Francesco Moraglia

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Francesco Moraglia
patriarca della Chiesa cattolica
Moraglia Mira 1.JPG
Mons. Francesco Moraglia il giorno del suo ingresso nel patriarcato di Venezia, 25 marzo 2012
Coat of arms of Francesco Moraglia (Venice).svg
Cum Maria matre Iesu
 
TitoloVenezia
Incarichi attuali
Incarichi ricopertiVescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato (2007-2012)
 
Nato25 maggio 1953 (68 anni) a Genova
Ordinato presbitero29 giugno 1977 dal cardinale Giuseppe Siri
Nominato vescovo6 dicembre 2007 da papa Benedetto XVI
Consacrato vescovo3 febbraio 2008 dal cardinale Angelo Bagnasco
Elevato patriarca31 gennaio 2012 da papa Benedetto XVI
 

Francesco Moraglia (Genova, 25 maggio 1953) è un patriarca cattolico italiano, dal 31 gennaio 2012 48º patriarca di Venezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Genova, città capoluogo della Regione Liguria e della provincia di Genova e sede arcivescovile, il 25 maggio 1953. Il padre Enrico, deceduto il 19 febbraio 2012[1][2][3], era un avvocato genovese; la madre Elena Cazzaniga, deceduta il 19 gennaio 2021[4][5], originaria di Villasanta in Brianza[6], era laureata in lettere alla Cattolica e lasciò l'insegnamento in un istituto superiore per dedicarsi ai quattro figli[7].

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 giugno 1977 è ordinato presbitero, a Genova, dal cardinale Giuseppe Siri.

Nel biennio 1977-1979 svolge le funzioni di educatore e accompagnatore dei teologi (III-IV-V teologia) presso il Seminario arcivescovile maggiore[8].

Nel 1979 viene nominato viceparroco in una parrocchia del centro cittadino, incarico che conserva fino al 1988.

Conseguita la licenza presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma, dal 1979 insegna Teologia dogmatica presso la sezione di Genova della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale. Nel 1981 consegue il dottorato in Teologia dogmatica sempre presso la Pontificia Università Urbaniana. Dal 1986 insegna Teologia dogmatica fondamentale e Teologia sacramentaria presso l'Istituto superiore di Scienze religiose ligure, istituto di cui è preside dal 1º dicembre 1994 al 2007. Nel 1989 assume anche l'incarico di docente di Cristologia, Antropologia e Sacramentaria presso la sezione di Genova della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale.

Nel 1995 viene eletto presidente della Commissione diocesana per i problemi pastorali dei movimenti religiosi alternativi e delle sette, mentre nel 1996 è nominato direttore dell'Ufficio diocesano per la Cultura e l'Università.

Dal 2003 è consultore della Congregazione per il clero.

Dal 2004 al 2007 è stato canonico effettivo del capitolo della cattedrale di San Lorenzo, nominato dal cardinale arcivescovo Tarcisio Bertone[8].

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Moraglia, vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, a un incontro
Moraglia a Monterosso durante l'alluvione mentre sono in atto le operazioni di soccorso alla popolazione (ottobre 2011)

Il 6 dicembre 2007 papa Benedetto XVI lo nomina vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato[9]; succede a Bassano Staffieri, ritiratosi per raggiunti limiti di età.

Il 3 febbraio 2008 riceve l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Genova, dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, coconsacranti l'arcivescovo Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il clero (poi cardinale) e il suo predecessore Bassano Staffieri.

Il 1º marzo seguente prende possesso della diocesi.

Nel 2008 inaugura la pratica dei pellegrinaggi mariani diocesani del primo sabato del mese. La tradizione è stata da lui esplicitamente riferita alla prescrizione del primo dei Segreti di Fátima, di dedicare il primo sabato alla Comunione riparatrice[10]. Il 10 gennaio 2010 indice la visita pastorale, mentre tra il 23 e il 24 aprile dello stesso anno presiede la due giorni diocesana sulla sfida educativa.

Dal 23 aprile 2010 al 2013 è stato presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione "Comunicazione e Cultura"[8] della Conferenza Episcopale Italiana, da cui dipende anche TV2000.

Nell'ottobre 2011, nei giorni dell'alluvione dello Spezzino e della Lunigiana, annulla ogni impegno in agenda e percorre personalmente tutte le zone alluvionate. Chiude temporaneamente il Seminario vescovile di Sarzana e invia i seminaristi ad aiutare le popolazioni colpite dalla grave calamità[11][12].

Nel 2012 istituisce l'adorazione perpetua nella cappella del Crocifisso nella chiesa di Santa Maria alla Spezia.

Patriarca di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Moraglia nel giorno dell'ingresso nel patriarcato (25 marzo 2012)
Moraglia incontra i fidanzati e i giovani sposi (1º aprile 2012)
Moraglia, in visita al carcere di Santa Maria Maggiore, abbraccia un detenuto (19 dicembre 2012)

Il 31 gennaio 2012 è nominato da papa Benedetto XVI patriarca di Venezia[13]; succede al cardinale Angelo Scola, precedentemente nominato arcivescovo metropolita di Milano. L'11 marzo si congeda dalla diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato[14] e il 25 marzo prende possesso del patriarcato, nella basilica di San Marco[15].

Con il titolo patriarcale assume l'ufficio di metropolita della provincia ecclesiastica di Venezia, l'ufficio di gran cancelliere della Facoltà di diritto canonico "San Pio X" di Venezia, e il titolo onorifico di primate della Dalmazia. È il primo genovese a sedere sul seggio di San Lorenzo Giustiniani[16]. Dal 29 maggio 2012 è presidente della Conferenza episcopale triveneta[17] (riconfermato nell'incarico il 16 maggio 2017[18]) e di conseguenza gran cancelliere della Facoltà teologica del Triveneto che ha sede a Padova. Il 29 giugno riceve dal papa il pallio di metropolita nella basilica di San Pietro in Vaticano.

Il 18 settembre 2012 è nominato padre sinodale della XIII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi su "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Stile sobrio sia per quel che riguarda la sua persona[19][20][21][22] sia per i costi amministrativi della diocesi per i quali opera un loro forte contenimento, dismettendo nella primavera del 2013 la sede diocesana di Calle degli Albanesi[23] e ridimensionando in modo radicale, nel luglio 2014, la Fondazione Marcianum istituita dal suo predecessore Angelo Scola[24], prima chiede «un urgente esame di coscienza» alla città e alla Chiesa di Venezia[25][26], poi chiude ogni rapporto tra la fondazione Marcianum e il Consorzio Venezia Nuova, la società coinvolta nello scandalo del Mose[27][28][29], infine riduce drasticamente l'attività del Marcianum dopo aver avuto l'approvazione della Segreteria di Stato e quindi l'avallo di papa Francesco ricollocando con un posto di lavoro stabile e definitivo i dipendenti in imprese del territorio veneziano[30][31]. Nel quadro di questo ridimensionamento il 15 dicembre 2015 la casa editrice Marcianum Press viene ceduta alla Edizioni Studium di Roma[32][33] (fondata nel 1927 da Giovanni Battista Montini).

Instaura presto la pratica delle "visite feriali" a ciascuna delle 128 parrocchie della diocesi lagunare[34][35] che inizia la settimana successiva al suo ingresso e completa nel dicembre 2014[36], celebrando la messa e incontrando i fedeli nella quotidianità dei giorni infrasettimanali[37][38]. Istituisce, come già a La Spezia, la pratica dei pellegrinaggi mariani diocesani del primo sabato del mese. Il 26 ottobre 2013 avvia la missione degli evangelizzatori di strada dando a ottanta ragazzi il mandato di raggiungere le sacche di maggiore degrado della diocesi[39][40][41].

Dedica particolare cura pastorale a favore dei soggetti in condizione di maggiore fragilità, sia personale (giovani, carcerati, donne vittime di violenza) sia legata alla crisi economica che segna profondamente il territorio diocesano[42][43][44][45][46][47][48][49][50][51] e potenzia le strutture della Caritas[52].

Il 17 maggio 2014 celebra il funerale del patriarca emerito Marco Cé che aveva seguito durante la malattia e a cui aveva impartito l'assoluzione plenaria la sera prima della morte[53][54][55].

Nel 2016 riorganizza il patriarcato, dando vita alle nuove 40 "collaborazioni pastorali" in cui si suddividono le 128 parrocchie presenti sul territorio, chiamando tutte le comunità a mettere insieme le forze e ad aiutarsi secondo un criterio di vicinanza geografica[56]. Infatti, il 18 marzo 2016, durante la messa crismale del Giovedì Santo, presenta e consegna ai sacerdoti del patriarcato la lettera pastorale Se la Chiesa non assume i sentimenti di Gesù: in essa raccoglie e rilancia la riflessione che ha impegnato il patriarcato per quattro anni sul tema della "collaborazione pastorale", cioè "un'alleanza pastorale fra comunità parrocchiali" allo scopo di salvaguardare e potenziare gli ambiti vitali dell'azione pastorale e di intraprendere nuove strade per rispondere alle esigenze nuove e inedite[57][58].

Il 13 aprile 2017, durante la messa crismale del Giovedì Santo, presenta e consegna ai sacerdoti del patriarcato la lettera pastorale Incontro al Risorto, con la quale annuncia la prima visita pastorale, che prenderà il via nell'autunno 2017, e fa presente la necessità di ricentrare "tutto sull'essenziale del Vangelo" e rilevando che "il nostro tempo si caratterizza per una realtà ecclesiale più leggera e meno legata alle strutture", anche attraverso una "saggia perequazione" tra le comunità e che la visita pastorale potrebbe beneficamente provocare. Invita, quindi, a proseguire il rinnovamento della Chiesa veneziana attraverso comunità sempre più missionarie, in comunione e "in uscita"[59][60].

Ai temi sociali dedica le sue quattro lettere pastorali: So in chi ho posto la mia fede (14 ottobre 2012)[61], La fede cristiana in un contesto di secolarizzazione diffusa (2 febbraio 2013), Invito alla dottrina sociale della Chiesa (1º maggio 2013)[62][63], Famiglia e città degli uomini. Società, lavoro e bene comune (15 ottobre 2013)[64][65][66].

A seguito dell'inondazione dell'acqua alta, che ha colpito Venezia nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2019, è presente nelle calli e nei campielli della città e nelle isole di Murano, Burano e Torcello, per visitare la gente colpita dall'eccezionale marea e apre il seminario per ospitare chi ne abbia bisogno e potenzia le strutture Caritas presenti sul territorio[67][68][69][70][71][72][73][74]. Chiede per Venezia uno statuto speciale che ne riconosca la sua unicità e la sua realtà fragile e fa presente come sia necessario ripensare la città, ridotta a 65 000 abitanti, che si sta spopolando e sul cui piccolo spazio incidono più di 28 milioni di turisti l'anno, favorendo la residenzialità, le giovani coppie, i bambini e gli anziani[75][76][77][78][79][80][81][82][83]. In una lettera aperta ringrazia i tantissimi giovani che in quei giorni drammatici sono confluiti spontaneamente nella città e hanno aiutato le persone in difficoltà, attribuendo loro il nome di "Angeli dell'acqua alta" e ricorda come anche lui da studente a Genova, nell'alluvione del 1970 spalò il fango nella sua città[84][85][86].

Posizioni teologiche, morali, sociali e su temi politici[modifica | modifica wikitesto]

Mondo del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo episcopato in terra ligure, prende più volte posizione in favore degli operai, interessandosi personalmente della situazione dei disoccupati dell'ex fabbrica di elettrodomestici San Giorgio. Il segretario generale della Fiom Cgil della Spezia ha affermato che "Mons. Moraglia si mosse veramente, in maniera concreta, giocando un ruolo importante"[87][88][89].

Il 5 giugno 2013 guida il pellegrinaggio a Roma di un gruppo di lavoratori e imprenditori presentando nell'occasione a papa Francesco le difficoltà economiche vissute nelle imprese venete[90]. Nella stessa occasione annuncia al pontefice l'imminente apertura, a Marghera, di una mensa e un dormitorio della Caritas diocesana, inaugurata poi il 5 febbraio successivo dal segretario di Stato Pietro Parolin[91].

Il 17 dicembre 2013 a Porto Marghera sottolinea l'importanza del lavoro per la realizzazione della persona e la costruzione della famiglia[92][93][94].

Coppie di fatto[modifica | modifica wikitesto]

Tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 si spende contro il riconoscimento delle coppie di fatto nel nuovo Statuto comunale di La Spezia e l'istituzione del registro dei testamenti biologici da parte dello stesso comune[95][96]. Il nuovo Statuto comunale, tuttavia, riconoscerà "l'esistenza di altre forme di convivenza", tutelandole "nei limiti previsti dall'ordinamento giuridico"[97].

Rapporti ecumenici e interreligiosi[modifica | modifica wikitesto]

Instaura rapporti di amicizia e di stima con la comunità ebraica[98][99][100] e con quella mussulmana, con le confessioni cristiane protestanti presenti a Venezia, con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli e la comunità ortodossa presente a Mestre dell'arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta. Il 15 gennaio 2015 visita il ghetto di Venezia accompagnato dal nuovo rabbino capo Scialom Bahbout[101][102][103].

Il 18 gennaio 2015 è invitato a tenere la predicazione nella chiesa valdese e metodista, prima volta in cui un patriarca di Venezia compie tale gesto.[104][105][106][107]

Il 16 novembre 2018 incontra il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, i due pregano assieme nella cripta di San Marco davanti alle spoglie dell'evangelista[108]. Il 10 giugno 2020 riceve dall'arcivescovo Gennadios Zervós, metropolita dell'arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta, una lettera di "sincero e fraterno" ringraziamento e gratitudine per la sua vicinanza alla comunità della parrocchia ortodossa di Mestre afflitta da un evento doloroso che ha colpito la famiglia del suo parroco padre Anatolie Birca[109][110].

Il 4 ottobre 2019 a Marghera al teatro Aurora, con un evento interreligioso celebra, insieme all'Imam delle comunità Islamiche veneziane Hammad Mahamed, gli 800 anni dall'incontro di san Francesco con il sultano d'Egitto, consegnando alla città il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune sottoscritto a febbraio 2019 ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb[111]. Il 4 febbraio 2020, a un anno dall'evento di Abu Dhabi, i due si incontrano nuovamente a Marghera per dialogare sul tema "Cittadini e fratelli, un'amicizia possibile". Il Patriarca e l'Imam hanno per la prima volta nella storia visitato uno il luogo di culto dell'altro, dialogato con i fedeli delle rispettive comunità, e infine mangiato insieme sulle tavole preparate nel Centro Islamico di Marghera per la cena offerta ai fedeli cattolici dalla comunità musulmana.[112].

Come patriarca della città che da più di tre secoli ospita l'abbazia madre della Congregazione armena mechitarista, nell'ottobre 2020 manifesta sentimenti di particolare vicinanza al popolo armeno per il dramma del conflitto in Caucaso, definendolo "un popolo, il cui destino sembra quello di una particolare vocazione al martirio, antichissimo custode della fede nel Risorto, così profondamente segnato dalla Croce nella sua stessa esistenza da risultarne crocifisso esso stesso con Cristo, in ondate ricorrenti e continue di sofferenze che nei secoli si sono su di esso abbattute" ed invita pastori e fedeli veneziani a rivolgere le loro preghiere affinché sia ristabilita con giustizia la pace nel Caucaso[113].

Immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Interviene a più riprese sulla questione dell'immigrazione: il 7 gennaio 2013 rende noto l'invito della Conferenza episcopale del Triveneto, rappresentativa di 15 diocesi, di riconoscere che l'accoglienza degli stranieri è un dovere e invitando la politica a prendere misure atte a favorire l'integrazione e a riconoscere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati[114][115][116][117].

Il 16 novembre 2017 in una situazione di emergenza, per evitare che la tensione crescente degenerasse in scontro, offre ospitalità presso le parrocchie della diocesi a oltre 200 migranti che avevano abbandonato per protesta un centro di accoglienza, invitando alla responsabilità di tutti di fronte a «diritti che confliggono».[118] A seguito di ciò, attivisti di Forza Nuova espongono nottetempo striscioni offensivi. Il patriarca riceve dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, la sua solidarietà personale e quella di tutta la Conferenza Episcopale Italiana[119]. Riceve anche attestazioni di stima da realtà ecclesiali, autorità ed istituzioni cittadine, associazioni ed organizzazioni economiche e sindacali[120][121][122].

Attività antimafia[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2019 annuncia il sostegno della Chiesa veneziana alle iniziative antimafia dell'associazione "Libera" di don Luigi Ciotti[123].

Donne nella Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Promuove la partecipazione delle donne, sia laiche che consacrate, alla guida di importanti istituzioni della Chiesa diocesana e di importanti enti facenti capo al patriarcato, sino ad allora presieduti da membri del presbiterio diocesano, in particolare nel luglio 2020 nomina economo diocesano, suor Simone Pereira de Araújo, della congregazione delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto[124], nell'ottobre 2020 nomina l'avvocato Laura Friselle presidente del Consiglio di amministrazione dell'Opera Santa Maria della Carità, importante Fondazione che opera nella sanità pubblica accreditata – articolata in una decina di strutture, nata per volere del patriarca Roncalli – che sostiene disabili fisici ed intellettivi, persone con problematiche psichiatriche, malati di Aids, malati non più guaribili e chi ha problemi di dipendenze da droga e alcool[125].

Liberazione di Marco Zennaro[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2021 si mobilita nella vicenda di Marco Zennaro, amministratore unico di una piccola impresa veneziana, incarcerato da oltre 70 giorni in condizioni disumane in una prigione del Sudan, a Khartum, ostaggio di Abdallah Ahamed, fedelissimo del generale Mohamed Hamdan Dagalo, vice presidente del Consiglio Sovrano che guida il Paese dopo il colpo di Stato del 2019. Il patriarca aveva preso contatto con il nunzio apostolico in Sudan ed Eritrea, Luís Miguel Muñoz Cárdaba, chiedendo un interessamento «sul piano umanitario e per quanto possibile su quello diplomatico». Il patriarca si era detto «vicino alla famiglia di Marco Zennaro, già informata del suo interessamento e della disponibilità del rappresentante pontificio, e ha assicurato il costante ricordo nella preghiera mentre rimane aperto il contatto con il nunzio apostolico per seguire gli ulteriori sviluppi». Il 14 giugno 2021 viene annunciata la scarcerazione di Zennaro al quale sono stati concessi i domiciliari in un albergo, "dietro una forte pressione della Farnesina e anche del Patriarca di Venezia"[126][127][128].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Opere
  • F. Moraglia, L'uomo destinatario della missione, in Chiesa sempre missionaria, AA.VV., Facoltà Teologica Italia Settentrionale Sezione di Genova, Genova 1992, pp. 157–171.
  • F. Moraglia, Il democraticismo nella Chiesa, in Sacerdozio. Un amore più grande, AA.VV., San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 1996, pp. 85–86.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (edd.), Rosmini tra vangelo e Cultura, Città Nuova, Roma 1997.
  • F. Moraglia, È Signore e dà la vita, in Lo Spirito Santo Teologo del Popolo di Dio, a cura di G. Calabrese, Piemme, Casale Monferrato 1997, pp. 149–191.
  • F. Moraglia, Rivelazione, fede e mistero di Dio "Padre delle misericordie", in Dio Padre Misericordioso, a cura di F. Moraglia, Marietti 1820, Genova 1998, pp. 181–209.
  • F. Moraglia, Il ruolo positivo dei laici nella missione della Chiesa, in Sacrum Ministerium (Roma 1998) 1, pp. 8–16.
  • F. Moraglia, La lettera Apostolica "Ad Tuendam Fidem" e la sua rilevanza per la formazione permanente del clero e per la nuova evangelizzazione, in Sacrum Ministerium, (Roma 1998) 2, pp. 44–51.
  • F. Moraglia, M.A. Falchi Pellegrini (a cura di), Genova i motivi della speranza, Marietti 1820, Genova 1998.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (a cura di), Chiesa e Città, Marietti 1820, Genova 1999.
  • F. Moraglia, Cristo senso e fondamento della storia. Il "primeggiante", l'unico Salvatore del mondo, in Cristo Omega e Alfa, a cura di C. Doglio, Marietti 1820, Genova 1999, pp. 195–229.
  • F. Moraglia, "La bellezza salverà il mondo". Estetica e teologia, in Via Crucis 2000, a cura di F. Ragazzi, De Ferrari Editore, Genova 2000, pp. 55–60.
  • F. Moraglia, G. Marini, Dio mi basta. Monsignor Tommaso Reggio, Marietti 1820, Genova 2000.
  • F. Moraglia, Il diacono San Lorenzo ai diaconi del nuovo millennio, in Sacrum Ministerium (Roma 2000) 1, pp. 90–107.
  • F. Moraglia, Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri. Riflessione teologica, in Sacerdoti per il terzo millennio, a cura di M. Piacenza, Marietti 1820, Genova-Milano 2003, pp. 115–120.
  • F. Moraglia, Santa Caterina, teologa del purgatorio. Fedeltà alla Chiesa e originalità di un pensiero, prefazione del cardinale Tarcisio Bertone, Centro Studi Cateriniani, Genova 2004.
  • F. Moraglia, A.M. Tripodi (a cura di), Rosmini e Newman, un confronto con la modernità, Atti del Convegno, presentazione di S.E. Cardinale T. Bertone, Il Cittadino, Genova 2006.
  • F. Moraglia, Cum Maria Matre Iesu, Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, Omelie del Vescovo S.E. Mons. Francesco Moraglia nei pellegrinaggi mariani (2008-2012), CRD Edizioni, Carrara 2012.
  • F. Moraglia, So in chi ho posto la mia fede, Edizioni C.I.D. s.r.l., Venezia 2012.
  • F. Moraglia, La fede cristiana in un contesto di secolarizzazione diffusa, Edizioni C.I.D. s.r.l., Venezia 2013.
  • F. Moraglia, Invito alla dottrina sociale della Chiesa, Edizioni C.I.D. s.r.l., Venezia 2013.
  • F. Moraglia, Famiglia e città degli uomini. Società, lavoro e bene comune, Edizioni C.I.D. s.r.l., Venezia 2013[129].
  • F. Moraglia, Una fede amica dell'uomo, Cantagalli, Siena 2013[130].
  • F. Moraglia, Atti degli apostoli, gli inizi della chiesa, Cantagalli, Siena 2013[131][132][133].
  • F. Moraglia, Se la Chiesa non assume i sentimenti di Gesù, Marcianum Press, Venezia 2016.
  • F. Moraglia, A. d'Ippolito, Misericordia e giustizia si incontreranno? Marcianum Press, Venezia 2016[134].
  • F. Moraglia, Incontro al Risorto, Marcianum Press, Venezia 2017[60].
  • F. Moraglia, L'amore di Cristo ci possiede, il primo annuncio nella vita della chiesa, Marcianum Press, Venezia 2018.[129][135]
  • F. Moraglia, Il più piccolo di tutti i semi, lettera sul seminario patriarcale, Cid - Gente Veneta, Venezia 2018.
  • F. Moraglia, Via Crucis la sapienza della Croce, Marcianum Press, Venezia 2019.
  • F. Moraglia, Ritornare alla Persona, ripensare la storia - Omelie in tempo di pandemia, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo, 2020.
  • F. Moraglia, Vi fu una festa di nozze in Cana di Galilea. Lettera per accompagnare l'anno "Famiglia Amoris laetitia", Cid Gente Veneta, Venezia 2021.
Programmi televisivi
  • F. Moraglia, L. De Mata, M. De Gioia, (coautore di) Quel giorno a Nazareth. Storia della Chiesa cattolica, documentario televisivo in 20 puntate, prodotto dall'Istituto Luce per la RAI, Roma 2005.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran priore per il Veneto dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Gran priore per il Veneto dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
— [136]
Priore per il Triveneto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Priore per il Triveneto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
— [137]
Cappellano Gran Croce Conventuale ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cappellano Gran Croce Conventuale ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta
— [138]
  • Il 29 dicembre 2009 il quotidiano Il Secolo XIX, su indicazione unanime degli opinion leader della città della Spezia, lo designa come "Spezzino dell'anno, Uomo simbolo del 2009" per l'impegno verso il mondo del lavoro e del sociale in difficoltà[139].
  • Il 15 marzo 2012 il Consiglio Comunale della Spezia, riunito in seduta straordinaria, all'unanimità gli conferisce la cittadinanza onoraria per le seguenti ragioni: «Il Consiglio Comunale, il Sindaco, e soprattutto La Città di La Spezia vogliono rendergli omaggio con il conferimento della cittadinanza onoraria, perché Mons. Francesco Moraglia ha svolto la sua missione con dedizione, amore e vicinanza nei confronti della nostra comunità, rimanendo sempre vicino alle persone nei momenti difficili; non possiamo dimenticare la partecipazione continua alla vita della città, alle sue problematiche e soprattutto non possiamo non ricordare la sua costante presenza nei luoghi del nostro territorio devastati dalla recente alluvione, per cercare di dare conforto alla popolazione gravemente colpita; è riuscito a costruire nel breve tempo della sua permanenza, un legame saldo e forte con la città della Spezia e con i suoi cittadini»[140][141][142][143].
  • Il 10 novembre 2018 a Monastier, in provincia di Treviso, è stato premiato con il Premio internazionale Giovanni Paolo II. Il riconoscimento, promosso dall'associazione socio-culturale Aglaia, gli è stato conferito perché «al centro della sua azione pastorale pone le persone in condizione di maggiore fragilità, sia personale (giovani, carcerati, donne vittime di violenza), sia legata alla crisi economica che segna profondamente il territorio diocesano»[144].
  • Il 13 settembre 2020 il capitolo generale ordinario della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia, aggrega alla Scuola monsignor Francesco Moraglia quale membro onorario in quanto, si legge nella motivazione, «nell'importante azione pastorale che viene svolgendo nel Patriarcato, pone impegno tutto particolare per affermare i valori della carità e della solidarietà».

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Blasonatura
Coat of arms of Francesco Moraglia (S-S-B).svg
Stemma vescovile: D'azzurro alla muraglia d'argento, merlata di cinque alla guelfa e aperta d'oro; sormontata da una stella di otto raggi d'oro; le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante d'argento, il motto in lettere maiuscole di nero: CUM MARIA MATRE IESU.
Coat of arms of Francesco Moraglia (Venice).svg
Stemma patriarcale: D'azzurro alla muraglia d'argento, mattonata di nero, merlata di cinque alla guelfa; aperta d'oro e sostenuta dal mare di azzurro ondato d'argento, caricato di un'ancora di nero in banda, a tre uncini e con la gomena di rosso, il tutto sormontato da una stella di otto raggi d'oro; al capo patriarcale di Venezia: d'argento al leone passante, alato e nimbato, tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto recante le parole nella prima facciata, in quattro righe, PAX TIBI MARCE, nella seconda facciata, similmente in quattro righe, EVANGELISTA MEUS, il tutto al naturale, con la scritta in lettere maiuscole romane di nero. Lo scudo, accollato ad una croce astile patriarcale d'oro, trifogliata, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Sotto la scudo, accollato con il pallio, nella lista bifida e svolazzante d'argento, il motto in lettere maiuscole di nero: CUM MARIA MATRE IESU.

Descrizione dello stemma[modifica | modifica wikitesto]

Nello stemma patriarcale di Moraglia appare nella parte superiore il capo patriarcale di san Marco. Esso presenta, come da tradizione, il leone marciano, al naturale, col libro e su campo argento[145]. Nella parte inferiore, su campo azzurro, una stella a otto raggi, simboleggiante la Vergine Maria (mentre le otto punte si riferiscono al numero delle beatitudini), sovrasta delle mura merlate (richiamanti il cognome stesso del patriarca), alla cui base è presente il mare con un'ancora la cui estremità superiore del fusto, al di sopra del ceppo, forma la lettera "P", l'iniziale di Pietro, Principe degli Apostoli, ciò per richiamare il legame con il Vicario di Cristo in terra.

Il motto, Cum Maria matre Iesu (Con Maria madre di Gesù), è un versetto facente parte di un passo scritturistico in cui viene presentato l'evento della Pentecoste in cui la Chiesa si è manifestata al mondo; Maria, la madre di Gesù, è circondata dagli apostoli e dai discepoli, nell'attesa del compimento della promessa del Signore: il dono dello Spirito Santo.

Maria – madre di Gesù e della Chiesa – è titolo strettamente legato al Concilio Ecumenico Vaticano II; infatti papa Giovanni XXIII, nella costituzione apostolica Humanae Salutis d'indizione del Concilio, ne affidava i lavori alla Vergine Maria e faceva riferimento proprio a questo testo degli Atti (Cfr EV I, 23)[146]. L'espressione "Cum Maria Matre Iesu" era anche stata richiamata dallo stesso pontefice il 22 febbraio 1962, in occasione della presentazione alla Curia romana e al Collegio cardinalizio della costituzione apostolica Veterum Sapientia[147]. In seguito il Concilio nella costituzione dogmatica Lumen Gentium, presentava l'intera dottrina sulla Chiesa dedicando, l'intero ottavo capitolo, alla Vergine Maria contemplata nel mistero di Cristo e della Chiesa. Inoltre, papa Paolo VI, nel giorno in cui veniva promulgata la costituzione sulla Chiesa, nel discorso di chiusura del terzo periodo – il 21 novembre 1964 – proclamava Maria "Madre della Chiesa", vale a dire, madre di tutto il popolo di Dio: dei fedeli e dei pastori, che la chiamano Madre amorosissima (EV I, 306). Infine, alla luce di quanto detto, rivestono particolare significato le parole di Paolo VI: "Quanto a Noi, come siamo entrati nell'aula conciliare dietro l'invito di Giovanni XXIII, l'11 ottobre 1961, insieme "cum Maria, Matre Iesu", così al termine della terza sessione, usciamo da questo stesso tempio nel nome santissimo e soavissimo di Maria Madre della Chiesa (EV I, 313)[148].

È, quindi, a Maria, madre della Chiesa, che il vescovo Moraglia – sulla scorta della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero – ha inteso affidare se stesso e il suo ministero a favore della Chiesa[149].

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Moraglia, evidentemente per i natali brianzoli della mamma, sin da bambino è stato tifoso dell'Inter. Pochi mesi dopo il suo ingresso nel patriarcato, nel novembre 2012, il presidente Massimo Moratti avendo avuto notizia della sua "fede calcistica" faceva recapitare in dono all'illustre tifoso una maglia dell'Inter con il numero 10 che "qualifica" il regista della squadra e con scritto il suo nome. Nel giugno 2021, avendo l'Inter conquistato il suo diciannovesimo scudetto, anche l'associazione culturale Mostra Lido, come regalo per il compleanno del patriarca, consegna, in occasione dell'inaugurazione della nuova sala polifunzionale della parrocchia di Sant'Antonio al Lido, la maglia nerazzura personalizzata sempre con il numero 10 e la scritta Moraglia. Il patriarca ha molto apprezzato il pensiero, ha ringraziato i promotori dell'iniziativa e ha rivelato qualche aneddoto della sua passione nerazzurra[150].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  10. ^ Omelia durante Pellegrinaggio mariano nella parrocchia S. Maria Ausiliatrice (Jesolo Lido, 1º marzo 2014).

    «Non dimentichiamo che il sacramento della penitenza e riconciliazione appartiene alla devozione del primo sabato del mese, tanto che in una lettera del 24 luglio 1927 - indirizzata a sua madre - suor Lucia diceva: "La Madonna chiede la confessione nella giornata del primo sabato del mese. Se non è possibile, almeno nelle vicinanze di quel giorno, in rapporto a quel giorno, in legame con quel giorno". Poi, lo sappiamo, c'è anche la recita meditata del Santo Rosario e ricordo che Fatima è una apparizione riconosciuta dalla Chiesa»

  11. ^ Alberto Laggia, Moraglia, nuovo Patriarca di Venezia, in Famiglia Cristiana, 31 gennaio 2012. URL consultato il 18 giugno 2021.
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