Katie Couric

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Katie Couric a Kabul nel 2010

Katherine Anne "Katie" Couric (Arlington, 7 gennaio 1957) è una giornalista e conduttrice televisiva statunitense, nota per essere un volto della CBS e in passato della NBC.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un giornalista e di una casalinga ebrea, Katie fu cresciuta come episcopale. I nonni materni della Couric erano ebrei fuggiti dalla Germania[1], mentre per quanto riguarda il ramo paterno, la Couric affermò in un servizio di essere discendente di un immigrato francese che aveva fatto fortuna con il commercio del cotone.

Dopo la scuola secondaria la Couric si iscrisse all'Università della Virginia, dove ricoprì molteplici incarichi all'interno del giornale scolastico. Nel 1979 si laureò con un bachelor in inglese e in seguito cominciò a lavorare come reporter, inizialmente per la ABC e poi per la CNN. Per il suo operato giornalistico la Couric ottenne un premio dall'Associated Press e un Emmy Award.

Nel 1989 fu assunta alla NBC come corrispondente dal Pentagono e l'anno dopo cominciò a condurre il programma Today come sostituta dei conduttori principali. Nel 1991 la co-conduttrice Deborah Norville abbandonò il programma per maternità e così fu sostituita dalla Couric; in seguito la Norville decise di non tornare più a condurre Today e così la Couric prese il suo posto definitivamente[2].

Nel 1994 le venne affidata la conduzione di uno show con Tom Brokaw, ma il programma fu chiuso per bassi ascolti. La Couric ritornò comunque a Today e lo continuò a condurre per molti anni, fino a quando nel 2006 annunciò la sua decisione di passare alla CBS per presentare il notiziario della sera[3].

Nel corso dei suoi diciassette anni alla NBC, Katie Couric si è fatta conoscere dal pubblico grazie ai suoi speciali d'informazione e alle sue interviste (fra le celebrità da lei intervistate i Presidenti Ford, Carter, Bush Sr., Clinton e Bush Jr., le first ladies Barbara e Laura Bush, il primo ministro britannico Tony Blair, la senatrice ed ex first lady Hillary Clinton e la creatrice di Harry Potter J. K. Rowling). Inoltre ha sempre co-presentato con Bob Costas le cerimonie d'apertura dei Giochi olimpici a partire da Sydney 2000.

Occasionalmente la Couric ha prestato la sua immagine per piccoli ruoli da attrice: ad esempio nel 2004 ha preso parte al film d'animazione Shark Tale doppiando una pesciolina giornalista (nella versione italiana il personaggio è stato doppiato da Cristina Parodi). Nel 2002 aveva interpretato una guardia carceraria nel film Austin Powers in Goldmember, nel 1992 era apparsa in Murphy Brown e nel 2002 in Will & Grace (5X08). Nel 2011 è comparsa in un episodio di Glee, interpretando se stessa in un piccolo cameo.

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Katie Couric è stata sposata con Jay Monahan dal 1989 fino alla morte dell'uomo nel 1998, a causa di un cancro al colon. Inoltre la sorella di Katie, Emily, una senatrice di stato democratica, è deceduta nel 2001 in seguito a un cancro del pancreas.
Da quel momento la Couric è diventata un simbolo della prevenzione dei tumori e si è impegnata per sensibilizzare i telespettatori sull'argomento[4].

La Couric è un'ambasciatrice UNICEF ed è stata inclusa più volte fra le 100 donne più potenti del mondo secondo la rivista Forbes: nel 2004 si è classificata al 57º posto, nel 2005 al 47°[5], nel 2006 al 54°[6], nel 2007 al 63°[7], nel 2008 al 62°[8] e nel 2010 al 22°[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ancestry of Katie Couric in About Genealogy: Couric Family Tree, About.com, p. 2. URL consultato il 23 aprile 2011.
  2. ^ Katie Couric, NBC News. URL consultato il 23 aprile 2011.
  3. ^ Katie Couric, CBS News. URL consultato il 23 aprile 2011.
  4. ^ Colorectal Cancer And The Katie Couric Effect
  5. ^ #47 Katie Couric, Forbes. URL consultato il 23 aprile 2011.
  6. ^ #54 Katie Couric, Forbes. URL consultato il 23 aprile 2011.
  7. ^ #63 Katie Couric, Forbes. URL consultato il 23 aprile 2011.
  8. ^ #62 Katie Couric, Forbes. URL consultato il 23 aprile 2011.
  9. ^ Katie Couric, Forbes. URL consultato il 23 aprile 2011.

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