Aureolo
| Aureolo | |
|---|---|
Immagine di Aureolo. |
|
| Usurpatore romano | |
| In carica | 268 |
| Predecessore | Gallieno |
| Successore | Claudio il Gotico |
| Nome completo | Manius Acilius Aureolus |
| Nascita | Sirmio, ca. 220 |
| Morte | Mediolanum, 268 |
Manio Acilio Aureolo [1] (Dacia, ... – 268) è stato un militare romano. Fu comandante di cavalleria di stanza a Milano al servizio dell'imperatore Gallieno, contese a quest'ultimo il trono nel 267 mentre il legittimo imperatore era impegnato in una campagna contro i Goti.
Biografia [modifica]
Originario sembra della Dacia,[2] combatté con grande coraggio per le armate dell'imperatore Gallieno, contro quelle dell'usurpatore Ingenuo nel 260.[2] Questo successo lo portò in grande considerazione presso l'Imperatore, il quale, poco dopo, gli affidò la difesa dell'Illirico, contro altri due usurpatori venuti da Oriente, Macriano Maggiore e Macriano Minore.[2][3]
Sembra che nel corso del 267, Gallieno, grazie all'appoggio di Aureolo[4] (magister equitum[5][6]) ed alla perizia militare del suo magister militum, Claudio (dux totius Illyrici),[7] combatté con successo le armate galliche secessioniste di Postumo,[4] il quale aveva preferito associare al potere un certo Vittorino, richiedendo anche aiuto alle vicine tribù germaniche dei Franchi.[2][8]
Venne lasciato da Gallieno a Mediolanum a capo della cavalleria, incaricato di sorvegliare un eventuale arrivo di Postumo in Italia.[6] Anche lui come altri, sotto la spinta dei militari che avevano in spregio Gallieno, assunse il potere nel 268.[9] Sembra, inoltre, che abbia offerto la sua alleanza a Postumo, il quale però preferì rimanere neutrale nel conflitto tra lo stesso e Gallieno.[10] Alla notizia che Aureolo stava raccogliendo un grosso esercito per muoversi su Roma, Gallieno tornò in Italia costringendo il suo avversario a rinchiudersi nelle mura di Mediolanum (Milano),[5] dopo averlo sconfitto sul fiume Adda, nella battaglia di Pontirolo (pons Aureoli).[11]
Mentre era ancora in corso l'assedio, Aureolo, che inutilmente aveva cercato di venire a patti, prima con Gallieno (che nel settembre del 268 venne ucciso da un complotto di suoi generali[12]) e poi con Marco Aurelio Claudio, il nuovo imperatore, fu trucidato verso la fine del 268 dai suoi stessi ufficiali.[13][14] Secondo altri venne messo a morte da Aureliano, contro il parere dello stesso Claudio.[15]
Note [modifica]
- ^ William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.1 p. 443
- ^ a b c d Zonara, L'epitome delle storie, XII, 24.
- ^ Historia Augusta, Triginta tyranni, 11.2.
- ^ a b Historia Augusta, Triginta tyranni, 11.3.
- ^ a b Zonara, XII, 25.
- ^ a b Zosimo, I.40.1.
- ^ Historia Augusta, Divus Claudius, 15.2.
- ^ Historia Augusta, Gallieni duo, 7.1.
- ^ Historia Augusta, Triginta tyranni, 11.1.
- ^ Watson 1999, pp. 40-41.
- ^ Historia Augusta, Triginta tyranni, 11.4.
- ^ Watson 1999, p. 41. Tra i generali che parteciparono direttamente, o comunque che erano d'accordo nel compiere l'omicidio di Gallieno, sembra vi fossero oltre ad Aureliano, Claudio ed il prefetto del pretorio Aurelio Eracliano, anche Marciano a cui erano state affidate le operazioni contro i Goti.
- ^ Zonara, L'epitome delle storie, XII, 26.
- ^ Historia Augusta, Divus Claudius, 5.1-3.
- ^ Historia Augusta, Divus Aurelianus, 16.2.
Bibliografia [modifica]
- Fonti primarie
- Aurelio Vittore,
- De Caesaribus
- De Vita et moribus imperatorum romanorum excerpta
- Corpus Inscriptionum Latinarum, edidit Theodor Mommsen, Berolini 1863-...
- Eutropio, Breviarium ab Urbe condita.

- Giordane, De origine actibusque Getarum.

- Giorgio Sincello, Ἐκλογὴ τῆς χρονογραφία (Selezione di cronografia).
- Historia Augusta
- Paolo Orosio, Historiarum adversus paganos libri septem.
- Giovanni Zonara, Ἐπιτομή Ἱστορίων (Epitome delle storie).
- Zosimo, Ἱστορία νέα (Storia nuova).
- Storiografia moderna
- Averil Cameron, Il tardo impero romano (in inglese), Bologna, Il Mulino, 1995. ISBN 88-15-04887-1
- Jean-Michel Carrié, Eserciti e strategie in Storia dei Greci e dei Romani, Milano, 2008, Vol. XVIII: La Roma tardo-antica, per una preistoria dell'idea di Europa.
- John F. Drinkwater, The Gallic Empire. Separatism and Continuity in the North-Western Provinces of the Roman Empire A.D. 260–274, Stuttgart, Franz Steiner Verlag Wiesbaden, 1987. ISBN 3-515-04806-5
- Julio Rodríguez González, Historia de las legiones romanas (in spagnolo), Madrid, Almena Ediciones, 2003. ISBN 84-9617-002-0
- Michael Grant, Gli imperatori romani: storia e segreti, Roma, Newton Compton, 1984. ISBN 88-541-0202-4
- Yann Le Bohec, L'esercito romano. Da Augusto alla fine del III secolo, Roma, Carocci, 2001. ISBN 88-430-1783-7
- Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari, Laterza, 1973. ISBN 88-420-2377-9 e ISBN 88-420-2401-5
- J.Morris, John, et. al., The prosopography of the later Roman Empire, Cambridge University Press, 1992, ISBN 0-521-07233-6, p. 209.
- Roger Rémondon; Agostino Pastorino, La crisi dell'impero romano, da Marco Aurelio ad Anastasio, Milano, Mursia, 1975.
- Christopher Scarre, Chronicle of the Roman Emperors (in inglese), New York, Thames & Hudson, 1999. ISBN 0-500-05077-5
- Marina Silvestrini, Il potere imperiale da Severo Alessandro ad Aureliano in AA.VV., Storia di Roma, Torino, Einaudi, 1993, vol. III, tomo 1; ripubblicata anche come Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. de Il Sole 24 ORE, Milano, 2008 (v. il vol. XVIII).
- Richard Weigel. (EN) Valerian (A.D. 253-260) and Gallienus (A.D. 253-268) in De Imperatoribus Romanis. URL consultato in data 30 novembre 2012.
- Pat Southern, The Roman Empire: from Severus to Constantine (in inglese), Londra & New York, Routledge, 2001. ISBN 0-415-23944-3
- Ronald Syme, Ammianus and the Historia Augusta, Oxford, Clarendon Press, 1968.
- Ronald Syme, Historia Augusta Papers (in inglese), Oxford, Clarendon Press, 1983. ISBN 0-19-814853-4
- Alaric Watson, Aurelian and the Third Century (in inglese), Londra & New York, Psychology Press, 1999. ISBN 0-415-30187-4