Didimo il Cieco

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San Didimo il Cieco
Didimo il Cieco in una icona moderna
Didimo il Cieco in una icona moderna

Padre della Chiesa orientale

Nascita 313
Morte 398
Venerato da Chiesa ortodossa greca

Didimo il Cieco (Alessandria d'Egitto, 313398) fu un teologo, uno scrittore ecclesiastico, un eremita, nonché uno dei capi della scuola catechetica di Alessandria d'Egitto del IV secolo. È inoltre annoverato tra i Padri della Chiesa minori e considerato santo dalla Chiesa ortodossa greca.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque intorno al 313, rimanendo cieco a quattro anni. Benché fosse carente di originalità, ebbe come suoi discepoli San Girolamo e Rufino di Aquileia (o di Concordia) e ciò lo portò a godere di un certo rilievo durante la sua epoca; tra i suoi discepoli più famosi vi fu anche, sebbene per un breve periodo, Santa Paola. Praticò inoltre una dura forma di ascetismo e condusse una vita da eremita. Si spense verso il 398. La condivisione e la difesa che compì in vita riguardo alcune affermazioni teologiche di Origene, considerate eretiche dalla Chiesa, gli costò una condanna da parte del Concilio di Costantinopoli II, nel 553. Fu autore di tre libri Sulla Trinità, un trattato Sullo Spirito Santo e un altro Contro i Manichei. Scrisse anche diversi commenti ai libri dell'Antico e del Nuovo Testamento dei quali solo alcuni frammenti ci sono pervenuti. Sono andati perduti i suoi dodici libri Sui dogmi e Contro gli Ariani, il suo volume Sulle sètte e la sua Difesa di Origene.

Pensiero teologico[modifica | modifica sorgente]

Benché non fosse un brillante pensatore, Didimo contribuì notevolmente alla comprensione della Trinità con la sua formula: «Una sostanza e tre ipostasi». Difese anche l'esistenza di un'anima umana nella persona di Cristo, ma non parlò di fusione della natura umana con quella divina, bensì dell'esistenza di due nature e di due volontà. Partendo dalla cristologia, Didimo si occupò della dottrina dello Spirito Santo, che considera increato come il Figlio: Esso è Dio ed è uguale al Padre. Per Didimo, lo Spirito Santo è il dispensatore di grazie divine nella Chiesa. Grazie a lui, la Chiesa si trasforma in Mater dei cristiani, ai quali dispensa la luce di Cristo mediante il Battesimo. Ciò nonostante, Didimo preferisce chiamare la Chiesa «Corpo di Cristo», anziché «Madre». L'asceta, seguendo la dottrina cattolica ortodossa, afferma che il peccato originale consiste nella caduta di Adamo ed Eva, e viene trasmesso dai genitori ai figli attraverso l'atto sessuale ed il concepimento, il che spiega perché Gesù dovesse essere partorito da una vergine. Il Battesimo cancella il peccato originale ed ha come conseguenza l'adozione a figli di Dio. Per questo motivo il Battesimo è indispensabile per la salvezza, sebbene possa venire sostituito dal martirio. Didimo nega inoltre la validità del Battesimo dato dagli eretici. La mariologia di Didimo insiste sul fatto che Maria fu sempre vergine, sia prima che dopo la nascita di Gesù; inoltre, insiste nel chiamarla Madre di Dio (Theotokos). Sul piano antropologico, Didimo condivideva l'eresia origenista di sostenere che l'anima fosse stata rinchiusa nel corpo come castigo per i precedenti peccati, appoggiando in questo modo l'idea platonico-origenista della preesistenza. Sul piano escatologico, benché Girolamo (Adv. Ruf., I, 6) sostenesse che Didimo era anche origenista, credendo in una salvezza universale alla fine dei tempi, è certo che a partire dai suoi scritti risulta difficile accettare una tale opinione. D'altronde è innegabile che negli stessi scritti Didimo parli ripetutamente dell'inferno e dell'eterno castigo (De Trin., II, 12; II, 26). Il professor Johannes Quasten ha sottolineato che la testimonianza di Girolamo può considerarsi corretta posto che Didimo intendesse per "salvezza universale" che nel mondo futuro non vi sarà più peccato e che gli angeli ribelli desiderino essere redenti, ma entrambe le affermazioni non necessariamente devono vedersi contrapposte alla tesi di un castigo eterno per i condannati[1]. Da Origene, infine, Didimo sembra aver ereditato anche l'idea di Purgatorio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Johannes Quasten, Patrologia

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Contra Arianos
  • Contra Manichaeos
  • De dogmatibus
  • De sectis
  • De Spiritu Sancto
  • De Trinitate
  • Defensio Origenis

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