Battaglia di Harzhorn

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Collina di Harzhorn

La battaglia di Harzhorn o di Kalefeld fu una battaglia fra l'esercito romano, condotto da Massimino il Trace nel 235, contro tribù germaniche. La battaglia si svolse agli inizi del III secolo presso la collina di Harzhorn, fra le odierne città di Kalefeld e Bad Gandersheim, a circa 100 km a sud di Hannover, nella Bassa Sassonia.[1]

La scoperta della battaglia, di cui si era persa memoria, è avvenuta nel 2008 ed è di rilevante interesse perché dimostra come i Romani condussero guerre contro le tribù germaniche molto più a lungo di quanto non si pensasse, e molto più in profondità e lontani dal limes convenzionale dell'impero. Fino alla scoperta del nuovo campo di battaglia si pensava che le spedizioni romane contro i germani avessero subito una battuta d'arresto dopo la disfatta della battaglia di Teutoburgo nel 9 d.C., ponendo il limes dell'impero al fiume Reno.

La scoperta del campo di battaglia è avvenuta casualmente quando alcuni appassionati di resti archeologici, in cerca di reperti di un forte medioevale, rinvennero punte di lance, resti di cavalli e ramponi di età molto anteriore a quella che stavano ricercando.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

I ritrovamenti numismatici, risalenti ai regni degli imperatori Caracalla (211-217) e Alessandro Severo (222-235) collocano temporalmente la battaglia nel secondo quarto del III secolo, tra la fine della dinastia dei Severi e l'inizio della crisi del III secolo. Tra il 193 e il 235, l'Impero romano fu governato dalla dinastia africano-siriaca dei Severi, che diede una certa stabilità all'impero tra la fine della dinastia antonina e il periodo turbolento della crisi del III secolo (235-285 circa). Con l'assassinio dell'ultimo imperatore severiano, Alessandro Severo, e l'ascesa al trono del suo successore Massimino il Trace, un comune soldato, segnò l'inizio di un periodo di instabilità: nei successivi 50 anni, vi furono una ventina di pretendenti al trono dell'impero, che fu attaccato dai barbari dall'esterno e persino diviso in tre parti dai conflitti interni.

Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

I ritrovamenti sul campo di battaglia consistono in circa 1500 manufatti collegabili con l'equipaggiamento del legionario romano. Poiché le tribù germaniche utilizzavano parte dell'equipaggiamento romano, si era suggerito inizialmente che lo scontro fosse avvenuto tra due gruppi germanici; il successivo ritrovamento di manufatti collegabili con lo scorpione e la cheiroballistra ha invece rivelato che lo scontro coinvolgeva truppe romane, le sole ad utilizzare queste artiglierie.

Secondo gli studiosi, le truppe romane stavano tornando dal bassopiano germanico, e trovarono il passo di Harzhorn bloccato da un grande numero di Germani; dovettero combattere per attraversarlo, utilizzando la propria artiglieria, e, stando ai ritrovamenti, ebbero successo.

Il campo di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il campo di battaglia

Nel 2000, alcuni archeologi dilettanti muniti di cercametalli scoprirono diversi manufatti all'Harzhorn, mentre cercavano una fortezza medioevale; quando scoprirono che uno di quelli disseppelliti era un ipposandalo romano, riportarono la notizia agli archeologi della contea di Northeim.[2]

Il campo di battaglia si trova sul versante orientale di una serie di colline che vanno da est a ovest a partire dalle montagne dell'Harz; il suo attraversamento in direzione nord-sud è possibile solo attraverso uno stretto passo, per cui passava un'antica via commerciale e la moderna Bundesautobahn 7. I manufatti non sono stati ritrovati nel passo, ma sul versante collinare dell'Harzhorn, che si trova immediatamente ad oriente del passo; le pareti rocciose immediatamente a settentrione sono molto scoscese e praticamente impenetrabili, rendendo il posto molto adatto per un agguato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Geschwinde & Petra Lönne, La spedizione dimenticata, in rivista Archeo, attualità dal passato, N.332 di Ottobre 2012, pp. 30-37.
  2. ^ HNA online

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Geschwinde, «Roms vergessener Feldzug», 2000 Jahre Varusschlacht. Konflikt, Museum und Park Kalkriese, Theiss, Stuttgart 2009, pp. 228ss.