Joya de Cerén

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 13°49′39″N 89°22′00″W / 13.8275°N 89.366667°W13.8275; -89.366667

Joya de Cerén
ES JoyadeCeren 06 2011 EEstructuras 11 y 6 y 1 Area 1 2121.jpg
Civiltà Maya
Utilizzo villaggio agricolo
Epoca X secolo a.C.
Localizzazione
Stato El Salvador El Salvador
Scavi
Data scoperta 1976
Organizzazione Università del Colorado
Archeologo Payson Sheets
sito web
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito archeologico di Joya de Cerén
(EN) Joya de Ceren Archaeological Site
ES Joya Ceren 05 2012 Estructura 9 Area 2 Tamazcal 1478.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1993
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Joya de Cerén (che in spagnolo significa i gioielli di Cerén) è un sito archeologico che si trova in El Salvador; esso è un antico villaggio agricolo di epoca Maya che si è conservato pressoché intatto sotto gli strati di cenere causati da un'eruzione vulcanica.

Si tratta di uno dei più importanti siti archeologici della Mesoamerica poiché esso mostra come era la vita di tutti i giorni per la popolazione dell'epoca. Ci si riferisce spesso a Joya de Cerén come alla Pompei delle Americhe.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Abitata fin dal X secolo a.C. come centro agricolo, la città venne abbandonata nel 250 in seguito all'eruzione dell'Ilopango. Nel V secolo tornò a fiorire come città tributaria di San Andrés.

Nel VII secolo il Loma Caldera, un vicino vulcano, eruttò e seppellì la città sotto uno spesso strato di cenere, proteggendola dal passare del tempo. Poiché non sono stati trovati resti umani, si pensa che gli abitanti abbiano fatto in tempo a mettersi in salvo, ma essi furono costretti a lasciarsi dietro utensili, ceramiche, perfino cibi lasciati a metà.

Il sito è stato scoperto nel 1976 da Payson Sheets, un antropologo dell'Università del Colorado. Sono stati portati alla luce circa 70 edifici, e nel 1993 Joya de Ceren è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luigi Bignami, Eruzioni Fatali in Focus Storia, Giugno 2014, pp. 86.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]