Regaliano

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Regaliano
Antoniniano di Sulpicia Dryantilla Augusta. Le monete di Regaliano e di sua moglie furono coniate sopra monete di imperatori precedenti (questo è stato sopraimposto ad un antoniniano di Massimino il Trace), e provengono tutte dalla zecca di Carnuntum, in Pannonia.
Antoniniano di Sulpicia Dryantilla Augusta. Le monete di Regaliano e di sua moglie furono coniate sopra monete di imperatori precedenti (questo è stato sopraimposto ad un antoniniano di Massimino il Trace), e provengono tutte dalla zecca di Carnuntum, in Pannonia.
Aspirante imperatore romano
In carica 260 (contro Gallieno)
Nome completo P. C. Regalianus
Morte 260
Consorte Sulpicia Dryantilla

P.C. Regaliano (latino: P. C. Regalianus; ... – 260) fu un usurpatore contro l'imperatore romano Gallieno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La fonte principale per la vita di Regaliano è la poco affidabile Historia Augusta, che lo elenca fra i Trenta Tiranni.[1] Altre fonti sono Eutropio, che lo chiama Trebelliano, ed Aurelio Vittore nell'Epitome, dove lo chiama Regillianus.

Secondo la Historia, Regaliano sarebbe disceso dalla famiglia del re dei Daci Decebalo;[2] più sicura è la sua appartenenza all'ordine senatoriale, dato che sua (probabile) moglie Sulpicia Dryantilla era di alto lignaggio. Durante la carriera militare potrebbe essere identificato con quel Regilianus che militò nella legio II Adiutrix, posta a guardia del limes pannonicus della Pannonia inferiore.[3] La sua carriera poté avanzare di grado soprattutto sotto Valeriano, come altri suoi colleghe del calibro di Claudio il Gotico, Ingenuo, Postumo, Macriano ed Aureolo.[4]

« Fu, non si può negarlo, un uomo sempre apprezzato nell'ambiente militare, ma posto sotto osservazione da Gallieno, poiché appariva degno di ricevere l'Impero. »
(Historia Augusta, Triginta tyranni, 10.8.)

Il futuro imperatore Claudio il Gotico, lo ringraziò, quando Regaliano era a capo dell'Illirico, per la riconquista di quella regione.[2] In questa circostanza Regaliano potrebbe aver respinto orde di barbari presso Scupi, dove ottenne una brillante vittoria.[5] Si tratterebbe di un periodo attorno al 258-259.

Dopo la sconfitta e cattura di Valeriano da parte dei Sasanidi vi furono ondate di invasioni nei territori dell'Europa settentrionale. Le popolazioni locali scelsero dei capi che non fossero lontani come Gallieno, dando vita a diverse rivolte, come quella di Ingenuo, sconfitto da Gallieno (nel 260).[6] La Historia riferisce che la rivolta di Regaliano fu una continuazione di quella di Ingenuo;[7][6] che fu eletto perché il suo nome implicava una dignità regale.

« Una volta che erano a cena con lui alcuni dei suoi soldati, un vicario di un tribuno militare fece questa domanda: "Da dove riteniamo che derivi il nome Regillianus?" Un altro rispose: "Riteniamo che venga da regno". Allora uno che tra loro era istruito, cominciaò a declinare, quasi fosse un grammatico, dicendo: "rex, regis, regi, Regilianus". [...] Dopo questi discorsi, quando al mattino si presentò alle truppe, venne salutato Imperator dai suoi ufficiali. »
(Historia Augusta, Triginta tyranni, 10.4.)

Sappiamo che condusse numerose operazioni militari contro i Sarmati (quando era governatore di una delle due Mesie[5]), ma alla fine su istigazione dei Roxolani, grazie anche al consenso dei suoi soldati e dei provinciali che temevano le reazioni di Gallieno, fu ucciso da un complotto dei propri uomini.[8]

Gli storici moderni ritengono che la situazione fosse più complessa di quanto descritto dalla Historia. L'evidenza numismatica suggerisce che la rivolta fosse centrata nella città di Carnuntum sull'alto corso del Danubio, e che fosse di breve durata ed estensione, includendo Vindobona. Secondo quanto ci racconta la Historia Augusta venne eletto dalle truppe di Mesia.[5][6] La sua elezione venne forse fatta per colmare un vuoto causato dall'allontanamento di Gallieno, occupato a respingere gli Alamanni dall'Italia. Tentò di rafforzare la propria posizione iniziando una dinastia, ed elevò la moglie Sulpicia Dryantilla al rango di augusta, coniando delle monete in suo nome. Le monete di Regaliano e di sua moglie furono coniate sopra monete di imperatori precedenti del III secolo. La rivolta di Regaliano terminò in modo oscuro: forse il racconto della Historia è veritiero su questo argomento.

Dopo la sua morte, Regaliano lasciò parte delle province danubiane senza protezione (sembra una delle due Mesie[5]), in quanto Gallieno era lontano. Quando l'anno successivo giunse notizia della rivolta dei Macriani, queste province la sostennero, nella speranza di porre fine alle devastazioni delle tribù di oltre confine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]