Metodio di Olimpo

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San Metodio di Olimpo
Martirio di san Metodio
Martirio di san Metodio

Vescovo e martire

Nascita 250 circa
Morte 311
Venerato da Chiesa cattolica, Chiese ortodosse
Ricorrenza 20 giugno

Metodio di Olimpo (250 circa – Calcide di Eubea, 311) è stato vescovo di Olimpo e di Filippi, è venerato come martire dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria il 20 giugno e da quella ortodossa; è inoltre annoverabile tra i Padri della Chiesa minori.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di Metodio non conosciamo molti dati biografici, giacché Eusebio di Cesarea non lo ha citato nella sua opera, la Storia Ecclesiastica, e le uniche informazioni su di lui ci sono giunte dal De viris illustribus di San Girolamo. Metodio nacque in Licia, nell'Asia Minore, intorno al III secolo e divenne vescovo di Olimpo e di Filippi. Morì martire nelle ultime persecuzioni romane, forse sotto Diocleziano, attorno all’anno 311. Metodio aveva una cultura filosofica molto ampia, e fu infatti un importante teologo e uno scrittore assai prolifico. Ha un posto importante nella storia della letteratura teologica, in quanto nelle sue opere combatté con successo varie tesi eretiche di Origene. In particolare, attaccò la dottrina origenista secondo la quale il corpo degli uomini, al momento della resurrezione, non sarà lo stesso che essi avevano in vita, avversò anche l'altra dottrina (di stampo platonico) che affermava la preesistenza dell'anima alla nascita fisica, e infine si oppose fermamente alla teoria (sempre origenista) dell'eternità del mondo. Tuttavia, è certo che Metodio avesse un grande rispetto per Origene, e riconosceva il suo grande contributo alla teologia della Chiesa.

Come Origene, anche Metodio venne notevolmente influenzato dalla filosofia di Platone, e diede grande importanza all’interpretazione allegorica della Scrittura.

Delle sue opere ci è pervenuto il dialogo Il simposio delle dieci vergini, a imitazione del Simposio di Platone, e (in traduzione slava) i trattati Sul libero arbitrio e Aglaofonte o Sulla resurrezione, in cui controbatteva le concezioni cosmologiche e antropologiche di Origene. È andata perduta invece la confutazione del libro di Porfirio Contro i cristiani, che si sarebbe chiamata, appunto, Contro Porfirio, insieme ad alcune opere esegetiche. Comunque, la maggior parte delle sue opere pervenuteci si trova in uno stato frammentario.

Le profezie[modifica | modifica sorgente]

Le rivelazioni di San Metodio sono fra le più antiche profezie cristiane post-bibliche. Alcuni studiosi ritengono che queste profezie siano state scritte in realtà attorno al 680 da un autore che usò il suo nome come pseudonimo. Il manoscritto che raccoglieva tali profezie, il Monumenta Patrum Orthodoxographa, venne ritrovato circa 1000 anni dopo la morte di San Metodio. Ecco alcuni passi di questo manoscritto:

« Verrà il giorno in cui i nemici di Cristo si vanteranno di aver conquistato il mondo intero. Essi diranno: ora i cristiani non possono sfuggirci! Ma un Grande Re sorgerà per combattere i nemici di Dio. Egli li sconfiggerà, verrà concessa al mondo la pace e la Chiesa sarà liberata dalle sue angosce. »

Dopo l'evidente condanna dei «nemici di Cristo», Metodio si sofferma invece sulla malvagità e sull'ingratitudine che, secondo lui, avrà «nell'ultimo periodo» il popolo cristiano:

« Nell’ultimo periodo i cristiani non sapranno apprezzare la grande grazia di Dio che avrà mandato il Grande Monarca, un lungo periodo di pace e una meravigliosa fecondità della terra. Essi saranno molto ingrati, condurranno una vita di peccato, orgoglio, vanità, impudicizia, frivolezza, odio, avarizia, ingordigia e molti altri vizi, tanto che i peccati degli uomini davanti a Dio avranno un fetore peggiore di quello di una pestilenza. Molti uomini dubiteranno che la fede cattolica sia la vera ed unica che dà la salvezza e penseranno che forse i giudei hanno ragione nell’attendere ancora il Messia. Molti saranno i falsi insegnamenti e altrettanta la confusione che ne risulterà. Dio, nella sua giustizia, in conseguenza di ciò darà a Lucifero e a tutti i suoi demoni il potere di venire sulla terra e di tentare le empie creature. »

Il Symposium[modifica | modifica sorgente]

Il Symposium è l'opera principale di Metodio, ed ha una forma dialogica. Nell'opera, dieci vergini intervengono successivamente sul tema della verginità: un po’ tutto il secondo discorso, messo sulla bocca della vergine Teofila, concerne il bene della fecondità e della procreazione. Nel capitolo II, la fecondità della coppia umana è contemplata quale strumento della perenne fecondità di Dio: il Creatore continua a plasmare l’uomo perennemente. In una visione così positiva viene posta l’obiezione circa i figli concepiti o nati da rapporti illegittimi (cioè da adulterio), figli che spesso, nella cultura del tempo, venivano abortiti o esposti. L’autore è molto sicuro nel distinguere tra la condanna del rapporto adultero e la sorte riservata a questi piccoli innocenti, concepiti comunque per l’intervento di Dio Creatore:

« [...] la natura non avrebbe potuto compiere così grande opera in poco tempo senza l’intervento di Dio. Chi ha composto la fragile sostanza delle ossa? Chi legò insieme le membra ai muscoli perché si tendessero e si rilassassero piegandosi alle articolazioni? E qual dio fece lievitare il succo impregnandolo col sangue e trasse la carne molliccia dalla terra, se non un unico ottimo artefice, che creando l’immagine di sé razionale e l’uomo vitale, che siamo noi, plasma nel grembo partendo da pochissime e umide gocce di seme? Chi è colui che si prende cura perché il feto non sia soffocato dagli umori e dallo stretto ambito in cui è racchiuso? Chi, dopo il parto e l’uscita alla luce, conferisce grandezza, bellezza e vigore a ciò che è piccolo e debole, se non proprio quell’ottimo artefice, come ho detto, cioè Dio che con la sua potenza creatrice mette in atto le sue idee confermandole a Cristo? »
(San Metodio di Olimpo, Symposium, II, 2)

E conclude:

« Ne consegue che, secondo ciò che abbiamo appreso nelle Scritture ispirate, quanti nascono, benché frutto dell’adulterio, sono consegnati a degli angeli curatori. »
(San Metodio di Olimpo, Symposium, II, 2)

Metodio, nella stessa opera, come altri Padri (si veda Agostino) pone la questione di come sia possibile giustificare alcuni comportamenti sessuali da parte di Patriarchi rinvenibili nell'Antico Testamento, quale ad esempio la poligamia, e risponde che tale fu una richiesta esplicitamente divina per far proseguire la storia del popolo d'Israele, e quindi il cosiddetto disegno divino di salvezza universale compiuto poi nel Cristianesimo. Non è casuale -secondo Metodio e altri Padri- che gli evangelisti Matteo e Luca inizino i loro rispettivi Vangeli con l'anamnesi delle linee di sangue da cui Maria e Giuseppe erano gli ultimi discendenti, ciò in accordo con la profezia di Isaia secondo cui il Messia sarebbe dovuto essere un germoglio della casa di re Davide. Dunque questa sorta di concessioni in materia sessuale ai Patriarchi ebraici assecondava uno specifico schema teleologico (oltre che teologico) che teneva conto delle difficoltà e dei pericoli contingenti di estinzione di intere famiglie in quelle determinate epoche, luoghi e vicende, si pensi ad esempio al periodo pre e post-diluviano, ciò non solo in coerenza col principio ebraico fondamentale del scegliere sempre la vita rispetto alla morte, ma anche senza mai venir meno ai fondamenti primi e inviolabili della Torah; si pensi ad esempio agli elenchi di condanne di ogni tipo di incesto, oltre che la condanna iconografica tratta dal celebre episodio di Lot e delle figlie degenerate, a causa dei quali l'incesto sarebbe quindi in nessun caso legittimato.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Contra Porfirium (perduto)
  • De libero arbitrio
  • De resurrectione
  • Symposium decem virginorum

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benedetta Zorzi, Castità e generazione nel bello: l'eros nel "Simposio" di Metodio d'Olimpo
  • Emanuela Prinzivalli, L'esegesi biblica di Metodio di Olimpo, Roma: Inst. Patristicum Augustinianum, 1985 (Studia Ephemeridis «Augustinianum», 21).
  • Emanuela Prinzivalli, Desiderio di generazione e generazione del desiderio. Metodio di Olimpo e le polemiche sull'eros fra III e IV secolo, in L'eros difficile. Amore e sessualità nell'antico Cristianesimo, 1998
  • Yves Dupont, Catholic Prophecy, Tan Books

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 203259473 LCCN: n83182082