Campionati mondiali di lacrosse

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I campionati mondiali di lacrosse nacquero nel 1967 in Canada per celebrare il centenario del lacrosse, con l'avallo della International Lacrosse Federation. Sette anni dopo, l'Australia celebrò il proprio centenario del lacrosse e gli Stati Uniti schierarono una squadra all-star per competere in un torneo internazionale a inviti. Fu così che nacque l'idea di disputare una Coppa del Mondo a cadenza quadriennale. La coppa in argento che viene assegnata al vincitore non ha mai lasciato il Nord America da quando è iniziato il torneo, con gli USA vincitori in nove occasioni e il Canada nelle altre due.

Mondiale 2006[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa del Mondo di Lacrosse 2006.

L'edizione del 2006 vide una partecipazione record di ventuno nazioni. Il Canada sconfisse in finale gli USA per 15–10 a London (Ontario). Geoff Snider del Canada fu nominato miglior giocatore del torneo. La nazionale italiana, formata però esclusivamente da giocatori oriundi, si classificò 10ma.

Mondiale 2010[modifica | modifica sorgente]

L'edizione 2010 si è svolta a Manchester, Inghilterra e ha visto l'allargamento della competizione a 30 compagini nazionali. Un regolamento piuttosto complicato ha permesso l'assegnazione di una posizione finale per ogni rappresentativa.

La vittoria è andata agli USA che in finale hanno superato per 12-10 i rivali del Canada,conquistando così il loro 9º titolo iridato.

Presente anche l'Italia,protagonista di un'ottima prestazione oltre ogni aspettativa.

Dopo aver iniziato male la fase a gironi con due sconfitte, rispettivamente contro Repubblica Ceca (3-17) e Svezia (3-16), gli azzurri hanno battuto il Messico (12-3), qualificandosi al 3º posto nel girone.[1] Tuttavia, a causa della vittoria delle Bermuda sulla Danimarca per 11-8, l'Italia non è riuscita a piazzarsi tra le quattro migliori terze della fase eliminatoria ed è stata quindi relegata in Lower Division. Gli azzurri hanno pagato la peggior differenza reti nei confronti dei caraibici, qualificati grazie ad un gol allo scadere nella sfida contro gli scandinavi che ha condannato la rappresentativa tricolore al girone minore.

Inserita come testa di serie nel proprio raggruppamento, l'Italia ha in seguito realizzato una sorprendente "Winning Streak" battendo nell'ordine, Argentina (13-9), Danimarca (10-3) e Svizzera (7-6)[2] prima di arrendersi alla più forte nazionale della Slovacchia (4-10). La compagine azzurra ha poi superato la Lettonia per 13-8 chiudendo la rassegna al 19º posto.

Il torneo ha avuto grande risalto mediatico per la vicenda che ha visto coinvolta la nazionale degli Irochesi,impossibilitati a raggiungere l'Inghilterra a causa del rifiuto del governo britannico di accettare i passaporti della compagine dei nativi americani.[3] Il fatto ha scatenato un "caso diplomatico" che ha visto anche la mediazione di Hillary Clinton.

Tuttavia, la situazione non si è risolta in tempi brevi e gli Irochesi sono stati costretti a saltare la competizione iridata.

Classifica finale[modifica | modifica sorgente]

  • 1. Stati Uniti USA
  • 2. Canada Canada
  • 3. Australia Australia
  • 4. Giappone Giappone
  • 5. Inghilterra Inghilterra
  • 6. Germania Germania
  • 7. Scozia Scozia
  • 8. Paesi Bassi Olanda
  • 9. Irlanda Irlanda
  • 10. Svezia Svezia
  • 11. Galles Galles
  • 12. Finlandia Finlandia
  • 13. Rep. Ceca Repubblica Ceca
  • 14. Polonia Polonia
  • 15. Nuova Zelanda Nuova Zelanda
  • 16. Spagna Spagna
  • 17. Slovacchia Slovacchia
  • 18. Flag of Bermuda.svg Bermuda
  • 19. Italia Italia
  • 20. Lettonia Lettonia
  • 21. Austria Austria
  • 22. Hong Kong Hong Kong
  • 23. Svizzera Svizzera
  • 24. Norvegia Norvegia
  • 25. Corea del Sud Corea del Sud
  • 26. Danimarca Danimarca
  • 27. Francia Francia
  • 28. Argentina Argentina
  • 29. Messico Messico
  • 30. Flag of the Iroquois Confederacy.svg Irochesi

Finali di Piazzamento[modifica | modifica sorgente]

  • Finale 29º posto - Messico Messico - Flag of the Iroquois Confederacy.svg Irochesi 1-0 (a tavolino)
  • Finale 27º posto - Francia Francia - Argentina Argentina 10-8
  • Finale 25º posto - Corea del Sud Corea del Sud - Danimarca Danimarca 12-10
  • Finale 23º posto - Norvegia Norvegia - Svizzera Svizzera 0-2
  • Finale 21º posto - Hong Kong Hong Kong - Austria Austria 8-9
  • Finale 19º posto - Lettonia Lettonia - Italia Italia 8-13
  • Finale 17º posto - Slovacchia Slovacchia - Flag of Bermuda.svg Bermuda 12-7
  • Finale 15º posto - Spagna Spagna - Nuova Zelanda Nuova Zelanda 5-23
  • Finale 13º posto - Rep. Ceca Repubblica Ceca - Polonia Polonia 21-3
  • Finale 11º posto - Galles Galles - Finlandia Finlandia 10-5
  • Finale 9º posto - Irlanda Irlanda - Svezia Svezia 15-8
  • Finale 7º posto - Paesi Bassi Olanda - Scozia Scozia 10-11
  • Finale 5º posto - Inghilterra Inghilterra - Germania Germania 14-9
  • Finale 3º posto - Giappone Giappone - Australia Australia 9-16
  • Finale 1º posto - Canada Canada - Stati Uniti USA 10-12

Classifica Marcatori[modifica | modifica sorgente]

La classifica marcatori è stata calcolata tramite un semplice sistema di punteggio, risultante dalla somma di gol e assist. Il totale ha formato il punteggio finale con cui ogni giocatore è stato collocato in classifica.

La vittoria è andata a Josh Coveleski (Polonia) con 43 punti.

Rank Giocatore Team Goal Assist Punteggio Totale
1 Josh Coveleski Polonia Polonia 35 8 43
2 Matt Walsh Irlanda Irlanda 24 16 40
3 Andrew Clayton Nuova Zelanda Nuova Zelanda 28 10 38
4 Brian Hubschman Rep. Ceca Repubblica Ceca 17 17 34
5 Jordan McBride Scozia Scozia 27 7 34
6 Tim Fuchs Italia Italia 24 9 33
7 Kristian Prior Irlanda Irlanda 24 7 31
8 Scott Janssen Paesi Bassi Olanda 16 15 31
9 Paul Simpson Galles Galles 18 13 31
10 Colin Jesien Polonia Polonia 20 9 29

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Anno Campione Secondo posto Risultato Luogo
1967 Stati Uniti USA Australia Australia n/a Canada Toronto (Canada)
1974 Stati Uniti USA pareggio a tre n/a Australia Melbourne (Australia)
1978 Canada Canada Stati Uniti USA 17-16 (OT) Inghilterra Stockport (Inghilterra)
1982 Stati Uniti USA Australia Australia 22-14 Stati Uniti Baltimore (USA)
1986 Stati Uniti USA Canada Canada 18-9 Canada Toronto (Canada)
1990 Stati Uniti USA Canada Canada 19-15 Australia Perth (Australia)
1994 Stati Uniti USA Australia Australia 21-7 Inghilterra Manchester (Inghilterra)
1998 Stati Uniti USA Canada Canada 15-14 (OT) Stati Uniti Baltimore (USA)
2002 Stati Uniti USA Canada Canada 18-15 Australia Perth (Australia)
2006 Canada Canada Stati Uniti USA 15-10 Canada London (Canada)
2010 Stati Uniti USA Canada Canada 12-10 Inghilterra Manchester (Inghilterra)

Classifica Titoli Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Squadra Vincitrice Finalista
Stati Uniti USA 9 2
Canada Canada 2 5
Australia Australia 0 3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christian Tugnoli, L'Italia batte il Messico e sogna in Pianeta Sport, GEO Edizioni, luglio 2010. URL consultato il 24-7-2010.
  2. ^ Christian Tugnoli, La marcia dell'Italia ai Mondiali di Manchester in Pianeta Sport, GEO Edizioni, luglio 2010. URL consultato il 24-7-2010.
  3. ^ Christian Tugnoli, Il pasticcio dei passaporti sul Mondiale degli irochesi in Pianeta Sport, GEO Edizioni, luglio 2010. URL consultato il 24-7-2010.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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