Cosmismo

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Progetto di nave spaziale ad opera di Konstantin Ciolkovskij (1883)

Il cosmismo (russo Космизм - Kosmizm) è una corrente filosofica sviluppatasi in Unione Sovietica a partire dal supramoralismo di Nikolaj Fëdorov (1828-1903).

Il termine cosmismo applicato a tale ambito non compare nella letteratura italiana prima della metà degli anni novanta del XX secolo, benché il termine "cosmismo" fosse già utilizzato in italiano almeno dalla prima metà del XIX secolo, prevalentemente col significato di "umanesimo cosmico".[1][2][3][4] Un riferimento diretto a questa corrente filosofica è anche quello dell'antropocosmismo principio fondamentale del sistema olistico filosofico del filosofo-scienziato russo Valerij Sagatovskij.

Il supramoralismo[modifica | modifica wikitesto]

Per il supramoralismo di Fëdorov il principale nemico da abbattere è la morte, "nemico laico" dello sviluppo umano. La resurrezione sarà opera dell'"Uomo Nuovo" (il proletario nella successiva ottica sovietica), compiuta con mezzi scientifici grazie al quale verrà acquisito il potere assoluto sulla Natura, che giungerà a consentire anche l'opera di resurrezione degli antenati[5], l'immortalità e la colonizzazione dell'Universo.

È probabile che il supramoralismo abbia influenzato anche ideologi del bolscevismo come Aleksandr Bogdanov (1873-1928) e Anatolij Lunačarskij (1875-1933) (per dodici anni ministro sovietico della cultura).

Introduzione al cosmismo[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine cosmismo (kosmizm), coniato verso gli anni settanta del XX secolo, s'intende una corrente scientifico-filosofica sorta in URSS che aveva ricevuto la stima, l'appoggio e l'entusiasmo non solo nella ristretta cerchia dei ricercatori scientifici ma anche di personalità politiche che a volte sopprimendo, a volte alimentando una tendenza che parve quasi occultista, se ne resero in qualche modo protagonisti.

Dmitrij Mendeleev

È proprio l'elemento occultista, d'altra parte, e quello apparentemente irrazionale ad aver avuto un notevole peso nell'ambito della propaganda e dei sogni del partito bolscevico. La consueta idea del mondo comunista come ateo e imbevuto di cinica scientificità non risulta, dunque, del tutto vera. Nella frase di Lenin “la dottrina marxista è onnipotente perché vera” emergeva già, velatamente, una metamorfosi dello scienziato in mago. Il paradosso risulta palese se si pensa che il marxismo-leninismo pretendeva di essere onnipotente perché la sua era una verità scientifica, lasciando a latere, tuttavia, che una verità scientifica non può mai essere onnipotente. La contraddizione logica appare però superabile, perché nel bolscevismo la scientificità era poco più che una parola per giustificare l'onnipotenza, quando questa, invece, prevaleva.

L'accorciamento della distanza tra fisica e metafisica, a ben pensare, era già stato attuato da Dmitrij Mendeleev nel secolo XIX, e nell'era del bolscevismo divenne un dato di fatto. I valori salvifici che erano stati per secoli appannaggio di religione e magia divennero cavallo di battaglia di scienza e tecnologia. Il sincretismo fra fenomeni a un primo impatto opposti, culmine di un processo che ebbe inizio ben prima del 1917, portò alla nascita del cosiddetto “bolscevismo fortiano”. Quest'aggettivo deriva da Charles Fort, un newyorkese vissuto a cavallo fra il XIX e il XX secolo, che si è distinto come il più grande collezionista e studioso di “stranezze storiche”. Fort ha dedicato la sua vita alla catalogazione di persone scomparse nel nulla, misteri della storia rimasti nella penombra del mistero o del “top secret”. Sotto il termine fortiano (fortean in inglese) rientrano tutti i fenomeni che sfuggono alla ricerca, o più spocchiosamente all'interesse della comunità scientifica.

Charles Fort

Aleksandr Dugin, critico e filosofo russo contemporaneo, ne parla ne Il complotto ideologico del cosmismo russo: “Per complotto ideologico s'intende l'accordo di certi personaggi e di gruppi che portano avanti una diversa e particolare ideologia rispetto al modo di pensare generalizzato di una data società. Questo accordo si propone un cambiamento radicale per mutare i rapporti ideologici stabiliti e per instaurare nuovi valori in modo brusco e traumatico”.

La storia del cosmismo, e della convivenza in generale fra occultismo e scienza nell'universo del socialismo russo, è sfaccettata e non priva di aspetti chiaroscurali. Per procedere all'analisi di questo fenomeno, dunque, è fondamentale procedere attraverso le singole personalità che aderirono più o meno con entusiasmo a questa corrente.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi teleologia.

Andrej Platonov[modifica | modifica wikitesto]

Andrej Platonov (1859-1951) propose di far esplodere le montagne del Pemiz, sulla base di precisi calcoli sulla dinamite occorrente, per aprire la strada ai venti caldi del Sud che avrebbero dovuto rendere più abitabile quella inospitale regione della tundra.

Interessante risulta il dialogo tratto da un suo romanzo, Kotlovan:

« - Phrushevsky! I successi più alti della scienza renderanno capace questa di far risorgere i corpi decomposti degli uomini?
- No – disse Phrushevsky.
- Stai mentendo – obbiettò Zachev – il marxismo può fare tutto. Perché credi che Lenin giaccia a Mosca perfettamente intatto? Attende la scienza, vuole risorgere dai morti. »

A dire il vero, Andrej Platonov non fu un cosmista tout court, più impegnato sul fronte sociale che nell'affermazione di una verità universale e cosmica. La sua fede nella tecnologia, però, era davvero assoluta. Egli aveva studiato un metodo per radere al suolo le montagne del Pamir e lasciare il via libera ai caldi venti del Sud che avrebbero reso fertile il gelido suolo della tundra siberiana, calcolando anche maniacalmente la quantità di dinamite necessaria. Nel passo sopraccitato è possibile notare l'influsso di quelle ossessioni escatologiche del credo leninista che aveva affermato, come s'è già detto: “La dottrina di Marx è onnipotente perché è vera". Lo sviluppo di una cieca fiducia nella scienza e nell'onnipotenza umana non è da considerarsi, tuttavia, privo di legami con la sfera occultista e magica che aveva preso piede già nell'ultima epoca zarista e di cui Rasputin non è che la punta di un iceberg. È preferibile accantonare, tuttavia, l'aspetto più prettamente irrazionale del fenomeno, rendendo solo noto che è in questo contesto culturale che anche personalità del partito bolscevico entrano in contatto con la cultura occultista, con diversi influssi e modalità, dei quali la più rilevante è quella dei costruttori di dio (bogostroitely).

I costruttori di dio e Aleksandr Bogdanov[modifica | modifica wikitesto]

Anatolij Lunačarskij

Il rappresentante più insigne di quest'esperienza è Anatolij Lunačarskij, primo commissario del popolo alla Pubblica istruzione dopo l'ottobre '17, propugnatore di una “religione senza dio”, nella quale questo venga plasmato dall'uomo stesso e il socialismo scientifico è “la quinta delle grandi religioni nate dall'ebraismo”. Nella sua concezione, la religione è “l'insieme di quei sentimenti e di quelle idee che rendono l'uomo partecipe della vita dell'umanità e ne fanno un anello della catena tesa verso la vetta del superuomo, verso un'esistenza magnifica e potente, verso un organismo perfetto in cui vita e ragione celebrano la loro vittoria sugli elementi naturali. Per definire la posizione del socialismo rispetto agli altri sistemi religiosi, esso è la più religiosa di tutte le religioni e il vero socialista è un uomo profondamente religioso, l'uomo della religione del lavoro.” Di questo curioso movimento faceva anche parte Aleksandr Bogdanov, considerato da Lenin “il cervello numero uno” del partito bolscevico, che rappresentò effettivamente l'anello di congiunzione tra la tradizione del nascente cosmismo russo e il bolscevismo.

Aleksandr Bogdanov

Fondò assieme ad altri membri del partito il giornale Vperod ("Avanti"), membri che ricopriranno incarichi importanti nel futuro rosso della Russia e che saranno impegnati, invece che nella costruzione di Dio, del regime comunista. Bogdanov fu probabilmente il più entusiasta sostenitore della figura di Satana come “dio del proletariato”, profondamente convinto che il bolscevismo, una volta compiuta la Grande Rivoluzione, avrebbe sconfitto la morte. Scrisse numerosi romanzi fantascientifici, dei quali il più famoso è La stella rossa, in cui si narra la realizzazione del comunismo su Marte. La scelta di questo pianeta, oltre ad evidenti richiami cromatici al rosso del partito comunista, è vista da cabalisti e gnostici come significativa perché l'angelo di questo astro è Semele, spesso accostato a Satana. Gli abitanti di Marte assumono forme semi-demoniache, dall'aspetto ectoplasmatico e terrificante. Bogdanov descrisse questi esseri con una minuzia tale da far pensare a molti interpreti che fosse vittima di allucinazioni. Il sogno di una società egualitaria e onnipotente lo condusse all'idea secondo la quale il sangue di tutta l'umanità è un bene comune e deve essere ripartito tra tutti in dosi uguali. In questo gli umani avrebbero dovuto emulare i marziani, che immettendo il sangue nelle vene degli uni e degli altri riuscivano a vivere eternamente. Fondò a Mosca un Istituto per le trasfusioni del sangue con l'obiettivo di un'immortalità universale. Le continue trasfusioni lo portarono alla morte nel 1927. Quello de La stella rossa non è tuttavia l'unico esempio di collegamento visionario fra astri e rivoluzione. Aleksandr Cizevsky, scienziato e artista, amico del padre della cosmonautica Konstantin Ciolkovskij, aveva ipotizzato che ogni aspetto dell'attività biologica terrestre fosse influenzato in modo determinante dall'attività delle macchie solari e delle radiazioni cosmiche. In un simile scenario, dunque, non appare strano sentir affermare da un esimio bolscevico quale era Lev Trotsky, seppur in modo ironico, che la nascita del Marxismo e i moti del 1848 erano legati alla scoperta di Nettuno (pianeta associato all'emergere degli ideali dall'inconscio) nell'orbita di Nettuno (considerato pianeta delle rivoluzioni). Trotsky non era cosmista, ma condivideva con il momento la conoscenza di Fëdorov e anche, a quanto pare, una discreta cultura nel campo dell'occultismo.

Konstantin Ciolkovskij e la cosmonautica russa[modifica | modifica wikitesto]

Konstantin Ciolkovskij

Konstantin Ciolkovskij (1857-1935), il padre della cosmonautica, riteneva che la felicità consistesse nell'assenza di qualsiasi forma di sofferenza nell'intero universo e teorizzò per primo la costruzioni di navi spaziali al fine della colonizzazione del sistema solare per poi lasciare quest'ultimo alla volta di "altri soli", quando la nostra stella avesse esaurito il suo ciclo vitale. Tutto ciò fu teorizzato e sistematizzato in un programma in sedici precisi "punti" ("Piano di Esplorazione Spaziale").

Una sua frase, scritta agli inizi del Novecento, è rimasta celebre:

« La Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere nella culla per sempre". »

Ciolkovskij era favorevole all'eugenetica; le sue teorie sul miglioramento della razza umana furono sviluppare nel libro "Dolori e geni".

Ciolkovskij conobbe Fëdorov alla biblioteca di Mosca.

Vladimir Odoevskij predisse che l'umanità avrebbe raggiunto la Luna per utilizzarne le risorse minerarie.

Vladimir Vernadskij[modifica | modifica wikitesto]

Vladimir Vernadskij (1863-1945) fu il fondatore del concetto di noosfera (o "spazio del pensiero") che ha avuto poi tanta fortuna futura spaziando dai campi dell'ecologia, alla cibernetica e ad Internet. Il concetto di noosfera influenzò anche filosofi come Henri Bergson, Edouard Le Roy ed il gesuita Padre Teilhard de Chardin.

Eredità del cosmismo[modifica | modifica wikitesto]

Il cosmismo accompagnò tutta l'avventura sovietica della conquista dello spazio.

Scrive Aleksandr Dugin:

« Gli anni sessanta hanno visto il risveglio delle speranze escatologiche; si rivive, con l'epopea iniziale, sotto certi aspetti, il comunismo eroico degli inizi. Sotto Breznev, si ritorna alla relativa oscurità. Nonostante ciò, il cosmismo riesce a penetrare nella cultura non conformista. Gli esperimenti parapsicologici diventano sempre più frequenti. Brežnev si circonda di veggenti e guaritori. Il potere riconosce la persona e l'opera di Roerich. L'organo del comitato centrale del PCUS “Ogonet” pubblica testi pseudoyogici e teosofici di ispirazione roerichiana di Sidorov nei quali si parla della legittimità della rivoluzione d'ottobre e della sacralità della missione di Lenin, dei Mahatma, inviati dalla mistica Shambhala, giunti a Mosca negli anni venti per trasmettere ai bolscevichi i simboli magici della loro sapienza. Il KGB, all'avanguardia nelle ricerche parapsicologhe, radiesteristiche e ipnotiche, diede il suo appoggio a chi praticava il neospiritualismo. Si riscoprono le opere di Fëdorov e dei cosmisti. La perestrojka ha avuto inizio nello spirito cosmista, Gorbačëv si è mostrato alla TV insieme al figlio di Roerich, Sviatoslav, che si è presentato come erede della missione cosmista. L'espressione di Gorbaciov “perestrojka” è cosmista, estratta dal vocabolario di Fëdorov e Vernadskij. Sei anni fa è stata organizzata a Mosca dall'Istituto di Filosofia di Stato la grande conferenza “Il cosmismo russo e la noosfera”, in cui accademici, filosofi, politici, occultisti, radiesteristi, guaritori, giornalisti, scrittori, hanno presentato più di cento interventi che analizzavano la “perestrojka” e i cambiamenti che corrispondevano alla visione del cosmismo. Oggi il governo si sta allontanando dagli ideali dello Stato cosmista, il cosmismo è all'opposizione rispetto a El'cin. Ma ci sono milioni di sovietici che non sentono che il Progetto sia stato raggiunto o che sia solo un'allucinazione. Questa ideologia è troppo profonda e interiorizzata perché possa scomparire senza lotte violente. »

È interessante osservare che il cosmismo è sopravvissuto al regime sovietico, infatti a Mosca è ancora attiva una "Società cosmista".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ruggiero Bonghi, Ettore de Ruggiero, Dante Vaglieri, Luigi Ceci, Laura Gropallo, C. de Lollis, Nicola Festa, Cultura, 1887, pp. 150, 151.
  2. ^ Rivista speciale di opere di filosofia scientifica, 1897, pp. 18, 164.
  3. ^ Enrico Agostino Morselli, Rivista di filosofia scientifica, Fratelli Dumolard., 1885, pp. 582, 584.
  4. ^ Enrico Castelli, Umanesimo e simbolismo: atti del IV Convegno internazionale di studi umanistici, Venezia, 19-21 settembre 1958, C.E.D.A.M., 1958, p. 56. URL consultato il 22 giugno 2012.
  5. ^ L'aspirazione all'immortalità potrebbe aver influito sullo sviluppo della tecnica della imbalsamazione dei leader comunisti dopo la loro morte, come nel caso della salma di Lenin che, su consiglio di Stalin, fu imbalsamata e custodita nel celebre mausoleo della Piazza Rossa a Mosca. In questa ottica, Nikolai Setnitsky (1888-1937) fu invece fautore della creazione di una sorta di "necropoli mondiale" (in russo, mirovoi nekropol) situata nelle regioni gelate dell'estremo nord.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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