Natrix natrix

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Natrice dal collare
2017.07.17.-17-Tiefer See oder Grubensee-Storkow (Mark)--Ringelnatter.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Superfamiglia Colubroidea
Famiglia Natricidae
Genere Natrix
Specie N. natrix
Nomenclatura binomiale
Natrix natrix
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Coluber natrix, Coluber persa, Coluber scutatus, Coluber torquatus, Natrix vulgaris, Tropidonotus ater, Tropidonotus natrix

Areale
Natrix natrix distribution updated (with borders, cropped).png

La biscia dal collare o natrice dal collare (Natrix natrix Linnaeus, 1758) è un serpente non dotato di veleno della famiglia Natricidae a distribuzione euroasiatica.[2] A seguito di recenti studi genetici, la specie è stata suddivisa in Natrix natrix e Natrix helvetica, la biscia dal collare barrata[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La testa della biscia dal collare. È visibile il collare a cui l'animale deve il nome.

La biscia dal collare è tipicamente verde scuro o marrone con un collare giallo caratteristico dietro alla testa a cui deve il nome. Il colore potrebbe andare inoltre dal grigio al nero. La parte inferiore è più chiara. La biscia dal collare è uno dei più grandi rettili europei raggiunge una lunghezza totale di 150 cm, in rari casi esemplari di notevoli dimensioni possono raggiungere una lunghezza massima di 200 cm.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Natrice in posizione di difesa.

Le bisce dal collare sono grandi nuotatrici, e vanno in letargo durante l'inverno.

Poiché non sono velenose, le loro uniche difese sono la produzione di un fluido dall'odore aspro dalle ghiandole anali o la finzione della morte. A volte fingono anche degli attacchi, colpendo senza veramente aprire le loro bocche. Si difendono raramente mordendo.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Predano quasi esclusivamente anfibi, soprattutto rane e rospi, ma anche tritoni e pesci.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'accoppiamento avviene poco dopo il risveglio, ad aprile o maggio. Le uova dalla pelle in cuoio vengono deposte in gruppi di 8 - 40 in giugno e luglio e si schiudono dopo circa 10 settimane. Poiché le uova richiedono una temperatura di almeno 21 gradi per schiudersi, la vegetazione in putrefazione, incluso i cumuli di compost, sono postazioni preferite. I giovani sono lunghi circa 18 cm quando le uova si schiudono e sono subito indipendenti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questo colubroideo ha un ampio areale eurasiatico. È distribuito nell'Europa continentale, dalla Germania agli Urali e dalla Scandinavia settentrionale alla Grecia. A ovest del suo areale europeo e in Italia essa viene sostituita dalla specie sorella Natrix helvetica. L'habitat della specie comprende una grande varietà di ambienti umidi quali stagni, rive dei corsi d'acqua sia piccoli sia grandi, in aree sia aperte che boschive, in zone pianeggianti, collinari e montane.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La specie comprende numerose sottospecie la cui tassonomia è ancora oggetto di dibattito fra gli esperti.

  • Natrix natrix algirus (fide Sochurek, 1979)
  • Natrix natrix astreptophora (Seoane, 1885)
  • Natrix natrix calabra Vanni & Lanza, 1983
  • Natrix natrix cypriaca (Hecht, 1930)
  • Natrix natrix fusca Cattaneo, 1990
  • Natrix natrix gotlandica Nilson & Andrén, 1981
  • Natrix natrix natrix (Linnaeus, 1758)
  • Natrix natrix persa (Pallas, 1814)
  • Natrix natrix schweizeri L. Müller 1932
  • Natrix natrix scutata (Pallas, 1771)

Natrix natrix helvetica (Lacépède, 1789) era precedentemente considerata una sottospecie, ma a seguito di analisi genetiche è stata riconosciuta nell'agosto 2017 come buona specie, Natrix helvetica, la biscia dal collare barrata. Altre quattro sottospecie furono trasferite da N. natrix a N. helvetica, diventando N. helvetica cettii, N. helvetica corsa, ' 'N. helvetica lanzai e N. helvetica sicula.[3]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) European Reptile & Amphibian Specialist Group 1996, Natrix natrix, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ Natrix natrix, in The Reptile Database. URL consultato il 19 luglio 2014.
  3. ^ a b Carolin Kindler, Maxime Chèvre, Sylvain Ursenbacher, Wolfgang Böhme, Axel Hille, Daniel Jablonski, Melita Vamberger e Uwe Fritz, Hybridization patterns in two contact zones of grass snakes reveal a new Central European snake species, in Scientific Reports, vol. 7, n. 7378, 2017, p. 7378, Bibcode:2017NatSR...7.7378K, DOI:10.1038/s41598-017-07847-9, PMC 5547120, PMID 28785033. libero accesso

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Natrix natrix, in Atlante on-line degli Anfibi e Rettili dell'Emilia Romagna, Museo civico di Storia Naturale di Ferrara. URL consultato il 24 aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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