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Riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza

Coordinate: 37°50′24.36″N 13°48′03.24″E
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Riserva naturale orientata
Bosco di Favara e Bosco di Granza
Tipo di areaRiserva naturale regionale
Codice WDPA63087
Codice EUAPEUAP1121
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatiItalia (bandiera) Italia
RegioniSicilia (bandiera) Sicilia
Province  Palermo
ComuniAliminusa, Cerda, Montemaggiore Belsito, Sclafani Bagni
Superficie a terra2977,5 ha
Provvedimenti istitutiviD.A. 478 del 25/7/97 (Piano Reg.)
GestoreAzienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana
Mappa di localizzazione
Map

La riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza è un'area naturale protetta situata nei comuni di Aliminusa, Cerda, Montemaggiore Belsito e Sclafani Bagni, in provincia di Palermo. La riserva occupa complessivamente 2977,5 ettari (di cui 1884,12 appartenenti alla zona A e 1093,38 alla zona B) ed è stata istituita dalla Regione Sicilia nel 1997.

Riferimenti geografici

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I.G.M. - F. 259 I S.O.; 259 I S.E.; 259 II N.O; 259 II N.E.

Il territorio è costituito in prevalenza da facies arenacee associate a facies conglomeratico-arenacee del miocene inferiore - oligocene superiore.

Termotipo mesomediterraneo in prevalenza e a quote più elevate il supramediterraneo subumido.

Flora e funghi

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Le aree meglio conservate sono quelle meno accessibili come i rilievi del Monte Soprana (1127 m s.l.m.) e Rocca del Corvo (794 m s.l.m.). Sono prevalenti i boschi di sughera, di roverella, di leccio, e ci sono anche zone ricche di pino silvestre, acero campestre, castagno e faggio nelle parti più alte. I rami e i sassi sono coperti di licheni, che sono considerati oggi dei preziosi indicatori della qualità dell'aria in quanto sono organismi sensibili agli inquinamenti atmosferici poiché assorbono direttamente le sostanze a loro necessarie dall'atmosfera. Gli aspetti pre-forestali sono estesi, con prevalenza di specie spinose tra cui il pero mandorlino, lo sparzio spinoso, la ginestra di Cupani, il prugnolo e il biancospino, il rovo, la rosa canina e il pungitopo, il cardo dei lanaioli e il cardo mariano.

Sono anche presenti l'euforbia arborea, l'origano, il timo spinosetto, la menta poleggio, Mentha suaveolens, l'asfodelo mediterraneo, la ginestra, la ginestra dei carbonai, il citiso trifloro, il cisto, lo zafferano autunnale, il croco bianco, il ranuncolo favagello, il ciclamino primaverile, la clematide cirrosa, la Salvia sclarea, il frassino; non manca l'asparago spinoso e il finocchio selvatico, l'olivastro e la palma nana ed è presente ovunque l'Inula viscosa.

È presente anche la tipica prateria di disa. È significativa la vegetazione di tipo palustre e lacustre insediata nello stagno di cozzo Bomes[1] (833 m s.l.m.) il quale, pur subendo forti variazioni di livello idrico nel corso dell'anno, mantiene una parte centrale che non si prosciuga mai. La vegetazione acquatica, anche nei numerosi laghetti artificiali, è caratterizzata dal genere Ranunculus con tre diverse specie: il raro ranuncolo capillare, un ranuncolo acquatico con le foglie filiformi, il ranuncolo acquatico e il ranuncolo peltato; questi ultimi due presentano dimorfismo fogliare o eterofillia con foglie sommerse filamentose e foglie aeree laminate e lobate. Altre piante acquatiche sono la piantaggine acquatica, la brasca comune, troviamo anche la cannuccia di palude la tifa e la tamerice e altre piante della flora endemica della Sicilia.

È presente il Pleurotus eryngii che a seconda di chi è simbionte cambia varietà ed è chiamato "funciu di fierra" (fungo di ferula) oppure "funciu di panicaut" cioè fungo dell'Eryngium, detto panicaut in francese. Poi si trovano pure il porcino nero, il mazza di tamburo e i gallinacci. In delle piccolissime zone di eucalipti si possono trovare anche i Lycoperdon perlatum. Una specie di fungo che da giovane, quando è bianco e sodo, è commestibile mentre quando matura se schiacciato rilascia una nube di spore in polvere scura. Non mancano poi i funghi tossici e talvolta mortali come l'Amanita phalloides, il Scleroderma citrinum, l'Amanita muscaria e l'Amanita pantherina.

Numerosi sono i mammiferi presenti nella Riserva.

In questo territorio viveva il daino come testimoniato dal nome del colle "Costa dei Daini" (810 m s.l.m.) fra Aliminusa, Cerda e Sclafani. Ma recentemente sono stati avvistati gruppi di daini nel territorio di Cerda e Sclafani, arrivati sempre dal Parco delle Madonie.

L'avifauna è rappresentata da vari ordini:

Passando ai rettili da segnalare:

Tra gli anfibi il rospo smeraldino siciliano, la raganella italiana, la rana italica e il discoglosso dipinto.

Amata phegea

Nello stagno di Bomes[1] sono presenti vari crostacei come il Chirocephalus diaphanus e i Copepodi calanoidi

  1. 1 2 Latitude : 37.826209 (37° 49' 34.352" N) Longitude : 13.815200 (13° 48' 54.720" E)
  • Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, 2003
  • LOJACONO - POJERO, Flora Sicula. 1888.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna 1982. ISBN 88-506-2449-2
  • Memoires de l'academie royale de metz, 1843, Memoires de l'academie royale de Metz
  • Faune ornithologique de la Sicile, Alfred Malherbe.
  • A Monograph of the Colubrid Snakes of the Genus Elaphe Fitzinger. -Author: Klaus-Dieter Schulz.
  • Bruno S., Maugeri S.: Rettili d'Italia, Tartarughe, Sauri e Serpenti. Giunti - Martello, Firenze 1977.
  • Lenk, P. and Wüster, W., 1999, A multivariate approach to the systematics of Italian rat snakes of the Elaphe longissima complex (Reptilia, Colubridae): revalidation of Camerano's Callopeltis longissimus var. lineata., The Herpetological Journal, 9(4), 153-162,

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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La mappa descrive i confini dell'area protetta su viste alternative (mappa, satellite, rilievo). http://www.parks.it/riserva.bosco.favara/map.php