Palazzo dell'Arengario

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Coordinate: 45°27′48.29″N 9°11′24.94″E / 45.463414°N 9.190261°E45.463414; 9.190261

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Veduta di Piazza del Duomo: sulla sinistra i due edifici identici del Palazzo dell'Arengario

Il palazzo dell'Arengario è un edificio situato in Piazza del Duomo a Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito tra il 1936 e il 1956 su progetto degli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini e decorato in facciata con bassorilievi di Arturo Martini.

Vincitore del concorso del 1937, il progetto per l'Arengario concluse il processo di rinnovamento urbanistico del centro di Milano, impostato dall'architetto Giuseppe Mengoni che aveva impresso un carattere monumentale all'area attorno al Duomo.

L'Arengario fu infatti costruito dopo la demolizione della Manica Lunga di Palazzo Reale concludendo l'intervento di realizzazione della nuova piazza Diaz.

L'edificio è costituito da due corpi di fabbrica che si confrontano con l'arco della Galleria sull'altro lato di Piazza del Duomo. L'impianto plastico doveva ridare equilibrio alla piazza segnando il passaggio dall'antico al moderno. Le facciate originali sono rivestite di marmo di Candoglia, aperte al primo e secondo livello da una doppia serie di alte arcate a tutto sesto, mentre nella base si aprono portali rettangolari, con cornici a motivo vegetale di Arturo Martini.

Dopo un periodo di abbandono, dopo la guerra, negli anni '50 fu ristrutturato ed adibito a uffici comunali e provinciali.

Ristrutturazione e costituzione del Museo del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo del Novecento.

All'inizio del 2009 iniziò il cantiere che ha trasformato l’Arengario nella nuova sede del Museo del Novecento su progetto degli architetti Italo Rota e Fabio Fornasari. Inizialmente l’inaugurazione avrebbe dovuta essere nel dicembre del 2009, proprio nel centenario dell'edizione del Manifesto del Futurismo. Il Futurismo, il movimento artistico che lanciò i movimenti d'avanguardie in Italia, riveste una grande importanza all'interno dell'esposizione museale con la presenza di molte opere legate al movimento di Marinetti e Boccioni e che compongono la più completa collezione di quel movimento artistico.

Le trasformazioni per l'apertura del museo hanno visto la costituzione di una lunga promenade tra le opere esposte, molte delle quali furono donate da privati nel corso del Novecento creando così un particolare legame con la città che va oltre la mera collocazione in Piazza Duomo. Questo legame è sottolineato dalla rampa lunga 140 metri di collegamento dalla base della linea Metropolitana all'interno della torre che culmina sulla terrazza che dalla metà del Novecento sovrasta Piazza Duomo. Lungo questo percorso non vi sono esposte opere d'arte ma da questo si passa ai locali del museo. È un percorso esterno alle sale del museo e permette di vedere alcune opere che sono di suggerimento ai temi del museo stesso. In particolare si deve segnalare la presenza di un'opera buona tra le altre opere verrà portato al nuovo museo Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo che si trova ormai temporaneamente alla Galleria d'Arte Moderna, Museo dell'Ottocento. L’opera richiederà una spesa di poco appena superiore a 20 milioni di Euro.

Dal 19 dicembre 2007, sulla facciata del palazzo ricoperta per permettere i lavori, fu installata la prima media facciata italiana: uno schermo LED di 487 m2 denominato MIA (Milano In Alto). La mediafacciata milanese ha lo scopo di creare un canale diretto di comunicazione, aggiornato con la tecnologia mobile in tempo reale da una redazione giornalistica, fra la città ed i suoi cittadini. Al termine dei lavori la media facciata è stata spostata in un altro luogo.

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