Cocktail ufficiali IBA

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L'Old Fashioned è un cocktail ufficiale IBA

Un cocktail ufficiale IBA è uno dei molti cocktail selezionati dalla International Bartenders Association (IBA) per l'annuale World Cocktail Competition (WCC) di bartending.[1]

Le dosi degli ingredienti per i cocktail IBA sono specificate in centilitri (cl), anziché in millilitri (ml).

Lista attuale (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 novembre 2011[2], viene ufficializzata la nuova lista dei cocktail IBA direttamente sul sito ufficiale. Molti doppioni spariscono (ad esempio i Manhattan e i Martini, lasciando solo alcuni). Così altri cocktail abbandonano il campo, facendo spazio ad altri poco conosciuti in Italia, ma famosi nel resto del mondo (è il caso del Pisco Sour e del Tommy's Margarita). Fino a fine dicembre 2011 i cocktail sono 68, poi arrivano a 77: infatti vengono rimessi in lista cocktail come il Godfather, il Margarita, Cosmopolitan ed altri ancora. Per cui, in questo momento i cocktail ufficiali sono 77, divisi in tre categorie: Contemporary Classics, The Unforgettables e New Era Drinks.

Il Mojito è un famoso cocktail di origine cubana
Il B-52 è un cocktail nato negli Stati Uniti

The Unforgettables

Contemporary Classics

New Era Drinks

Liste precedenti[modifica | modifica wikitesto]

1ª lista (1961)[modifica | modifica wikitesto]

La prima lista venne ufficializzata nel 1961 in Norvegia presso il Gausdal Mountain Hotel di Oslo, dopo che il 2 novembre 1960, in occasione dell'annuale congresso dell'IBA tenutosi a Parigi, Angelo Zola aveva proposto di formare un comitato che avesse il compito di codificare un numero limitato di bevande a livello internazionale sulla base dei cocktail più tipici di ogni paese.[3] In origine i cocktail codificati a livello mondiale furono 50, e per oltre vent'anni tale lista non subì variazioni.[4] Nomi come Czarina, Alaska, Grand Slam, sono stati serviti in tutti i bar del mondo, fino a quando non sono stati sostituiti da altri drink. Molti di questi sono usciti dalle ultime codifiche (non solo quella del 2011), tra cui l'Old pal, il Gin and french e il Bronx.[5]

2ª lista (1986)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985, in occasione del congresso dell'IBA ad Amsterdam, venne deciso di apportare delle modifiche alla precedente lista del 1961 per venire incontro alle preferenze dei clienti, che tendevano a non richiedere più alcuni cocktail. La nuova lista venne codificata l'anno successivo, durante il congresso IBA di Deauville, passando da 50 a 73 cocktail (più 7 varianti), aggiungendone di nuovi e rimuovendone altri dalla precedente lista.[6][7]

3ª lista (1993)[modifica | modifica wikitesto]

La nuova lista venne stilata in occasione del congresso IBA del 1993, tenutosi presso l'Hotel Intercontinental di Vienna, dove venne stilato un nuovo elenco di 60 cocktail, di cui quattro analcolici.[8][9]

4ª lista (2004)[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2011,[2] i cocktail ufficiali IBA erano divisi in cinque categorie:[10]

Il Martini (o Dry Martini) è un celebre cocktail pre-dinner
Pre-dinner cocktail
After-dinner
Long drink style
Popular cocktails
Special cocktail

Lista dei prodotti dolcificati[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di prodotti dolcificati è limitata a 2 cl (equivalenti a 1,35 tbsp oppure a 0,68 fl. oz.) nei Pre-Dinner Cocktail:

  1. Vermut rosso, bianco e rosè
  2. Liquori dolci come Grand Marnier, Cointreau, Drambuie, Midori, Galliano, e creme
  3. Bols, Monin, Marie Brizard, De Kuyper
  4. Porto, Marsala
  5. Sherry
  6. Tutti gli sciroppi
  7. Vino spumante

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) World Cocktail Competition (WCC), su International Bartenders Association, 18 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2011).
  2. ^ a b Novità 2011 Cocktails IBA, 25 novembre 2011.
  3. ^ Marco Romani, I cocktail ufficiali I.B.A. – 1961, su bar.it, 14 giugno 2015. URL consultato il 26 agosto 2018.
  4. ^ I mondiali I.B.A. 1961 (PDF), su bar.it. URL consultato il 26 agosto 2018.
  5. ^ Luigi Manzo, E in principio furono... 50 cocktails iba, Argonautiche.
  6. ^ Marco Romani, I cocktail ufficiali I.B.A. – 1986, su bar.it, 30 giugno 2015. URL consultato il 26 agosto 2018.
  7. ^ I mondiali I.B.A. 1986 (PDF), su bar.it. URL consultato il 26 agosto 2018.
  8. ^ Marco Romani, I cocktail ufficiali I.B.A. – 1993, su bar.it, 20 agosto 2015. URL consultato il 26 agosto 2018.
  9. ^ I mondiali I.B.A. 1993 (PDF), su bar.it. URL consultato il 26 agosto 2018.
  10. ^ Lista ufficiale IBA 2004, su iba-world.com:80. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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