Postumo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Postumo (disambigua).
Postumo
Antoniniano di Postumo
Antoniniano di Postumo
Imperatore delle Gallie
In carica 260-269[1]
Predecessore
Successore Marco Aurelio Mario
Nome completo Marcus Cassianius Latinius Postumus
Altri titoli Germanicus maximus (261)[2]
Morte 269
Figli Postumo iunior

Marco Cassiano Latinio Postumo (latino: Marcus Cassianius Latinius Postumus; ... – 269) fu il fondatore e il primo imperatore dell'Impero delle Gallie, dal 260 alla morte. È incluso nella lista dei Trenta Tiranni della Historia Augusta.

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Postumo sono oscure, ma si ritiene che fosse un gallo di umili origini che salì la gerarchia dell'esercito romano sino a divenire il governatore della provincia della Germania Superior o Inferior.

Mentre l'imperatore Gallieno si trovava in oriente a sedare alcune rivolte, lasciò in occidente il proprio figlio Cornelio Salonino sotto la tutela di alcuni dei suoi comandanti, tra cui il prefetto del pretorio Silvano e Postumo, allo scopo di difendere la frontiera del Reno. Con l'imperatore lontano, la Germania fu oggetto di una incursione di Alemanni, che fu però sconfitta da Postumo, il quale, come tradizione, fece distribuire il bottino tra i soldati. Venuto a conoscenza della vittoria, Silvano, a nome di Salonino, ordinò che il bottino ottenuto fosse inviato a Colonia: Postumo radunò l'esercito e annunciò loro l'ordine del Cesare; i soldati si ribellarono e proclamarono Postumo imperatore. Il nuovo usurpatore, che probabilmente non era estraneo alla rivolta, assediò Salonino e Silvano a Colonia: malgrado il disperato tentativo di rinvigorire la fedeltà verso la dinastia di Gallieno tramite la proclamazione di Salonino ad augusto, la popolazione o addirittura la guarnigione di Colonia aprirono le porte a Postumo, il quale uccise sia Silvano che Salonino, erigendo poi un arco triofale per celebrare la propria vittoria.[3] La Historia Augusta di questa secessione, diede però grande colpa a Gallieno:

« Mentre Gallieno continuava nella sua condotta dissipata e immorale, dandosi ad orge e gozzoviglie, amministrando la Res publica come fanno i bambini quando giocano a fare il re, i Galli, chiamarono al potere Postumo [...], con il consenso delle armate, contro un imperatore occupato nelle sue libidini. »
(Historia Augusta - Due Gallieni, 4.3.)

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Postumo fu riconosciuto imperatore in Gallia, Hispania, Germania e Britannia. Scelse come capitale Colonia, e vi insediò i propri senato, consoli e guardia pretoriana. Si fece raffigurare come "riconquistatore della Gallia" in alcune delle sue monete, un titolo che si guadagnò avendo vittoriosamente difeso la sua provincia contro i Germani. Le floride condizioni economiche del nuovo stato sono testimoniate dal fatto che le monete coniate da Postumo sono di fattura migliore e hanno un contenuto di metallo pregiato maggiore delle omologhe coniate da Gallieno.

Moneta d'argento di Postumo, che celebra le vittorie del primo imperatore dell'Impero delle Gallie. Le monete di Postumo mostrano una fattura e un contenuto di metallo pregiato migliore delle monete di Gallieno.

Nel 263 Postumo dovette fronteggiare una campagna organizzata da Gallieno per recuperare le province secessioniste. Dopo un rovescio iniziale, Gallieno riuscì a riportare un importante successo, ma il comandante della cavalleria, Aureolo, tralasciò di inseguire il pretendente sconfitto, per cui Postumo poté raccogliere un nuovo esercito, venendo anche questa volta sconfitto. Postumo allora fuggì in una città che fu assediata dalle truppe di Gallieno, ma l'imperatore fu gravemente ferito e ritornò alle proprie basi:[3] la crisi dell'impero non gli permise più di ritentare la riconquista dell'Impero delle Gallie, e il dominio di Postumo non fu più messo in discussione. Postumo trovò anche un alleato in Aureolo, che controllava Milano, il quale sfidò l'imperatore e si alleò con Postumo. La città di Milano sarebbe stata un acquisto strategico in una eventuale marcia su Roma, ma Postumo, per ragioni ignote, non sostenne Aureolo, il quale fu assediato da Gallieno.

Usurpatore di Gallieno, Postumo fu a sua volta minacciato da un usurpatore, nel 268: Leliano, uno dei suoi migliori comandanti militari, fu proclamato imperatore a Magonza dalla locale guarnigione e dalle legioni accampate in prossimità, tra cui la Legio XXII Primigenia. Sebbene Postumo riuscisse a riconquistare rapidamente Magonza e a uccidere Leliano, fu incapace di controllare le proprie truppe, che gli si ribellarono e lo uccisero a loro volta, perché non aveva permesso loro di saccheggiare la città.[4]

Dopo la morte di Postumo, il suo impero perse il controllo della Britannia e della Hispania: le restanti province rimasero sotto il comando del suo successore, Marco Aurelio Mario.

Sebbene il suo regno sia in genere fatto iniziare nel 259, l'estate o l'autunno del 260 sono le dati probabili in cui fu salutato imperatore: se la data del 260 è quella corretta per l'inizio del regno di Postumo, tutte le date che riguardano l'Impero delle Gallie vanno spostate avanti di un anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chris Scarre, Chronicle of the roman Emperors, New York, 1999, pp.172 e 176; Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 9.
  2. ^ RIB-3, 3523; CIL , 150; CIL II, 4943 (p LXXX, 998); CIL II, 4919 (p 998); CIL XIII, 9023.
  3. ^ a b Zonara, L'epitome delle storie, XII, 24.
  4. ^ Aurelio Vittore 33.8; Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, 9.9.1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatore delle Gallie Successore
260-269 Leliano e/o Marco Aurelio Mario