Detroit Red Wings

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Detroit Red Wings
Hockey su ghiaccio Ice hockey pictogram.svg
Original Six Team
Detroit Redwings.gif
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Trasferta
Colori sociali Bianco e rosso
Dati societari
Città Detroit
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Conference Eastern
Division Atlantic
Fondazione 1926
Denominazione Detroit Cougars
1926–1930
Detroit Falcons
1930-1932
Detroit Red Wings
1932-attualmente
Proprietario Mike Ilitch
Allenatore Mike Babcock
Capitano Henrik Zetterberg
Impianto di gioco Joe Louis Arena
(20.066 posti)
Palmarès
Stanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngStanley Cup2.pngPresident's-Trophy.jpgPresident's-Trophy.jpgPresident's-Trophy.jpgPresident's-Trophy.jpgPresident's-Trophy.jpgPresident's-Trophy.jpg
Stanley Cup 11
Presidents' Trophy 6
Titoli di Conference 6
Titoli di Division 19
Si invita a seguire lo schema del Progetto Hockey su ghiaccio

I Detroit Red Wings sono una squadra di hockey su ghiaccio della NHL con sede a Detroit, nel Michigan. Giocano nella NHL dal 1926, anno della loro fondazione. Dal 2013 militano nella Eastern Conference. Hanno vinto 11 Stanley Cups, la squadra USA che ne ha vinte di più: solo i Toronto Maple Leafs (13) e i Montreal Canadiens (24), canadesi, ne hanno vinte di più.

Quella tra i Detroit Red Wings e i Colorado Avalanche è una delle più accese rivalità della NHL, dovuta principalmente al fatto che i due team si sono incontrati cinque volte in sette anni nei playoff della Western Conference.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni: 1926-1943[modifica | modifica wikitesto]

I Red Wings vengono fondati nel 1926 con il nome di Detroit Cougars. Nel 1930 vengono rinominati Detroit Falcons, e due anni dopo la franchigia viene acquistata da James Norris, che decise di rinominarli nuovamente, chiamandoli Detroit Red Wings. Norris decise inoltre che dato che la franchigia si trovava a Detroit, città sede di grandi industrie motoristiche, egli decise di cambiare il logo della "D" e creare un logo fedele alla sede, così nacque la famigerata ruota con le ali. Finalmente, 4 anni dopo, arrivò il primo grande successo per la squadra: nelle finali NHL del 1936, Detroit batté Toronto 4-0 e vinse la prima Stanley Cup della sua storia. L'anno dopo l'impresa venne compiuta nuovamente, contro i New York Rangers, sconfitti in cinque gare. Si ripeterono nel 1943, questa volta contro i Boston Bruins, vincendo il loro terzo titolo NHL della storia.

L'era Gordon Howe 1949-1966[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 arrivò nel Michigan un giocatore destinato a diventare una leggenda della franchigia: l'ala destra Gordon Howe. Con Howe e Pete Babando, i Red Wings giunsero in finale nel campionato 1949-1950, vincendo contro i Rangers in gara 7 la loro 4° Stanley Cup, con un goal delle stesso Babando al secondo overtime. Nel 1952 grazie alla formidabile "Production Line" formata da Gordie Howe, Sid Abel e Ted Lindsay, toccò ai Montreal Canadiens soccombere e consegnare la 5° Stanley Cup della loro storia alla squadra di Detroit. Approdò quindi un altro giocatore che sarebbe diventato una leggenda dei Red Wings, Alex Delvecchio; guarda caso proprio i Canadiens due anni dopo dovettero gettare la spugna nuovamente per consegnare il titolo NHL del 1954 ancora alle "ali rosse", inchinandosi in 7 gare col risultato di 4-3. Lo strapotere della franchigia statunitense non ebbe confronto nemmeno l'anno successivo, e dopo aver dominato la regular season con 95 punti, Detroit vinse nuovamente contro Montreal e nuovamente con il risultato di 4-3: fu il settimo titolo, l'ultimo della gloriosa "era Howe".

Nonostante rimase di grande livello, la squadra di Detroit non riuscì più a riconquistare la Stanley Cup nei decenni successivi, pur raggiungendo numerose finali, sempre perse, soprattutto contro i Toronto Maple Leafs e i Montreal Canadiens. Nel 1971 Howe giocò il suo ultimo campionato in maglia bianco-rossa, e si concluse quindi l'epoca, con 4 Stanley Cups vinte e ben 1809 punti messi a segno dall'ala destra, migliore prestazione di sempre per la franchigia.

L'era Dead Wings 1967-1983[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1967 e il 1983 i Red Wings conobbero un periodo pessimo, dove i play-offs vennero raggiunti solo 2 volte (vincendo una serie) e dove la franchigia cambiò ben 14 allenatori diversi: quest'era è chiamata "Dead Wings", ovvero "Ali Morte". Durante la stagione 1979-1980, il "Detroit Olympia", teatro delle partite casalinghe, venne abbandonato per trasferirsi nella Joe Louis Arena, chiamata così in onore del grande pugile. Nel 1982 Bruce Norris, dopo oltre 50 anni di proprietà della famiglia Norris, vendette i Red Wings a Mike Ilitch, fondatore del Little Caesars Pizza.

Rinascita: l'era Yzerman 1983-1993[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 venne scelto al draft Steve Yzerman, un attaccante canadese di Neapean, Ontario. Con il suo arrivo e le sue prestazioni, assieme a giocatori del calibro di John Ogrodnick, Ivan Boldirev e Ron Duguay, i play-offs vennero raggiunti nuovamente. Nel 1987, con Yzerman, Petr Klima, Adam Oates, Gerard Gallant, il difensore Darren Veitch e il nuovo allenatore Jacques Demers, i Wings raggiunsero le semifinali di Conference per la prima volta nell'era moderna, perdendole in 5 partite contro gli Edmonton Oilers, nelle cui fila militava il più grande hockeista di ogni tempo, Wayne Gretzky. Nel 1988, per la prima volta dopo 23 anni (dal 1964-1965), Detroit vinse la Division ma perse nuovamente in semifinale contro gli Oilers. Nel 1989, Yzerman mise a referto 65 goal, il suo massimo in carriera, ma i Chicago Blackhawks chiusero le speranze titolo al primo turno. Mancando i play-offs nella stagione seguente, i Red Wings non si scomposero e li centrarono l'anno dopo (da allora la squadra del Michigan non ha smesso di presenziarvi). I Red Wings andarono rafforzandosi sempre più e con l'arrivo di rinforzi quali Sergei Fedorov, Paul Coffey, Slava Kozlov, Darren McCarty, Vladimir Konstantinov, e Nicklas Lidström sembrava proprio che la gloria, scomparsa da tempo, stesse tornando.

Ritorno alla gloria 1993-2004[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo di Scotty Bowman sulla panchina di Detroit nel 1993, le cose cambiarono: egli guidò la squadra, nella stagione 1994-1995, alle prime finali dopo 29 anni, pur venendo sconfitti dai New Jersey Devils.

Arrivarono poi le star Slava Fetisov, Igor Larionov e il portiere Mike Vernon nel 1996. La gloria stava tornando, e nella stagione 1996-1997, i Detroit Red Wings arrivarono in finale contro i Philadelphia Flyers, anche grazie al contributo dei nuovi arrivati Brendan Shanahan e Larry Murphy: un secco 4-0, e dopo 42 anni di digiuno il titolo tornava ai Red Wings. Grandi protagonisti nel trionfo di Detroit furono i celeberrimi "Russian Five" (Viacheslav Fetisov e Vladimir Konstantinov in difesa, Slava Kozlov, Igor Larionov e Sergei Fedorov in attacco), che formarono la prima linea completamente russa nella storia della NHL. Sfortunatamente, la gioia durò pochissimi giorni, appena 6, poiché durante le numerosi celebrazioni, Fetisov e Konstantinov rimasero coinvolti in un terribile incidente stradale: il primo rimediò solamente qualche contusione, ma il secondo rimase paralizzato a vita.

Nella stagione seguente, 1997-1998, la superpotenza del Michigan arrivò nuovamente in finale, contro i giovanissimi e sorprendenti Washington Capitals, che però non poterono niente contro la forza di Detroit: 4-0 di nuovo, Stanley Cup rivinta e titolo riconfermato. Fu molto commovente vedere lo sfortunato Konstantinov, seduto su una carrozzella, toccare il trofeo circondato dai suoi compagni.

Non riuscendo più a vincere nulla negli anni seguenti, e con l'abbandono di giocatori, ormai quarantenni, Detroit dovette rinforzarsi: arrivò il leggendario portiere Dominik Hasek dai Buffalo Sabres, nonché Luc Robitaille, Brett Hull e il rookie centro Pavel Datsyuk dalla Russian Super League: i Red Wings tornarono i favoriti per il titolo del 2002. Detroit non deluse, e dopo una regular season da record arrivarono in finale NHL contro i Carolina Hurricanes: 5 gare, e 10° Stanley Cup vinta. Bowman decise di lasciare la squadra dopo la conquista del titolo.

Anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni è stato messo sotto contratto anche il portiere Chris Osgood, nonché molti giocatori europei come gli svedesi Henrik Zetterberg, Mikael Samuelsson, Niklas Kronwall e il ceco Robert Lang. Grandi giocatori come Brendan Shanahan e Steve Yzerman hanno lasciato, e proprio dopo l'addio all'hockey giocato di quest'ultimo, Nicklas Lidström è diventato il capitano della squadra, nonché leader indiscusso. La franchigia è stata presa in mano dall'head coach canadese Mike Babcock. Nella stagione 2007-2008, firma per una stagione soltanto, l'ultima della sua carriera, il veterano Dallas Drake: egli decide di firmare per Detroit proprio perché era stata Detroit a sceglierlo nel draft 16 anni prima, e perché solo con essa Dallas credeva di poter vincere la Stanley Cup. Le "ali rosse", giocano una regular season strepitosa, piazzandosi al primo posto con ben 115 punti e con il miglior record della lega. Le due superstars Pavel Datsyuk e Henrik Zetterberg mettono a referto rispettivamente 97 e 92 punti, piazzandosi fra i migliori marcatori della lega. Al primo turno dei play-off Detroit incontra i Nashville Predators: 4-2 il risultato in 6 match, Detroit è in semifinale. In semifinale ad Ovest ci sono i rivali di sempre, i Colorado Avalanche: ci si aspetta una serie combattuta, ed invece Detroit schianta Colorado con un 4-0 e vincendo un'incredibile gara-4 alla Pepsi Arena per 8-2. In finale di Conference ci si aspetta San José, mentre approdano incredibilmente i Dallas Stars: Detroit fatica ma chiude la serie in gara-6, 4-2. In finale ci sono i Pittsburgh Penguins di Sidney Crosby e Evgeni Malkin: sono sorprendentemente giovani e abili, ma la forza e l'esperienza di Detroit prevalgono sulla gioventù: 4-2 il risultato della serie, vinta da Detroit a Pittsburgh in gara-6 per 3-2 con un incredibile salvataggio all'ultimo secondo di Osgood su Hossa. I sogni di Dallas Drake diventano realtà, proprio all'ultima stagione della sua carriera. 11° Stanley Cup della storia di Detroit, Nicklas Lidström diventa il primo europeo della storia a vincerla da capitano. Dopo aver sollevato la Stanley Cup, Nicklas Lidström decise di passarla per primo a Drake, sapendo quanto fosse importante per lui.

Il 2 luglio del 2008, ha firmato per la franchigia del Michigan l'attaccante slovacco Marian Hossa, rivale dei Red Wings proprio nella finale precedentemente giocata con i Pittsburgh Penguins. Valteri Filppula ha rinnovato il suo contratto così come Brad Stuart, mentre Dallas Drake ha lasciato l'hockey giocato. Il portiere free agent Ty Conklin è stato scelto come successore del veterano Dominik Hasek, anch'egli ritiratosi dall'attività.

La stagione 2008-2009 è positiva per la franchigia statunitense. I Red Wings terminano infatti la regular season al 3º posto, dietro San José e Boston. Pavel Datsyuk si conferma nuovamente il leading scorer della squadra, bissando il suo career high con 97 punti, davanti al secondo marcatore, Henrik Zetterberg (73 punti). Ai play-offs eliminano in rapida successione i Columbus Blue Jackets (serie vinta 4-0), gli Anaheim Ducks (4-3) e i Chicago Blackhawks (4-1), laureandosi ancora campioni Western Conference. In finale NHL, c'è di nuovo Pittsburgh: la serie parte bene per Detroit, che si porta sul 2-0: ma Crosby e Malkin non ci stanno a perdere ancora una volta in finale contro i Red Wings, e riportano la serie in parità, fino ad arrivare al 3-3 e alla gara decisiva, questa volta alla Joe Louis Arena; e questa volta, ad alzare la coppa sulla pista avversaria, sono i Penguins. Paradossalmente, per uno scherzo del destino, Marian Hossa, che aveva voluto cambiare squadra, passando proprio dai Penguins ai Red Wings (convinto che la franchigia del Michigan fosse la sola a poter consegnare lui una Stanley Cup), vede i suoi compagni dell'anno precedente vincere la coppa proprio sulla sua pista di casa, quand'era arrivato ad un passo dal realizzare il suo sogno.

Con i rinnovi di Henrik Zetterberg e Johan Franzen, convinto di non trovare più spazio, Hossa dopo la triste finale decide di firmare per i Chicago Blackhawks.

La stagione 2009-2010 è molto dura per i guerrieri del Michigan. La squadra è costellata da infortuni, l'infermiera scoppia, troppe partite vengono vinte o perse ai supplementari, e così vengono raccolti pochi punti. Dopo le Olimpiadi di Vancouver comunque, le cose cominciano a girare per il verso giusto. I Red Wings piazzano 13 risultati utili consecutivi e riescono a fermarsi stabilmente in zona playoffs, che raggiungono guardando le altre squadre dall'alto della 5ª posizione in Western Conference. Al primo turno incontrano i Phoenix Coyotes, che riescono molto difficilmente a superare con un 4-3 nella serie. In semifinale ci sono i San José Sharks, che però, non sono più disposti a ripetere le figuracce del passato: 4-1 nella serie, Detroit non ripete il cammino lungo e trionfale che l'aveva portata due volte di fila in finale NHL nelle due stagioni precedenti. È da segnalare comunque l'incredibile vittoria, l'unica della serie di semifinale contro San José, per 7-1 (quando i Red Wings si trovavano sotto 0-3 nella serie). Nella stagione 2010-2011, Detroit conclude la stagione regolare al terzo posto nella Western Conference con 104 punti; i Playoff cominciano con un secco 4-0 ai danni dei Phoenix Coyotes nei quarti di finale della Stanley Cup. Per il secondo anno consecutivo incontrano in semifinale i San Josè Sharks, trovandosi sotto nella serie 3-0, Detroit, riesce a rimontare fino al 3-3 ma perdendo gara 7 con un risultato di 3-2. Nel Luglio 2011 Chris Osgood, Kris Draper e Brian Rafalski decidono di ritirarsi dall'attività di giocatori, con i primi 2 che ricopriranno cariche dirigenziali nel team. Nella stagione 2011/2012, inoltre, i Detroit Red Wings infrangono il record di vittorie consecutive in casa con una vittoria di 3-1 sui Dallas Stars, superando quello detenuto precedentemente dai Philadelphia Flyers, di 20 vittorie. La striscia di 23 vittorie consecutive casalinghe verrà dunque interrotta dai Vancouver Canucks il 23 febbraio 2012, vincitori con un punteggio di 4-3.

Rivalità con i Colorado Avalanche[modifica | modifica wikitesto]

Questa rivalità è spesso considerata una delle più intense e sentite nella NHL dalla stampa e dai fan. Nella stagione 1995-1996 i Colorado Avalanche incontrarono i Detroit Red Wings nella finale della Western Conference, vincendo la serie per 4-2. Durante gara-6 mentre Kris Draper dei Red Wings stava pattinando nei pressi della panchina, subì un contrasto da Claude Lemieux che lo fece sbattere con il viso contro la balaustra. Il risultato fu che Draper si trovò costretto a sottoporsi a una chirurgia ricostruttiva del viso. Dopo l'incidente Lemieux ricevette minacce dai fan dei Red Wings e dai giocatori, incluso il goaltender Chris Osgood. I Red Wings non digerirono la devastante carica inflitta da Lemieux a Draper.

Brawl in Hockeytown[modifica | modifica wikitesto]

La stagione seguente, nell'ultimo match di regular season tra le due squadre giocatosi il 26 marzo 1997, scoppiò una rissa conosciuta come Brawl in Hockeytown (rissa nella città dell'hockey). Dato che la rissa scoppiò un mercoledì, è anche conosciuta come "Bloody Wednesday", ovvero il "Mercoledì di sangue".

In quella stagione Colorado e Detroit si erano incontrate/scontrate 3 volte e gli Avalanches avevano sempre vinto. Con questo pesante passivo da recuperare, il 26 marzo i Red Wings scesero in pista sapendo che in questo “quarto round” dovevano assolutamente riscattarsi. Tutta l’Hockeytown chiedeva a gran voce che l’onta delle sconfitte venisse lavata via, basti pensare che in occasione di quella partita il quotidiano “The Detroit News” pubblicò un'immagine di Lemieux con la scritta “Wanted”, come se si trattasse di un pericoloso ricercato al tempo del Far-west.

Dopo neanche 5 minuti di gioco, con Colorado che conduceva già 1-0, Jamie Pushor (Detroit) e Brent Severyn gettarono a terra i guanti e si affrontarono. Poi a circa metà del primo periodo fu la volta di Rene Corbet (Colorado) e Kirk Maltby.

A 1’ 38” dal primo intermezzo, scoppiò l’inferno: Igor Larionov (Detroit) e Peter Forsberg diedero il via alle danze, poi il tough-guy dei Red Wings Darren McCarty decise che era giunto il momento di vendicare la carica subita da Draper, prendendo a pugni e ginocchiate Lemieux che si chiuse a riccio nella (da allora) famosa "posa a tartaruga". Nel dopo partita McCarty, intervistato dal Denver Post, spiegò che l’attacco a Lemieux non fu qualcosa di premeditato: “I ragazzi erano tutti in campo e ognuno si deve prendere un avversario, no? Lemieux era il più vicino e lì per lì non mi sono nemmeno accorto che fosse lui”.

Patrick Roy, da molti considerato il più grande portiere NHL di tutti i tempi, rispettò le leggi non scritte dell’hockey e si diresse a centro ghiaccio dove con il portiere di Detroit Mike Vernon diede vita a quella che è diventata una scazzottata leggendaria. Il tutto davanti a una folla 19.983 persone letteralmente impazzita per quello che stava succedendo in pista.

4 secondi dopo l’inizio del secondo periodo, Brendan Shanahan e il difensore di Colorado Adam Foote si accorsero che dovevano ancora dirsi qualcosa…e giù botte. Pochi minuti dopo le cose degenerarono di nuovo quando Severyn e il giocatore di Detroit Aaron si attaccarono mentre Mike Keane (Colorado) si scambiava pugni con Tomas Holmstrom. Ancora una manciata di minuti e McCarty e Adam Deadmarsh non riuscirono a resistere dal gettare i guanti a terra.

A metà del secondo periodo, l’epilogo: Pushor e Uwe Krupp (Colorado) conclusero le ostilità con quella che fu l’ultima rissa della serata. A questo punto gli Avalanche stavano conducendo per 3-2, e alla fine del secondo periodo il risultato era di 4-3 sempre per Colorado.

Valeri Kamensky, a pochi minuti dall’inizio del terzo periodo, incrementò ulteriormente il vantaggio degli Avalanche (5-3). Poi a 8:27 minuti la rete di Martin Lapointe riaccese le speranze di Detroit che a soli 36 secondi dalla fine della partita si concretizzarono nel pareggio di Shanahan.

Si va all’overtime e qui, dopo soli 39 secondi, McCarty si rifece delle botte subite trasformando un assist di Shanahan nel goal del 6-5 che diede la vittoria ai Red Wings. Così Detroit si aggiudicò un importantissimo round nella rivalità con Colorado.

La partita si concluse con 10 risse, 11 goal, 39 penalità (148 minuti di penalità), una tripletta (di Valeri Kamensky) e una rissa tra i goalie Patrick Roy e Mike Vernon. Claude Lemieux fu uno dei giocatori maggiormente presi di mira dai giocatori di Detroit, che vinsero la partita all'overtime per 6-5. Le squadre si incontrarono nuovamente nella finale di Conference, con i Red Wings ancora vittoriosi e alla fine vincitori della Stanley Cup. Nei cinque anni seguenti gli Avalanche incontrarono i Red Wings tre volte nei playoff, con Colorado vincitrice delle prime due.

Formazione Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Portieri[modifica | modifica wikitesto]

Numero Nazionalità Nome Ruolo Acquistato Luogo di nascita
34 Rep. Ceca Petr Mrazek P 2010 Ostrava (Repubblica Ceca)
50 Svezia Jonas Gustavsson P 2012 Danderyd (Svezia)
35 Stati Uniti Jimmy Howard P 2003 Ogdensburg (Stati Uniti)

Difensori[modifica | modifica wikitesto]

Numero Nazionalità Nome Stecca Acquistato Luogo di nascita
65 Stati Uniti Danny DeKeyser S 2013 Detroit (Stati Uniti)
23 Stati Uniti Brian Lashoff S 2008 Albany (Stati Uniti)
2 Canada Brendan Smith S 2007 Toronto (Canada)
27 Canada Kyle Quincey S 2012 Kitchener (Canada)
4 Rep. Ceca Jakub Kindl S 2005 Šumperk (Repubblica Ceca)
52 Svezia Jonathan Ericsson S 2002 Karlskrona (Svezia)
55 Svezia Niklas Kronwall - A S 2000 Stoccolma (Svezia)

Attaccanti[modifica | modifica wikitesto]

Numero Nazionalità Nome Stecca Posizione Acquistato Luogo di nascita
11 Svezia Daniel Alfreddson D AD 2013 Gothenburg (Svezia)
13 Russia Pavel Datsyuk - A S C 1998 Iekaterinbourg (Russia)
8 Stati Uniti Justin Abdelkader S C/AS 2005 Muskegon (Stati Uniti)
44 Canada Todd Bertuzzi S AD 2009 Sudbury (Canada)
40 Svezia Henrik Zetterberg - C S C/AS 1999 Njurunda (Svezia)
14 Svezia Gustav Nyqvist S AD/AS 2008 Halmstad (Svezia)
93 Svezia Johan Franzén S C/AD 2004 Vetlanda (Svezia)
43 Canada Darren Helm S C 2002 St. Andrews (Canada)
20 Stati Uniti Drew Miller S AS 2009 Dover (Stati Uniti)
17 Canada Patrick Eaves D AD 2010 Calgary (Canada)
26 Slovacchia Tomas Tatar S AS/AD 2009 Ilava (Slovacchia)
25 Canada Corey Emmerton S C/AS 2006 St Thomas (Canada)
90 Canada Stephen Weiss S C 2013 Toronto (Canada)

Nota: C= capitano, A= capitano alternativo.

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie televisiva Scrubs il Dottor Cox è un fan accanito dei Detroit Red Wings.
  • Nella serie animata South Park i Red Wings affrontano e annientano la squadra dell'asilo di Park Country allenata da Stan.
  • La maschera del personaggio Jason, protagonista del film Venerdì 13 è stata modellata secondo una maschera da portiere dei Red Wings.

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