Olympos (Licia)

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Olimpo
Olympos ((GR) Ὄλυμπος)
Le terme di Olympos
Le terme di Olympos
Civiltà greca
Utilizzo città
Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Distretto Distretto di Kemer (Adalia)
Amministrazione
Visitabile
sito web
Bassorilievo sul sarcofago del capitano Eudemos
La spiaggia di Olympos

Olympos, in greco Ὄλυμπος, è una antica città situata in una vallata delle coste sud della Turchia, a 90 km a sud ovest della città di Antalya nel pressi del paese di Kemer. Fu una città confederata della Licia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città venne fondata in periodo ellenico, nei pressi dell'omonimo monte, attualmente chiamato Tahtali Dag, una delle venti montagne nel mondo con questo nome.

Da quelle montagne, racconta la mitologia greca, il dio Poseidone scrutava le gesta di Ulisse quando, lasciata Calipso, travolto da una tempesta, fece naufragio sull'isola di Nausicaa.[1].

Le monete della città di Olympos risalgono al II secolo a.C. La città è citata da Cicerone come una vecchia città piena di ricchezze e di opere d'arte.[2]. Durante il periodo della confederazione licia fu una delle sei principali città. Nel I secolo a.C. fu occupata da pirati della Cilicia. Questa occupazione terminò nel 78 a.C. quando il console romano Publio Servilio Vatia Isaurico, accompagnato al giovane Giulio Cesare, conquistò la città dopo aver sconfitto i pirati in mare e annesse la città di Olympos all'impero. Il pirata Zenicete venne ucciso e la sua abitazione bruciata.[3] Fu visitata dall'imperatore Adriano dopo di che la città prese il nome di Adrianopoli.

La città era dedicata al dio Efesto, dio del fuoco e dei fabbri. Nei pressi di Olympos infatti ardeva una fiamma eterna chiamata Chimera, su una altura duecento metri sopra il mare, che era visibile in tutta la regione circostante. Questo fenomeno era provocato a emissione di gas metano che filtra tra le rocce della collina. Chimera era un animale mitologico con la testa di leone, il corpo di caprone e la coda di serpente.

Nel medio evo, le repubbliche marinare di Venezia, Genova e Rodi costruirono due fortezze sulla costa, ma nel XV secolo la città era già disabitata. Oggi il sito attrae turisti, non solo per le rovine della città che si possono ancora ammirare, ma per il bel panorama ricco di una lussureggiante vegetazione mediterranea.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il sito è attualmente al centro del parco omonimo. Nei dintorni è possibile praticare trekking, canyoning, scalate e praticare sport di mare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omero, Odissea libro V
  2. ^ Cicerone, Contro Verres II, 1, 4.
  3. ^ Strabone, XIV, p. 5, Loeb ed.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 36°24′10″N 30°28′28″E / 36.402778°N 30.474444°E36.402778; 30.474444