. ^ Patrick Frater, Uncork’d Makes Switch From Genre to Foreign-Language Distribution, su variety.com. URL consultato il 17 maggio 2016.
  13. ^ Cannes 2016 : Nour Films acquiert un film multi-primé aux César italiens, su lefilmfrancais.com. URL consultato il 17 maggio 2016.
  14. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: le nuove uscite non intaccano il podio giovedì, in testa Perfetti Sconosciuti, su badtaste.it, 26 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  15. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Perfetti Sconosciuti domina anche venerdì, su badtaste.it, 27 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  16. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis vince il weekend, Perfetti sconosciuti sopra gli 11 milioni, su badtaste.it, 29 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  17. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis conquista nuovamente la cima della classifica sabato, su badtaste.it, 6 marzo 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  18. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Perfetti Sconosciuti batte Attacco al Potere 2 giovedì, su badtaste.it, 4 marzo 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  19. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Zootropolis batte tutti e vince il weekend!, su badtaste.it, 7 marzo 2016. URL consultato il 7 marzo 2016.
  20. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Allegiant primo venerdì, traguardi per Jeeg Robot e Perfetti Sconosciuti, su badtaste.it, 12 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  21. ^ Andrea Francesco Berni, Box-Office Italia: Allegiant vince il weekend con il migliore incasso della saga, su badtaste.it, 14 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  22. ^ Scheda, mymovies.it.
  23. ^ 5 buoni motivi per andare a vedere al cinema "Lo chiamavano Jeeg Robot", su wired.it. URL consultato il 6 marzo 2016.
  24. ^ a b Lo chiamavano Jeeg Robot la recensione di Giorgio Viaro, Best Movie, 25 febbraio 2016. URL consultato il 6 marzo 2016.
  25. ^ a b Gabriele Niola, Roma 2015 – Lo Chiamavano Jeeg Robot, la recensione, su badtaste.it, 17 ottobre 2015. URL consultato il 6 marzo 2016.
  26. ^ Lo chiamavano Jeeg Robot, in MYmovies.it, Mo-Net Srl. URL consultato il 6 marzo 2016
  27. ^ Valentina D'Amico, Lo chiamavano Jeeg Robot: un supereroe a Tor Bella Monaca, su movieplayer.it, 18 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2016.
  28. ^ Massimo Bertarelli, I film in uscita visti da Bertarelli: "Lo chiamavano Jeeg Robot? Piccolo capolavoro, da vedere a tutti i costi" (VIDEO), su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 6 marzo 2016.
  29. ^ (EN) Jay Weissberg, Film Review: ‘They Call Me Jeeg’, Variety, 5 novembre 2015. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  30. ^ Andrea Bedeschi, David di Donatello 2016, ecco tutti i film in gara!, badtaste.it, 22 marzo 2016. URL consultato il 22 marzo 2016.
  31. ^ DAVID DI DONATELLO: VINCONO I PERFETTI SCONOSCIUTI, Paramount Channel, 19 aprile 2016. URL consultato il 19 aprile 2016.
  32. ^ Cinquine dei Nastri d'Argento: La pazza gioia di Virzì e Lo chiamavano Jeeg Robot fanno il pieno, su ilgazzettino.it. URL consultato il 31 maggio 2016.
  33. ^ Cinema, Globi d'oro 2016 a "Perfetti sconosciuti" e Jeeg Robot, su rainews. URL consultato il 9 giugno 2016.
  34. ^ Ciak d'Oro, continua il successo di Perfetti sconosciuti e Jeeg Robot, su Spettacoli - La Repubblica, 8 giugno 2016. URL consultato il 9 giugno 2016.
  35. ^ Simone Pinchiorri, Lo chiamavano Jeeg Robot" trionfa alla nona edizione dell'8 e 1/2 Festa Do Cinema Italiano, cinemaitaliano.info, 9 aprile 2016. URL consultato il 24 aprile 2016.
  36. ^ Opere prime e seconde - Il premio Ettore Scola a Gabriele Mainetti, bifest.it, 8 aprile 2016. URL consultato il 24 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
  37. ^ Luca Cecchotti, Lo chiamavano Jeeg Robot vince il Silver Scream Awards all’Imagine Film Festival in Olanda!, bestmovie.it, 25 aprile 2016. URL consultato il 25 aprile 2016.
  38. ^ La Pellicola D'oro VI edizione - I vincitori, su artnove.org. URL consultato il 14 maggio 2016.
  39. ^ Simone Pinchiorri, "Lo Chiamavano Jeeg Robot" vince la prima edizione di Cinevasioni, su cinemaitaliano.info, 14 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2016.
  40. ^ Festival delle Cerase, da Giallini a Santamaria: parata di vip, su spettacoliecultura.ilmessaggero.it. URL consultato il 9 giugno 2016.
  41. ^ A "Lo chiamavano Jeeg Robot" il premio "Sesterzio d'Argento" - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 18 giugno 2016.
  42. ^ I vincitori della della XXI edizione di Roseto Opera Prima - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 30 luglio 2016.
  43. ^ ICFF TORONTO - Premiati Cardilnale, Bova e Iervolino - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 22 giugno 2016.
  44. ^ Claudio Santamaria al Giffoni 2016, successo in “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Un sequel?
  45. ^ ISOLA DEL CINEMA - Premio Groupama Opera Prima e Seconda - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 30 luglio 2016.
  46. ^ 'Un posto sicuro' vince il Magna Graecia Film Festival, chiavi della città a Modine, su catanzaroinforma.it. URL consultato il 1º agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2016).
  47. ^ Etrange 2016 - Lo chiamavano Jeeg Robot ed Headshot vincono il Grand Nouveax Genre Award - ScreenWEEK.it Blog, in ScreenWEEK.it Blog, 19 settembre 2016. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  48. ^ Premi FICE, tutti i vincitori | RB Casting, su www.rbcasting.com. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  49. ^ Sitges Film Festival » The unclassifiable 'Swiss Army Man' wins Sitges 2016, su sitgesfilmfestival.com. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  50. ^ RdC AWARDS 2016 - I vincitori - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  51. ^ “Le ultime cose” trionfa al Festival del Cinema Italiano di Villerupt, tutti i vincitori 2016 | RB Casting, su www.rbcasting.com. URL consultato il 12 novembre 2016.
  52. ^ N.I.C.E. USA 26 - Vince "Lo chiamavano Jeeg Robot" - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 21 novembre 2016.
  53. ^ A "Jeeg Robot" premio "Primavera Cinema" - Calabria, in ANSA.it, 18 dicembre 2016. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  54. ^ "Lo Chiamavano Jeeg Robot" vince il 24º Festival International du Film Fantastique de Gérardmer - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  55. ^ FESTIVAL DI LECCE XVIII - Sabato con Stephen Frears e il Premio Verdone - CinemaItaliano.info, su www.cinemaitaliano.info. URL consultato il 09 aprile 2017.
  56. ^ a b c d Marita Toniolo, Lo chiamavano Jeeg Robot: ora è anche fumetto!, su Best Movie, 26 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  57. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: ecco la copertina del fumetto disegnata da Leo Ortolani, su Best Movie, 29 gennaio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  58. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: ecco la terza variant cover del fumetto disegnata da Giacomo Bevilacqua, su Best Movie, 3 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  59. ^ Luca Ceccotti, Lo chiamavano Jeeg Robot: l’ultima cover del fumetto disegnata da Roberto Recchioni, su Best Movie, 8 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.

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