Lady Oscar

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Le rose di Versailles - Le avventure di Lady Oscar
manga
La copertina del primo volume italiano del manga Le Rose di Versailles
La copertina del primo volume italiano del manga Le Rose di Versailles
Titolo orig. ベルサイユのばら
(Berusaiyu no bara)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Riyoko Ikeda
Editore Shūeisha
1ª edizione 1972
Collanaed. Shukan Margaret
Tankōbon 9 (completa)
Editori it.
1ª edizione it. 3 ottobre 1982 – 7 ottobre 1984
Collanaed. it. Candy Candy (suppl., 106 nn.)
Periodicità it. settimanale
Volumi it. 21 (completa)
Colore colorato nell'ed. it.
Target shōjo
Generi drammatico, storico
Tema romanzo storico
Cronologia
  1. Le rose di Versailles - Le avventure di Lady Oscar
  2. Lady Oscar - Le storie gotiche
Lady Oscar / Le Rose di Versailles
serie TV anime
Titolo orig. ベルサイユのばら
(Berusaiyu no bara)
Autore Riyoko Ikeda
Regia
Sceneggiatura
Character design
Studio Tokyo Movie Shinsha
Musiche Koji Makaino
Rete Nippon Television (NTV)
1ª TV 10 ottobre 1979 – 3 settembre 1980
Episodi 41 (completa)
Durata ep. 25 min
Reti it. Italia 1 (prima visione, dal 1º marzo 1982), Italia 7 (repliche, dal 1990), Rete 4 (repliche, dal 1991), Canale 5 (repliche, dal 1994), Italia Teen Television (repliche, dal 1º ottobre 2003), Hiro (repliche, da maggio 2010), La 5 (repliche, dal 2 agosto 2010), Boing (repliche, dal 9 maggio 2013), Italia 2 (repliche, dal 2 giugno 2014)
1ª TV it. 1º marzo 1982 – 20 aprile 1982
Episodi it. 40 / 41 Completa al 98%.
Durata ep. it. 24 min

Lady Oscar (ベルサイユのばら Berusaiyu no bara?, "Le rose di Versailles")[1], è un manga di Riyoko Ikeda, trasposto anche in una celebre serie televisiva anime, trasmessa dal 1982 con lo stesso titolo del manga e dal 1990 come Una spada per Lady Oscar. Il titolo originale è spesso abbreviato dai fan in Berubara (ベルばら?).

Trama[modifica | modifica sorgente]

La serie è ambientata in Francia, negli ultimi anni dell'Ancien Régime, scendendo nel dettaglio della vita nella corte di Versailles e della Rivoluzione del 1789.

La giovane Maria Antonietta d'Austria, figlia dell'imperatrice Maria Teresa, promessa in sposa al delfino di Francia Luigi Augusto, nipote di Luigi XV, giunge a corte. Le fa da scorta in ogni sua uscita Oscar François de Jarjayes, nobile sua coetanea, comandante della Guardia Reale, educata sin da bambina come un uomo. Tra le due giovani nasce subito una forte amicizia.[2] Oscar assiste, a un ballo in maschera a Parigi, all'incontro tra Maria Antonietta e il conte svedese Hans Axel von Fersen, del quale entrambe le donne finiscono per innamorarsi.

Madame Du Barry, favorita di Luigi XV, in diverse occasioni si trova a scontrarsi con Maria Antonietta: la delfina rifiuta di rivolgerle la parola per i suoi bassi natali e per la sua condizione di favorita, che considera immorale. Alla morte di Luigi XV, Luigi XVI e Maria Antonietta diventano sovrani di Francia e la contessa Du Barry è allontanata dalla corte. Nel frattempo i sentimenti che Maria Antonietta e Fersen nutrono l'un l'altra diventano palesi: quando iniziano a diffondersi maldicenze sulla loro relazione, il conte abbandona il paese. Maria Antonietta, sempre più infelice e sola, cade sotto l'influenza di una nobildonna, la contessa di Polignac, che diventa la sua favorita e spinge la regina a scialacquare denaro in occupazioni frivole, come la moda e il gioco d'azzardo.

Parallelamente si assiste alle traversie di due ragazze dei bassifondi di Parigi, Jeanne e Rosalie, che arrivano a corte per vie diverse. Figlie di un defunto nobile decaduto della dinastia dei Valois e di una donna povera, dimostrano caratteri e desideri diversi: Jeanne, scaltra e ambiziosa, abbandona la famiglia e riesce a farsi adottare da una nobildonna, che uccide dopo aver preparato un falso testamento a suo favore; Rosalie, invece, candida ed estremamente affezionata alla madre, si dedica ad assisterla. Nel disperato tentativo di guadagnare quanto serve a comprare le medicine per la madre, Rosalie conosce Oscar: una sera ferma la sua carrozza e, credendola un uomo, le si offre. Oscar ride, e commossa, le dona una moneta d'oro.

Qualche tempo dopo, la madre di Rosalie finisce sotto le ruote della carrozza della contessa di Polignac. In punto di morte, la donna rivela a Rosalie di non essere la sua vera madre e che essa è una nobildonna. Da quel momento Rosalie cerca di avvicinarsi a Versailles per trovare l'assassina della madre e vendicarsi di lei: finisce per diventare ospite di Oscar, che le fa impartire un'adeguata educazione e la introduce a corte. Per ironia della sorte Rosalie scopre che la sua vera madre è proprio la contessa di Polignac.

Dopo alcuni anni il conte di Fersen torna in Francia e inevitabilmente si riavvicina a Maria Antonietta che, non riuscendo a controllare i suoi sentimenti, rischia di far scoppiare uno scandalo. Anche su consiglio di Oscar, il conte decide di lasciare nuovamente il paese e si imbarca per andare a combattere oltreoceano con i rivoluzionari americani. La partenza del conte spinge Maria Antonietta a cambiar vita: dopo l'agognata nascita degli eredi, si allontana dalla vita di corte e si ritira con i suoi bambini.

Jeanne Valois de la Motte organizza una truffa ai danni della corona: riesce a far acquistare, a nome di Maria Antonietta, una costosissima collana. È il celebre Affare della collana, che getta le prime ombre sulla reputazione pubblica della regina. Scoperta e arrestata, dopo un clamoroso processo in cui accusa Maria Antonietta, Jeanne viene condannata a essere marchiata a fuoco come ladra. Fersen torna dall'America: a un ballo a corte, Oscar si presenta in incognito vestita per l'unica volta da donna, ma, danzando con Fersen, capisce che non potrà mai sostituire la regina nel cuore dello svedese. Si trova poi coinvolta nel caso del Cavaliere Nero, un ladro che compie numerosi furti ai danni dei nobili: nel tentativo di catturarlo, il suo fido scudiero André è ferito a un occhio, da cui perderà la vista. André rivela a Oscar di amarla da sempre, ma lei lo respinge.

Oscar decide di allontanarsi da corte: rinuncia al comando della Guardia Reale e ottiene dalla regina l'incarico di comandante del reggimento delle Guardie Francesi di Parigi. Anche André vi si arruola, per starle vicino. Intanto, il padre di Oscar, generale Jarjayes, si pente di aver destinato la figlia alla carriera militare e ne auspica le nozze. Si propone Girodel, secondo di Oscar nella Guardia Reale, ma Oscar non accetta di sposarlo. Al comando della Guardia di Parigi, Oscar dovrà combattere per farsi accettare dai suoi nuovi indisciplinati soldati, riuscendo infine a ottenere la loro fiducia: in particolare quella di Alain de Soisson, amico di André, che a sua volta si innamora di Oscar.

Si consuma la tragedia di Maria Antonietta: subito dopo la morte del suo primogenito, inizia il turbine degli eventi che porteranno alla Rivoluzione francese. Oscar, scoprendosi anch'essa innamorata di André, si schiera dalla parte del popolo, a cui appartiene il suo amato, e dice addio alla regina. Di lì a poco i due innamorati muoiono: André è colpito da una pallottola vagante il 13 luglio 1789, mentre Oscar, già debilitata dai primi sintomi della tisi, cade durante i tumulti dell'assalto alla Bastiglia. Gli anni della rivoluzione travolgono Maria Antonietta, fino alla sua esecuzione sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793.[3]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Personaggi fittizi[modifica | modifica sorgente]

Personaggi storici[modifica | modifica sorgente]

Nella trama appaiono molti personaggi realmente esistiti:

Reali e familiari

Nobiltà

Clero

Terzo Stato ed altri

Il manga[modifica | modifica sorgente]

Francobolli delle poste giapponesi dedicati a Versailles no bara.

Riyoko Ikeda, affascinata dalla nota biografia di Maria Antonietta dello scrittore austriaco Stefan Zweig, propose al suo editore l'idea di pubblicare un manga a sfondo storico. L'editore, convinto che una storia ambientata nel Settecento non avrebbe avuto presa sulle giovani lettrici, accettò dopo molte riserve, ma impose all'autrice la condizione d'interrompere la serializzazione dell'opera in caso di flop.

Il manga fu pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1972 in 82 capitoli, usciti originariamente su Shukan Margaret (Shūeisha). Il successo fu enorme. La serie fu in seguito raccolta in nove volumi di circa duecento pagine ciascuno.

Nel 1984, Riyoko Ikeda ha pubblicato una miniserie di quattro episodi, dal titolo Lady Oscar - Le storie gotiche (ベルサイユのばら外伝 Berusaiyu no bara gaiden?, letteralmente Le rose di Versailles - Gaiden), che si colloca cronologicamente poco prima che André venga ferito all'occhio.

Nel 1987 Riyoko Ikeda inizia la serializzazione di Eroica - La gloria di Napoleone (栄光のナポレオン - エロイカ Eikō no Napoleon-Eroika?), che si presenta come un seguito di Lady Oscar successivo agli avvenimenti della rivoluzione francese. Nella trama, che è una biografia di Napoleone Bonaparte, appaiono e si muovono personaggi che il lettore ha già avuto modo di conoscere nel corso di Lady Oscar come Alain, Bernard e Rosalie.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

In Italia il manga fu pubblicato per la prima volta da Fratelli Fabbri Editori nel 1983, in un'edizione a colori e con il finale modificato. Fu riproposto da Granata Press nel 1993 e da Planet Manga nel 2001, che di seguito pubblicò anche Versailles no bara gaiden con il sottotitolo Le storie gotiche. Dal 2008 d/visual iniziò a pubblicare una nuova edizione italiana in sei volumi deluxe con sovracoperta, proponendosi maggiore fedeltà all'originale: fu recuperato il titolo Le Rose di Versailles, i dialoghi furono ritradotti e ciascun volume contiene extra con interviste all'autrice, curiosità e note all'edizione giapponese e alla traduzione italiana. Nel 2011 l'intero catalogo manga della d/visual per l'Italia fu rilevato da GP Publishing.

L'anime televisivo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Lady Oscar.

Edizione giapponese[modifica | modifica sorgente]

L'anime televisivo si compone di 40 episodi della durata di circa 23 minuti netti ciascuno, più uno di durata doppia, inedito in Italia, consistente in un breve riassunto della trama e intitolato Versailles no bara to onnatachi (La rosa di Versailles e le donne).

La serie fu realizzata dalla giapponese Tokyo Movie Shinsha nel 1979. Tadao Nagahama diresse i primi episodi. Gli subentrò nella regia con evidenti miglioramenti Osamu Dezaki, accreditato dal 18º episodio, anche se aveva già diretto il 5°, e si era affiancato e in pratica sostituito a Nagahama già dal 12º episodio della serie. Il disegno fu affidato alla Shingo Araki Production e Shingo Araki in persona curò il character design, affiancato da Michi Himeno. Alla realizzazione partecipò l'animatore Akio Sugino. La colonna sonora fu affidata al compositore Koji Makaino.

La serie, messa in onda dalla giapponese NTV per la prima volta tra il 1979 e il 1980, si rivelò un clamoroso insuccesso in Giappone, tanto che in alcuni distretti fu interrotta al 24º episodio, seguito dall'improvvisata trasmissione di un episodio-documentario sul finale, intitolato Moetsukita bara no shōzo (Ritratti di rose che bruciano). A differenza del 41º episodio, trasmesso diverse volte in Giappone, questo episodio-documentario non fu mai esportato e finì praticamente dimenticato anche in Giappone, soprattutto per volontà di Riyoko Ikeda, che sempre lo considerò la prova evidente dell'insuccesso della serie animata.

Una replica trasmessa nel 1986 rimediò in gran parte all'insuccesso della prima messa in onda, grazie anche alla notorietà acquisita nel frattempo da Shingo Araki con la serie Saint Seiya (I Cavalieri dello zodiaco).

Home Video Giappone[modifica | modifica sorgente]

La serie in Giappone ha goduto anche di svariate edizioni per l'home-video. In VHS ne sono state realizzate tre edizioni, la prima risalente al 1987, la seconda al 1988 e la terza ed ultima nel 2001. Sempre nel 2001 viene editata la prima edizione DVD. Ne seguiranno altre due edizioni, nel 2005 e nel 2009 per il 30º anniversario dell'anime. Nel 1994 viene realizzata l'unica versione in Laser Discs, le cui cover sono realizzate da Akio Sugino, a differenza di tutte le versioni VHS e DVD dove le cover sono disegnate da Michi Himeno. Il 24 settembre 2014 la serie viene editata in Blu-ray Disc.

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

In Italia, invece, la serie riscosse presto un grande successo. Andò in onda per la prima volta, fino alla 37ª puntata, nel marzo 1982 con il titolo Lady Oscar, lo stesso che i produttori giapponesi avevano scelto per il film dal vivo diretto da Jacques Demy. Già in questa versione la serie presentava censure nei dialoghi e nelle sequenze video. Nella stagione televisiva successiva (1982-1983), l'anime fu replicato all'interno della trasmissione Bim Bum Bam, con l'aggiunta delle puntate inedite in Italia, presentate come una "seconda serie". Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, Mediaset decise di cambiare il titolo in Una spada per Lady Oscar. L'Italia è stata, tra le nazioni europee, quella che ha replicato l'anime con maggiore frequenza. Nel corso degli anni, le censure sono aumentate.

Home Video Italia[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione di Lady Oscar in è stata prodotta nel 2001 in 10 DVD da Yamato Video, comprensiva dell'audio originale giapponese e di sottotitoli che lo traducono fedelmente, contiene 40 dei 41 episodi della serie. Gli stessi DVD sono stati raccolti in due Box nel 2009. La serie è state editata anche per il circuito delle edicole in collaborazione con DeAgostini, in questo caso sono stati realizzati 20 DVD contenenti due episodi cadauno. Sempre Yamato Video ha pubblicato in DVD anche il film di Jacques Demy.

Sigle e album[modifica | modifica sorgente]

Alla serie fu associata la sigla Lady Oscar, composta e cantata dal gruppo di Riccardo Zara, I cavalieri del re, che riscosse tanto successo negli anni ottanta da raggiungere il settimo posto nella hit parade. Lo stesso gruppo incise un album monografico dedicato alla serie dal titolo La storia di Lady Oscar, pubblicato nel 1982.

Quando il titolo della serie cambiò in Una spada per Lady Oscar, cambiarono anche il montaggio e la canzone della sigla di apertura. Il testo del brano fu scritto da Alessandra Valeri Manera sulle note della musica composta dal maestro Ninni Carucci. L'interpretazione fu affidata inizialmente a Enzo Draghi, che preferì firmarsi con lo pseudonimo Gli amici di Oscar, e poi a Cristina D'Avena. Questa seconda sigla venne utilizzata per tutti gli anni novanta. I successivi passaggi televisivi nel 2002 e 2005 videro il ripristino della prima sigla, mentre per le messe in onda dal 2008 in avanti Mediaset scelse un compromesso: come sigla di testa fu adottata quella degli anni ottanta, e come sigla di coda quella degli anni novanta in una versione però abbreviata ad un minuto (dai due abbondanti originari) e sulle immagini dell'altra sigla.

Una spada per Lady Oscar fu tradotta dal drammaturgo Michael Kunze per l'edizione tedesca della serie, dove è stata l'unica sigla. La musica fu riutilizzata in Spagna per la serie Nuevos hermanos, conosciuta in Italia come Georgie, cantata da Soledad Pilar Santos, secondo la consolidata tradizione di riutilizzo di sigle italiane da parte di emittenti estere del gruppo Mediaset.

Francobollo dedicato a Versailles no bara dalle poste giapponesi.

Censure[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adattamento e censura degli anime.

La sceneggiatura originale giapponese è stata adattata o censurata nella versione italiana: molti dialoghi furono riscritti, alcuni furono appiattiti, altri del tutto reinventati, secondo una pratica molto diffusa in Italia per quanto riguarda l'animazione giapponese. Ne soffrirono soprattutto i dialoghi e le scene che più giocano sull'equivoco dell'identità di Oscar, iniziando proprio da questa. Nella versione giapponese è un vero e proprio segreto e tutti si rivolgono a lei con 'Colonnello', 'Signore' o semplicemente 'Oscar'; nel doppiaggio italiano molti la chiamano 'Madamigella'.

Di conseguenza, nella scena dell'incontro tra Oscar e la giovane Rosalie Lamorlière, sorella di Jeanne Valois, nella versione italiana tutto il dialogo dovette essere dapprima modificato, per poi essere tagliato. Nella versione originale, Rosalie, disperata, ferma la carrozza di Oscar e, credendola un uomo, gli si offre per denaro: Oscar, non essendo un uomo, scoppia a ridere. Rosalie verrà ospitata dalla famiglia Jarjayes, andando a vivere per un breve periodo a casa di Oscar: di qui la cotta di Rosalie nei confronti di Oscar e i contorsionismi del doppiaggio italiano. Anche il fascino esercitato dal "colonnello" Oscar su alcune dame di corte perde il suo erotismo e diventa ammirazione.

Nicole D'Oliva, ribattezzata Nicole 'Olivier', usata da Jeanne Valois come sosia di Maria Antonietta nel corso dell'Affare della collana, nella versione italiana chiede la carità: in realtà è una prostituta che, cieca, non sapendo chi stia bussando alla sua porta, presenta prima di tutto la lista e le tariffe dei suoi "servizi". Durante il suo processo, Jeanne Valois accusa Maria Antonietta di averla costretta a compiere "cose terribili": nei dialoghi originali dichiara di esserne stata l'amante e che la regina avrebbe intrattenuto rapporti lesbici con molte dame di corte, tra le quali la contessa di Polignac e la stessa Oscar, che si vestirebbe da uomo proprio per accondiscendere a questo desiderio della sua regina. È proprio questa frase a far sussultare Oscar di rabbia in aula.

Non mancano, inoltre, errori di traslitterazione, per via del fatto che i nomi francesi furono traslitterati in giapponese, e questi a loro volta traslitterati in italiano. I più frequenti riguardano le parole in cui ricorrono le coppie di suoni l/r oppure b/v, che in giapponese equivalgono entrambe a un unico fonema: di conseguenza, si è venuta a creare confusione nella scelta delle lettere da utilizzare. Per esempio, il cognome di Rosalie Lamorlière è diventato 'Lamorielle', quello di Jeanne Valois è diventato 'Baló'. Il nome della marchesa di Boulainvilliers, traslitterato in giapponese come Būrembirie (ブーレンビリエ?), in Italia è stato liberamente adattato come 'Brambillet' nel manga e come 'Bramberie' nell'anime.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il doppiaggio italiano è stato eseguito presso la CITIEMME Registrazioni Sonore di Roma ed è stato diretto da Isa Barzizza e Franca Milleri.

Personaggi Doppiatori originali Doppiatori Italiani
Oscar François de Jarjayes Reiko Tajima Cinzia De Carolis
Andrè Grandier Yû Mizushima Massimo Rossi
Maria Antonietta d'Austria Miyuki Ueda Laura Boccanera
Hans Axel von Fersen Nachi Nozawa Luciano Roffi
Bernard Chatelet Akio Nojima Oliviero Dinelli
Alain de Soissons Keaton Yamada Sergio Luzi
Generale de Jarjayes Romano Malaspina
Rosalie Lamorlière Rihoko Yoshida Daniela Caroli
Jeanne Valois de la Motte Yoneko Matsukane Susanna Fassetta
Nonna Marie Grandier Franca Dominici
Victor Clement de Girodel Giuliano Santi
Contessa di Polignac Reiko Mutô Serena Spaziani
Contessa Du Barry Franca De Stradis
Maximilien de Robespierre Giorgio Locuratolo
Duca di Germain Carlo Allegrini
Luigi XVI Yoshito Yasuhara Marco Guadagno
Luigi XV Sandro Pellegrini
Voce narrante Noriko Ohara Sergio Matteucci

Film[modifica | modifica sorgente]

Lady Oscar...[modifica | modifica sorgente]

Il regista francese Jacques Demy scrisse con Patricia Louisianna Knop una sceneggiatura basata sul manga per un film con attori in carne e ossa. Divenne una coproduzione franco-giapponese, intitolata Lady Oscar, diretta dallo stesso Demy e girata in Francia. Il film, pur molto condensando la trama del manga, godette di un discreto successo. Per la parte di Oscar fu scelta l'attrice Catriona MacColl, mentre Oscar bambina fu interpretata da una giovanissima Patsy Kensit.

Inochi arukagiri aishite[modifica | modifica sorgente]

Inochi arukagiri aishite è un film giapponese del 1987, che riassume l'intero anime televisivo.

La rose de Versailles[modifica | modifica sorgente]

Per il 2009 era stata annunciata la distribuzione nelle sale cinematografiche giapponesi dell'anime film La rose de Versailles, allora in fase di pre-produzione, realizzato dalla Toei Animation.[4][5]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo teatrale femminile giapponese Takarazuka Revue ha tratto dal manga un'opera teatrale, che va in scena dal 1974, con oltre tre milioni di spettatori al 2003.[6]

Musical[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 è stato rappresentato in Italia Lady Oscar. François – Versailles Rock Drama, un musical in due atti liberamente ispirato al manga di Riyoko Ikeda, diretto da Andrea Palotto, che è autore anche dei testi e delle musiche.[7]

Carattere yuri[modifica | modifica sorgente]

Versailles no bara è ritenuto uno dei precursori del genere yuri[senza fonte], sebbene Oscar sia caratterizzata come eterosessuale e sebbene tanto il manga quanto l'anime non presentino espliciti riferimenti al lesbismo, a parte l'iniziale attrazione di Rosalie nei confronti di Oscar (ma la ragazza crede che sia un uomo) e le insinuazioni di Jeanne de la Motte sui presunti rapporti intimi che intercorrono tra Oscar e la regina Maria Antonietta (ma Jeanne sta percorrendo una strategia processuale).

Tuttavia Oscar è una donna che è stata cresciuta dal padre come un uomo ed è quindi uno dei primi personaggi femminili, in anime e manga, che possono essere ricondotti allo stereotipo bishonen ed è una delle protagoniste più amate dagli otaku del genere yuri, soprattutto a causa dei costanti riferimenti al travestitismo e all'ambiguità della sua natura.

Citazioni in altri anime[modifica | modifica sorgente]

Il successo del personaggio di Lady Oscar è testimoniato da diverse citazioni presenti in molti anime successivi:

  • Oscar compare insieme ad Andrè nell'episodio Folle amore a Versailles della serie Le nuove avventure di Lupin III, in cui il ladro gentiluomo se ne innamora, pur credendola un maschio;
  • Sempre con Andrè, Oscar compare in un episodio della serie Hamtaro, nelle vesti di un veterinario;
  • nella prima stagione della serie animata Pokémon i membri del Team Rocket Jessie e James compaiono con vestiti simili a quelli di Oscar (Jessie) e di Maria Antonietta (James);
  • In un episodio di Ranma ½, Genma Saotome, padre del protagonista Ranma, compare trasformato da panda nella collezione di oggetti della pattinatrice Azusa Shiratori, indossando i vestiti di Oscar e una vistosa parrucca bionda;
  • Nell'ultimo episodio di Occhi di gatto il capo di Matthew, nel "dietro le quinte" di uno spettacolo teatrale, a un certo punto indossa un costume da Girodel con tanto di parrucca;
  • In un episodio di Muteking una delle Piovre Nere si trasforma in Lady Oscar;
  • In Slayers, nella seconda serie Next, in un episodio in cui i protagonisti si devono vestire da donna per entrare in una città sacra, una ragazza con l'aspetto di Oscar offre una rosa a Gourry Gabriev;
  • Nell'episodio L'appuntamento della serie Lamù, Ryunosuke appare nuda avvolta da un rovo in una posa che ricorda quella di Oscar nella sigla del cartone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La traduzione corretta è al plurale: l'autrice ha spiegato che Oscar è la rosa bianca, Maria Antonietta quella rossa, Madame de Polignac la rosa gialla, Rosalie un bocciolo di rosa e Jeanne la rosa nera (Riyoko Ikeda, Le rose di Versailles, volume 1, d/visual, 2008; Davide Castellazzi, Lady Oscar. Amori, segreti ed epiche battaglie, Iacobelli, 2008, p. 22).
  2. ^ Il manga riproduce in maniera pressoché fedele gli eventi relativi all'arrivo in Francia di Maria Antonietta. Nella prima parte dell'anime, invece, c'è una sotto trama che vede il duca d'Orleans, cugino di Luigi Augusto e suo rivale nell'ascesa al trono, come principale artefice di molti complotti che mirano a uccidere la coppia di giovani principi, puntualmente sventati da Oscar.
  3. ^ Nel manga, dopo la morte di Oscar, sono dedicate numerose pagine a Maria Antonietta: si raccontano in maniera dettagliata la marcia delle donne su Versailles, la sua vita alle Tuileries, la tentata fuga bloccata a Varennes, la prigionia, il processo e la sua morte. Nell'anime l'epilogo della vicenda della regina è brevemente narrato da Alain, da Rosalie e da suo marito Bernard, l'ex Cavaliere Nero.
  4. ^ Lady Oscar: la strada del nuovo film... sempre più in salita, AnimeClick.it, 1-12-07.
  5. ^ Pretty Cure e Lady Oscar: Toei Animation conferma i Film, AnimeClick.it, 5-2-08.
  6. ^ Castellazzi, op. cit., p. 51.
  7. ^ Lady Oscar il musical, Andrea Palotto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Davide Castellazzi, Lady Oscar. Amori, segreti ed epiche battaglie, Iacobelli Editore, 2008, ISBN 978-88-6252-019-5.

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