Vico Magistretti

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Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1967

2 x Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1979

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1995

Ludovico Magistretti (Milano, 6 ottobre 1920Milano, 19 settembre 2006) è stato un designer e architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia della media borghesia milanese il 6 ottobre 1920, Vico Magistretti frequenta il liceo classico Parini per poi iscriversi, nell'autunno del 1939, alla Facoltà di Architettura del Regio Politecnico di Milano, dove insegnano personaggi di grande spicco nel panorama architettonico dell'epoca come Gio Ponti e Piero Portaluppi. Tra il 1943 e il 1944 decide, come molti intellettuali dell'epoca, di allontanarsi dal proprio paese e si trasferisce in Svizzera dove, nel Champ Universitarie Italien di Losanna, ha modo di seguire alcuni corsi accademici. Risale a quel periodo la sua frequentazione con Ernesto Nathan Rogers, che rimarrà nel ricordo dell'architetto come persona chiave della sua formazione intellettuale.

Nel 1945 torna a Milano, dove il 2 agosto dello stesso anno si laurea in Architettura presso il Politecnico. Inizia subito l'attività professionale nello studio del padre, l’architetto Piergiulio Magistretti (di cui si ricorda la partecipazione all'Arengario di piazza Duomo, in collaborazione con Giovanni Muzio, Piero Portaluppi, Enrico Agostino Griffini, e la realizzazione di alcuni tra i più significativi edifici della Milano degli anni '20 e '30) in via Conservatorio. Sono questi gli anni della ricostruzione, che lo vedono impegnato sul doppio fronte dell'associazionismo culturale (nel 1946 è tra i promotori del MSA) e dell'attività professionale, inizialmente svolta soprattutto nel campo dell'edilizia sovvenzionata.

Dal 1949 al 1959 progetta e realizza circa 14 interventi per l’INA-Casa e con Mario Tedeschi partecipa anche all'impresa collettiva del QT8 con il quartiere reduci d'Africa e successivamente con la chiesa Santa Maria Nascente (1953-1955). Nella Milano delle Triennali e della nascente industria del design, particolare rilievo assume la sua partecipazione alle edizioni della VIII, IX (medaglia d'oro), X (gran premio), fino a curare per l'ente milanese alcune mostre nell'ambito delle esposizioni più recenti (in particolare la XII Triennale del 1960 insieme a Ignazio Gardella). Gli anni ‘50 sono fervidi di iniziative e di innovative proposizioni da parte del giovane architetto che, in breve tempo, si conferma una delle più brillanti presenze fra gli esponenti della "terza generazione". Risale a tale periodo la realizzazione di due degli edifici più significativi dell'attività professionale di Vico Magistretti a Milano: la torre al Parco in via Revere (1953-56, con Franco Longoni) e il palazzo per uffici in corso Europa (1955-57); a questi si aggiungeranno negli anni successivi altri numerosi interventi di particolare rilevanza, tra i quali, nel 1962-64, le torri di piazzale Aquileia.

Nel 1956 è tra i soci fondatori dell'ADI, l'Associazione per il Disegno Industriale. Nel 1959 fa parte della giuria del Premio Compasso d'Oro insieme a Bruno Alfieri, Giulio Minoletti, Augusto Morello e Giovanni Romano. Nel 1960 è di nuovo tra i giurati del premio dell'ADI assieme a Lodovico Belgiojoso, Augusto Magnaghi, Augusto Morello e Marco Zanuso.

La particolare attenzione rivolta al tema della casa e dell'abitare finisce per monopolizzare, a partire dagli anni ‘60, la sua attività di architetto, facendogli mettere a punto un linguaggio estremamente espressivo che, seppur talvolta polemicamente criticato, ha molta presa nella cultura architettonica lombarda del periodo, permettendogli di divenirne uno degli indiscussi protagonisti. A tale proposito è memorabile la sua partecipazione nel 1959 al Congresso CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne) di Otterlo (Olanda), dove gli italiani presentarono la torre Velasca dei BBPR, la mensa Olivetti di Ignazio Gardella, le case a Matera di Giancarlo De Carlo e, per l'appunto, la casa Arosio ad Arenzano di Vico Magistretti (realizzata l'anno precedente). Queste opere provocarono un grande scandalo e furono in un certo senso l'emblema della crisi profonda che in quegli anni colpì la nota istituzione, fino ad allora protagonista indiscussa del dibattito intorno all'architettura. La casa Arosio sembra segnare l'inizio di un'esplorazione molto personale di un linguaggio che si esprime con nitidezza anche in altre coeve case unifamiliari quali la villa Schubert a Ello (1960), la casa Gardella ad Arenzano (1963-64) e la villa Bassetti ad Azzate (1960-62).

Negli anni successivi l'attività di architetto è sempre più affiancata a quella di designer con la progettazione di arredi e oggetti che rimarranno dei "classici" della produzione contemporanea. È l'epoca del Municipio di Cusano Milanino (1966-69), del quartiere Milano-San Felice (1966-69, con Luigi Caccia Dominioni), della casa in piazza San Marco (1969-71) ma anche del premio Compasso d'Oro per la lampada “Eclisse” (1967), per la lampada “Atollo" (1977) e per la poltrona "Maralunga" (1973, premio nel 1979). I riconoscimenti nel campo del design sono a tutt'oggi numerosissimi e di grande prestigio; nel campo prettamente architettonico si ricorda la sua nomina a membro dell'Accademia di San Luca nel 1967 e la designazione a membro onorario al Royal College of Art di Londra, dove tra l'altro è anche "visiting professor". Ha, inoltre, insegnato alla Domus Academy di Milano e tenuto conferenze e lectures in Europa, Giappone e Usa. Nel 1986 è stato premiato con la medaglia d'oro dal SIAD (Society of Industrial Artists and Designers).

Tra le opere più recenti si ricordano la sede della Facoltà di Biologia all'Università Statale di Milano (1978-81, con Francesco Soro), il progetto per una casa d'abitazione in piazzale Dateo (1984 con Francesco Soro), la casa Tanimoto a Tokyo (1985-86), il Centro Cavagnari a Parma (1983-85), il tecnocentro della Cassa di Risparmio di Bologna (1986-88) e per l'ATM di Milano il Deposito Famagosta (1989-2002), il supermarket Esselunga a Pantigliate (1997-2001), la villa a Saint Barth nelle Antille Francesi (2002), gli uffici dell’ex lanificio Cerruti a Biella (2005) e, uno dei suoi ultimi progetti realizzati, la villa a Epalinges, vicino a Losanna (2005).

A partire dagli anni ’60 l’attività di designer è scandita annualmente dalla creazione di nuovi "pezzi", eventi attesi anche in occasione del Salone del Mobile di Milano che, nel 1997, ha dedicato proprio a Vico Magistretti una mostra monografica accanto a quella del suo "insegnante" Gio Ponti. Nel 2003 presso il Palazzo Ducale di Genova viene allestita la mostra "Vico Magistretti. Il design dagli anni Cinquanta a oggi" interamente centrata sulla sua opera come designer. Nello stesso anno è nominato membro del Comitato Scientifico della Fondazione Politecnico di Milano e nel 2005 riceve il premio speciale “Abitare il tempo”. I suoi ultimi progetti di design sono stati presentati al Salone del Mobile del 2008. Sue opere di design sono esposte presso la collezione permanente del MOMA di New York e presso altri musei in America e in Europa [1].

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

  • 1948 Casa per reduci al QT8 (con Paolo Chessa e Mario Tedeschi)
  • 1949 Concorso INA- Casa, Piacenza
  • 1950 Casa in c.so di P.ta Ticinese, Milano
  • 1952 Casa in via Santa Marta, Milano
  • 1953 Laboratori Cementi Rossi, Piacenza
  • 1953-56 Torre del Parco, via Revere a Milano (con Franco Longoni)
  • 1953-54 Chiesa Santa Maria Nascente al QT8, Milano (con Mario Tedeschi)
  • 1956 Centro ricreativo e teatro cinema, Rescaldina (Milano)
  • 1957 Palazzo per uffici in corso Europa n. 22, Milano[2]
  • 1958 Casa Arosio, Arenzano Genova
  • 1959 Chiesa a Ravello di Rescaldina, Milano
  • 1961 Quartiere San Felice, Milano
  • 1961 Casa in via Leopardi, Milano
  • 1962 Casa Bassetti, azzate (Varese)
  • 1963 Casa Gardella, Arenzano Genova
  • 1964 Casa a Torre in p.le Aquileia, Milano
  • 1965 Casa Cassina, Carimate
  • 1966 Apartment House Marina Grande, Arenzano
  • 1966 Case in via Conservatorio, Milano
  • 1967 Case a Framura (SP)
  • 1969 Municipio di Cusano Milanino (MI)
  • 1969 Scuola elementare a Meda (con Gae Aulenti)
  • 1970 Case in P.zza San Marco, Milano
  • 1973 Case ad Arizzano, Verbania
  • 1976 Case a Rocca Llisa, Ibiza (Spagna) con F. Soro
  • 1978 Scuola media a San Daniele del Friuli (Udine)
  • 1978-81 Facoltà di Biologia, Milano
  • 1980 Casa Vanelo, Marina di Massa (Massa Carrara)
  • 1984 Progetto Case in p.le Dateo (Milano)
  • 1985 Centro Cavagnari della Cassa di Risparmio, (Parma)
  • 1986 Villa Tanimoto, Tokyo
  • 1988 Tecnocentro Cassa di Risparmio di Bologna, (Bologna)
  • 1989 Deposito ATM Famagosta, Milano
  • 1993 Case ad Agrate Conturbia (Novara)
  • 1994 Nuovi uffici Barilla, Pedrignano (PR)
  • 1997 Superstore Esselunga, Pantigliate (MI)
  • 2002 Villa a Saint Barth (Antille francesi)
  • 2003 Progetto ampliamento Municipio di Cusano Milanino (MI)
  • 2004 Progetto villa a Epalinges (Losanna CH)
  • 2005 Ampliamento uffici ex lanificio Cerruti, Biella
  • 2005-2006 Progetto abitazioni a Ceparana (La Spezia)

Design[modifica | modifica sorgente]

  • 1946 Claritas, lampada
  • 1949 Tavolini sovrapponibili per Azucena
  • 1951 Sending, tavolo allungabile per TECHNO
  • 1960 Carimate, sedia per CASSINA
  • 1961 Omicrom, lampada
  • 1961 Lambda per ARTEMIDE
  • 1962 Caori, tavolino
  • 1963 Omega, Mania, lampade per ARTEMIDE
  • 1964 Demetrio, tavolini in materiale plastico per ARTEMIDE
  • 1965 Eclisse, Dalù, Cirene, lampade per ARTEMIDE
  • 1966 Chimera, Telegono, Teti, lampade per ARTEMIDE
  • 1967 Stadio, tavolo in materiale plastico per ARTEMIDE
  • 1967 Triteti, lampada per ARTEMIDE
  • 1968 Caledonia, divano
  • 1969 Selene, sedia (brevetto 1967) per ARTEMIDE
  • 1969 Ciambella, lampada per FONTANA ARTE
  • 1969 Telegon, lampada per ARTEMIDE
  • 1970 Gaudì, Vicario, Golem, sedie per ARTEMIDE
  • 1971 Impiccato, lampada
  • 1972 Timo, cucina
  • 1973 Maralunga, poltrona e divano per CASSINA
  • 1974 Sonora e Snow, lampada per Oluce
  • 1975 Ekkon, Armilla, Troco, lampade
  • 1975 Dim, lampada per OLUCE
  • 1976 Safran, tavolo e sedie
  • 1977 Fiandra poltrone componibili e singole-divano per Cassina
  • 1977 Nuvola rossa, libreria per CASSINA
  • 1977 Atollo, lampada per OLUCE
  • 1977 Lyndon, lampada da terra per esterno per OLUCE
  • 1978 Nathalie, letto per Flou
  • 1978 Linz, lampada per OLUCE
  • 1979 Broomstick, poltrone (Regina d'Africa), divani, sedie, tavoli, appendiabiti (Tenorio), libreria (Bath) per ALIAS
  • 1979 Pascal, lampada per OLUCE
  • 1980 Paddok, poltrona e divano
  • 1980 Kuta, lampada per OLUCE
  • 1981 Sindbad, polrona e divano per CASSINA
  • 1982 Kobe, letto
  • 1983 Veranda, poltrona e divano per CASSINA
  • 1984 Simi, sedia
  • 1985 Cardigan, divano
  • 1985 Slalom (Selezione Premio Compasso d'Oro ADI 1984) e Idomeneo, lampade per OLUCE
  • 1986 Vidun, tavolo per DE PADOVA
  • 1986 Nara, lampada per OLUCE (produzione) Selezione Premio Compasso d'Oro ADI 1981
  • 1987 Lester, lampada per OLUCE
  • 1987 Marocca, sedie per DE PADOVA
  • 1988 Shigeto, armadio
  • 1989 Silver, sedia per DE PADOVA
  • 1990 Campiglia, cucina
  • 1991 Tanimoto, libreria
  • 1991 Nara, lampada per OLUCE
  • 1992 Incisa, poltroncina
  • 1992 Crimea, letto per Flou
  • 1993 Tadao, letto per Flou
  • 1993 Pierre, Bart, letti
  • 1994 Mauna Kea, sedie, tavolini per KARTELL
  • 1995 Solaro, cucina
  • 1996 Maui, sedia
  • 1994 Vico, Vico duo, Vicosolo, sedie per FRITZ HANSEN
  • 1998 Morocco, lampada
  • 1999 Cinqueterre, cucina
  • 2000 Estesa, Africa, sedute
  • 2000 Tibet,lampada per OLUCE
  • 2000 Margaret, lampada per FONTANA ARTE
  • 2001 Grip, bicchieri
  • 2002 Blossom, tavolo
  • 2003 03 03, sedia in alluminio
  • 2003 Bruco, per FONTANA ARTE
  • 2003 Bar Atlantic, per Esselunga
  • 2004 Magellano, Pillow, divani
  • 2005 Bistrò, poltroncina
  • 2005 Piazza San Marco, lampada per OLUCE
  • 2006 Gemini, tavolino in vetro
  • 2007 Fan, Ozu, divano e poltrona

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

1948 Gran Premio - VIII Triennale di Milano

1951 Medaglia d’Oro - IX Triennale di Milano

1954 Gran Premio - X Triennale di Milano

1967 Compasso d’Oro - Milano - lampada Eclisse per Artemide

1967 Accademico di San Luca

1970 Medaglia d’Oro - Wiener Mobelsalons International - Vienna - tavolo Stadio

1970 Medaglia d’Oro Wiener Mobelsalons International - Vienna - sedia Selene

1970 Medaglia d’argento Wiener Mobelsalons International - Vienna - lampada Eclisse

1970 Medaglia d’argento Wiener Mobelsalons International - Vienna - lampada Telegono

1971 Biscione d’Oro - Ente Provinciale per il turismo di Milano

1971 Targa d’Argento associazione Italiana Prefabbricazioni per edificio MBM a Milano

1979 Compasso d’oro - Milano - lampada Atollo

1979 Compasso d’Oro - Milano - poltrona divano Maralunga

1982 Sedia d’Oro Mobelsalons Koln - Colonia - poltrona divano Sindbad

1982 ASID Product Design Award - NY - poltrona divano Sindbad

1982 Commendation of Resources Council INC. - NY - poltrona divano Sindbad

1983 Honorary Fellow Royal College of Art - Londra

1986 Honorary Fellows Honoris cause R.I.A.S. in Scotland - Aberdeen

1986 Medaglia d’Oro della Chartered Society of Industrial Artists & Designers - Londra

1987 Forum design 87 - Milano - appendiabiti Spiros

1987 Forum design 87 - Milano - poltrona G12

1987 Lapiz de Plata - Bienal de Diseno BA/87 - Buenos Aires

1988 Ambrogino d’Oro - Milano

1989 Medaglia d’Oro di cittadinanza benemerita del Comune di Milano

1990 Commitment to excellence Design 100 Metropol - Italian Home - NY

1990 Honorary Professor Royal College of Art - Londra

1992 Honorary Royal Designer for Industry by the Royal Society of Arts - Londra

1994 Top Ten - Upholstered Furniture Design Award Europe 1994 - Colonia - poltrona Louisiana

1995 Top Ten - Upholstered Furniture Design Award Europe 1995 - Colonia - divano Tuareg

1995 Red Dot - Highest Design Quality - Design Zentrum Nordrhein Westfalen - Essen - sedia Vico

1995 Compasso d’Oro alla carriera

1995 MD Design Auswahl 95 - Stuttgart - sedia Vico

1996 Senior Fellow of the Royal College of art - Londra

1997 Medaglia d’Oro “Apostolo del Design” - Milano

1997 Red Dot - Highest Design Quality - Design Zentrum Nordrhein Westfalen - Essen - sedia VicoDuo

1997 Design Preis Schweiz 97 - Langenthal - Svizzera (sedia e tavolo VicoDuo

1997 Internationaler Design Preis des landes Baden-Wurttemberg 97 - Design Center Stuttgart - sedia e tavolo VicoDuo

1997 G-Mark design 97 - Giappone - sedia e tavolo VicoDuo

1998 Industrial Design Excellence Award Gold - Idea Chair 98 - Usa - sedia VicoDuo

1998 Tf Product Design Award 98 - Germania - sedia e tavolo VicoSolo

1999 G-Mark Design 99 - Giappone - sedia VicoSolo

1999 Red Dot - Highest Design Quality - Design Zentrum Nordrhein Westfalen - Essen - sedia VicoSolo

2002 Laurea ad Honorem in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano

2003 Membro del Comitato Scientifico Fondazione Politecnico di Milano

Collezioni[modifica | modifica sorgente]

  • Lampada Snow al Museum Die Neue Sammlung di Monaco di Baviera
  • Lampada Slalom al Museum Die Neue Sammlung di Monaco di Baviera e al Museum Fuer Angewandte Kunst di Colonia
  • Lampada Kuta al Museum Fuer Kunst und Gewerbe di Amburgo
  • Lampada Idomeneo al Museum Fuer Kunst und Gewerbe di Amburgo
  • Lampada Atollo al Museum of Modern Art di New York
  • Lampada Eclisse al Museum of Modern Art di New York
  • Lampada Eclisse al Triennale Design Museum (collezione permanente del design italiano).

Argomenti correlati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fulvio Irace, Vanni Pasca, Vico Magistretti architetto e designer, Electa, Milano, 1999, p. 168
  2. ^ Giuliana Gramigna, Sergio Mazza, Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Hoepli, Milano 2001, p. 296. ISBN 88-203-2913-1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fulvio Irace, Vanni Pasca, Vico Magistretti architetto e designer, Electa, Milano, 1999.
  • Beppe Finessi, Vico Magistretti, Corraini, Mantova, 2003.
  • Mario Piazza, Enrico Filippini, Rita Capezzuto, Vico Magistretti, Editoriale Domus, 2006.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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