Bonampak

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Vista dell'acropoli
Vista dell'acropoli

Bonampak (Muro dipinto in lingua Maya) è un sito archeologico Maya, situato nello stato messicano del Chiapas. Il sito si trova a circa 30km a sud del grande sito di Yaxchilán, di cui fu assoggettatoo per lungo tempo. Si trova anche in prossimità del confine con il Guatemala.

Il sito in sé non è molto interessante nè dal punto di vista dell'estensione nè da quello delle strutture architettoniche esistenti, ma è famoso soprattutto per una serie di affreschi, posti all'interno della Struttura 1 (chiamata anche Tempio dei murali). La costruzione delle maggiori strutture del sito si fanno risalire al primo periodo classico della civiltà Maya (indicativamente dal 580 al 800). Bonampak fu riscoperta nel 1946 dal fotografo Giles Healy, che vi fu condotto da un gruppo di Maya Lacandoni, che visitavano ancora il sito per pregare negli antichi templi.


Affresco all'interno della Struttura 1
Affresco all'interno della Struttura 1
Affresco nella Struttura 1 (stanza di sinistra), che rappresenta Chaan Muan e la sua  famiglia durante il rituale dell'offerta di sangue
Affresco nella Struttura 1 (stanza di sinistra), che rappresenta Chaan Muan e la sua famiglia durante il rituale dell'offerta di sangue
Architrave di una porta della Struttura 1
Architrave di una porta della Struttura 1

Indice

[modifica] Sito archeologico

Gli edifici principali si trovano sull'acropoli di Bonampak: una collina a terrazze artificiali. Di fronte è posta una grande piazza, al centro della quale si trova la Stele 1, che raffigura il re-sacerdote con vesti riccamente decorate e che risale al 785. Altre due stele sono collocate in prossimità della scalinata che porta all'acropoli; la Stele 2 (posta a sinistra) presenta un bassorilievo del re di Bonampak, che viene servito da due persone di rango inferiore. La Stele 3 è un esempio dell'influenza della citta di Teotihuacan sui Maya. Proprio per partecipare del potere delle divinità di Teotihuacan e della fama di conquistatori e dominatori dei suoi abitanti, i sovrani Maya del periodo classico adottavano spesso elementi dell'equipaggiamneto bellico tipici della città del Messico centrale. In questa stele compare il re Chan Muwaan (Principe del cielo-falco) con il copricapo del serpente della guerra e nella mano un propulsore (atlatl); ai suoi piedi vi è un prigioniero in atto di sottomissione.

[modifica] Tempio delle pitture murali

La Struttura 1, detto anche Tempio delle pitture murali (Templo de las Pinturas in spagnolo) è posto sulla destra dell'acropoli. La costruzione ha tre porte, tutte con architrave. Sopra la cornice mediana si vedono tre nicchie, che un tempo contenevano tre statue sedute in stucco; di esse oggi rimangono poche tracce. Tutte e tre le sale hanno le stesse dimensioni; le loro pareti sono interamente ricoperte di pitture, che illustrano scene della storia di Bonampak.

Nella prima sala, la più a sinistra, si vedono i dignitari della corte durante una cerimonia: indossano dei mantelli bianchi e portano conchiglie come gioielli. Su una piattaforma sopraelevata si trova il trono del re Hatachuinic, con ai lati due donne, mentre al margine è un servitore che tiene in braccio il figlio del re. Tre capi tribù di rango inferiore sono circondati da numerosi servitori. Nella parte inferiore compaiono nuovamente i tre capi tribù con un grande copricapo piumato. A sinistra sono presenti numerosi musicanti con tamburi, trombe, canne d'organo, sonagli e corazze di tartaruga, nonché due figure con ombrelli da sole.

Nella seconda sala sono raffigurate scene di battaglia tra i guerrieri di Bonampak, armati con lance, che sorprendono e catturano un gruppo di uomini nudi e senza armi. Di questo combattimento è riportata la data: 2 agosto 792. Un altro affresco mostra la presentazione dei prigionieri al re. SU una piattaforma è raffigurato il re, ornato con piume e giada. che indossa pelli di giaguaro. Il re è circondato da vari dignitari e, ai suoi piedi, sono posti i prigionieri in atto di sottomissione.

Nella terza sala sono dipinti i preparativi per una festa; si vede il re che si offre per un sacrificio cruento, circondato da tre donne. Egli si perfora la lingua, mentre un servitore gli porge altre spine; in basso vi è un contenitore per la raccolta del sangue. Intorno ci sono dieci dignitari che vestono delle mantelline bianche e più sotto vi sono nove personaggi seduti. In un'altra scena alcuni uomini portano su una lettiga una personaggio grottesco. La scena conclusiva, che occupa il maggior spazio nella stanza, rappresenta il sacrificio dei prigionieri: sui gradini di una piramide si riconoscono che danzatori, cui seguono altri sette posti più in basso. Sotto compare il corpo di un uomo appena decapitato. Alla sinistra di questa scena compaiono quattro persone che partecipano ai rituali del sacrificio, mentre alla destra vi sono otto persone che portano strumenti musicali ed ombrelli da sole.


[modifica] Dintorni

Nella selva che circonda il sito archeologico vivono le ultime famiglie dei Maya Lacandoni. L'origine di tale gruppo non è certa, si ritiene che provengano dallo Yucatan meridionale e che si siano trasferiti nella foresta all'inizio del XVIII secolo. Vivevano come nomadi nella foresta tropicale che da loro ha preso il nome (Selva Lacandona) e non ebbero alcun contatto con gli spagnoli. Oggi la tribù è in via di estinzione: sono rimasti circa 400 lacandoni.


[modifica] Collegamenti esterni

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