(What's the Story) Morning Glory?

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
(What's the Story) Morning Glory?
ArtistaOasis
Tipo albumStudio
Pubblicazione2 ottobre 1995
Durata50:09
Dischi1
Tracce12
GenereBritpop[1]
EtichettaCreation
ProduttoreOwen Morris, Noel Gallagher
RegistrazioneRockfield Studios, Gwent, Galles
FormatiCD, 2LP, download digitale
Certificazioni originali
Dischi d'oroArgentina Argentina[3]
(vendite: 30 000+)
Austria Austria[4]
(vendite: 25 000+)
Belgio Belgio[5]
(vendite: 25 000+)
Finlandia Finlandia[6]
(vendite: 27 540+)
Francia Francia[7]
(vendite: 100 000+)
Germania Germania[8]
(vendite: 250 000+)
Hong Kong Hong Kong[9]
(vendite: 10 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[10]
(vendite: 50 000+)
Singapore Singapore[11]
(vendite: 5 000+)
Svizzera Svizzera[12]
(vendite: 25 000+)
Thailandia Thailandia[9]
(vendite: 10 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia (8)[13]
(vendite: 560 000+)
Canada Canada (8)[14]
(vendite: 800 000+)
Danimarca Danimarca (6)[15]
(vendite: 120 000+)
Europa Europa (6)[16]
(vendite: 6 000 000+)
Giappone Giappone[17]
(vendite: 200 000+)
Irlanda Irlanda (6)[9]
(vendite: 90 000+)
Italia Italia[18]
(vendite: 100 000+)
Norvegia Norvegia[19]
(vendite: 50 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[20]
(vendite: 15 000+)
Regno Unito Regno Unito (16)[21]
(vendite: 4 800 000+)
Spagna Spagna (2)[22]
(vendite: 200 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (4)[23]
(vendite: 4 000 000+)
Svezia Svezia[24]
(vendite: 100 000+)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi di platinoItalia Italia[2]
(vendite: 50 000+)
Oasis - cronologia
Album precedente
(1994)
Album successivo
(1997)
Logo
Logo del disco (What's the Story) Morning Glory?
Singoli
  1. Some Might Say
    Pubblicato: 24 aprile 1995
  2. Roll with It
    Pubblicato: 14 agosto 1995
  3. Morning Glory
    Pubblicato: 18 settembre 1995
  4. Wonderwall
    Pubblicato: 30 ottobre 1995
  5. Don't Look Back in Anger
    Pubblicato: 19 febbraio 1996
  6. Champagne Supernova
    Pubblicato: 13 maggio 1996

«Mentre Definitely Maybe parla del divenire una pop star, What's the Story parla dell'esserlo.»

(Noel Gallagher[25])

(What's the Story) Morning Glory? è il secondo album del gruppo inglese Oasis.[1] Pubblicato il 2 ottobre 1995, è universalmente riconosciuto come il disco di maggior successo della band e del movimento Britpop.

Il disco rimase per ben dieci settimane in cima alla Official Albums Chart e raggiunse la posizione numero quattro negli Stati Uniti. L'album ha venduto 345000 copie solamente nella sua prima settimana di messa in vendita nel Regno Unito[26] e ben 22 milioni di dischi in tutto il mondo, risultando uno degli album più venduti di tutti i tempi.[27][28] È anche il quinto disco (e il terzo album in studio) più venduto nella storia del Regno Unito, dove ha ricevuto ben 15 dischi di platino,[29] seguito da Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles.[30] Negli Stati Uniti, invece, ha venduto 4.6 milioni di copie e ricevuto quattro dischi di platino.[31] Nel febbraio 2010 è stato premiato ai Brit Awards come miglior album degli ultimi trent'anni.

I singoli estratti dall'album furono tutti grandi successi commerciali e di critica nel Regno Unito. Some Might Say e Don't Look Back in Anger raggiunsero la posizione numero uno della Official Singles Chart; Wonderwall e Champagne Supernova, invece, arrivarono alla posizione numero uno nella statunitense Alternative Songs e furono certificati entrambi singoli d'oro.[32]

Il disco fu premiato come Best British Album ai BRIT Awards del 1996 e nell'edizione del trentennale, nel 2010, è stato incoronato miglior album britannico degli ultimi trent'anni. Nel 2020 è stato inserito al 157º posto nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone,[33] mentre è stato decretato dalla rivista britannica Q Magazine il miglior album degli anni novanta. Compare anche nel volume 1001 Albums You Must Hear Before You Die[34] e rientra al 21º posto nel volume All Time Top 1000 Albums di Colin Larkin.[35]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1995, dopo il successo commerciale del loro album di debutto, Definitely Maybe, gli Oasis iniziarono a registrare il singolo Morning Glory ai Rockfield Studios in Galles, con Owen Morris e Noel Gallagher addetti alla produzione di quest'ultimo.[36] Quando finirono il mese successivo, la band era sul punto di divenire una delle più popolari nel Regno Unito, popolarità accresciuta dalla cosiddetta "Battaglia del Britpop", che vide contrapporre il loro singolo Roll with It con Country House dei Blur.[37][38]

Nonostante il comportamento dei fratelli Gallagher, Owen Morris disse nel 2010:

«Le registrazioni furono le migliori a cui abbia mai assistito. Penso che le persone capiscano quando la musica è disonesta e non motivante. Morning Glory, nonostante le sue imperfezioni, è stata registrata con amore e felicità.[39]»

Paul Weller si unì alla band poco dopo e contribuì alla realizzazione di Champagne Supernova.[40] Noel scrisse l'ultima canzone dell'album, Cast No Shadow, in un treno mentre tornava negli studi di registrazione.[36]

Morris dichiarò che l'album fu registrato in 15 giorni, con un ritmo di una canzone al giorno.[41] Quando l'album venne ultimato, egli lo descrisse come "stupefacente", tanto da definirlo il Bollocks degli anni 90.[42]

Anche Alan McGee della Creation Records fu entusiasta dell'album:

«Non puoi buttare questo album. Parlerà ai giovani della classe operaia in un modo che i Suede o i Radiohead si sognano.[43]»

Il titolo (What's the Story) Morning Glory fu inspirato a Noel quando la sua amica Melissa Lim gli rispose al telefono con tale frase, che a sua volta proviene dal musical Bye Bye Birdie.[44]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La musica nell'album è stata descritta principalmente come rock[45][46][47] e Britpop.[47] Il critico musicale John Harris notò che nell'album erano presenti la canzone di Gary Glitter, Hello, Hello, I'm Back Again (Hello), While My Guitar Gently Weeps dei Beatles (She's Electric) e The One I Love dei R.E.M. (Morning Glory). La canzone Step Out venne rimossa poco dopo la pubblicazione dell'album per la somiglianza con il brano Uptight (Everything's Alright) di Stevie Wonder.[48]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

Noel definì il sound dell'album come riot music (riot in inglese significa rivolta). Per la copertina si decise di prendere spunto da questo concetto e Brian Cannon, fotografo ufficiale della band, ebbe l'idea di una persona seduta su un tavolo vicino a una bomba in cucina che stava prendendo fuoco. Noel scartò la proposta chiedendo a Cannon se avesse mai sentito Wonderwall. Allora si pensò a un concetto che Gallagher amava riprendere spesso, cioè che nella vita non ci sono sufficienti risposte, ma tante domande. Tenendo conto di ciò, Brian disegnò una copertina in netto contrasto con quella dell'album precedente. Si decise di non usare la band ma due ragazzi anonimi ripresi in modo sfocato, che camminavano per una strada, in modo tale da creare un alone di mistero intorno.

Si decise di ambientare il tutto a Berwick Street, più precisamente davanti al negozio Sister Ray, a Londra, così Cannon e il fotografo Michael Spencer Jones si svegliarono alle 4:30 del mattino per recarsi nella via a montare le attrezzature. Alle 5:00 arrivò uno dei due ragazzi, il DJ Sean Rowley, mentre Noel ancora non si faceva vivo. Gallagher era rimasto a letto con un attacco intestinale. Iniziarono i lavori senza di lui, e per ben cinque ore Brian e Sean camminarono avanti e dietro per la via, stando sempre attenti a schivare i furgoni della frutta che passavano da quelle parti ogni dieci minuti, mentre Spencer Jones si limitava a scattare foto. La troupe lasciò la via verso le 8:00. La cosa buffa è che a diventare la copertina dell'album fu la prima foto ad essere scattata, mentre furono scartate le circa trenta foto successive.[49] Il costo per la realizzazione di essa ammontò a 25000£.[50][51]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Hello – 3:23
  2. Roll with It – 4:00
  3. Wonderwall – 4:18
  4. Don't Look Back in Anger – 4:49
  5. Hey Now! – 5:41
  6. Untitled (nota anche come "The Swamp Song — Excerpt 1") – 0:44
  7. Some Might Say – 5:27
  8. Cast No Shadow – 4:54
  9. She's Electric – 3:40
  10. Morning Glory – 5:03
  11. Untitled (nota anche come "The Swamp Song — Excerpt 2") – 0:39
  12. Champagne Supernova – 7:31

Durata totale: 50:09

  • La versione in doppio vinile contiene la bonus track Bonehead's Bank Holiday, inserita come pezzo numero 8.
  • La traccia numero 12, Champagne Supernova, vede la partecipazione di Paul Weller come chitarrista e come corista.
  • Cast No Shadow è stata dedicata a Richard Ashcroft.
  • La prima canzone dell'album, Hello, vede come coautore Gary Glitter vista la grande somiglianza con un suo brano intitolato Hello, Hello, I'm Back Again.
  • Some Might Say è stato il primo singolo estratto da (What's the Story) Morning Glory? ed è stata anche la prima canzone degli Oasis a raggiungere la numero uno nella classifica dei singoli più venduti in Inghilterra. Questo è l'unico brano del CD dove figura ancora Tony McCarroll come batterista.

Riedizione del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 per promuovere una campagna musicale chiamata Chasing The Sun, What's the Story fu ripubblicato in versione triplo disco; il primo è l'album originale restaurato, il secondo contiene vari b-side tra cui Acquiesce e la cover dei The Beatles You've Got to Hide Your Love Away e il terzo contiene tracce dal vivo e demo.

Disco 2: B-sides[modifica | modifica wikitesto]

  1. Talk Tonight
  2. Acquiesce
  3. Headshrinker
  4. It's Better People
  5. Rockin' Chair
  6. Step Out
  7. Underneath The Sky
  8. Cum On Feel The Noize
  9. Round Are Way
  10. The Swamp Song
  11. The Masterplan
  12. Bonehead's Bank Holiday
  13. Champagne Supernova (Brendan Lynch Mix)
  14. You've Got To Hide Your Love Away (Lennon-McCartney)

Disco 3: Rare tracks[modifica | modifica wikitesto]

  1. Acquiesce (Live At Earls Court)
  2. Some Might Say (Demo)
  3. Some Might Say (Live at Roskilde)
  4. She's Electric (Demo)
  5. Talk Tonight (Live At Bath Pavilion)
  6. Rockin' Chair (Demo)
  7. Hello (Live At Roskilde)
  8. Roll With It (Live At Roskilde)
  9. Morning Glory (Live At Roskilde)
  10. Hey Now (Demo)
  11. Bonehead's Bank Holiday (Demo)
  12. Round Are Way (MTV Unplugged)
  13. Cast No Shadow (Live At Maine Road)
  14. The Masterplan (Live At Knebworth Park)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1995) Posizione
Regno Unito[65] 2
Classifica (1996) Posizione
Australia[66] 4
Austria[67] 19
Canada[68] 4
Francia[69] 18
Germania[70] 17
Italia[71] 18
Nuova Zelanda[72] 2
Paesi Bassi[73] 29
Regno Unito[65] 2
Spagna[63] 27
Stati Uniti[74] 13
Svezia[75] 43
Svizzera[76] 10
Classifica (2020) Posizione
Regno Unito[77] 21

Classifiche di fine decennio[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1990–1999) Posizione
Regno Unito[65] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) (What's the Story) Morning Glory?, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 10 giugno 2013.
  2. ^ (What's the Story) Morning Glory? (certificazione), su fimi.it, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  3. ^ (ES) Discos de Oro y Platino, su capif.org.ar, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  4. ^ (DE) Oasis - (What's the Story) Morning Glory – Gold & Platin, su IFPI Austria. URL consultato il 24 giugno 2015.
  5. ^ (NL) GOUD EN PLATINA - albums 1996, su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 24 giugno 2015.
  6. ^ (FI) Kaikkien aikojen myydyimmät ulkomaiset albumit, su ifpi.fi, Musiikkituottajat. URL consultato il 14 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2017).
  7. ^ (FR) Oasis - Morning Glory – Les certifications, su SNEP. URL consultato il 24 giugno 2015.
  8. ^ (DE) Oasis - (What's the Story) Morning Glory? – Gold-/Platin-Datenbank, su Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 24 giugno 2015.
  9. ^ a b c (EN) Billboard Oasis What's the story?, in Billboard, 17 febbraio 1996. URL consultato il 24 giugno 2015.
  10. ^ (NL) Goud/Platina, su nvpi.nl, Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers. URL consultato il 24 giugno 2015.
  11. ^ (EN) RIAS Gold and Platinum Awards, su rias.org.sg, Recording Industry Association Singapore. URL consultato il 17 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2020).
  12. ^ (DE) Edelmetall, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 24 giugno 2015.
  13. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2016 Albums, su aria.com.au, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 9 giugno 2016.
  14. ^ (EN) (What's the Story) Morning Glory? – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 24 giugno 2015.
  15. ^ (DA) Certificeringer, su ifpi.dk, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 5 febbraio 2019.
  16. ^ (EN) IFPI Platinum Europe Awards – 1997, su ifpi.org, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2013).
  17. ^ (JA) RIAJ > The Record > October 1997 > Certified Awards (August 1997) (PDF), su riaj.or.jp, Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2014).
  18. ^ OASIS: CARI TENORI, CANTATE CON NOI, in la Repubblica, 26 maggio 1996. URL consultato il 24 giugno 2015.
  19. ^ (NO) IFPI Norsk Platebransje, su ifpi.no, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 24 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  20. ^ (EN) NZ Top 40 Albums Chart - 10 March 1996, su nztop40.co.nz, The Official NZ Music Charts. URL consultato il 24 giugno 2015.
  21. ^ (EN) (What's the Story) Morning Glory?, su British Phonographic Industry. URL consultato il 27 agosto 2021.
  22. ^ (ES) Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1996–1999, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  23. ^ (EN) Oasis - What's the Story Morning Glory? – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 24 giugno 2015.
  24. ^ (SV) Oasis – Sverigetopplistan, su Sverigetopplistan. URL consultato il 24 giugno 2015.
  25. ^ The AV Club: Alternative Nation – Part 8: The Ballad of Oasis and Radiohead, su avclub.com. URL consultato il 21 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2013).
  26. ^ Harris, p. 254
  27. ^ (EN) Magazine: 300 Best Selling Albums (Worldwide)". Billboard.com. 27 giugno 2011.
  28. ^ "Intervista: Noel Gallagher parla del passato e del presente negli Oasis.", su theguardian.com (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
  29. ^ "UK's 60 biggest selling albums of all time revealed.", su musicweek.com (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2016).
  30. ^ Queen head all-time sales chart
  31. ^ Rock The Net: Oasis
  32. ^ RIAA - Gold & Platinum - OASIS Archiviato il 24 settembre 2015 in Internet Archive.
  33. ^ "Best Albums of All Time", su rollingstone.com, 22 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2021).
  34. ^ Steve Parker, "1001 Albums You Must Hear Before You Die.", su rocklistmusic.co.uk.
  35. ^ Colin Larkin, "All Time Top 100 Albums.", 2000, p. 44, ISBN 0-7535-0493-6.
  36. ^ a b (EN) Various Mojo Magazine, The Mojo Collection: 4th Edition, Canongate Books, 1º novembre 2007, ISBN 978-1-84767-643-6. URL consultato il 29 aprile 2021.
  37. ^ John Harris, "Remember the first time.", in The Guardian, Londra, 12 agosto 2005, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP), OCLC 60623878. URL consultato il 9 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
  38. ^ Amy Britton, "Revolution Rock: The Albums Which Defined Two Ages.", AuthorHouse, Novembre 2011, p. 232, ISBN 978-1-4678-8711-3. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  39. ^ John Reed, Paul Weller: my ever changing moods, Music Sales Group, 2005, p. 238, ISBN 978-1-84449-491-0. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  40. ^ (EN) John Reed, Paul Weller: My Ever Changing Moods, Omnibus, 2005, ISBN 978-1-84449-491-0. URL consultato il 29 aprile 2021.
  41. ^ Owen Morris, "The Rise and Fall of Me Recording Oasis.", su owenmorris.net (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2016).
  42. ^ John Harris, "Britpop!: Cool Britannia and the Spectacular Demise of English Rock.", 2004, ISBN 0-306-81367-X.
  43. ^ Paul Ribbet, "The making of Creation.", 1995.
  44. ^ Aidin Vaziri, "Major player in Oasis story emerges in wake of 'Supersonic' doc.", su sfchronicle.com (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2020).
  45. ^ Kenneth Partridge, "Oasis' 'Definitely Maybe' at 20: Classic Track-by-Track Album Review.", su billboard.com (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2016).
  46. ^ Len Comaratta, "Oasis – Definitely Maybe [Reissue].", su consequenceofsound.net (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2016).
  47. ^ a b Ryan Leas, "(What's the Story) Morning Glory? Is 20 years old today.", su independent.co.uk, 2 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2019).
  48. ^ John Harris, "Britpop!: Cool Britannia and the Spectacular Demise of English Rock.", pp. 253-254, ISBN 0-306-81367-X.
  49. ^ Marcela Faé, "Fotostrasse presents What's The Story? Morning Glory.", su fotostrasse.com, 25 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2016).
  50. ^ "(What's The Story) Morning Glory: The true story behind the cover - The Big Issue.", su bigissue.com, 1º ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2016).
  51. ^ "Where's the cover photo from Oasis's (What's The Story) Morning Glory taken?", su radiox.co.uk, 2 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2021).
  52. ^ a b c d e f g h i j k (NL) Oasis - (What's the Story) Morning Glory?, su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 9 luglio 2015.
  53. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 62, No. 25, February 05 1996, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2012).
  54. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Denmark, in Billboard, 27 aprile 1996, p. 61. URL consultato il 9 luglio 2015.
  55. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Eurochart, in Billboard, 16 marzo 1996, p. 67. URL consultato il 9 luglio 2015.
  56. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - France, in Billboard, 9 marzo 1996, p. 50. URL consultato il 9 luglio 2015.
  57. ^ (JA) モーニング・グローリー, su oricon.co.jp, Oricon. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  58. ^ (EN) Official IFPI Charts - Top-75 Albums Sales Chart (Combined) - Week: 6/2021, su ifpi.gr, IFPI Greece. URL consultato il 22 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2021).
  59. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Ireland, in Billboard, 18 novembre 1995, p. 63. URL consultato il 9 luglio 2015.
  60. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Italy, in Billboard, 18 maggio 1996, p. 44. URL consultato il 9 luglio 2015.
  61. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Portugal, in Billboard, 8 giugno 1996, p. 81. URL consultato il 9 luglio 2015.
  62. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 08 October 1995 - 14 October 1995, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 9 luglio 2015.
  63. ^ a b (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  64. ^ (EN) Oasis Chart History, su Billboard. URL consultato il 9 luglio 2015.
  65. ^ a b c (EN) Chart Archive - 1990s Albums, su everyhit.com. URL consultato il 9 luglio 2015.
  66. ^ (EN) ARIA Charts - End Of Year Charts - Top 50 Albums 1996, su aria.com.au, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 9 luglio 2015.
  67. ^ (DE) Austriancharts – Jahreshitparade 1996, su austriancharts.at. URL consultato il 9 luglio 2015.
  68. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 64, No. 18, December 16 1996, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 9 luglio 2015.
  69. ^ (FR) Classement Albums – année 1996, su snepmusique.com, Syndicat national de l'édition phonographique. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
  70. ^ (DE) Album – Jahrescharts 1996, su offiziellecharts.de. URL consultato il 9 luglio 2015.
  71. ^ Gli album più venduti del 1996, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 9 luglio 2015.
  72. ^ (EN) Top Selling Albums of 1996, su nztop40.co.nz, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  73. ^ (NL) Dutch charts jaaroverzichten 1996, su dutchcharts.nl. URL consultato il 9 luglio 2015.
  74. ^ (EN) 1996: Billboard 200 Albums, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2014).
  75. ^ (SV) Årslista Album – År 1996, su hitlistan.se, Sverigetopplistan. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2016).
  76. ^ (DE) Schweizer Jahreshitparade 1996, su hitparade.ch. URL consultato il 9 luglio 2015.
  77. ^ (EN) Rob Copsey, The Official Top 40 biggest albums of 2020, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 4 gennaio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Harris, Britpop!: Cool Britannia and the Spectacular Demise of English Rock. Da Capo Press, 2004. ISBN 0-306-81367-X.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock