Paola romana

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Santa Paola
Francisco de Zurbarán, San Girolamo con le sante Paola ed Eustochio, Washington, National Gallery of Art
Francisco de Zurbarán, San Girolamo con le sante Paola ed Eustochio, Washington, National Gallery of Art

Vedova

Nascita 347
Morte 406
Venerata da Chiesa cattolica
Ricorrenza 26 gennaio

Santa Paola romana (Roma, 5 maggio 347Betlemme, 26 gennaio 406) era una nobile matrona romana di fede cristiana, discepola di san Girolamo. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria il 26 gennaio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Apparteneva ad una ricca e nobile famiglia patrizia (suo nonno materno era Petronio Probino, console nel 341), imparentata con la gens Cornelia, e nacque sotto l'impero di Costantino II; all'età quindici anni (362) sposò il senatore Tossozio, da cui ebbe cinque figli: Blesilla, Paolina, Eustochio, Rufina e Tossozio.

Nel 379, morto il marito, si consacrò alla preghiera e alla penitenza insieme ad un gruppo di vedove che si riunì sotto la guida di Marcella in una casa sull'Aventino: diede ospitalità a Girolamo quando, nel 382, giunse a Roma con i vescovi Epifanio di Salamina e Paolino di Antiochia, che fecero nascere in Paola il desiderio di abbracciare la vita monastica in Oriente.

Claude Lorrain, Partenza di santa Paola dal porto di Ostia, Madrid, Museo del Prado.

Sotto la direzione di Girolamo, si dedicò con la figlia Eustochio allo studio della Bibbia, arrivando a conoscere la lingua ebraica alla perfezione: anche un'altra delle sue figlie, Blesilla, rimasta vedova, si unì alla vita della madre, ma morì nel 384; Paolina sposò il senatore Pammachio, anche lui discepolo di Girolamo; Rufina morì nel 386; il figlio Tossozio, pagano dalla nascita, si convertì alla fede della madre (385) e sposò Leta, figlia del sacerdote Albino, da cui ebbe una figlia (anche lei chiamata Paola) che concluse la sua vita in Palestina e assistette Girolamo sul letto di morte.

Quando, alla morte di papa Damaso I (384), Girolamo decise di lasciare Roma alla volta dell'Oriente, Paola ed Eustochio decisero di seguirlo: dopo un soggiorno ad Antiochia, visitarono i luoghi santi della Palestina e l'Egitto, dove ebbero modo di studiare la vita degli eremiti e delle comunità cenobitiche. Infine posero la loro residenza a Betlemme.

Paola concluse la sua vita a Betlemme, in uno dei due monasteri che aveva fondato: cercò, senza successo, di convincere l'antica compagna, Marcella, ad unirsi con la sua comunità alla sua. Il fecondo rapporto intellettuale e spirituale con Girolamo perdurò fino alla morte, che la colse, all'età di 59 anni, il 26 gennaio del 406: venne sepolta all'interno della Basilica della Natività di Betlemme. San Girolamo le dedicò post mortem l'Epitaphium sanctae Paulae.[1]

Memoria liturgica il 26 gennaio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Milano, Rizzoli Libri S.p.a., 1993, ISBN 88-17-84233-8. p. 532

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