Definitely Maybe

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Definitely Maybe
ArtistaOasis
Tipo albumStudio
Pubblicazione29 agosto 1994
Durata51:57
Dischi1
Tracce11
GenereIndie rock[1]
Britpop[2]
Punk rock[2]
Baggy[2]
EtichettaCreation Records
ProduttoreNoel Gallagher, Mark Coyle, Owen Morris, Dave Batchelor, Paul Arthurs, Paul McGuigan, Tony McCarroll
RegistrazioneDicembre 1993 - Aprile 1994
Certificazioni originali
Dischi d'oroFrancia Francia[3]
(vendite: 100 000+)
Svezia Svezia[4]
(vendite: 50 000+)
Svizzera Svizzera[5]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia[7]
(vendite: 70 000+)
Canada Canada[8]
(vendite: 100 000+)
Europa Europa (2)[9]
(vendite: 2 000 000+)
Giappone Giappone[10]
(vendite: 200 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[11]
(vendite: 15 000+)
Regno Unito Regno Unito (7)[12]
(vendite: 2 100 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[13]
(vendite: 1 000 000+)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d'oroItalia Italia[6]
(vendite: 25 000+)
Oasis - cronologia
Album precedente
Singoli
  1. Supersonic
    Pubblicato: 11 aprile 1994
  2. Shakermaker
    Pubblicato: 13 giugno 1994
  3. Live Forever
    Pubblicato: 8 agosto 1994
  4. Cigarettes & Alcohol
    Pubblicato: 10 ottobre 1994

Definitely Maybe è l'album di debutto del gruppo musicale inglese Oasis, pubblicato il 29 agosto 1994.

L'album, il cui titolo ossimorico ("decisamente forse") sarebbe stato tratto da un poster,[14] ebbe un enorme successo e si piazzò direttamente alla prima posizione delle classifiche di vendita del Regno Unito, dove fu premiato con sette dischi di platino e registrò vendite superiori ai due milioni di copie, grazie al successo di tracce come Supersonic, Shakermaker, Live Forever e Cigarettes & Alcohol. Sempre nel Regno Unito è stato l'album d'esordio che ha venduto più copie nel minor tempo fino al 2006, quando venne superato dal disco degli Arctic Monkeys Whatever People Say I Am, That's What I'm Not. Il disco ha venduto inoltre più di un milione di copie negli Stati Uniti, pur raggiungendo solo la cinquantesima posizione nella Billboard 200.

Un sondaggio del 2006 condotto tra i lettori della rivista New Musical Express ha decretato Definitely Maybe miglior album di tutti i tempi;[15] nel 2015 la rivista Spin lo ha incluso nella sua classifica dei migliori album musicali dal 1984 al 2014[16] e nel 2020 la rivista statunitense Rolling Stone lo ha classificato alla posizione numero 217 nella sua lista dei 500 album migliori di tutti i tempi.[17]

Al novembre 2006 Definitely Maybe aveva venduto dieci milioni di copie nel mondo.[14]

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Gli Oasis si formarono nel 1991 a partire dai Rain, che in origine erano composti da Liam Gallagher, Paul Arthurs, Paul McGuigan e Tony McCarroll. Al gruppo si aggiunse presto Noel Gallagher, fratello maggiore di Liam, il quale pose subito una condizione: solo se gli fosse stato dato dato il pieno controllo della band, gli Oasis sarebbero diventati stelle della musica[18] Noel, che aveva precedentemente svolto il ruolo di roadie per gli Inspiral Carpets, aveva già un buon numero di brani a disposizione quando entrò nella band.

Nel 1993 gli Oasis firmarono per la Creation Records, un'etichetta discografica indipendente. Verso la fine dell'anno uscì in edizione limitata il singolo 12" Columbia, pubblicato in anteprima per i giornalisti e per i programmi radiofonici. BBC Radio 1 lo trasmise per ben 19 volte nelle due settimane successive, destando una certa sorpresa, essendo il singolo non ancora disponibile nei negozi.[19] Il primo singolo vero e proprio del gruppo fu Supersonic, lanciato sul mercato l'11 aprile 1994 e debuttante alla posizione numero 31 della Official Singles Chart.[20] Supersonic fu poi seguito, a giugno, da Shakermaker, che esordì alla posizione numero 11 e valse alla band la sua prima esibizione nel noto programma televisivo Top of the Pops.[21]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le registrazioni dell'album furono piuttosto travagliate. Dopo aver registrato dei demo negli studi dei Real People a Liverpool nel 1993, gli Oasis si ritrovarono nello studio di Monnow Valley di Monmouth, vicino agli studi di Rockfield, all'inizio del 1994 per registrare il disco di debutto. Le registrazioni cominciarono sotto la guida del produttore Dave Batchelor, che Noel aveva conosciuto durante il tour con gli Inspiral Carpets. Batchelor adottava una tecnica di lavoro che non piaceva al gruppo: faceva registrare gli strumenti separatamente, metodo che secondo la band faceva perdere alle canzoni la loro energia. Ricorda, a tal proposito, Arthurs:

«Non andava. Era la persona sbagliata per quel lavoro. Molto più anziano di noi, tanto per cominciare. Conosceva Mick Jagger personalmente. Suonavamo in questa grande stanza, eccitati dal fatto di suonare in questo studio, a suonare come avevamo fatto sempre. Lui diceva: "Venite ad ascoltare". E noi: "Non suona come suonava in quella stanza". Cos'è quello?". Era magro. Debole. Troppo pulito. Ci fece fare Slide Away per due giorni. Diceva: "Continuate a farlo, continuate a farlo". Non c'era atmosfera.[22]»

Le sessioni al Monnow Valley Studio costavano 800 sterline al giorno, risultavano improduttive e il gruppo iniziò a temere di non farcela.[22] A tal proposito, Arthurs ebbe a dire:

«Dietro le quinte Noel parlava freneticamente al telefono con i manager, dicendo: "Così non funziona". Dato che la cosa non si concretizzava, c'era un po' di timore.[22]»

Batchelor venne licenziato e Noel cercò di utilizzare la musica già prodotta inviando i nastri a vari studi londinesi. Tim Abbot della Creation Records andò a visitare la band a Chiswick:

«McGee, Noel, io e varie persone abbiamo fatto delle sessioni. Le abbiamo ascoltate e riascoltate un sacco di volte. Quello che pensavo era: "Non c'è l'attacco". Non c'era l'immediatezza[23]

Nel febbraio 1994 il gruppo tornò da una sfortunata gita ad Amsterdam, con la convinzione di registrare nuovamente l'album negli studi di Sawmills, in Cornovaglia. Questa volta le registrazioni furono prodotte da Noel Gallagher e Mark Coyle. Il gruppo decise che l'unico modo per replicare su disco il suono prodotto durante i concerti dal vivo fosse quello di suonare tutti insieme piuttosto che usare impianti di insonorizzazione per registrare ogni strumento singolarmente.[23]

Gallagher fece l'overdubbing di molte parti di chitarre. Arthurs dichiarò, in proposito:

«Era il trucchetto preferito di Noel: prendere batteria, basso e chitarra ritmica e registrarli di nuovo. Il motto "meno c'è, meglio è" non funzionava proprio allora.[23]»

I risultati erano ancora insoddisfacenti e ormai le possibilità di tentare di registrare l'album per la terza volta erano poche: le registrazioni già fatte dovevano essere utilizzate. Ormai sfiduciato, Marcus Russell della Creation Records contattò Owen Morris, ingegnere poi divenuto produttore, che aveva in precedenza rielaborato le canzoni dell'album. Subito dopo aver ascoltato le registrazioni degli studi di Sawmills, Morris ricorda di aver detto:

«Ho pensato: "Hanno fatto un casino qui". Credo che a quel punto Noel fosse completamente stufo. Marcus mi disse una cosa del tipo: "Puoi fare quello che vuoi - letteralmente, quello che ti pare".[23]»

Il primo compito di Morris fu quello di rimuovere gli strati di sovraregistrazioni di chitarra che Noel aveva aggiunto nella fase di overdub, ma egli notò che potevano essere usate per altre canzoni come Columbia o Rock 'n' Roll Star.[24] Morris lavorò alla masterizzazione dell'album nello studio di registrazione di Johnny Marr, a Manchester. Ricordò che Marr era inorridito dal fatto che Morris dovesse fare tutto da sé e mise in dubbio alcune scelte di Morris in fase di rielaborazione, come quella di lasciare il suono di sottofondo in Cigarettes & Alcohol.[24] Il produttore prese ispirazione dall'uso della tecnica del tape delay utilizzata da Phil Spector nella canzone Instant Karma! di John Lennon e dall'uso dell'armonizzatore Eventide utilizzato nell'album Low di David Bowie. Utilizzò anche una tecnica che imparò da Bernard Sumner durante la registrazione dell'album omonimo del gruppo Electronic, instradando il basso mediante l'utilizzo di un Minimoog.[24] Morris completò il mix finale delle registrazioni a maggio, durante un fine settimana di bank holiday. Il giornalista e critico musicale John Harris ha scritto:

«Il miracolo era che quella musica, sebbene passata da così tante mani, suonava proprio dinamica: il pasticcio di chitarre pesanti che Morris aveva ereditato era stato rimodellato in qualcosa di positivamente pile-driving.[23]»

La prima canzone ad essere registrata fu Columbia, prima canzone degli Oasis ad essere stata trasmessa in radio. Secondo alcuni il titolo potrebbe riferirsi a un hotel londinese.[25] L'ultima canzone ad essere registrata fu, invece, Slide Away. La registrazione avvenne in modo casuale: Noel la ascoltò e ne rimase molto soddisfatto, decise dunque di inserirla nell'album all'ultimo momento. La realizzazione dell'album costò in totale circa 75000 sterline. In un'intervista del 2016, Noel Gallagher dichiarò:

«Ero fan di David Bowie già molto presto. Ricordo che a Manchester, quando eravamo disoccupati, avevo questa cassetta C90 - le cassette C90, ragazzi! - che mettevamo su mentre guidavamo in macchina. Aveva due canzoni di David Bowie, due canzoni di T. Rex e due canzoni degli Slade. Ero stato io a disporle così, perché ero un visionario già all'epoca. Spesso attribuisco a quella cassetta i meriti per il sound di Definitely Maybe.[26]»

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La foto di copertina, scattata dal fotografo Michael Spencer Jones, ritrae i membri del gruppo musicale nel salotto della casa di proprietà di Paul Arthurs detto Bonehead, il chitarrista ritmico della band. L'immagine si ispira a A Collection of Beatles Oldies (But Goldies!), una raccolta di singoli dei Beatles registrati e venduti tra il 1963 e il 1966. Nella foto sono riconoscibili molti oggetti che per i membri della band rivestivano particolare valore: una TV che proietta una scena del film Il buono, il brutto, il cattivo diretto da Sergio Leone e tra i preferiti di Noel Gallagher[27] (sullo schermo si riconoscono gli attori Eli Wallach e Antonio Casale), un poster raffigurante l'attore Gian Maria Volonté in Per un pugno di dollari, altro film di Leone (l'immagine compare sul retro della copertina), una foto del calciatore Rodney Marsh ai tempi in cui militava nel Manchester City(squadra del cuore dei Gallagher e di Paul McGuigan detto Guigsy, il bassista), una foto del calciatore George Best (per omaggiare Bonehead, tifoso del Manchester Utd), un fenicottero finito lì per caso.[27] Accanto a un divano si nota, invece, un poster del cantante Burt Bacharach. Alcuni scrittori credono che gli Oasis intendessero omaggiare Ummagumma dei Pink Floyd mettendo al poster, nella stessa posizione che i Pink Floyd avevano riservato alla colonna sonora di Vincente Minnelli del musical americano Gigi.[28]

Brani[modifica | modifica wikitesto]

L'album inizia con Rock 'n' Roll Star, pezzo dall'andamento veloce, vera dichiarazione di intenti di una band che esprime con gioia la volontà di diventare stelle del firmamento rock.[14] Segue Shakermaker, dal testo carico di nonsense e personaggi di fantasia amati dai bambini. A causa di questa canzone la band fu citata in giudizio (la melodia è tratta da I'd Like To Teach The World To Sing).[14] Live Forever, dalla melodia intensa e dal testo poetico, è considerato una delle più belle canzoni della band.[14] Il brano, tra i più rappresentativi degli Oasis, dopo una potente introduzione di batteria che si riconoscerà poco più avanti, trova un Liam Gallagher in un'ottima condizione vocale e un assolo di chitarra tra i più memorabili della discografia della band. Fu il brano che iniziò a far conoscere il gruppo a un pubblico più vasto, tanto che Noel stesso avrebbe detto più tardi: "Sentendo questa canzone la gente pensò: Allora qui c'è qualcosa, non lo si può negare".[14] Seguono Up in the Sky, traccia psichedelica[14] che esalta la vocalità di Liam, e Columbia, dal potente sound di chitarre che indugiano su tre accordi. Sad Song è una ballad acustica, una canzone fantasma che non compare sulla copertina dell'album, ma solo sull'edizione in vinile, con la voce di Noel Gallagher che suona il pezzo con la chitarra a dodici corde. Entra quindi in scena Supersonic, il singolo che ha lanciato gli Oasis verso la notorietà. Il riff è semplice e originale, il testo una sequela di frasi nonsense scritte da Noel in un'ora, prima della registrazione.[29] Bring it on Down è un vero pezzo punk dal ritmo incalzante, cantato a gran voce e ad alto volume.[14] Segue Cigarettes & Alcohol, brano ispirato a Get It On dei T.Rex e uno di quelli in cui la band fa trasparire il proprio lato più trasgressivo;[14] la canzone è incentrata sull'esasperata pronuncia che Liam fa dei finali di parola e nel testo contiene riferimenti alla condizione dei giovani della classe operaia degli anni novanta. È poi la volta di Digsy's Dinner, pezzo che alcuni avrebbero visto bene come singolo e che altri ritengono la canzone più debole dell'album.[14] Slide Away, ballata impreziosita dalla seconda voce di Noel, è un pezzo immancabile in ogni concerto della band e uno dei preferiti dai fan.[14] L'album si conclude con Married With Children, ballata acustica insolitamente cantata da Liam,[14] che guarda con ironia pungente alla vita di coppia.[14]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

L'uscita di Definitely Maybe fu preceduta da un terzo singolo, Live Forever, pubblicato l'8 agosto 1994 e primo singolo del gruppo a entrare nelle prime dieci posizioni della classifica britannica.

Il successo degli Oasis permise alla Creation di superare in parte un periodo di ristrettezze economiche. L'etichetta aveva ancora 2 milioni di sterline di debito, così a Tim Abbot vennero date solo 60000 sterline per promuovere l'album in uscita. Abbot cercò di capire come usare al meglio il budget alquanto ristretto:

«Tornavo nelle Midlands ogni due settimane e la gente che conoscevo mi diceva: "Gli Oasis sono grandi. Li ascoltiamo sempre". E io pensavo: "Be', voi non comprate i singoli. Non leggete NME. Non leggete Q. Come facciamo ad arrivare a persone come voi?".[30]»

Abbot decise quindi di inserire della pubblicità in pubblicazioni mai considerate in precedenza alla Creation, come le riviste di calcio e i periodici di musica dance. I sospetti di Abbot che gli Oasis avrebbero attratto questo tipo di pubblico non convenzionale si rivelarono esatti quando la rivista di musica dance Mixmag, che di solito ignorava la musica basata principalmente sull'uso della chitarra, recensì Definitely Maybe, assegnandogli cinque stelle.[31]

Definitely Maybe fu pubblicato il 29 agosto 1994.[32] L'album vendette ben 100000 copie nei primi quattro giorni. Il 4 settembre l'album debuttò alla posizione numero uno delle classifiche inglesi ed ebbe la meglio sul favorito The Three Tenors In Concert 1994, battuto con il 50% di vendite in più. Le vendite della prima settimana fecero guadagnare a Definitely Maybe il record di album britannico di debutto capace di vendere più copie nel minor tempo.[31] Ad ottobre venne pubblicato Cigarettes & Alcohol come quarto singolo dell'album. Noel Gallagher disse che Slide Away era stata presa in considerazione come quinto singolo, ma all'ultimo l'aveva scartata perché, a suo dire, "non si possono estrarre cinque singoli da un album di debutto".[29]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

L'album ottenne subito riconoscimenti diffusi sia di critica che di pubblico, oltre a divenire un successo commerciale di proporzioni storiche. In molti elogiarono l'ottimismo emanato dal disco, contrapposto all'attitudine cupa del grunge statunitense, in voga negli anni '90[33], e misero l'accento sulla sapiente combinazione tra le doti di compositore e le capacità melodiche di Noel Gallagher e la voce iconica del fratello Liam quale elemento decisivo per il successo dell'album. Keith Cameron della rivista NME definì Noel Gallagher "un artigiano del pop secondo la tradizione classica e un maestro nella sua arte" e affermò che "l'unica cosa discutibile di Definitely Maybe è il suo titolo. Ogni altra cosa grida certezze", per poi aggiungere:

«Il fatto è che nell'album di debutto degli Oasis scorrono troppa emozione profonda, troppe idee geniali e un'abilità compositiva troppo evidente per essere opera di un gruppo di mercanti della fuffa ... È come aprire una mattina le tende della tua camera da letto e scoprire che certi coglioni hanno costruito il Taj Mahal nel tuo cortile e poi lo hanno riempito con la tua fragranza di Angel Delight preferita. Sì, bello fino a quel punto.[34]»

La rivista Melody Maker attribuì all'album il punteggio più alto, definendolo un acquisto "dannatamente essenziale". Il suo critico Paul Lester affermò: "Di tutti i nuovi grandi gruppi pop britannici gli Oasis sono i meno giocherelloni, i meno preoccupati di essere influenzati dai trucchi post-moderni". Aggiunse poi che per migliaia di persone "Definitely Maybe è ciò che il mondo si attendeva, un disco pieno di canzoni in nome delle quali vivere, creato da un gruppo di sconsiderati reprobi settentrionali a cui si può facilmente sognare di aggregarsi". Concluse dicendo: "Se non siete d'accordo sul fatto che offra una dozzina di opportunità per credere che il 1994 sia l'anno migliore di sempre per la musica pop/rock, allora ... vi sbagliate".[35].

Stuart Maconie della rivista Q descrisse Definitely Maybe come "album pop/rock esageratamente entusiasmante ... Un bollente pasticcio di glam, punk e psichedelia. Ovviamente avete già sentito tutto, ma dal debutto degli Stone Roses nessun gruppo dei Lancaster si è presentato con tale vigore e tale spensieratezza".[36] Mike Pattenden della rivista Vox ebbe a dire che "occasionalmente – e in questa industria vorace, egoista e deplorevole solo occasionalmente – si materializza qualcosa che giustifica l'esistenza di stronzate interminabili che rappresentano la sua dieta quotidiana ... Le 11 canzoni che compongono Definitely Maybe [...] giacciono splendenti come cristallo intagliato sulle macerie delle stanze d'hotel del paese"[37]. Nella prima recensione del disco compilata dalla rivista Mojo, nel settembre 1994, Jim Irvin ebbe a dire che il disco "è dannatamente vicino" al "debutto cazzuto che avevano fatto intendere. Di certo quando è accostato alla musica inconsistente e non impegnata della maggior parte delle nuove band britanniche Definitely Maybe sputa piume ... Audace rock adolescenziale, ravvivante e coinvolgente"[38]. Vent'anni più tardi, nel recensire la ristampa del 2014 del disco, Danny Eccleston afferma che: "Non c'è nulla di più eccitante della sensazione che qualcosa di grande sta per accadere. È una forza che scorre, incontrollabile, attraverso l'album di debutto degli Oasis ancora oggi ... Questa è musica rock 'n' roll trascendente che celebra il momento, non un momento".[39]

Negli Stati Uniti d'America la rivista Rolling Stone inserì il disco nella lista degli albim più importanti del 1994, con Paul Evans che affermò: "Liam Gallagher ha una figaggine che è un dono divino. E con suo fratello Noel a fornirgli sontuose canzoni rock è facile capire perché questo quintetto sia il riferimento del prossimo anno. Più pesanti di Blur e Suede alle chitarre, sono il gruppo più semplice e più orecchiabile".[40] Neil Strauss del New York Times scrisse: "Ogni canzone suona come un classico, increspato da parti di chitarra dura, forti ritmi dance e ritornelli memorabili".[41]

Nel 2014, nel recensire la ristampa di Definitely Maybe sulla rivista Mojo, Danny Eccleston affermò: "Non c'è nulla di più esaltante della sensazione che qualcosa di grandioso stia per accadere. È una forza che scorre, in modo incontrollabile, attraverso il disco di debutto degli Oasis ancora oggi ... È musica rock trascendente che celebra il momento, non un momento".[39] Uno studio condotto nel 2014 dallo scrittore e critico musicale Alex Niven, pubblicato per Bloomsbury nella collana 33⅓,[42] ha messo in luce il contesto socio-politico in cui si colloca l'album degli Oasis, interpretando il disco come una risposta della classe operaia a quattro decenni di lotta politica.[43]

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[44] 5/5 stelle
Rolling Stone[45] 4.5/5 stelle
Q[46] 5/5 stelle

Nel 1997 Definitely Maybe venne inserito al quattordicesimo posto della classifica dei album di tutti i tempi stilata in base a un sondaggio sulla "Musica del millennio" condotto da HMV, Channel 4, The Guardian e Classic FM.[47] Nel 2005, Channel 4 stilò la classifica dei "100 migliori album", mettendolo in sesta posizione.[48] Nel 2006, la rivista NME inserì l'album al terzo posto in una lista dei più grandi album inglesi di tutti i tempi, subito dietro The Stone Roses dell'omonima band e The Queen Is Dead degli Smiths.[49] In un sondaggio inglese condotto nel 2006 da NME e dal libro British Hit Singles and Albums, Definitely Maybe è stato votato migliore album di tutti i tempi insieme a due dischi dei Beatles, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, piazzatosi in seconda posizione, e Revolver, in terza.[50] Nel 2006 i lettori della rivista Q gli hanno assegnato una quinta posizione nella lista dei più grandi album di tutti i tempi; nello stesso anno anche NME lo ha elogiato come migliore album in assoluto. Nel 2020 la rivista Rolling Stone ha collocato l'album alla posizione numero 217 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le canzoni sono state scritte da Noel Gallagher.

  1. Rock 'n' Roll Star – 5:22
  2. Shakermaker – 5:07
  3. Live Forever – 4:37
  4. Up in the Sky – 4:29
  5. Columbia – 6:16
  6. Supersonic – 4:43
  7. Bring It on Down – 4:19
  8. Cigarettes & Alcohol – 4:50
  9. Digsy's Dinner – 2:32
  10. Slide Away – 6:32
  11. Married with Children – 3:12

Altre canzoni:

  1. Cloudburst – 5:20 (inserita solo nella versione giapponese dell'album)
  2. Sad Song - 4:27 (inserita solo nella versione in vinile dell'album)

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 2004 è stato un pubblicato un DVD per festeggiare il decimo anniversario dall'uscita dell'album.

Il DVD (dall'omonimo nome) contiene un documentario di un'ora sulla registrazione dell'album con interviste dell'epoca ed attuali ai membri della band nonché a produttori, manager, componenti della casa discografica del gruppo e amici dei fratelli Gallagher, tra cui Mani degli Stone Roses e i Real People. Troviamo inoltre alcune performance live e televisive delle tracce dell'album da parte del gruppo, e i videoclip di Supersonic (versioni UK e USA), Shakermaker, Live Forever (versioni UK e USA), Cigarettes & Alcohol e Rock 'n' Roll Star.

Il DVD di Definitely Maybe ottenne subito un enorme successo, ricevendo il premio come "miglior DVD dell'anno" da NME.

Ristampe[modifica | modifica wikitesto]

Riedizione del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, per promuovere una campagna musicale chiamata Chasing The Sun in onore del ventennale della pubblicazione del disco, Definitely Maybe è stato ristampato in una versione comprendente tre dischi: il primo è l'album originale restaurato, il secondo contiene diversi lati B tra cui Whatever, mentre il terzo contiene delle tracce rare e mai pubblicate su un disco. L'edizione deluxe conteneva Live Demonstration, l'originale musicassetta del 1993.

Disco 2: lati B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Columbia (White Label Demo)
  2. Cigarettes & Alcohol (Demo)
  3. Sad Song
  4. I Will Believe (Live)
  5. Take Me Away
  6. Alive (Demo)
  7. D'Yer Wanna Be a Spaceman?
  8. Supersonic (Live)
  9. Up in the Sky (Acoustic)
  10. Cloudburst
  11. Fade Away
  12. Listen Up
  13. I Am the Walrus (Live at the Glasgow Cathouse June '94)
  14. Whatever
  15. (It's Good) To Be Free
  16. Half the World Away

Disco 3: tracce rare[modifica | modifica wikitesto]

  1. Supersonic (Live at Glasgow Tramshed; 7 April 1994)
  2. Rock 'n' Roll Star (Demo)
  3. Shakermaker (Live Paris in-store performance)
  4. Columbia (Eden Studios mix)
  5. Cloudburst (Demo)
  6. Strange Thing (Demo)
  7. Live Forever (Live Paris Instore)
  8. Cigarettes & Alcohol (Live at Manchester Academy; 18 December 1994)
  9. D'Yer Wanna Be a Spaceman? (Live at Manchester Academy; 18 December 1994)
  10. Fade Away (Demo)
  11. Take Me Away (Live at Manchester Academy; 18 December 1994)
  12. Sad Song (Live at Manchester Academy; 18 December 1994)
  13. Half the World Away (Live, Tokyo Hotel Room)
  14. Digsy's Dinner (Live Paris in-store performance)
  15. Married with Children (Demo)
  16. Up in the Sky (Live Paris in-store performance)
  17. Whatever (Strings)

Riedizione del 2019[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 è stata annunciata una speciale ristampa del disco, disponibile in due edizioni limitate in vinile del disco, la prima caratterizzata da un disco grigio argento, per onorare l'anniversario "d'argento" del primo lavoro in studio del gruppo di Manchester, disponibile secondo i tradizionali canali di vendita (in questa edizione ci sarà anche la canzone Sad Song, presente solo sulla versione in vinile del primo disco della band dei Gallagher), e la seconda con la copertina del disco raffigurata sul vinile (il cosiddetto picture disc), acquistabile soltanto tramite il sito web ufficiale della band.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Posizioni in classifica[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classifica Posizione
1994 Official Albums Chart[51] 1
1994 US Top Heatseekers[52] 1
1994 New Zealand Albums Chart[53] 5
1995 US Billboard 200[52] 58

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aurelio Pasini, Brit rock - I moderni, Giunti, 2012, pp. 5, 6, ISBN 978-88-09-74528-5.
  2. ^ a b c Carlo Villa, Brit pop. Piccola enciclopedia (1990-1997), Giunti, settembre 1997, p. 88.
  3. ^ (FR) Oasis - Definitely Maybe – Les certifications, su snepmusique.com, SNEP. URL consultato il 24 giugno 2015.
  4. ^ (SV) Gold & Platinum 1987–1998 (PDF), su ifpi.se, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2012).
  5. ^ (DE) Edelmetall, su hitparade.ch, Schweizer Hitparade. URL consultato il 24 giugno 2015.
  6. ^ Definitely Maybe (certificazione), su fimi.it, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  7. ^ (EN) Gavin Ryan, Australia's Music Charts 1988-2010, Mt. Martha, VIC, Australia, Moonlight Publishing, 2011.
  8. ^ (EN) Gold/Platinum, su musiccanada.com, Music Canada. URL consultato il 24 giugno 2015.
  9. ^ (EN) IFPI Platinum Europe Awards – 1996, su ifpi.org, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
  10. ^ (JA) RIAJ > The Record > May 1998 > Certified Awards (March 1998) (PDF), su riaj.or.jp, Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 24 giugno 2015.
  11. ^ (EN) NZ Top 40 Albums Chart - 07 April 1996, su nztop40.co.nz, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 24 giugno 2015.
  12. ^ (EN) Oasis, Definitely Maybe, su bpi.co.uk, British Phonographic Industry. URL consultato il 24 giugno 2015.
  13. ^ (EN) Oasis - Definitely Maybe – Gold & Platinum, su riaa.com, Recording Industry Association of America. URL consultato il 24 giugno 2015.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m 'Definitely Maybe' - the Album by Oasis, su bbc.co.uk, BBC h2g2, 6 novembre 2006.
  15. ^ (EN) Best album of all time revealed, in NME, 2 giugno 2006.
  16. ^ The 300 Best Albums of the Past 30 Years (1985-2014), su Spin, 11 maggio 2015. URL consultato il 17 aprile 2021.
  17. ^ (EN) Rolling Stone, Rolling Stone, The 500 Greatest Albums of All Time, su Rolling Stone, 22 settembre 2020. URL consultato il 17 aprile 2021.
  18. ^ Harris, p. 126
  19. ^ Harris, p. 132
  20. ^ Harris, p. 149
  21. ^ Harris, p. 167
  22. ^ a b c Harris, p. 175
  23. ^ a b c d e Harris, p. 176
  24. ^ a b c "The Rise and Fall of Me Recording Oasis", su owenmorris.net (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2016).
  25. ^ Oasis Encyclopedia A-Z, su oasisfanatic.com.
  26. ^ Noel Gallagher: "L'incontro con Bowie? Non ricordo, ero troppo ubriaco. Lui, T. Rex e gli Slade cruciali per Definitely Maybe”, OasisNotizie, 18 febbraio 2016.
  27. ^ a b Vent'anni dopo ecco com'è il salotto ritratto sulla copertina di Definitely Maybe degli Oasis, OasisNotizie, 10 marzo 2014.
  28. ^ Serene Dominic, Burt Bacharach, song by song: the ultimate Burt Bacharach reference for fans, pag. 298, Schirmer Trade Books (2003), ISBN 0-8256-7280-5.
  29. ^ a b Cfr. l'intervista a Noel e Liam Gallagher denominata Lock the Box e contenuta nel DVD Stop the Clocks (2006).
  30. ^ Harris, p. 177
  31. ^ a b Harris, p. 178
  32. ^ (EN) dalla scheda dell'album sul sito ufficiale della band, [1] Archiviato il 25 agosto 2015 in Internet Archive..
  33. ^ The Top 200 Tracks of the 1990s: 50-21, su pitchfork.com, Pitchfork, 2 settembre 2010.
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  36. ^ Stuart Maconie, Oasis: Definitely Maybe, n. 97, Q, ottobre 1994, p. 122.
  37. ^ Mike Pattenden, Oasis – Definitely Maybe, Vox, ottobre 1994, p. 93.
  38. ^ Jim Irvin, Oasis – Definitely Maybe, n. 10, Mojo, settembre 1994.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Harris, Britpop!: Cool Britannia and the Spectacular Demise of English Rock. Da Capo Press, 2004. ISBN 0-306-81367-X.

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