Ruscus aculeatus

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Ruscus aculeatus
Ruscus aculeatus2.jpg
Esemplare di R. aculeatus
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Asparagaceae
Sottofamiglia Nolinoideae
Genere Ruscus
Specie R. aculeatus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Genere Ruscus
Specie R. aculeatus
Nomenclatura binomiale
Ruscus aculeatus
L.

Il pungitopo (Ruscus aculeatus L.) è un arbusto sempreverde con tipiche bacche rosse impiegate come ornamento natalizio, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Foglie e frutti

Il pungitopo è una pianta cespugliosa sempreverde alta dai 30 agli 80 cm, provvista di cladodi, fusti trasformati che hanno assunto la funzione delle foglie, divenendo ovali, appiattiti e rigidi, con estremità pungenti. Poco sopra la base dei cladodi, in primavera, si schiudono i minuscoli fiori verdastri, e quindi i frutti, che maturano in inverno, e che sono vistose bacche scarlatte grosse come ciliegie. La pianta è dioica, cioè porta fiori, unisessuali, in due piante diverse, una con i fiori maschili e una con i fiori femminili, che producono le bacche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una specie dell'Eurasia ma si spinge anche nella regione mediterranea, nella regione centro-europea e anche in quella atlantica.

Costituisce una delle componenti del sottobosco delle pinete e delle leccete nel bioma mediterraneo, mentre nelle foreste decidue è riscontrabile in querceti ma, in alcuni casi, anche in faggete di bassa quota.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Il pungitopo viene coltivato come pianta ornamentale, soprattutto come decorazione durante le feste natalizie.

Il nome fa riferimento al fatto che anticamente le sue foglie, taglienti, venivano messe attorno alle provviste, per salvaguardarle dai topi.[2]

I germogli di pungitopo, dal gusto amarognolo, raccolti da marzo a maggio, vengono utilizzati in cucina a mo' di asparagi, lessati per insalate, minestre e frittate.

I semi, opportunamente tostati, venivano un tempo impiegati come sostituti del caffè.

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Nella medicina popolare, per le doti diuretiche che possiede, è usato nella “composizione delle cinque radici”, che comprende pungitopo, prezzemolo, sedano, finocchio e asparago.

Tra i componenti principali del rusco vanno citati i flavonoidi con il rutoside. È proprio quest'ultimo ad essere indicato e definito come vitamina P (cioè con caratteristiche simili), e quindi indicato per aumentare la resistenza delle pareti dei capillari. Quindi, il suo utilizzo principale è nella terapia delle varici venose, delle emorroidi, delle flebiti. La pianta viene indicata anche come antinfiammatorio, diuretico e antireumatico.[3] Abitualmente il rusco viene prescritto per via orale, tramite il decotto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ruscus aculeatus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20 novembre 2021.
  2. ^ Mariano Cheli, Pungitopo (Ruscus aculeatus): Consigli, Coltivazione e Cura, su L'eden di Fiori e Piante, 16 maggio 2018. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  3. ^ Le piante medicinali, di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.38

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruscus aculeatus L. (PDF), su istflori.it. URL consultato il 12 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  • Proprietà medicinali, su altavaltrebbia.net. URL consultato il 12 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2007).
  • Scheda, su piante-e-arbusti.it. URL consultato il 12 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2008).
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