The Stone Roses

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The Stone Roses
Stone Roses-17-07-2012 Milan.JPG
Il gruppo in concerto a Milano il 17-7-2012
Paese d'origineInghilterra Inghilterra
GenereBritpop[1][2]
Madchester[1][3]
Periodo di attività musicale1983 – 1996
2011 – in attività
Album pubblicati7
Studio2
Raccolte5
Sito ufficiale

The Stone Roses sono un gruppo musicale britannico formatosi a Manchester nel 1983, attivo fino al 1996 e riunitosi nel 2011 dopo 15 anni di inattività.

Capitanata dal cantante Ian Brown, è composta anche dal chitarrista John Squire, dal bassista Gary "Mani" Mounfield e dal batterista Alan "Reni" Wren. Sono tra i maggiori esponenti della scena musicale Madchester e ispiratori della cosiddetta seconda Summer of Love del 1988[4] Il primo album, The Stone Roses, uscito nel 1989, grazie anche ai singoli I Wanna Be Adored, Made of Stone, I Am the Resurrection, fu un grande successo di pubblico e soprattutto di critica tanto da venire nominato dai giornalisti del New Musical Express il miglior album di sempre[5].

In seguito a problemi legali il loro secondo album Second Coming fu pubblicato solo nel dicembre 1994, quando ormai l'interesse per il gruppo stava scemando e la scena indie inglese era già stata catturata dal britpop degli Oasis che avevano già pubblicato il loro primo album, senza bissare il successo del precedente.

Hanno fortemente influenzato gran parte della scena rock alternativa britannica a venire: gruppi come Oasis, Kasabian, Arctic Monkeys e Kings of Leon hanno espressamente ammesso di aver preso il gruppo di Manchester come riferimento essenziale per la loro musica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e il primo album[modifica | modifica wikitesto]

Nati dalle ceneri degli English Rose, gli Stone Roses si formano nel 1983 dall'unione di Ian Brown (voce) e John Squire (chitarra), amici fin dai tempi dell'infanzia, ai quali si uniscono il batterista Alan Wren detto "Reni", il chitarrista Andy Couzens ed il bassista Pete Garner. Il suono del gruppo nel periodo iniziale, ancora molto diverso da quello che si trova nei 2 dischi ufficiali, era molto influenzato da gruppi come The Smiths, The Clash e Sex Pistols. Il gruppo inizia quindi a suonare nei locali dell'area di Manchester, creandosi un discreto seguito. Nel 1985 pubblicano il loro primo singolo, So Young, prodotto da Martin Hannett e pubblicato dalla Thin Line Records, e l'anno seguente esce The Garage Flower, di fatto il loro primo album, in cui viene inserito il precedente singolo oltre a due versioni primitive delle successive hit I Wanna Be Adored e This Is The One. Il loro esordio discografico passa quasi inosservato e successivamente il gruppo lo disconoscerà. Nel 1986 il chitarrista Andy Couzens lascia il gruppo, seguito l'anno successivo dal bassista Pete Garner sostituito da Gary Mounfield detto "Mani".

Nel 1987, con questa formazione, la band registra il suo secondo singolo, Sally Cinnamon (etichetta FM Revolver), che segna un passo in avanti rispetto a So Young, che introduce elementi di psichedelia anni sessanta e che rimanda allo stile di band jangle pop come i Byrds, che li contraddistinguerà. Nel 1988 firmano un contratto con la Silvertone Records e registrano il loro terzo singolo, Elephant Stone, un nuovo vortice di suoni ritmato e psichedelico che negli anni si impone come classico del Britpop, nei mesi seguenti le esibizioni live del gruppo iniziano a registrare il tutto esaurito. Nel marzo del 1989 i Roses pubblicano il primo album, The Stone Roses, prodotto da John Leckie. L'album è considerato uno dei capisaldi del rock britannico. Tra i pezzi che lo compongono si ricordano I Wanna Be Adored, She Bangs the Drums, Waterfall, This is the One e I Am the Resurrection. I singoli estratti, Made of Stone e She Bangs the Drums, attraversati da una piacevole ed orecchiabile vena pop, ottennero un discreto successo commerciale.

Nel novembre dello stesso anno il gruppo pubblicò il singolo con doppio lato a Fools Gold/What the World is Waiting for, che raggiunse la posizione numero 8 nelle classifiche inglesi nel novembre 1989 e che ha rappresentato un cambiamento verso un suono meno pop e più sperimentale rispetto alle pubblicazioni precedenti.[4] Originariamente concepita come b-side, Fools Gold, di cui furono pubblicate in seguito varie edizioni remix, e grazie all'interpretazione al programma Top of the Pops che ne aumentò la loro popolarità, divenne presto il pezzo più noto degli Stone Roses.

In seguito al successo raggiunto dal gruppo, la loro ex etichetta discografica, la FM Revolver, pubblicò nuovamente il singolo Sally Cinnamon corredato da un videoclip della canzone. La pubblicazione di questo video fece infuriare i componenti del gruppo, soprattutto perché lo ritenevano un prodotto di scarsa qualità. Il gruppo si recò quindi negli uffici della FM Revolver il 30 gennaio 1990 e dopo una discussione con il direttore della FM, Paul Birch, imbrattarono di vernice (restando fedeli alla passione di John Squire per la pittura di Jackson Pollock, cui si ispiravano le copertine di album d'esordio e singoli, create dallo stesso Squire) sia le pareti dell'ufficio che lo stesso Birch e la sua ragazza, e per finire fecero la stessa cosa con 2 macchine parcheggiate fuori dalla sede della casa discografica. In conseguenza di questo, vennero arrestati e processati, e nell'ottobre dello stesso anno vennero giudicati colpevoli e condannati a pagare ognuno 3.000 sterline di risarcimento oltre alle spese processuali.

Sempre nel 1990 gli Stone Roses organizzarono un concerto a Spike Island, nei pressi della città di Widnes, un luogo ben conosciuto per la presenza massiccia di industrie chimiche e impianti industriali di vario genere, non troppo indicato per eventi musicali. Il concerto si svolse il 27 maggio e fu seguito da circa 27.000 persone. L'evento al periodo venne considerato un fallimento a causa di problemi di suono (i più ricordano un forte vento che spostava il suono in modo tale che sembrasse provenire da una certa parte, mentre il palco era di fronte e la band suonava davanti a loro) e per la cattiva organizzazione, ma successivamente diventò una sorta di leggenda. Gli Stone Roses dimostrarono così che anche i gruppi "indie" potevano organizzare eventi alla stregua dei "grandi" della musica, come ad esempio gli U2 ed i Queen. Dopo l'esperienza di Spike Island, organizzarono un altro grande concerto nel parco Glasgow Green di Glasgow, e in luglio realizzarono l'ultimo singolo per la Silvertone, One Love.

Il singolo raggiunse la posizione numero 4 delle classifiche inglesi, il miglior risultato raggiunto fino a quel momento.[6] Tuttavia, molti individuarono nel nuovo brano i sintomi di un primo calo di ispirazione (il pezzo in questione si sviluppava su di un loop di batteria molto simile a quello della precedente hit Fools Gold), e lo stesso Brown in seguito parlò di One Love come di un "passo falso", rivelando di come la band fosse intenzionata a creare un anthem, intento fallito a causa di un chorus, sempre a detta del cantante, non abbastanza forte e deciso. Dopo la realizzazione di questo singolo, le cose si complicarono. One Love infatti fu l'ultima pubblicazione originale fino al successivo Second Coming pubblicato ben 4 anni dopo. Tutto questo accadde per la battaglia legale che gli Stone Roses intrapresero per sciogliere il contratto con la Silvertone. Il gruppo perderà quindi il momento favorevole, e sparirà dalla scena musicale, come detto, per i successivi 4 anni.

Secondo album e scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 4 anni di battaglie legali con la Silvertone, finalmente il gruppo riuscì a svincolarsi dal contratto con quest'ultima e siglò un altro contratto con la Geffen Records. Verso la fine del 1994, ben 5 anni dopo la pubblicazione di The Stone Roses, venne pubblicato il secondo album Second Coming. Per la maggior parte composto da John Squire, l'album presenta una musica più cupa con forti contaminazioni blues rock, ispirata dai Led Zeppelin.[4] Nonostante il buon lavoro svolto sul singolo Love Spreads che raggiunse il secondo posto nella UK Chart,[6] l'album fu stroncato da gran parte della critica inglese. Ciononostante l'album riscosse comunque un buon successo negli Stati Uniti. Degna di nota anche la struggente Ten Storey Love Song, quanto di più vicino si possa trovare agli esiti del primo album. Del singolo, che fallì l'impresa di entrare nella top 10 britannica, è opinione comune fra i fan che se fosse stato pubblicato come pezzo di ritorno dopo la prolungata assenza, quindi al posto di Love Spreads, avrebbe raggiunto la vetta delle chart. Nel relativo videoclip accanto ai tre membri superstiti (Brown, Squire e Mounfield), compare una quarta figura che indossa solamente una maschera con il viso del batterista Reni, che aveva da poco lasciato la band per motivi personali.

Durante l'assenza prolungata per le cause legali sopracitate, il gruppo accumulò una notevole distanza dalla scena musicale del periodo. Il panorama musicale era cambiato, dominato da gruppi quali Ocean Colour Scene, Suede, Blur e in particolare Oasis, la band più direttamente influenzata dagli Stone Roses. Si era infatti in piena ondata Britpop, della quale gli Stone Roses sarebbero stati indicati come fondatori.

Nel marzo del 1995 Reni lasciò il gruppo, e questo fu l'inizio della fine per gli Stone Roses. Fu inserito al suo posto Robbie Maddix, che aveva lavorato anche con i Simply Red, tecnicamente apprezzabile ma non al livello del suo predecessore. Nello stesso tempo venne ingaggiato per le esibizioni dal vivo il tastierista-programmatore Nigel Ippinson, che aveva già lavorato con il gruppo nel remix di Begging You per la realizzazione del singolo.

Fu programmato un tour segreto per il ritorno dei Roses dal vivo, ma lo stesso fu cancellato dopo che la stampa musicale annunciò le date. Un altro duro colpo per il gruppo fu la cancellazione della loro esibizione al Festival di Glastonbury del giugno 1995, a causa dell'incidente capitato a John Squire in mountain bike nel nord della California poche settimane prima del festival, e cui venne prescritto il collare. Alla fine il gruppo programmò un tour per novembre e dicembre del 1995 e tutte le date fecero tutto esaurito in una giornata.

John Squire lasciò comunque il gruppo il 1º aprile 1996, tra la rabbia degli altri componenti, in particolare di Ian Brown, che affermò che Squire aveva preso le distanze dagli altri componenti e che facesse frequentemente uso di cocaina. Dalla sua, l'ex chitarrista negò l'abuso di droga e parlò senza mezzi termini di Brown come di uno "spliffhead" (gergalmente "cannato"), attribuendo al frontman le colpe principali circa la difficoltà a far procedere il lavoro in studio per Second Coming alle pessime condizioni vocali di Brown. Squire venne quindi sostituito da Aziz Ibrahim (già turnista con Asia e Simply Red). Anche Slash dei Guns N' Roses si offrì come sostituto di Squire, ma il gruppò rifiutò l'offerta con un secco "No, odiamo i Guns N' Roses, fanculo!". Brown, fra l'altro, ironizzò sulla questione chiedendo se per caso Slash avesse intenzione di portare con sé anche un serpente (riferendosi al video dei Guns N' Roses, Patience). Il gruppo continuò a suonare così per altri sei mesi, ma dopo la disastrosa esibizione al Festival di Reading del 1996, nella quale i fan li fischiarono e tirarono oggetti sul palco, decisero di sciogliersi definitivamente.

Dopo lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 John Robb scrisse un libro bestseller sul gruppo, The Stone Roses and the Resurrection of British Pop, che in maniera dettagliata descrive l'ascesa e la caduta del gruppo. Gli Stone Roses rimangono uno dei gruppi inglesi più influenti di sempre, capaci, con un solo grande album, di spianare la strada ad una generazione di nuovi musicisti - gli esponenti del brit pop- e di continuare a far parlare di loro anche nel nuovo millennio, segno questo che autorizza a ritenere il quartetto di Manchester un punto di riferimento importante nel panorama musicale degli ultimi vent'anni. Dopo lo scioglimento le strade dei componenti non si sono mai del tutto divise. Solo fra Brown e Squire si creò un irrimediabile silenzio.

Brown intraprese una carriera solista con notevole successo a partire dal 1998.

Squire fondò, con il cantante Chris Helme, i Seahorses, che misero a segno la hit Love Is the Law nel 1997, per poi sciogliersi. Nel 2002 realizzò anche il suo primo album da solista, Time Changes Everything, a cui nel 2004 seguì Marshall's House. Durante i suoi concerti eseguiva anche canzoni degli Stone Roses, come Waterfall e Your Star Will Shine.

Gary Mounfield ha collaborato saltuariamente con l'amico Ian Brown ma dal 1998 divenne membro fisso dei Primal Scream di Bob Gillespie che anche grazie al suo arrivo la band ha ritrovato ispirazione e successo.

A lungo si vociferò di un improbabile sogno rock'n'roll, secondo cui Mounfield e Squire avrebbero dovuto prendere il posto rispettivamente di Paul Guigsy McGuigan e Paul Bonhead Arthurs, al tempo in cui questi lasciarono gli Oasis, nel 1999, dando vita così ad un vero e proprio super-gruppo, ma non se ne fece mai nulla, sebbene Oasis ed ex membri degli Stone Roses siano legati da forti rapporti di amicizia. In particolare nel 1996 Squire suonò a Knebworth con gli Oasis la canzone Champagne Supernova e la reinterpretazione dei Beatles I Am the Walrus. Liam Gallagher co-firmò con Squire un brano dei Seahorses, Love Me and Leave Me e Noel Gallagher nel 2001 realizzò con Ian Brown il singolo di quest'ultimo, Keep What Ya Got.

Reni formò un nuovo gruppo nel 1999, The Rub, con il quale fece una serie di concerti. Nel 2004 ha realizzato il suo primo album da solista.

Aziz Ibrahim suonò la chitarra in alcune tracce del primo album di Ian Brown e successivamente andò in tour con lui. Ha anche partecipato alla stesura di molto del materiale presente negli album solisti dello stesso Brown.

Nell'ottobre 2004 Fools Gold compare nella radio alternative rock Radio X nel videogioco Grand Theft Auto: San Andreas.

Reunion e tempi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 ottobre 2011 la band in una conferenza stampa annuncia il suo ritorno con la storica formazione al completo per tre grandi concerti a Heaton Park, Manchester, in programma il 29 e il 30 giugno e il 1º luglio seguenti. In soli 68 minuti vanno a ruba 220.000 biglietti[7].

Il 2 dicembre 2011 Ian Brown e John Squire tornano a suonare insieme dal vivo per la prima volta dal 1995, unendosi a Mick Jones dei Clash ai Farm e a Pete Wylie al Ritz di Manchester, per un concerto benefico.

Il 23 maggio 2012 gli Stone Roses fanno ufficialmente il proprio ritorno sul palco, suonando 11 canzoni di fronte a mille fan accorsi alla Parr Hall di Warrington. La particolarità del concerto risiede nel fatto che l'esibizione è annunciata quello stesso pomeriggio e l'accesso è aperto a tutti coloro portano con sé una maglietta, un CD o un LP degli Stone Roses.

Per il 2012 la band programma un tour euro-asiatico denominato Reunion Tour, che inizia il 16 e 17 giugno 2012 e fa tappa in Svezia all'Hulstfred Festival, in Danimarca e in Germania, prima di tornare a Manchester, il 29 e 30 giugno e il 1º luglio 2012. Il tour prosegue in Irlanda, Scozia, Spagna, Portogallo e Italia. Seguono altre date in Giappone, Corea del Sud, Ungheria. Il tour termina in Inghilterra al V Festival di Chelmsford & Stafford il 18 agosto 2012.

Il 26 novembre 2012 la band annuncia altre date per l'anno seguente. Il 12 e il 19 aprile 2013 gli Stone Roses sono di scena al Coachella Festival, negli Stati Uniti d'America. Il 15 giugno seguente suonano al Green di Glasgow e nello stesso mese all'Isle of Wight Festival.

Il 30 maggio 2013 esce nelle sale cinematografiche britanniche il docufilm The Stone Roses: Made of Stone.

Il 2 novembre 2015 la band annuncia un tour per il 2016. Il gruppo di Brown e compagni suonerà all'Etihad Stadium di Manchester il 17 e il 18 giugno 2016, al T in the Park Festival e, a luglio, allo Strathallan Castle, in Scozia.

Nel marzo 2016 Ian Brown, interpellato dalla rivista New Musical Express, conferma le voci secondo cui la band sta lavorando ad un nuovo album[8].

Il 10 maggio 2016 compaiono per le strade di Manchester numerosi manifesti raffiguranti il caratteristico logo degli Stone Roses, il limone, facendo presagire una imminente pubblicazione di nuovo materiale[9]. Due giorni dopo, poco prima delle ore 20, alcune radio britanniche trasmettono la prima nuova canzone della band dopo 21 anni, All For One[10]. Il 9 giugno la band pubblica un'altra nuova canzone, Beautiful Thing.

Il 26 settembre 2016 la band annuncia tre nuove date dal vivo per l'anno seguente. La band si esibirà alla SSE Arena di Belfast il 13 giugno 2017, al Wembley Stadium di Londra il 17 giugno e ad Hampden Park, a Glasgow il 24 giugno.

Stile musicale e influenze[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stone Roses sono considerati importanti esponenti della scena musicale Madchester che, conciliando i ritmi dell'acid house a influenze rock,[11] avrebbe gettato le fondamenta del britpop.[2]

Si ispirano a stili quali il garage rock, il krautrock, il northern soul e il punk rock nonché ad artisti quali i Beatles, i Rolling Stones, i Beach Boys, i Byrds, Johnny Marr, Jimi Hendrix, i Jesus and Mary Chain, i Led Zeppelin, i Sonic Youth, i Sex Pistols e i Clash[12][13][14][15]. I loro due unici album differiscono stilisticamente. Se l'omonimo esordio (1989) unisce "chitarre rock, melodie avvolgenti e un apparato ritmico vicino al funky e alla musica da discoteca",[16] con il successivo Second Coming (1994) si sono allontanati dalle atmosfere eteree del primo capitolo introducendo riferimenti alla musica dei Led Zeppelin.[3]

Tra i gruppi che si sono ispirati agli Stone Roses figurano Oasis, Blur, Charlatans, Ocean Colour Scene gli U2[17]. Specie nei primi brani della band dei fratelli Gallagher, inclusi nelle cosiddette Lost Tapes, sono evidenti i richiami di Noel Gallagher al modo di suonare la chitarra di John Squire e di Liam Gallagher allo stile vocale di Ian Brown, che è uno dei grandi idoli dell'ex frontman degli Oasis[18].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'album di debutto degli Stone Roses ha avuto numerosi riconoscimenti dalla stampa musicale inglese, come per esempio:

  • nel 2003, il NME ha votato The Stone Roses come il numero 1 degli album di tutti i tempi, davanti a lavori di gruppi come Pixies e The Beach Boys.[19]
  • nel giugno 2004, il settimanale The Observer decretò The Stone Roses come il numero 1 degli album inglesi di tutti i tempi (battendo Beatles e Rolling Stones), dopo aver combinato insieme le classifiche di 100 tra giornalisti e musicisti.[20]
  • nel 2006, il NME votò The Stone Roses come numero 1 degli album inglesi di tutti i tempi, battendo The Queen is Dead degli Smiths e Definitely Maybe degli Oasis.[21]
  • i giornalisti ed i lettori di Q magazine l'hanno votato:
    • numero 29 miglior album inglese di tutti i tempi (giugno 2000)
    • numero 9 miglior album tra i migliori album dalla nascita del giornale (ottobre 2006)
    • numero 6 miglior album di tutti i tempi (febbraio 2006), in seguito ai precedenti sondaggi che li classificava al numero 7 (gennaio 2003) ed al numero 4 (febbraio 1998)
    • numero 5 miglior album degli anni ottanta (agosto 2006)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

(novembre 1987 - marzo 1995 e 2011 - presente)

Altri componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b S - Ondarock, su ondarock.it. URL consultato il 7 novembre 2016.
  2. ^ a b (EN) Caleb Chew, Warp Stage, in GameAxis Unwired, settembre 2008.
  3. ^ a b Eddy Cilía, Enciclopedia Rock - '90 (quinto volume), Arcana, 2001, p. 690.
  4. ^ a b c Enciclopedia rock di Piero Scaruffi
  5. ^ NME 's 100 Best Albums Of All Time by New Music Express : Best Ever Albums
  6. ^ a b ChartArchive - The Stone Roses - One Love
  7. ^ £12m in 68 minutes: Stone Roses "overjoyed" as three Heaton Park concerts are sold out | Manchester Evening News - menmedia.co.uk
  8. ^ (EN) Stone Roses Exclusive: Ian Brown confirms band are recording 'glorious' new music, New Musical Express, 24-03-2016.
  9. ^ Manchester coperta di limoni grazie agli Stone Roses? È in arrivo nuova musica?, Rolling Stone, 10-05-2016.
  10. ^ (EN) The Stone Roses return with new single 'All For One' - listen, New Musical Express, 12-05-2016.
  11. ^ (EN) Tom Moon, 1000 Recordings to Hear Before You Die, Workman, 2008, p. 745.
  12. ^ (EN) Top 10 Obscure But Key Influences On The Stone Roses, louderthanwar.com, 12-09-2013.
  13. ^ (EN) McGee on music: Why people want the Stone Roses to re-form, The Guardian, 31-03-2009.
  14. ^ (EN) Johnny Marr Bio, johnny-marr.com.
  15. ^ (EN) Alex Green, The Stone Roses, Continuum.
  16. ^ Eddy Cilía, Federico Guglielmi, Rock 500 dischi fondamentali, Giunti, 2002, p. 194.
  17. ^ (EN) 20 Albums That Wouldn't Have Been Made Without 'The Stone Roses', New Musical Express.
  18. ^ (EN) Cast No Shadow - The definitive Oasis page, su oocities.org.
  19. ^ ~~~~ www.rocklist.net ~~~~
  20. ^ The Stone Roses, The Stone Roses | OMM | The Observer
  21. ^ NME's best British album of all time revealed | News | NME.COM

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN168962834 · ISNI: (EN0000 0001 2248 8228 · GND: (DE10293612-2 · BNF: (FRcb13924646g (data)
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